Dall’Inferno al Paradiso (o viceversa)

di Andrea e Marco Lippi
Il racconto dell’incredibile Francia-Bulgaria del novembre 1993, la partita della vita di Emil Kostadinov. Quando la fortissima nazionale di Houllier riuscì senza grandi demeriti a buttare via la qualificazione al Mondiale americano…

17 novembre 1993
Una e la stessa è la via all’insù, e la via all’ingiù
(Eraclito)

E’ una fredda sera di novembre, a Parigi. Una sera strana e piena di tensione, in cui ci si gioca tutto, o dentro o fuori, come spesso accade nelle ultime gare delle qualificazioni ai Mondiali. Una sera in cui si decide se i Mondiali te li andrai a giocare negli Stati Uniti oppure se li guarderai seduto sul divano, davanti alla televisione. Il tabellone luminoso del Parco dei Principi mostra i nomi di due squadre, il cronometro, ed un punteggio. I nomi delle due squadre sono Francia e Bulgaria, il minuto è l’ottantanovesimo ed il risultato è di uno a uno. Sugli spalti colorati di blu, i tifosi francesi quasi non hanno il coraggio di guardare gli ultimi minuti della gara che li separa dal possibile rientro ai Campionati del Mondo. Quattro anni prima, la delusione era stata troppo grande. Dopo i fasti dell’era di “Roi Michel”, nel 1982 e nel 1986, mancare la qualificazione era stato un colpo al cuore dei tifosi transalpini. Le sconfitte contro Scozia e Jugoslavia erano rimaste tra i peggiori incubi di tutti i francesi.
Eppure stavolta la musica era sembrata diversa: con sei vittorie nelle prime otto partite e ancora due gare da giocare, entrambe in casa contro Israele e Bulgaria, ai galletti bastava un solo ultimo punto per staccare il biglietto per il mondiale nordamericano. Solo un punto. La qualificazione era praticamente cosa fatta.
La squadra allenata da Gerard Houllier era affidabile in ogni reparto: una difesa rocciosa, con Desailly e Blanc all’apice della carriera, un centrocampo che poteva contare sulla corsa di Deschamps e l’estro di Ginola, ed un tandem d’attacco tra i migliori d’Europa, formato da Jean-Pierre Papin ed Eric Cantona: un pallone d’oro ed uno dei più grandi talenti della Francia degli anni novanta. Gli uomini di Houllier contavano di chiudere il discorso qualificazione al primo dei due appuntamenti, quello del 13 ottobre contro gli israeliani, fanalino di coda del girone. E invece le cose si erano subito messe male. Dopo venti minuti Israele era infatti passata in vantaggio a sorpresa con un gol di Harazi che aveva finalizzato una bellissima azione corale. La Francia però era riuscita a reagire con i propri campioni, ribaltando il risultato già nel primo tempo, trovando prima il pareggio con un destro radente di Sauzée, e poi il gol del 2-1 con con un meraviglioso destro a girare di Ginola. Nel secondo tempo la Francia aveva sempre tenuto in mano la partita, sfiorando il gol del 3-1 in più occasioni, la più ghiotta delle quali con Papin, che imbeccato da Cantona, aveva calciato a lato, solo davanti al portiere. Ma poi, proprio quando ormai partita e qualificazione sembravano essere in dirittura d’arrivo, era accaduto l’impensabile: Israele prima aveva pareggiato al minuto ottantatre col subentrato Berkovitch, e poi aveva incredibilmente trovato il gol della vittoria in pieno recupero, al minuto novantatre, con lo scatenato Reuven Atar che aveva gelato il Parco dei Principi e regalato ad Israele una storica vittoria sul campo di una delle più forti nazionali d’Europa: l’unica vittoria della nazionale israeliana nel suo girone di qualificazione.
