Cantine segrete

di Oscar Eleni
Nostalgia di Mestre, i tramezzini di Zancanella, l’odio di Seragnoli, la festa per Jura, la lezione di Bucchi, il golf per Meneghin, gli acquisti Armani e il manager Coldebella. Voti a: Bulgheroni, Sacripanti, Capobianco, Sidoli, Robbins, Mazzoleni, Lardo, Fucka, ScavoSpar, Rai e Gentile.
Oscar Eleni dalla cantina del basket dove Gianni Petrucci consiglia e scomunica, adesso lo ha fattoa Scauri spuatando su una serie A che comunque incassa e fa pubblico, ultimo rifugio per dimenticare le cicatrici di un corpo invecchiato dopo aver inseguito, purtroppo soltanto con la mente, Chuck Jura nel suo viaggio del ricordo, lui che gioca ancora per vincere titoli da over 50 e che sfida volentieri Bucci e i veterani di Natucci e de l mio cerusico Max Barbieri. Eravamo idealmente con lui quando si è seduto al tavolo del Camionista di Forte Marghera dove lo festeggiavano gli amici di Mestre che per quella mano sinistra de deus avevano ritrovato lo slancio dei tempi in cui Villalta filava e Augusto Giomo sentiva musica celestiale in palestra.
Abbiamo lasciato l’allegra compagnia incuriositi dal fatto che su una strada del Nord Est, al Baraonda, l’ex arbitro Zancanella ci proponeva i migliori tramezzini del Nord Est, ma non volevamo più mangiare o bere, eravamo in spedizione sensoriale per poter rispondere ad un tifoso Fortitudo che legge queste righe, incuriosito dal fatto che il commissario che oggi siede al tavolo dei giudici di campo, bello rubizzo, bello rotondo, bello e basta, altro che Brunetta, tiene nel suo locale dove lo vedi sorridere, lo vedi brindare alla vita con il suo grembiulone da oste, mentre crea i famosi tramzan, le foto di una carriera arbitrale onoratissima e fra queste c’è la famosa finale scudetto Virtus- Fortitudo, quella della beatificazione di Messina e Danilovic, quella del tiro da tre tramutato in vino da quattro per il fallo- non fallo di Wilkins, per l’azione che ha cambiato la vita di tantissima gente, dal Seragnoli che ha cominciato ad odiare davvero il basket, al Pero Skansi che era vicino alla gloria eterna, al Dominque fanfaron. Quel tifoso non riesce a capire che cosa ci sia da ricordare con quel fischio, salvo le lacrime di chi ha vinto e di chi ha perduto.
Mistero, ma eravamo sullo stradone soltanto con il pensiero perché si doveva tornare a Milano perché dall’ ex Mico gli amici di Chuck, quelli con la maglietta Jura is back erano pronti a brindare nelle vecchie sale dove un tempo Giordani aveva aperto la sua università della vita, la casa dell’altra Milano. Grande mangiata, brindisi stupendi con Zanatta, Caspani, Farina, Maccheroni, Pampana, Brambilla, Crippa che organizza tornei giovanili stupendi, il dottor Papetti, dottore oggi, giocatore ieri, Dante Gurioli con la stessa faccia angelica della sera in cui il Chuck furente con tutti aveva fatto inventare al professor Guerrieri la scenetta: “ Ma con chi se la prende?” avendo come risposta serafica e risolino ironico: “ Sicuramente non con lei o caro professore”. Nel gruppo anche il fisio dalle mani a cento gradi Natale Redaelli che aveva mancato il primo raduno straccionato, il Guidali sempre vivace con Veronesi (giovedì assente), un gruppo che faceva festa sul serio e non sapeva della goffa comparsata Armani al Palalido, quando senza avvisare nessuno, quindi giocandosi almeno 200 persone in più nel Lido ancora da ritoccare ( speriamo ci riescano davvero visto che la Milano da bere e non da mangiare ha soltanto il Forum per i grandi artisti), è stato omaggiato il grande avversario spesso preso a pallate e fischi, ma salutato in piedi anche dai giovani della curva che avevano appena emozionato Giorgio Armani e si erano almeno documentati sul figlio dello sceriffo, cosa che certo non potevano fare i pendolari dell’autostrada, quelli che ieri hanno portato Bucchi ad Urbino per una lezione che sicuramente farà epoca perché non capita spesso di ricevere consigli da chi ancora sembra averne tanto bisogno per fare dell’Olimpia una squadra con una testa e una sostanza. Cattiveria gratuita per chi vince da quattro partite in fila? Può darsi, ma tanto a loro cosa può interessare eppure il Pierino bolognese una volta accettava di parlare con al gente e nonc chiudeva le porte spaventato. Sono voci che arrivano dalla cantina dove devi nasconderti inseguito da quel sommelier che offre una insalata di erbe aromatiche con pinoli tostati e burro all’ olio( vacca boia anche questo dice il fauno colesterolo) e pretende pure che al posto del vino tu ci beva sopra un Tè verde cinese con note di cioccolato bianco e leggero aroma di ginger.
