Popolo da spiaggia

di Libeccio
1. La sconfitta nella Supercoppa e il pari con il Bari avevano già creato nell’Inter un malessere che poteva rendere il confronto con il Milan penultima spiaggia. Se mai fosse possibile, l’Inter si è dimostrata una squadra ancora più tosta dell’anno scorso e che ha nei nuovi giocatori innestati due linee di crescita importanti: la prima è quella di avere in ogni reparto straordinarie capacità tecniche e di gioco, la seconda è quella di avere notevolmente abbassato il tasso falloso della squadra e quindi le prevedibili conseguenze in termini di gialli, rossi e punizioni subite. Infine, è una equipe più matura e più vicina allo standard delle grandi squadre europee. Se son rose, sbocceranno in primavera. Se no si cercherà di non arrivare secondi nell’emozionante campionato italiano (non dissimile da quello spagnolo) a due.
2. Oltre al Milan, altra vittima della seconda del campionato è stata la Roma di Luciano Spalletti. Di ieri sono le dimissioni di Spalletti e la sua sostituzione con Claudio Ranieri. A Spalletti bisogna riconoscere la qualità del lavoro svolto a Roma, con poca fortuna in termini di trofei alzati. Anche se non è obbligato a vincere, Ranieri avrà davanti a sé un compito difficilisssimo. Una società in gravi e persistenti difficoltà e una squadra che subisce costantemente i limiti imposti dalle ristrettezze di spesa sono due macigni difficili da spostare, per non parlare di un ambiente che nell’era Sensi ha alzato le sue aspettative a livelli assurdi.
3. Passando ad altro, leggiamo su titolati quotidiani l’ennesimo articolo a tutta pagina sulla sindrome da rientro dalle ferie. Se prendi 100 italiani e chiedi loro chi era Fernanda Pivano, in 97 ti rispondono che non lo sanno. Se agli stessi chiedi chi siano Fabrizio Corona o il Gabibbo in 97 sapranno risponderti anche con dovizia di particolari. A volte più di una indagine sociologica o antropologica basta un piccolo sondaggio per capire come siamo messi e dove stiamo andando. Il moralismo a volte è inevitabile, ma in questo contesto è di sicuro sempre inutile.
4. Lo scrittore Massimo Carlotto ha studiato per anni il problema delle mafie alimentari. E sul tema ha anche scritto un romanzo molto verosimile (Mi fido di te) che magnificamente tratta l’argomento. Abbiamo letto di recente che un milione e trecentomila litri di Brunello di Montalcino messo in commercio a prezzi esorbitanti era stato frodato, ovvero realizzato tagliandolo con altri vinaggi di scarsa qualità. Sulle mafie alimentari troppo poco si scrive, considerato che oramai si sono ritagliate un mercato abnorme dove girano abnormi volumi di denaro con rischi inesistenti. Ecco, chiedetevi perchè in Italia oggi si può allegramente avvelenare una intera comunità senza correre alcun rischio serio di una qualsiasi punizione. Al confronto, avere truccato qualche decina di campionati è quasi uno scherzo.
5. Su una spiaggia della Bretagna un paio di anni eseguimmo il seguente esperimento: attenti a non farci vedere, lasciammo cadere in acqua un bicchiere di plastica bianco e poi osservammo. La terza persona che passò sul bagnasciuga, una signora, lo raccolse e lo cestinò in un apposito cestino per rifiuti dislocato nelle vicinanze. Abbiamo ripetuto l’esperimento alcuni giorni fa su una spiaggia italiana molto frequentata, contando 107 italioti consecutivi che bellamente e senza alcun interesse sono passati facendo finta di nulla. Per questo sorridiamo quando ai vari convegni (a scanso di equivoci siamo dirigenti industriali, non giornalisti) si dice che il pubblico italiano compra pochi giornali perché vuole più analisi critiche, sulla propria squadra (non solo sportiva) e sulle altre.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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  1. @Nick: che il croato sia una lingua, beh, potremmo aprire un forum apposito… Giusto per capire che aria tira da quelle parti lì dal punto di vista linguistico, l'anno scorso il parlamento montenegrino ha approvato una mozione in cui si specificava che la lingua parlata in Montenegro era… il montenegrino. Lingua mai esistita, ovviamente (in Montenegro da che mondo è mondo si parla una variante di serbocroato con intelligibilità reciproca quasi al 100%).La Z di Zlatan non ha nessun segno diacritico, se ce l'avesse si pronuncerebbe come la j francese di journal

