Comprati con Crouch

Un sistema basato solo sul denaro è strutturalmente in vendita al miglior offerente, sempre. Il finanziere, qualifica che non si nega a nessuno, del Dubai Sulaiman Al Fahim ha da poco ricevuto il via libera da parte della Premier League per l’acquisto del Portsmouth: ”The Premier League can confirm that Mr Al Fahim has submitted all the documentation required to satisfy our fit and proper persons test. Based on the information provided the League has found no reason why Mr Al Fahim would be liable to be disqualified as a Director of a Premier League club. Accordingly we have advised Portsmouth FC that his appointment may proceed. As with all changes in club ownership the Premier League will continue to monitor any material changes in circumstance”. Insomma, Al Fahim non è a prima vista (a prima vista della Lega) un mafioso, un criminale, un riciclatore di soldi sporchi peggio di quelli con passaporti europei. Gaydamak si libera così del club di Fratton Park, dandolo all’uomo che un anno e mezzo fa era il capocordata di quell’Abu Dhabi United Group che adesso governa il Manchester City. Non è cresciuto nel mito di Jimmy Dickinson o di Jack Froggatt, Al Fahim, o nell’antipatia per il Southampton, visto che qualche mese fa ha fatto addirittura un sondaggio anche per il Chelsea presso il raffreddato Abramovich, e non si capisce perchè con lui il Portsmouth dovrebbe diventare un grande affare al di là del fatto che sia agganciato al treno della Premier League. E’ proprio questo il punto: quasi nessun club, nemmeno in Premier League, è un buon affare a livello di profitti diretti. Però Al Fahim è un grande immobiliarista e nel mondo arabo degli affari, così attento alle apparenze pauperistiche e solidaristiche, si muove con una attenzione all’immagine personale a metà fra il Berlusconi di Milano Due ed il Donald Trump del Taj Mahal. Non sembra il cavallo di Troia dell’Islam, almeno in forma immediata (nel lungo periodo non c’è purtroppo speranza, visto che la destra oppone l’happy hour e la sinistra l’altra guancia), ma di sicuro a Portsmouth ha visto opportunità di guadagno che a Roma, Firenze, Torino (vogliamo metterci Milano, Ligresti permettendo?) non ci sono. Poi i tifosi a qualsiasi latitudine sono in vendita al miglior offerente: Crouch non si tocca, il resto non conta.

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  1. Fino all'anno scorso i magnati stranieri avevano ragioni fiscali, pagavano poche tasse sui capitali importati (vedi residenza fiscale di Valentino).La finanza araba possiede catene di alberghi, società varie in UK. Il calcio è solo un veicolo per creare nuovi affari

  2. Mario succede già, sebbene non ufficialmente: la cricca si riunisce e sceglie il compratore. Solitamente uno ricattabile…..

  3. Tenete presente che in alcuni tribunali inglesi si applica la Sharia per risolvere alcune controversie (naturalmente non agli autoctoni, ma a chi ne fa richiesta)..Dunque loro sono avanti anche da questo punto di vista..come si dice "a novanta" in arabo??

  4. La scelta inglese è sopratutto una scelta culturale e finanziaria dato che i governi arabi hanno grandi interessi nella city. Dunque meglio farsi publicità a Portsmouth che a Cagliari o anche a Siviglia o Porto o Marsiglia.

  5. ecco.meglio il Portsmouth della Roma.tra parentesi. ce la vedete la Lega Calcio valutare se Fioranelli è "elegible" ad acquistare la Roma?




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