Amore cannibale

di Oscar Eleni
1. Oscar Eleni dal cantone svizzero dove vive l’australiano Cadel “Guerriero” Evans, nuovo campione mondiale di ciclismo, dal borgo dove Fabian Cancellara, fenomeno bernese figlio di immigrati lucani prende a pugni i suoi muscoli, li castiga, perché non hanno ubbidito al cervello così come li aveva educati lui, dal villaggio dove l’arbitro di calcio svizzero Busacca mostra il medio senza virtù ai soliti manigoldi da tribuna che stanchi di essere vessati dalla vita, dalla moglie, dal lavoro, si sfogano su chi ha sacrificato tutto per far rispettare le regole, mentre gli altri si divertono.
2. Ciclismo e provette, dirette voi, perché non hai niente da dire sul basket italiano, stordito come tanti, dal politichese dell’ultimo consiglio federale dove Recalcati è stato confermato, ma con la certezza che non guiderà lui l’Italia nella prossima cavalcata, magari si trottasse, invece si andrà ancora al passo, verso l’Europeo del 2011 che dovremo meritarci sul campo perché non ci sarà la scorciatoia costosissima del Mondiale turco conquistato con un assegno da 500 mila euro. Per curiosità la stessa cifra che ti tiene in serie A anche se da penultimo meriteresti la B secondo vecchi regolamenti. Non diteci che è poco. Dignità protetta, insieme al bilancio, tanto per far capire che chi vuole gloria, sponsorizzazioni, quattrini, deve guadagnarseli dentro l’arena. Prendersela con il politichese sembra da vili. Cosa doveva fare Meneghin davanti al burrone? Non certo dare l’ultima spinta, ma neppure farsi prendere in giro, né far crescere il partito dei sospettosi, convinti che tutto si possa risolvere usando lenti bifocali e passeggiando in montagna dove, non si sa bene su quale pista, è stato scambiato Petrucci magari per il bravissimo Silvestri, dove s’inventano strategie gattopardesche per cambiare tutto senza cambiare nulla. Il presidente sta imparando a conoscere il serpente corallo, un po’ come il padre disperato del calciatore sampdoriano Palombo, ma forse è già stato morsicato. Vedremo nel prossimo consiglio a dicembre, ammesso che i chirurghi non mi spediscano altrove perché negli ospedali di mamma Italia si entra da uomini verticali e si può uscire in altro modo.
3. Vai con il liscio e libera la mente, lasciando perdere la nazionale dove, comicamente, il Mancinelli passato alla corte armanica non più fiera del suo simbolo guerriero, come del resto di tante altre cose conquistate in anni di splendore splendente e quasi inavvicinabile anche con i miliardi, è stato sospeso per due partite, immaginiamo quelle di montagna, ammesso che il prossimo allenatore abbia davvero voglia di avere dentro l’area Mancio numero uno, o almeno quello che era il numero uno: se lo sarà pure a Milano lo capiremo quando smetterà il saio dell’umiltà difensiva, della vita vicino al canestro, per cercare gloria con il suo pessimo tiro da lontano.
4. Avanti con il tango dell’autunno, urlando in faccia agli scettici che non ci sono state frane nel sistema, dopo il flop di Azzurra, se molte società hanno già fatto il record degli abbonati, se all’esordio in serie B, C, eh sì, anche vestita da A non so cosa è pur sempre terza serie, la Fortitudo trova 4500 persone sulle tribune, gente che crede nella Effe da sempre, che non ha voglia di rinfacciare a Sacrati prezzi, errori e roba del genere, gente alla Michele Forino che con la sua fede ci inonda di comunicati come nei tempi d’oro: dobbiamo essergli grati e da lui dovrebbero imparare in tanti, anche quelli che adesso curano gli uffici stampa della nuova serie A, tutta gente che sembra perfetta per reprimere, nascondere, per giustificare allenatori a porte chiuse, allenatori pavidi. Ragazzi nati per complicare la vita in una paese che disprezza gli anziani, non soltanto i vecchi dentro.