  2. Ah, dimenticavo, non ho mai visto Zlatan scritto con la zeta accentata (difatti si pronuncia Slatan con una s dolce, come "casa", "naso", etc. Questo almeno in Croazia, altrove non saprei…), se avesse la zeta accentata comunque la pronuncia sarebbe una G strascicata come la j francese (jour, jamais, jean-paul, etc…).

  3. Non pronunci esattamente una N vera e propria bensì appena accennata, insomma pronunci la A finale con suono nasale…

  4. Ho sempre trovato il croato una lingua fantastica, pur non capendone una parola…semplicemente basandomi sui suoni. E a quanto leggo con la pronuncia -chissà perchè, solo un puro caso- me la cavo benino!Un'ultima curiosità….non è croato, ma magari mi togliete anche questa.Posto che Zlatan ha l'accento circonflesso sulla Z (giusto?) e che quindi questa va letta dolce in una via di mezzo fra una "sci" e una "ss"…la N si pronuncia o no?Cioè…è Sslata o Sslatan?

  5. Tani, la cosa più divertente nelle mie vacanze croate è sempre leggere le didascalie sulle scatole degli alimenti, che vedono nell'ordine ordine croato, bosniaco, sloveno, serbo, macedone, albanese, bulgaro, ceko: sembra di leggere la stessa lingua scritta da 8 dislessici di dialetto diverso…

  6. Ero curioso di sentire i "croatologhi" per vedere se anche in croato la NJ si pronunciasse GN, come nella lingua albanese. Una lingua ancora più complicata da questo punto di vista. Con i suoi DH (come l'inglese THE-lingua tra i denti), GJ (impronunciabile in italiano), X (la z in zio),XH (reGGia),Ç (la c italiana), e la C (taZZina). Essere abituati a questi suoni difficili, aiuta poi con le altre lingue.

  7. Ragazzi, siete peggio di Ancelotti…stavo appena riuscendo a resistere alla nostalgia e mi avete causato una ricaduta…..finirò come Borriello……

  8. Già detto, comunque anche Mihajlovic ha detto che ormai s'è rassegnato al Sinisa italiano tanto che anche in famiglia ormai lo chiamano così…

  9. Allora Nick, Krug ha centrato la questione… ma giusto per puntualizzare: i grafemi č,ć e c – ed anche š e s, ž e z, corrispondono a tre suoni completamente diversi:č si avvicina alla c dolce italiana di cielo, ciliegia, cioccolatoć: è un suono difficile da pronunciare per gli italiani, si trova in genere in finale di parola e corrisponde all'unione di t+j, per cui si tratta di una c dolce pronunciata in punta di lingua.c: come ricordava Krug, corrisponde alla z sorda di tazza.Il problema ovviamente nasce nel momento in cui questi suoni vengono trascritti in italiano con lo stesso grafema c, originando dubbi e perplessità varie. Il problema sta a monte, ovvero nella professionalità del giornalista sportivo italiano medio a cui non si chiede di imparare lingue poco conosciute, ma che dovrebbe almeno prendersi la briga di informarsi su come si pronunciano i nomi stranieri.Facendo poi qualche esempio di pronunce decisamente sbagliate, le più frequenti sono quelle di Kovač spesso pronunciato Kòvazz, Siniša "Sinìsa" Mihajlovic (in realtà Sìniscia), del macedone Džemaili "Dzzemaili", in realtà Gemaili con g iniziale quasi doppia e di Djurić del Genoa, che non è Diurich ma Giurich, con g dolce.Capitolo Kranjčar: la pronuncia corretta è Krà gn čar con gn di gnomo, per noi italiani quasi uno scioglilingua…