Vecchie e nuove paure erano affiorate nelle menti dei tifosi francesi, che avrebbero dovuto ora conquistare almeno un punto contro la Bulgaria, che battendo l’Austria nel penultimo turno, aveva lasciato aperto il discorso qualificazione. Il commissario tecnico francese Gerard Houllier si affida nuovamente alla formidabile coppia d’attacco Papin – Cantona, rinunciando in un primo momento al fantasista David Ginola. I transalpini scendono in campo con il conseuto 4-4-2: Lama; Desailly – Blanc – Roche – Petit; Deschamps – Le Guen – Pedros – Sauzée; Papin – Cantona.  La Bulgaria, dal canto suo, confida nel talento della sua stella Hristo Stoichkov, che viene schierato a supporto di altre due punte di ruolo, Kostadinov e Penev: Mikhailov; Kremenliev – Hubchev – Ivanov – Zvetanov; Lechkov – Yankov – Balakov; Stoichkov; Penev – Kostadinov.  
I francesi partono forte e cercano da subito un gol per scacciare i fantasmi, ma non riescono a superare il portiere bulgaro Mikhailov, che per ironia della sorte gioca proprio nel campionato francese, addirittura in seconda divisione. La sua parata migliore è su una punizione ben calciata da Sauzée e indirizzata all’incrocio dei pali. La Bulgaria, dal canto suo, imposta la partita sul contropiede, ma non riesce a raccogliere molto di più di un calcio di punizione dal limite dell’area, che Stoichkov calcia però alle stelle. Al minuto trentadue gli spalti colorati di blu del Parco dei Principi esplodono di gioia: su un bel cross dalla destra di Didier Deschamps, Papin con una bella sponda di testa libera al tiro Cantona, che di collo pieno spedisce il pallone alle spalle di Mikhailov. E’ il gol dell’uno a zero. I francesi sono ad un passo dalla tanto agognata qualificazione: la Bulgaria dovrebbe segnare due gol, e l’impresa sembra davvero disperata.
Ma non passano nemmeno cinque minuti, e i bulgari trovano il pareggio. Su un calcio d’angolo di Balakov, il bomber Kostadinov svetta di testa e con una splendida torsione manda la sfera nell’angolo alto, superando anche il difensore appostato sul palo, e facendo ripiombare nel terrore i tifosi transalpini, la cui mente torna immediatamente alla scellerata gara contro Israele di un mese prima.
Si va al riposo sull’uno a uno.
Alla Francia comunque il pareggio basta. Sarà  sufficiente amministrare la partita, mantenere il possesso della palla: la Bulgaria di stasera, di questa strana e fredda sera di novembre, non è certo sembrata irresistibile. Una grande squadra titolata come la Francia non può farsi sconfiggere dalla paura. Il secondo tempo, infatti, procede come da copione previsto dai francesi, senza sussulti né rischi inutili per la difesa dei bleus. Anzi, semmai è la Bulgaria a dover ringraziare il proprio portiere Mihkailov per non essere andata nuovamente sotto: l’estremo difensore si oppone con sicurezza ad almeno due pericolose conclusioni da fuori area. Il tempo scorre, inesorabile, verso il novantesimo minuto, verso il triplice fischio dell’arbitro scozzese Mottram, quel triplice fischio che tutti, giocatori in campo e tifosi sugli spalti, aspettano come una liberazione o come una maledizione: l’Inferno o il Paradiso. Eccoci allora tornati all’inizio del racconto.
Minuto ottantanove sul grande cronometro illuminato del tabellone del Parco dei Principi. Sugli spalti colorati di blu, i tifosi francesi quasi non osano guardare. Nel piccolo settore colorato di bianco, rosso e verde, i tifosi bulgari sono invece ormai senza speranza. La palla è  in possesso dei francesi, che cercano di far trascorrere gli ultimi frangenti di partita tenendo la sfera nei pressi della bandierina del calcio d’angolo. Conquistano un calcio di punizione in zona d’attacco, proprio nei pressi del corner. Scocca il novantesimo. David Ginola, subentrato a metà ripresa al posto di Papin per dar man forte al centrocampo, invece di continuare nel possesso palla e guadagnare tempo prezioso, fa partire un lungo traversone verso una zona dell’area bulgara dove non si vede nemmeno una sola maglia blu.
