Milito ignoto

di Libeccio
1. Può una squadra come l’Inter, teoricamente piena di grandi giocatori e allenata da un grande allenatore, giocare così male come accaduto nella sfida di Champions con il Barca e poi con il Cagliari in campionato? La risposta è si, può: non ti privi di un Ibrahimovic senza pagare dazio in termini di creatività (poi gli schemi sono un’altra cosa). Intanto hanno un Milito stupefacente, un mistero inspiegabile (se non attraverso il magico mondo dei procuratori) il fatto che stia ottenendo riconoscimenti in età così avanzata.
2. A Cagliari si sono di nuovo sentiti i buuu razzisti verso Balotelli, questa volta coinvolgendo anche Eto’o. Il regolamento dice che in simili casi l’arbitro (con il benestare del responsabile dell’ordine pubblico allo stadio e previo avviso agli spettatori) può sospendere la gara. Al posto di Special One è per questo che ci saremmo infuriati, fino a costringere l’arbitro all’espulsione oppure alla sospensione della gara. Si sarebbe creato un caso utile almeno a riflettere. Non tanto sul razzismo, tema troppo ampio per essere biscardizzato, ma almeno sull’applicabilità concreta di una norma che sembra sia stata fatta solo per lavarsi la coscienza. Che Balotelli abbia da tempo abbandonato gli atteggiamenti strafottenti è un dettaglio di poco conto, come se il razzismo dovesse risparmiare solo chi è umile.
3. Nelle prove selettive per accedere alla facoltà di lettere di varie università italiane, molti studenti che hanno partecipato al test non sapevano il significato dei termini ‘procrastinare’ e ‘velleitario’. Anche molti giornalisti, soprattutto quelli di ultima generazione e non solo quelli sportivi, potrebbero avere difficoltà a rispondere. Per non dire dei nostri preparatissimi parlamentari, che fanno la guerra alle Iene ma anche alla geografia. Tanto nella vita contano soprattutto le relazioni, come i genitori cialtroni insegnano nei paesi cialtroni.
4. Circa l’influenza da virus “A” se ne sentono di tutti i colori (come già era accaduto con l’aviaria) e la cosa è alquanto bizzarra. Le principali istituzioni sanitarie mondiale e nazionali dovrebbero possedere elementi divalutazione inoppugnabili e fare previsioni almeno accettabilmente attendibili. Come si trova il punto di compatibilità tra quanto affermato dal sottosegretario alla sanità Fazio che dichiara che le vittime della patologia in Italia non saranno superiori alle 200 e quanto dichiarato invece da un famoso virologo dell’Università di Milano secondo il quale le vittime potrebbero essere circa 12 mila? L’irresponsabilità da calciomercato, del genere ‘Messi vuole solo la Juve’, dilaga.
5. Apprendiamo da un’intervista, rilasciata a un importante settimanale politico-economico dalla co-proprietaria, che la FMR Art’è quotata alla borsa di Milano sarà (uso il suo termine) “squotata” (trattasi dell’operazione di delisting, ovvero di cancellazione). La società al momento della quotazione in borsa (nel 2000) fatturava circa 15 milioni di euro e il costo per azione, udite udite, venne fissato a 45 euro. Erano i tempi della new economy anche se, considerato il risultato, forse sarebbe meglio parlare di economia del cetriolo. La Sig.ra aggiunge che la quotazione è stata in realtà un grande onere con tutte quelle cose fastidiose da fare verso la Consob e verso la comunità finanziaria internazionale: dare visibilità degli andamenti dei risultati, spiegare le ragioni delle scelte che venivano fatte, eccetera. Per inciso, la FMR è anche la società che ha realizzato il mega libro regalato dal ns. Premier agli ospiti del G8 a L’Aquila. Costo cad. dell’oggetto: 426.000 euro.
6. E dire che molti se ne erano dimenticati. E’ rimasto in coma quasi tre mesi, lottando tra la vita e la morte. Poi il suo cuore si è fermato. E’ morto Domenico, il ragazzo di undici anni ferito alla testa nell’agguato in un campodi calcetto di Crotone nel quale, il 25 giugno scorso, fu ucciso a fucilate un uomo di 35 anni. Secondo gli investigatori l’obiettivo dell’agguato era proprio l’uomo ucciso, ma i killer ferirono anche altre otto persone, tra le quali Domenico. Non è colpa del calcetto, ma di una cultura anche giuridica che mette sullo stesso piano vittime e carnefici.
7. Flavio Briatore è stato radiato dalla F1, al termine di una vicenda con molti lati oscuri e dopo un processo che è eufemistico definire sommario. L’etica media di quel mondo rimane quella del discutibile Mr. Billionaire, ma alcuni di quelli rimasti sono peggio. Divertente leggere i pezzi dei giornalisti specializzati, alcuni dei quali non sanno come posizionarsi. Forse Montezemolo non ha ancora dato la linea.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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