Inventori di problemi

di Libeccio
1. Apprendiamo dai giornali che a partire dal primo dicembre prossimo sulle spiagge di Rio de Janeiro sarà proibito giocare a pallone (dalle 8 alle 17). E’ quanto contenuto nell’ordinanza del sindaco di Rio Eduardo Paes, finalizzata a “bonificare” la città in vista dei Mondiali di calcio che saranno ospitati in Brasile nel 2014. “Dobbiamo dare del Brasile un’immagine diversa”, ha precisato il sindaco, come se l’aspetto infame del Brasile fossero le partite di calcio sulle spiagge.
2. Eppure il calcio nella sua dimensione più profonda, quella che assume addirittura a estetica e letteratura e metafora inarrivabile sulla vita, parte proprio dalla strada e, nel caso del brasile e non solo, anche dalla sabbia. E’ noto come sulla sabbia di Rio siano nati talenti inarrivabili, resi tali proprio dalla abitudine a gestire la pelota su un fondo così difficile. Anche depurate dall’effetto cartolina, le partite sulla spiaggia in Brasile fanno parte del paesaggio locale come le chiese in Italia e i grattacieli a New York. Inspiegabile che il sindaco assuma una decisione così in contrasto con l’anima profonda di un Paese dove la vita è sempre ogni cosa e (insieme) il suo esatto contrario.
3. Inspiegabile anche la vicenda Balotelli e lo zero assoluto che Special One gli ha assegnato a conclusione della gara con la Roma. Il ragazzo è difficile da gestire, va bene. Il ragazzo è refrattario alle regole, agli allenamenti (Sarà vero? Perchè abbiamo informazioni di segno contrario…perchè nessuno lo scrive? Tutti danno per scontato che Mourinho dica la verità…), al rispetto della tattica e delle consegne durante il gioco. Personalmente riteniamo Balotelli il più grande talento del calcio italiano degli ultimi dieci anni, come potenziale. Classe purissima e tempra del grande calciatore: se non si perde può diventare un campione inarrivabile. Balotelli ogni volta che entra in campo cambia il volto della gara in positivo, anche quando non è in giornata o non fa giocate che entrano nei servizi tivù. Salta sistematicamente l’uomo e la gabbia che gli avversari gli costruiscono intorno, altrimenti costringe al fallo sistematico. La squadra con lui in campo va sempre in superiorità numerica e sale di almeno 20 metri. Ha visione di gioco come un veterano e ogni suo movimento verso i compagni crea scompiglio nelle fila avversarie. Sotto porta poi (pur partendo da lontano per consegna tecnica e rincorrendo spesso gli avversari per identica ragione) è preciso e affidabile come pochi con una varietà di colpi che incanta. Magari ci sbagliamo, ma ci sono stati all’Inter allenatori che hanno preferito Ferrante a Romario.
4. In Ucraina Balotelli ha giocato imbottito di anti influenzali e lo stesso è accaduto l’altra sera contro la Roma. Il suo allenatore dovrebbe possedere queste informazioni (crediamo) oppure, magari inconsapevolmente, vuole gettare in campo il calciatore che non è mai stato attraverso l’imposizione di consegne ferree che Balotelli dovrebbe rispettare. Può essere una traccia interpretativa da considerare, visto l’egocentrismo di un allenatore che ha il terrore che non si veda la sua ‘mano’.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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