5. Nessuna crisi se tutti non vedono l’ora che comincia la rumba dei canestri. A proposito: perché così tardi, ultimo campionato a mettersi in moto? Non diteci per colpa dell’europeo non fatto. Obiezione, eccezione. Così intervengono gli avvocati tosti. Panico fra le risaie dopo aver sentito il ragazzo in nero, quello dell’apocalisse che piace a bibì e bibò, sulla possibile resa italiana in eurolega a livello televisivo. Noi speriamo sempre che Sky ci ripensi, ma se hanno dato un dolore così forte al reggiano Dallari per la sua pallavolo figurarsi col povero basket che già costava troppo quando, in pratica, non costava nulla. Speriamo anche che Bruno Bogarelli , da Sport Italia, abbia voglia di farsi accendere altri ceri dal basket, che pure gli deve le prime trasmissioni televisive, andando con Peterson, soltanto con Peterson, sia chiaro, sull’Eurolega. A proposito del nano ghiacciato bisogna dire che abbiamo pensato a lui quando ci è arrivato il foglio per eleggere i nuovi membri della hall of fame italiana. Sara eleggibile? Pensiamo di sì. Certo se con il foglio per eleggere fossero indicate certe regole, se ci fossero i nomi dei già eletti, forse si risparmierebbero faticosi viaggi nella memoria. Per la gioia di chi poi non sa se uscirà dalla porta davanti l’11 ottobre diventa la data della felicità: basket day su Sky. Sopporteremo tutto.
6. Strana reazione di Bonamico sulla promozione-retrocessione da saldare in banca. Doveva pur averne parlato con il suo ex compagno di squadra Meneghin, deve averlo fatto e se c’era da litigare meglio in privato che passando la palla ai consiglieri penniculis tactis. Già, ma lui è stipendiato dalla serie A Due. Lo sappiamo, ma fra cerchio e botte qualcuno doveva prendere un colpo. Toccava a lui.
7. Visto Fucka sulle tribune del pala Dozza per l’esordio Fortitudo. Sarà anche vecchio, ma secondo noi sul campo ci starebbe ancora benissimo, considerando che il protezionismo Giba dovrebbe pur favorire un campione d’Europa e d’Italia, uno che ha l’eta della giapponese Date tornata vincere a 39 anni. Costa troppo? Non sappiamo.
8. Bella la storia di LeBron James che vedremo presto al cinema. Certo se il magnate russo dell’alluminio che prenderà i Nets, ammesso che in America nascondano certe cose, dovesse soffiare il fenomeno ai Knicks allora siamo sicuri che Mike D’Antoni potrebbe davvero ritrovare il senso per applicare una teoria pratica ad ogni cosa, ascoltando l’ululato dal Madison, magari occupandosi pure della nostra nazionale se il nodo senese non verrà tagliato con lo spadone.
9. Festa nel borgo dell’associazione allenatori perché in serie A, uno e due, ci saranno trentadue allenatori di casa nostra, ho scritto casa non cosa. Vedremo in seguito se avranno ragione loro: l’unica certezza è che i migliori due della scuola italiana lavorano all’estero, inutile dirvi che si chiamano Messina e Scariolo.
10. Aspettando che l’Uleb dedichi qualcosa d’importanate all’avvocatone Porelli, sospettando che in Lega italiana si faccia finta di aspettare le mosse altrui, siamo contenti che Treviso abbia ricordato Bortoletto, uno che ha costruito il basket nella Marca facendo innamorare tanta gente, Gilberto Benetton per primo, tanti giocatori, allenatori, e che Caserta abbia fatto una vera festa per celebrare il cavalier Maggiò, la Juventus dei tempi d’oro, delle sfide impossibili, delle sfide straordinarie, dello scudetto. L’amore cannibale che ci tiene legati a questo mondo dice che è ora di chiudere. Verranno tempi per parlare di nuovo come diceva la regina al suo poeta, senza mettersi una maschera, senza veli, o trasferimenti.
Oscar Eleni
(per gentile concessione dell’autore)

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