Interessa al Bayern

di Marco Lombardo
Le colpe che Ferrara non ha, gli azionisti di Felipe Melo e il bar di Maifredi.

1. Adesso che si appresta a diventare un grande ex è giusto concedere l’onore delle armi a Ciro Ferrara, che ha sicuramente le sue colpe ma è stato messo in una situazione imbarazzante da quelle di altri. La triade juventina composta da Jean, Claude e Blanc infatti ha dimostrato che non basta aver studiato marketing per capire qualcosa di calcio, soprattutto quando c’è da fare affari con i lupi. Ad esempio: ci vuole tempo per definire un fallimento l’acquisto di Diego, ma se ricordiamo il modo in cui il brasiliano è arrivato a Torino si capisce che qualcosa già non funzionava. In pratica: a mercato non ancora ufficialmente iniziato, è bastato che il Werder facesse “bù” (ovvero “interessa anche al Bayern”), che l’uno e Trino decidesse di calare immediatamente i 25 milioni richiesti senza trattative. Risultato: alla Juve pensavano fosse arrivato MaraDiego, così come enfaticamente soprannominato dal quotidiano amico alla prima partita da 7. Domanda al quotidiano amico: ha sbagliato solo Ciro?
2. Altro capitolo è Felipe Melo: la cosa più sconcertante della partita di domenica non è stato il liscio che ha regalato il gol a Nesta, ma la sua reazione subito dopo il misfatto. Chiunque si sarebbe strappato i capelli, almeno per far vedere che gli importava. Ma siccome non li ha (i capelli) il brasiliano ha pensato bene di stare fermo, rassegnato, quasi non gli importasse nulla dell’accaduto. Ricordiamolo: è stato pagato anch’egli 25 milioni di euro e anche di questi Blanc dovrebbe rispondere ai tifosi. Meno male però che oggigiorno si risponde solo agli azionisti…
3. La cosa più triste dell’era televisiva è il campione-allenatore-arbitro fallito che si ricicla come opinionista in tv per sparare sentenze e lo diciamo facendo (in minimissima) parte della categoria, di opinionisti tivù s’intende. Tempo fa ci chiedevamo perché un tecnico che nessuno voleva più in panchina (non ci riferiamo a Maifredi) per manifesta incapacità potesse fare la seconda voce delle partite importanti pur essendo incapace anche con l’italiano, poi però abbiamo avuto la conferma che le tessere fanno miracoli. Questo per dire che Gigi Maifredi, oltre ad essere sicuramente simpatico e non avere tessere, nel suo curriculum però ha l’aver guidato la Juve all’unico fallimento della storia recente (settimo posto, fuori dall’Europa), prima di collezionare sette, dicasi sette, esoneri in giro per l’Europa. Per questo la reazione di Ferrara a Controcampo è comprensibile: quella di Maifredi (“La Juve con questa rosa doveva vincere lo scudetto”) più che un’opinione di un allenatore sembrava provenire da un bar sport. Anche Maifredi, in effetti.
Marco Lombardo
(in esclusiva per Indiscreto)

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