Con due stati d’animo contrapposti le tifoserie seguono con trepidazione il lungo ed inutile cross di Ginola, che finisce la sua corsa proprio ai piedi del terzino Kremenliev, che svelto fa partire l’ultimo disperato assalto dei bulgari.
Sugli spalti colorati di blu affiora quella strana sensazione che i tifosi di calcio hanno da sempre imparato a conoscere bene, loro malgrado, specialmente nelle partite così delicate e che rimangono in bilico fino alla fine: non è soltanto la paura di poter perdere, ma è più la frustrazione di chi sa di essere completamente inutile, inerme, impotente di fronte al destino delle propria squadra del cuore che sta per compiersi. Nel settore colorato di bianco, rosso e verde, invece, i supporters bulgari si ritrovano, nel volgere di un attimo, a passare da uno stato d’animo di malinconica rassegnazione – che a dire il vero nei tifosi di calcio non è mai del tutto sincera –  ad uno di improvviso e mal celato ottimismo.
Il rilancio di Kremenliev pesca in mezzo al campo quel gigante di Lubo Penev, che con la coda dell’occhio vede accorrere sulla fascia destra l’altro attaccante, Emil Kostadinov, che avanza a grandi falcate. Penev controlla il pallone non facile e con un tocco preciso riesce a scavalcare la difesa e servire il pallone sulla corsa a Kostadinov. Il veloce attaccante vede aprirsi davanti a sé un insperato corridoio che conduce dritto dritto alla porta difesa da Bernard Lama…Sugli spalti colorati di blu, i tifosi si mettono già le mani nei capelli, e nei loro occhi si legge già la stessa delusione di quattro anni prima, quando il mondiale italiano era stato loro precluso da un disgraziato girone di qualificazione…
Nel settore colorato di bianco, rosso e verde, i tifosi giunti da lontano a sperare nel miracolo seguono con lo sguardo la folle corsa di Emil Kostadinov, ed ancora non sanno quali porte schiuderà loro la conclusione a rete del loro centravanti…Kostadinov entra nell’area francese tagliando in due la difesa come un coltello nel burro, e lascia partire una staffilata di destro che sfiora la traversa e si infila in rete, non lasciando scampo né a Lama, né alle preghiere dei tifosi transalpini…Corre con le braccia al cielo, Emil Kostadinov, letteralmente inseguito dai compagni di squadra, increduli quanto lui di aver centrato un’impresa storica davvero impensabile…
Sono passati venti secondi da quel calcio di punizione per la Francia. David Ginola ha ancora negli occhi quel pallone calciato a casaccio in mezzo all’area di rigore… Quel pallone che poteva tranquillamente tenere ancora un po’ lì accanto alla bandierina del calcio d’angolo… Quel pallone che valeva un posto ai Campionati del Mondo…Con la cannonata di Kostadinov al novantesimo minuto la Bulgaria si ritrova d’improvviso catapultata in un Mondiale in cui, tra la sorpresa generale, raggiungerà addirittura la semifinale, dove verrà sconfitta soltanto da due prodezze di Roberto Baggio.
Per quanto riguarda i francesi, la sorte sembra veramente essersi accanita contro di loro: prima il Mondiale del 1990, e adesso quello del 1994, tutti e due visti in televisione, seduti sul divano…Buon per loro che il prossimo Mondiale, quello del 1998, saranno proprio loro ad organizzarlo, e quindi per lo meno saranno qualificati di diritto…Chissà, forse allora la dea bendata deciderà di trattarli in modo diverso.
Andrea Lippi e Marco Lippi
(per gentile concessione degli autori, brano tratto dal loro libro ‘Linea di porta – Emozioni e ingiustizie in 14+1 episodi della storia del calcio’)
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