Sistema solarium

di Libeccio
A leggere i giornali italiani spesso si sobbalza oppure ci si addormenta. Per le tante cose taciute e le poche dette. Anche per la difficoltà a correlare fatti con altri fatti: una patologia di cui la stampa nostrana sembra essere affetta.
1. Come altre situazioni analoghe, la vicenda giudiziaria dei Mondiali di nuoto 2009 evidenzia la stabile dimensione affaristica, a volte sconfinante nel delinquenziale, in cui è oramai caduto il nostro paese. Ogni attività, pur partendo da intendimenti più che positivi, viene ridotta schiava di obiettivi perseguiti da soggetti che fanno valere le loro capacità di interdizione sul potere pubblico. Per cui un’occasione come quella dei Mondiali di Roma poco tempo fa si traduce in magnifica opportunità per individui di vario genere che sfruttano l’eccezionalità dell’evento per edificare abusivamente una quantità di metri cubi abnorme (si parla di quasi 1 milione di metri cubi di lavori illegali eccedenti il consentito) sotto forma di appartamenti camuffati da foresterie, piscine, parcheggi, spogliatoi, palestre, centri estetici, solarium. Coinvolti i migliori circoli sportivi di Roma, frequentati quasi esclusivamente dal bel (si fa per dire) mondo. Il Presidente del Comitato Roma 2009, Giovanni Malagò, coinvolto nell’inchiesta e le cui responsabilità sono in via di accertamento, si è detto estraneo ad ogni cosa e sospinto nell’esercizio del mandato “esclusivamente dal suo amore incondizionato per lo sport”.
2. La vicenda dei rifiuti tossici collocati a bordo delle carrette del maree inabissati dentro le medesime a largo delle coste calabresi avrebbe dell’incredibile se non fosse tutto drammaticamente vero. Le prime incerte e dubbiose notizie sono state pubblicate dai giornali italiani nel 1990, poi nel 1999 e ancora nel 2005 (con intrecci anche riguardanti la tragica vicenda di Ilaria Alpi), senza che assumessero una dimensione pari alla gravità di ciò che rivelavano. Ovvero di un disastro ambientale e sociale di dimensioni mai viste, se si considera che negli ultimi anni il tasso di mortalità per malattie leucemiche e tumorali in Calabria è 4 volte superiore alla media nazionale (fonte ISS) e se si considera che dopo questa vicenda le già scarse capacità economiche e turistiche della Calabria hanno subito una definitiva sepoltura. Non si capisce cosa stiano facendo gli inquirenti e gli amministratori pubblici che dovrebbero organizzare la gestione del problema in termini di sua messa in sicurezza, ma allo stato attuale una sola è la verità: che al largo delle coste calabre decine di vecchie navi sono state inabissate con a bordo carichi con un potenziale distruttivo devastante. Anche in questo caso il punto di partenza è incontrovertibile (lo smaltimento industriale di rifiuti tossici) e man mano il bisogno cambia strada assume connotati criminali, determinando l’asservimento del pubblico interesse a quello di gruppi e individui affiliati a strutture criminali e affaristiche. In Calabria puoi morire ammazzato mentre giochi a calcetto (come il bambino di 11 anni Domenico Gabriele, di cui si è già parlato in questa rubrica) oppure di tumore se riesci a schivare le pallottole. Comunque vada è una vita difficile. Tutto questo per dire che tanta gente in piazza l’abbiamo vista solo per le fideiussioni della Reggina.
3. Fabio Cannavaro ci fa sapere che gli girano i coglioni per come la stampa ha trattato il suo ultimo “affaire”. Anche se Cannavaro è Cannavaro, Anche se Cannavaro è un campione del mondo e pallone d’oro, anche se Cannavaro ha giocato nel Real e gioca nella Juve, la vicenda Cannavaro si rivela ambigua se la si guarda anche alla luce di ciò che Cannavaro è stato nel recente passato. Dalla flebo prima di una partita internazionale del Parma trasformata in goliardata al modo in cui Cannavaro andò via dall’Inter giocando male apposta e lungamente allo scopo di far scendere il prezzo del suo cartellino a tutto vantaggio del suo amico Moggi (furono le intercettazioni a rivelarlo). Suonano strani dunque i lamenti del giocatore (trattato con i guanti bianchi dalla stampa che conta) anche a guardare i salamelecchi fatti al giocatore, quasi a scusarsi, ad opera della Procura Antidoping che addirittura sale a Torino per parlargli invece di convocarlo a Roma come ha sempre fatto con altri atleti. Del resto non abbiamo eletto Mario Pescante alla vicepresidenza del Cio? E nel settembre del 1998 non è stato Mario Pescante a dimettersi dalla carica di segretario generale del Coni dopo l’inchiesta sulla somministrazione pericolosa di farmaci e illecito sportivo della struttura di Ferrara (città) guidata da Conconi e affiliata al Coni medesimo?
4. Restiamo di sasso sulla vicenda Milan-Beckham, essendo lapalissiano che i problemi rossoneri non sono la mancanza di cross e che queste operazioni servano soltanto a fare da specchietto per le allodole. Altrettanto di sasso restiamo a leggere note di giubilo di giornalisti anche importanti che presentano la notizia come se il Milan avesse strappato alle rivali Samuel, Marchisio e De Rossi tutti insieme. Stiamo parlando di un calciatore di 34 anni che milita nel campionato Usa e che arriva al Milan a mezzo servizio quando quel campionato si ferma. Non sarebbe meglio investire su un gruppo di giovani di qualità? No, non sarebbe meglio, considerato che i giovani di qualità non fanno vendere maglie e non portano in dote certi contratti pubblicitari. La navigazione a vista è questa, ma almeno i commentatori non ci parlino di progetto.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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