Re d’Italia

di Stefano Olivari
Il comizio trash di Lippi, le pagelle di Cannavaro, il pagamento del Gallipoli, la stizza interista, Galliani juventino e i titoli coraggiosi.

1. Il numero dei tifosi della Nuova Zelanda è aumentato in maniera esponenziale dopo la comparsata di Marcello Lippi a Sanremo, a supporto del trio Pupo-Principe-Tenore. L’apoteosi del trash: trash la canzone, un inno a imprecisabili valori e alla famiglia (Pupo, teorizzatore e praticante della normalità dell’averne più di una), trash la poco sottile operazione politica (è comunque significativo che il televoto abbia salvato Emanuele Filiberto), trash le urla del pubblico ‘Cassano, Cassano’, trash il comizio del c.t con incommentabile uso retorico della morte di Ballerini. Unica cosa credibile le immagini della Nazionale a corredo di una canzone sull’Italia: è vero, l’Italia è per noi  quella della maglia azzurra, il resto è lotta contro chi crede di essere più furbo.   
2. Una pagella di una partita di serie A ha valenza vicinissima allo zero, come gli amici di Cialtrocalcio ci segnalano quotidianamente. Tanto che campioni del mondo quali Cannavaro e Grosso possono anche non giocare ma prendere un voto dal QN. Così come Felipe Melo, da squalificato. La cosa drammatica è che spesso delle pagine calcistiche dei giornali è l’unica cosa leggibile.
3. Perchè un imprenditore friulano dovrebbe comprare il Gallipoli? La vera domanda in fondo è questa, il resto è cronaca. Come quella della Gazzetta del Mezzogiorno: la Procura della Repubblica di Lecce ha aperto un’inchiesta, con l’ipotesi di truffa aggravata in concorso, proprio sul passaggio del Gallipoli nell’estate 2009 da Vincenzo Barba a D’Odorico e al suo socio Concina. Dei tre milioni di euro concordati nemmeno un centesimo sarebbe stato ancora pagato al vecchio proprietario. Non solo: circa due mesi fa D’Odorico avrebbe versato le quote sociali ad una fiduciaria, di cui lui stesso è amministratore. Sull’utilità del meccanismo della fiduciaria in funzione cialtrona sollecitiamo un parere dei lettori-avvocati. Stiamo parlando del secondo campionato di calcio italiano, è bene ricordare. Sorvoliamo sulle segnalazioni di conoscenti non pagati (è materia per Campana) e concludiamo così: chi non paga non rischia in pratica niente. E’ l’Italia dei Caso, gli incredibili editori di Dieci e di varie altre fallimentari imprese, tuttora attivissimi nel mondo dei giornali e dei contributi pubblici ad essi collegati.
4. I comici hanno un solo grave difetto: di solito non fanno ridere. Niente è invece più ridicolo della seriosità, come quella del dibattito su Balotelli in tribuna a San Siro per Milan-Manchester United. In parte ispirato dall’Inter stessa, con la vicenda semi-chiusa dal solito Moratti-Saras. Come se un calciatore avesse il diritto di guardare solo le partite della sua squadra o di parlare solo del suo orticello, secondo il teorema Bettega (che sta sentendo brutti spifferi, altro che ‘John e Andrea insieme a Vinovo’). Il miglior augurio che si può fare a Balotelli è quello di giocare nell’Arsenal.
5. Adriano Galliani alla Juventus è, in parole povere, una bufala. Non per questioni di tifo (lui è juventino confesso, fin dall’infanzia, poi la vita decide per te), ma perchè non è nemmeno lontanamente immaginabile un suo ruolo nel calcio slegato dal Milan. Per motivi che Berlusconi ben conosce, visto che per operazioni strampalate già nei presupposti (l’ultima Mancini, giocatore in declino già dai tempi di Roma) si limita sempre ad un buffetto del genere ‘guarda che ho capito’. Questo non toglie che in un futuro prossimo gli si possa affiancare in rossonero un altro dirigente. Ben diversa la situazione di Leonardo, che per non essere tabarezzizzato nel pomeriggio ha in pratica rimesso il mandato spiegando che il Milan non dovrà mai pagare due allenatori. Una persona che parla e che si presenta bene troverà sempre un posto in un calcio di impresentabili, magari non in panchina. Per il futuro ognuno puà sparare la sua, con le stesse possibilità di prenderci degli esperti di calciomercato, la nostra è che a Berlusconi sia rimasto nell’anima Fabio Capello.
6. Unanimità di giudizi per l’arbitraggio di Ovrebo a Monaco, seguita da unanimità di titoli. Se al posto del Bayern ci fosse però stata una squadra italiana avremmo però letto lo stesso, a parità di episodi, ‘Fiorentina derubata’? Coraggiosi con chi non ti legge, come al solito. Intanto le copie vendute calano e nessuno sa dire il perché.
stefano@indiscreto.it 

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