Parrocchietta d’argento

di Stefano Olivari

Ci siamo entusiasmati per l’argento di Tania Cagnotto e Francesca Dallapé per un solo fondamentale motivo, ad essere proprio onesti: perché sono italiane. Non si allenano più o meno di Guo Jingjing e Wu Minxia, medagliate d’oro, o delle messicane arrivate settime. Però le sentiamo più vicine delle loro avversarie, per i soliti mille motivi: onore a Cagnotto-Dallapé, ai loro sacrifici ed alla tensione della gara in casa dominata da campionesse. E’ bello quando si riesce ad uscire dalla cerchia di amici che di solito seguono le gare in un contesto di desolazione, è meno bello quando il telespettatore non addentro ai segreti della parrocchietta prende i commenti per ‘indipendenti’. Ci è venuto in mente questo ascoltando Stefano Bizzotto dire che i tuffatori italiani stanno andando forte a livello assoluto, ma che a livello giovanile nessuno faccia pensare al campione nonostante il buon livello medio. Un Bizzotto subito bloccato dalla puntualizzazione della seconda voce Oscar Bertone, che ha invece detto nella sostanza che il futuro è roseo perché la federazione (il cui presidente, Barelli, durante la gara faceva considerazioni di un livello tale da far rimpiangere il meno preparato dei bordocampisti) ha in essere il cosiddetto ‘Progetto Giovani’. Non sappiamo niente di tuffi, quindi non sappiamo se da questo Progetto Giovani usciranno ragazze che umilieranno le cinesi oppure il nuovo Dibiasi: abbiamo solo letto che agli Europei di Budapest, all’inizio del mese, le cose sono andate bene (sei medaglie, di cui tre d’oro). Sappiamo però che Bertone è un allenatore federale, quindi stipendiato dalla federazione di Barelli, nonché responsabile nazionale del Progetto Giovani. Certi mondi sono piccoli, con logiche familiari che si mescolano a rapporti personali: forse non esiste alcuna possibile seconda voce che non sia legata alla FIN. Ci fa più rabbia notare le stesse logiche in quelli grandi.
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  1. Ah,Barelli!Un fuoriclasse,un federale(..)che per soffiarsi il naso dovrebbe usare la carta igienica.Per me numero uno.Degli altri vado con Binaghi, feroce nell'organizzare ronde mediatiche contro i miscredenti; adesso c'è pure Supertennis,l'Istituto Luce della FIT.Sull'ideale podio metto Di Rocco,una specie di Petrucci in miniatura.Leggendarie le sue dichiarazioni,sempre uguali,dopo ogni positività di un azzurro.Meno male che abbiamo 'sti dirigenti e soprattutto il Coni.Ve lo immaginate lo sport italiano senza questi filantropi del benessere motorio?

  2. Beh stefano nel nuoto va molto meglio. Luca Sacchi non è affatto così vicino alla federazione. Lui EX Atleta DDS, il padre capo allenatore della medesima squadra milanese. squadra i cui rapporti con la federazionne "romana" non sono certo idilliaci. Al di la dell'etichettatura che gli ho appena dato, penso che Luca Sacchi sia una straordinaria seconda voce. Competente, appassionato, con i tempi televisivi (si può dire lo stesso di ubaldo righetti?). Nel giudizio non si fa influenzare dall'apartenenza (nessuno sconto ad atleti DDS). certo è più facile commentare una virata sbagliata della Panara piuttosto che dire: "Totti a livello internazionale non ha mai combinato nulla". Nel primo caso ti puoi al massimo ritovare un genitore imbufalito, nel secondo lasciamo perdere. Ma questo per Luca Sacchi non può essere certo un demerito.CiaoFederico




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