Lo smantellamento di Zico

di Stefano Olivari
Nel calcio senza progetti e anche senza idee stare dietro ai movimenti di allenatori e calciatori è quasi impossibile, ma di Zico è obbligatorio sapere tutto. Alla quarta squadra guidata in un anno (adesso è all’Olympiacos dopo le dimissioni dal Fenerbahce, la fuga dal Bunyodkor e l’esonero dal CSKA Mosca), senza bisogno di tessere Gea o equivalenti odierni, il Galinho ha trovato il tempo per una toccata e fuga in terra friulana che avrebbe meritato un’evidenza maggiore. Magari un giro di campo prima di Udinese-Fiorentina, la buttiamo lì. Invece Zico al Friuli non si è visto, mentre è stato premiato ad Orsaria. Frazione di Premariacco, provincia di Udine, dove la squadra locale porta il suo nome. La cosa che ci ha colpito è l’amarezza con cui il mito del Flamengo ha ricordato l’esperienza italiana, iniziata a 30 anni in modo incredibile: una squadra di bassa serie A che per 6 miliardi di lire ingaggia il secondo giocatore più famoso al mondo dell’epoca a pari merito con Platini (il primo lo avrebbe preso il Napoli la stagione dopo) e che lo difende a colpi di ‘O Zico o Austria’ dalla Figc di Sordillo che blocca il trasferimento suo e quello di Toninho Cerezo alla Roma. 19 gol il primo anno, con un inizio di stagione pazzesco che fa aprire un memorabile dibattito sull’opportunità di togliere le barriere sui suoi calci di punizione e poche cose nel secondo rovinato dagli infortuni. Via Virdis e il vecchio ma ancora valido Causio e chiusura in tono minore, in mezzo all’inevitabile (non per cattiveria dei magistrati, ma perché questa è la prassi del calcio italiano) processo per evasione fiscale. Come spesso accade, la memoria dei campioni fa confusione sui comprimari: Zico ha raccontato che prima della seconda stagione la squadra venne smantellata perché furono ceduti anche Gerolin e De Agostini, ma semplicemente questo non è vero. Gerolin sarebbe andato alla Roma nel 1985 e De Agostini al Verona nel 1986. E al posto di Virdis arrivò un Andrea Carnevale di 23 anni: insomma, non proprio uno smantellamento. La verità è che purtroppo Zico arrivò troppo tardi, in una società ambiziosa ma in una squadra non alla sua altezza.
(foto tratta da http://www.ilfriuli.it/if/)

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