  10. Nick, in generale le regole dette da Krug sono esatte, anche se ci sono molte irregolarità soprattutto nei nomi (quelli di città, soprattutto quelli "ereditati" da altre dominazioni, poi tirano veramente scemi…).Facciamo un po' d'ordine. La C semplice si pronuncia zeta dura (crn, "nero", si pronuncia zrn), come la doppia zeta in italiano: come "pazzo" quindi e non come "zappa".La kluka ( cioè č, la C con l'accento circonflesso) si usa "generalmente" all'interno di una parola (ma non solo, vedi ključ, che vuol dire chiave) ed ha suono forte (come una doppia: tipo bisaccia, goccia, cagnaccio, etc…).La ciùa (cioè ć, C con accento acuto) va "generalmente" in coda alle parole (ma non solo, vedi kuća, "casa") ed ha suono più dolce, tipo ciao (in croato ćao…), ciondolo, ciabatta, etc…La j tranne rari casi è lettera consonante equivalente ad una i liquida (tipo "ieri", "aiuola", etc.) e forma i cosiddetti "suoni derivati" accoppiata ad altre consonanti come la L (lj è la nostra gl dolce, pronunciata senza far sentire la i: come "figlia", "maglia", etc. Ad esempio trLJa, "triglia", si pronuncia esattamente come in italiano) e la N (nj è la nostra gn dolce, sempre senza far sentire la i: come "sogno", "bella gnocca", etc. Ad esempio mijeNJati, "cambiare", si pronuncia miegnati).Quindi, in conclusione, Modrić si pronuncia come è scritto con la C dolce finale, Kranjčar è un po' più difficile perchè andrebbe pronunciato Cragnciar.Ora, la kluka aiuta un po' perchè essendo suono pesante copre un po' la corretta pronuncia del suono gn (ci fosse stata la ciùa sarebbe stato più difficile), quindi potete dire "crànciar" che va benissimo (si sentirà un po' l'accento latino ma almeno non vi slogherete la mascella…).Se invece volete fare i perfettini potete esercitarvi cominciando a dire ragno-ciao e poi man mano tentare di pronunciare sempre meno la O finale di ragno, fino a farla diventare qualcosa di più piccolo ancora della E muta che usano francesi ed inglesi…Ultima precisazione, nell'uso corrente della lingua gli accenti stanno man mano sparendo dalla forma scritta (un po' come nel francese…), vengono tenuti ancora un po' giusto come addestramento (a proposito di propaganda nazionalista: insomma, al contrario dell'Italia, fatti i croati da secoli, ora tocca fare la Croazia…) perchè la Croazia è un paese giovane e il croato è una lingua ancora "infante": una specie di dialetto "promosso" di grado, tant'è che ancora adesso in zone diverse usano parole diverse e non ci si capisce. Al nord e nell'interno pentola si dice possuda, nelle isole dalmate si dice tekia. Se dici possuda in Dalmazia fai la parte del Dante Alighieri, se usi tekia al nord ti dicono che non vogliono prendere nulla e che comunque parli un pessimo inglese… 😀

  11. Sul punto 5…Ma alla fine del test, almeno l'avete buttato via voi il bicchierino o ve ne siete andati lasciandolo li'?;-PPer mia esperienza personale gli stranieri sono barbari come e quanto gli italiani quando venno all'estero a fare i turisti. L'unica differenza e' che nei loro paesi vengono tenuti in riga da leggi e leggine che vengono fatte rispettare mentre da noi regna il permissivismo.

  12. bravissimo gareth, ora mi sovviene che la j non si pronuncia!

  13. Se ricordo bene, la j è muta (kranciar) però potrei sbagliarmi

  14. Nick dovrebbe leggersi "kraniciar"(tra l'altro anche Bizzotto pronuncia così)

  15. Cioè, la differenza sarebbe fra Modriz e Modric (come "Modrici", ma senza i) e quella corretta sarebbe la seconda?Scommessa vinta a metà…aspetto conferme su Kranjcar!