A proposito di cioccolato perché Meneghin non si ferma a casa Bulgheroni e chiede al Toto se gli può dare una mano anche con il basket dopo il capolavoro nel golf delle donne e dei fratelli Molinari. Forse si può partire da lui, più che da altri soggetti non identificabili, e non dia ascolto a chi suggerisce il tempo pieno soltanto per arrivare al conflitto con Siena. Certo che è meglio il tempo pieno, ma non puoi neppure andare in casa d’altri a dettare legge, anche perché, come si è visto, certe simpatie portano al disastro.
Lo stesso disastro della riunione di Lega finita con tanto odio bruciato per scegliere la sede della finale ad otto di coppa Italia. Era l’occasione per far diventare la manifestazione un brigantino da far volare nel cuore della passione. Non ci sono riusciti anche perché amano farsi dispetti, andare in RCS per dire che gli altri sono tutti fessi, per far sapere che al pubblico bisogna raccontare la bugia del bilancio in rosso, ma nella sostanza non è vero e guarda caso l’ultima scaramuccia sul fiume è avvenuta proprio per poter bussare alla porta di chi organizzando il Giro, il grande rugby e si è degnato di prestare attenzione anche al basket.
Giornata per rompere l’argine, lasciando passare il fiume Mens Sana. Gli altri chiedendo aiuto, avendo scoperto che si sbaglia tanto, si sbaglia troppo se davvero Milano vince e fa il meglio senza poter utilizzare i due grandi acquisti dell’estate Acker e Petravicius, se le viene bene ogni cosa con Rocca, Mordente e quel che resta di Bulleri, se scopre l’orgoglio di Hall il peccatore, se al regista Finley chiede una scialuppa , senza passare e pensare più agli altri, per mettere sotto il mare di Pesaro il povero Luca Dalmonte che farà bene a chiedere qualche danno a chi gli garantiva un tale Cvtekovic da 1 su 10, anche se all’esordio non è cosa nuova quando sei costretto a rimediare agli errori.
A proposito di errori qualcuno sa spiegare perché il manager Coldebella ha fatto diventare Caserta la seconda forza del campionato mentre Milano lo allontanava dopo averlo allevato con l’illusione che avrebbe potuto continuare come dirigente se non come assistente allenatore? Anche qui mistero, ma è lo stesso mistero che devono risolvere a Pesaro dove hanno mandato via Pino Sacripanti che ora da Caserta sventola il vessillo della Brianza non alcolica, felice di aver messo un tarlo nella testa, anche nostra, per quella candidatura al dopo Recalcati che lasciava un po’ storditi, che ha portato confusione anche in terra di lavoro.
Ultima nota vellutata, emozionante i ragazzi visti in campo a Biella: Capobianco con Marino e Poeta in panca è arrivato alla volata vincente, Bechi con Aradori, super fino a quando non è tornato lego letale, con Chessa molto bravo anche se non doveva avere in mano lui il cerino nelle ultime due azioni. Questo è voler rischiare, voler lanciare giovani talenti, il resto è fufferia petrucciana. Lo dicono i giocatori stessi: fateci andare in campo se ce lo siamo meritato in allenamento e gli Amoroso piacciono se usano la testa e mai i piedi.
Pagelle accidenti che sul ponte del Camionista sventola la bandiera che una volta a Mestre era il regno dei Veterani.
