Chi sta a casa non vale

di Stefano Olivari

Una Supercoppa Inter-Lazio giocata nell’Italia da Sorpasso di sabato 8 agosto avrebbe riscontrato più interesse ‘fisico’ che a Pechino? No, a meno di non farla disputare a Rimini. Quello televisivo è un altro discorso, visto che l’attuale assenza di offerte concrete è figlia dell’orario italiano, le 14, e di una base d’asta esagerata (600mila euro) per un periodo che per le televisioni conta pubblicitariamente zero: di qui il Vespa registrato tre mesi fa sui grandi amori della storia, il Partitone di Sky, i trentottesimi passaggi dello stesso film (però Sapore di Mare Due l’abbiamo visto lo stesso per la trentottesima volta: nel ‘Pizza fredda e birra calda’ detto da Eleonora Giorgi a Ciavarro c’è tutto il senso dell’esistenza), i premi di giornalismo dati da conduttori sudaticci a tromboni che scroccano il soggiorno nelle località ospitanti. Senza allarmismi alla fine le pretese della Lega scenderanno e noi popolo bue avremo la nostra fuga dalla famiglia, mentre una genericissima ‘Asia’ si godrà la prova generale di quella che dal 2010 sarà la partita delle 12 e 30 (il ‘non detto’ del bando è che sarà sempre quella migliore della domenica) e che comunque importerà meno della minacciata trentanovesima giornata di Premier League da esportazione. Ma cosa volevamo dire? Che chi è a casa in estate, per lavoro o mancanza di lavoro, viene considerato uno sfigato. Anche nel 2009.

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  1. @ Stefano: Uno ogni anno, come da definizione di romanzo "del secolo"…

  2. Senza contare il giochetto delle recensioni incrociate. Quanti romanzi del secolo sono stati scritti?

  3. @ Stefano E' la versione presentabile (o forse no) del voto di scambio: io ti do il Premio Giornalistico di Pupolino di Sotto, con 50 casse di "dei nostri inimitabili pomodori" offerte al vincitore dalla locale Casa della Pummarola, tu tra qualche mese, come giurato del Premio Caccavale di UnterHaben, mi darai quello come Scrittore emergente nella categoria Under 50 con residenza tra i fiumi Santerno e Secchia.C'è sempre un centro studi che ti fornisce lsa statistica adatta per giustificare qualsiasi teoria, c'è sempre un Premio per chiunque sia del giro giusto…

  4. Fin da ragazzo ho sempre pensato che in Italia l'estate è una stagione malefica, troppo lunga e troppo calda, che serve solo a fare venire fuori il peggio.

  5. Sono comunque antropologicamente divertenti, con i maggiorenti locali in prima fila ad omaggiare gli scrocconi. Uno di quelli con le motivazioni più comiche l'hanno dato qualche settimana fa a Gianni Letta, ''Un giornalista nel Governo''…ma cosa vuol dire?

  6. "premi di giornalismo dati da conduttori sudaticci a tromboni che scroccano il soggiorno nelle località ospitanti". Aggiungici i premi di cinema, letteratura, imprenditoria, musica, le rassegne musicali su città varie, le citazioni dei prodotti tipici, delle "uniche ricchezze del nostro territorio", come hai già evidenziato.




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