Alici salate

di Oscar Eleni
L’importanza del circo NBA,  il calore di Avellino e la favola di Aradori.

Dicono che le labbra delle alici salate siano molto fredde. Non domandatevi cosa si beve e cosa si fuma quando uno apre così, diciamo che lo fa per seguire la moda arbitraria del nulla con palla al centro. Perché? Beh, se dobbiamo scoprire cosa facevano i calciatori quando tiravano coriandoli, se dobbiamo ancora entusiasmarci se annunciano una nuova tournèe dei Globetrotters, se consideriamo più importante di ogni cosa del nostro basket il circo intorno alla NBA, contenti che il Gallo giochi e perda con i secondo anno contro le matricole, facendo anche una figura modesta, eccitati per la sua gara nel tiro da tre punti, allora è meglio studiare le labbra delle alici salate.
La terza giornata di ritorno chiude la prima fase: da domani, chi c’è, Cantù ci sarà, potrà pensare alle finali di coppa Italia nel “fresco” palazzo di Avellino dove oggi Roma, ma soprattutto l’ex Boniciolli, conosceranno il sapore dell’ospitalità per chi è contro, per chi è andato via. Ci sarebbe da fare tanti ragiornamenti su questa stagione dove l’avvocato Papalia ci aiuta ad entrare nel Carnevale annunciando che andrà fino alla Cassazione per sapere se è davvero colpevole di aver reso ridicolo un campionato professionistico. Soldi in legali, non per i giocatori e per questo Napoli è un fantasma nell’opera.
Speriamo non lo diventino quelli di Varese che vanno a misurare la febbre di Biella, quattro sconfitte nelle ultime cinque partite, consolandosi con la favola dell’Aradori Arad’oro promosso campione perché tira bene. Speriamo che non perdano contatto con la bella realtà del Cantuki i giocatori della NGC che vanno a trovare l’architetto Frates, un ex ricordato per i suoi colpi di martello, per certi urlacci, incubo, purtroppo, per i ragazzini delle giovanili, e questo era un grave errore, uno stimolo giusto per i professionisti, e questo era il bene del gruppo e della società. Due trasferte difficili, due prove per non farsi venire l’idea che il domani non ha ancora certezze. Varese è vicino alle boe come il catamarano Alinghi, Cantù è vicino alla festa di coppa, ma sogna di prendere per la coda la Caserta del Pino Sacripanti che sarà al Palalido contro Milano che quando gioca nella sua vecchia chiesa non apre quasi mai i botteghini.
Oscar Eleni

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