  16. Nick la c senza nulla si pronuncia più o meno come la nostra zeta, la c con la kluka (č, che se non ricordo male si usa solo all'interno di una parola) e la c con l'accento (ć, che se non ricordo male si usa solo alla fine di una parola) come la nostra c dolce; Modrić si legge come scritto… In attesa ovviamente di venir smentito da Dane…

  17. …almeno lui quella poca l'ha sfornata! :)Dane, OT per OT….come si pronuncia il nome "Kranjcar"? E Modric si pronuncia così come si legge, con la c dolce?

  18. Peo

    volendo esser cattivelli, potremmo anche dire che Ligabue è dal 1997 che pretende di essere un rocker, quando invece di roba nuova pregevole ne ha sfornata ben poca (diverso il discorso per live etc)…ma mi rendo conto che sono dannatamente OT…

  19. Direttore, però Ligabue ha preteso di essere regista, a proposito di "se un giovane è bravo prima o poi sfonda"…..

  20. A me la Pivano piaceva, era un'entusiasta della vita e volava basso, non dandosela mai da autrice. Poi, le cantonate capitano: meglio comunque Ligabue che Allen Ginsberg, provare per credere

  21. Ma Ligabue almeno non ha mai preteso di essere uno scrittore…invece McInerney sì…una delusione, per come era partito negli Ottanta…incredibile come goda di ottime critiche, forse nella descrizione martellante di ricchi newyorkesi tossici c'è una genialità che ci sfugge…

  22. 3.E'un peccato che la Pivano,alla fine del suo cammino,abbia accettato tristi badanti come Ligabue.Per continuare a scavare,verso l'abisso più profondo,son decisive le truppe profumate.Signorini e Rossella lavorano meglio di Cosentino e Alfano.E sporcano meno.4.A scuola feci chimica,per un biennio,con una professoressa che conobbe il celeberrimo Ciravegna.Il tipo era,senza alcun problema,il migliore chimico del lotto.Fu solamente un banale errore a far scoppiare lo scandalo del metanolo:basta andare a controllare i luoghi di provenienza di alcuni vini.Non ci sono gli spazi per certi quantitativi di produzione; quindi ci si ingegna con il meraviglioso mondo delle formule magiche…5.No comment.

  23. Tutorisc non sei aggiornato: per la Roma del New Deal di Rosella è più probabile un Lippi (o un Guidolin, o un De Canio, la cartuccia Delneri è già stata sparata…) che uno Zeman…

  24. Dimissioni di Spalletti.Premetto che per me il tecnico di Certaldo ha pochissime responsabilità, queste semmai vanno imputate alla società e alle banche, perchè invece di Ranieri non si provava con la scommessa ZEMAN?Si sarebbe continuato sulla strada dello spettacolo, della serietà, con un occhio ai bilanci.Tra l'altro proprio il tecnico boemo era stato accostato ai giallorossi prima che si prendesse Spalletti (su 'consigilio' del signor Burns dei Simpson) con grande approvazione dei tifosi che ancora rimpiangono più lui che un tale di Pieris.Avrebbe avuto una formazione sicuramente migliore di quella di allora, non avrebbe chiesto folli spese (non lo ha mai fatto), avrebbe tirato il meglio dall'attuale gruppo, e avrebbe dato nuovamente spettacolo. In questo mondo però chi ha avuto il coraggio di denunciare certi fatti, avendo riguardo della salute dei giocatori non è gradito..ci meritiamo i Capello, i Lippi… e se il bilancio è in rosso a noi che ce ne frega.

  25. Riguardo al punto 4 quest'estate sul Corriere c'era un interessante articolo sui costi di produzioni e delle materie prime dello Champagne, che chiariva come i produttori di Champagne sarebbero miliardari anche se vendessero le proprie bottiglie al prezzo della Coca-Cola. Io, nel mio piccolo, ho aperto l'altro ieri un vasetto di sugo al Pesto alla Genovese Barilla e vi ho trovato dentro strani peli bianchi simili a quelli dei gatti. Mi piacerebbe conoscere un biologo per farli analizzare…p.s.: per quanto riguarda il punto 5 io ho passato mezza vacanza a raccogliere lattine (o relitti di essi, con evidente pericolo per i passanti a piedi nudi) e cocci di bottiglie sulla spiaggia. Ormai anche per Rab son gli ultimi anni…




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