Atletica passiva

Dieci giorni di lettura attiva ed una settimana di atletica leggera passiva ci hanno dato la carica giusta per ripartire. Da oggi come al solito in mezzo alle cose tristi che scriviamo per sopravvivere torneremo ad infilare quelle ugualmente inutili ma meno tristi di Indiscreto. Dateci solo un po’ di tempo per leggere tutti gli interventi sui muri…

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  1. Letta in pochissimo tempo, non era lunga…un po' debole sulla parte calcistica e piena di 'non rivelazioni' sugli episodi controversi (testata a Materazzi su tutti, con la fumosa testimonianza di seconda mano di un parente a cui Zidane avrebbe detto di essersene pentito) a parte quelli dell'antidoping saltato e sulla trattativa con il Real, mi è invece piaciuta nel tratteggiare l'importanza del personaggio in vari tipi di società. Fra furbizie e trucchi per farsi amici i giornalisti francesi che contano, preservando i contratti con gli sponsor da scandali sportivi e privati (la storia con la cantante Nadiya). Niente di sconvolgente, ma un libro molto ben scritto e preciso nel raccontare le miserie umane senza per forza rovistare nel fango. E con il pregio di non essere una biografia ufficiale, né tantomeno approvata dal campione (ne sono uscite diverse, tendenti alla spazzatura). Da leggere.

  2. direttore, hai letto come annunciato la biografia di Zidane? Che ti pare? La cosa che ricordo meglio è che il gol dell'intercontinentale l'ha segnao Zidane e non Del Piero…

  3. Diremo tutto, allora…la Cusma subito dopo la finale degli 800 ha detto quello che tutti pensavano, cioè che la diciottenne sudafricana sia un uomo…il punto è che non puoi più dire una cosa del genere da quando (dal 1996) i controlli sul sesso sono delegati alle singole federazioni ed il rischio concreto è quello di linciare chi ha solo la colpa di avere un aspetto mascolino…

  4. Lo sfogo della Cusma me lo sono perso. Cos'ha detto?

  5. Ce n'è da dire. Il caso Caster Semeya con relativa gestione mediatica e sfogo della Cusma (che signora…). Schwazer che ci ha messo pochissimo a diventare italiano medio succube della notorietà. Lippi che chiude a Tiago Motta mentre porte aperte alla Renault per Camoranesi e Amauri. I compagni di Bolt che forse andavano sacrificati per non creare sospetti stile Festina dei tempi d'oro.




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