10 A Toto BULGHERONI che, da quando si occupa come responsabile tecnico della federgolf del Chimenti che ha fatto infuriare in tempo elettorale il pontefice del Foro Italico, forse potrebbe essere utile anche al basket, alla Nazionale, ma che, per adesso, se la gode e non pontifica.
9 A Pino SACRIPANTI per il suo capolavoro a Bologna dove come braccio armato ha scatenato il Di Bella che non ha mai smesso di essere l’elettrino portafortuna delle squadre dove ha giocato, che non ha mai voluto rispondere al proprietario delle Vu nere che avrà inventiva, ma ancora non sa distinguere la gente vera da quella che fa soltanto notizia.
8 Al CAPOBIANCO uscito vincitore da giornate difficili, da una partita dura come quella di Biella tenendo seduto in panchina, nel finale, il figlioccio Poeta che parla benissimo, che incanta la sciura Ellisse, ma che dal periodo di Azzurra ha perso il senso del ritmo e del sacrificio per diventare un giocatore al servizio degli altri.
7 A Gian Matteo SIDOLI, ex arbitro di serie A, generazione d’oro del basket reggiano, per la sua fede nel premio Riverberi-Quattro Castella che va a cercare i personaggi dove si devono trovare, ma che non dimentica la base se deve dire alla federazione che certe regole, certi risultati a tavolino dimostrano che chi comanda non ha mai messo piede sui campi giovanili, sui campi in generale.
6 Alla memoria di Red ROBBINS guerriero dell’epoca d’oro nel Simmenthal scippato di una coppa campioni a Madrid nel 1967, vecchio pirata che nell’intervallo considerava la birra l’unica vitamina utile per avere ancora energie nella Cinzano retrocessa in A2 nello stesso anno in cui, però, con Silvester straniero extra, vinse la coppa delle coppe a Torino. Per lui il canto di una curva che doveva onorarlo, di una società che doveva almeno mettersi il lutto.
5 A Paolo MAZZOLENI, arbitro di calcio, che si è fatto contestare dal solito Zamparini proprio nella settimana in cui avremmo voluto dargli un dieci per questa passione verso il basket. Pazienza, direte voi, se tifa Fortitudo e come tanti la rivede in A dilettanti con lo spirito di un tempo, dove la palla gira e non ti girano le palle, per avere più informazioni sulle partitelle del gruppo Aquila, composto anche dal designatore Collina e da Romero contro Rizzoli (Virtus), Trefoloni (Siena) e dal segretario Marinelli (Brindisi).
4 A Lino LARDO per non aver ascoltato chi lo invitava a non esaltarsi mai per i risultati Virtus perché nell’euforia qualcosa va sempre perduto, perché nelle ultime stagioni appena usciva il turibolo c’era intossicazione. Chieda in giro e non soltanto al Boniciolli che sembra dimenticato.
3 A Gregor FUCKA che vedevamo ancora bene in A1, ma che da quando è andato a Pistoia dall’amico Moretti conosce soltanto domeniche tristi. Speriamo si riprenda e faccia venire il rimorso a chi ha lasciato scendere di categoria lui e Chiacig.
2 Alla SCAVO SPAR che non trova la strada per uscire dalla crisi di risultati, che ha fatto venire dubbi a Valter Scavolini, che ha fatto piangere la mascotte Andrea Rinaldi, l’Ape che vola sulla passione e che non ne poteva più delle contestazioni.
1 Alla RAI che insiste con la grafica peggiore e con le luci più basse. Certo anche SKY non fa molto per chi ci vede poco, mentre Sport Italia sta migliorando tutto anche se per la A dilettanti serve ancora uno sforzo e un vocabolario non prestato dall’eco di SKY o dal Bagattino che considera l’argento europeo di Messina un cattivo risultato.
0 A Nando GENTILE che non può continuare a fingere di non essere addolorato per le contestazioni, che fa bene a battersi perché certe polemiche danneggiano una squadra dove, lo dovrebbe sapere lui meglio di altri, i giocatori regrediscono cominciando dal Jaaber che non era e non sarà mai un vero regista. Era la stessa malattia dei giorni in cui Repesa insegnava, seminava, aveva un vero progetto e sapeva dire qualcosa di più concreto del solito dai, su, forza.
Oscar Eleni

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