Barton e il mondo complesso

di Dominique Antognoni
1. Domanda semplice semplice: come mai la Premier League e ormai anche il Championship sono pieni di patron stranieri mentre qui nessuno è riuscito finora a chiudere una trattativa che fosse una? Possibile che tutti i coloro che sbarcano in Italia siano dei truffatori o gente che si vuol fare pubblicità “aggratis”? Non conosciamo Tim Barton, magari è un impostore o magari no, in ogni caso che interesse poteva avere nel perdere due mesi a Bari? Perché se era venuto pensando a qualche vantaggio pare ovvio che prima di tutto avrebbe dovuro acquistare la società. Possibile che in Italia falliscano tutte le trattative mentre altrove vanno (spesso) in porto? Non sarà che uno, magari ben intenzionato, si rende conto che da qui è meglio scappare? Non sarà che i conti presentati in un primo momento si rivelano poi di gran lunga diversi da quelli veri? Non sarà che giorno dopo giorno il possibile acquirente si senta preso in giro, fra vecchi debiti che saltano fuori, somme da dover pagare in nero a destra e a manca, ricatti continui da subire in eterno?
2. Per rimanere a Barton, perfino un bambino capirebbe che se acquisti una società lo fai per avere accanto il sindaco (presenza antipatica ma utile, il ragionamento dei vari acquirenti è sempre questo), gli assessori che ogni santa domenica chiedono biglietti gratis e favori. Per cui è altrettanto facile da intuire che d’ora in poi Barton non farà alcun affare a Bari e dintorni. L’equazione pare elementare: compri il Bari ti diamo quello che vuoi, ti aiutiamo nell’avere permessi e terreni per costruire in segno di ringraziamento. Non compri? Allora non esiste alcun motivo al mondo per essere agevolato. Ci ha dato fastidio la supponenza dei difensori d’ufficio del club pugliese, quel sorrisino da schiaffi che significava “eeeeh, ci credeva fessi”. Non sarà l’opposto? Perché sia chiaro, in Italia (ma non solo) nessuno saprà mai i veri conti delle società, nessuno saprà i veri stipendi dei giocatori, visto che la parte in nero è cospicua.
3. Piccoli esempi. Al processo intentato dalla ex signora Emerson al marito si scoprì che parte dell’ingaggio percepito ai tempi della Juve veniva pagato, sostenne Miss Emerson, in una maniera poco pulita. “Sull’agenda si annotava sempre la somma percepita in modo non ufficiale”, raccontava al giudice, “per questo pretendo che gli alimenti siano più alti”. Certo, è sempre sbagliato dire tutto alla moglie: un giorno lo penserà anche quell’attaccante di una grande squadra che prendeva il 50 (cinquanta!) per cento dello stipendio con modalità che imbarazzerebbero un uomo di mondo come Tremonti.
4. E vogliamo parlare della Roma? Possibile che tutti quelli ufficialmente intenzionati a comprarla si siano presentati solo per farsi della pubblicità? Perché poi a chi gioverebbe una tale pubblicità? Chi mai vorrebbe dimostrare di essere solo un chiacchierone? Come mai chi vuole comprare la Roma poi torna a casa? Un ex calciatore giallorosso spiegò bene la situazione: “Chi acquista la società deve capire che dietro c’è un mondo complesso”. Lo disse di recente anche De Rossi e ognuno intenda quello che vuole. Noi la interpretiamo cosi. L’acquirente pensa: “Se compro il club nessuno deve permettersi di bussare alla mia porta con le buone o con le cattive per avere migliaia di biglietti gratis e altre del genere. Il patron sono io e decido solo io, punto”. Il che è limpido come l’acqua di montagna ma non per quel mondo ‘complesso’, che subito inizia a far sentire il proprio peso.
5. Cos’hanno guadagnato Barton, Tacopina e gli altri? Si sono macchiati il nome, l’immagine, si sono resi ridicoli davanti al mondo intero. Altro che pubblicità. Probabilmente le intenzioni erano buone ma poi delusi (per non dire schifati) si sono defilati. Perché scucire fiori di milioni per poi non riuscire a comandare al mille per cento è da idioti, nessuna persona sana di mente lo farebbe, difatti se ne vanno. Meglio due giorni di commenti negativi sul tuo conto che anni da inferno. Perché è quello che sarebbe accaduto: richieste e richieste, soldi da dare ad un numero imprecisato di personaggi, danni e ricatti, conti gonfiati e parcelle da elargire. Il che è troppo perfino per chi ha a che fare con cialtroni e faccendieri ogni santo giorno. Barton non tornerà più, ma possiamo già scommettere che mai e poi mai ci sarà in Italia un proprietario straniero per un grande club.
dominiqueantognoni@yahoo.it
(in esclusiva per Indiscreto)

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