L’amaro e il conto

di Alec Cordolcini

Inter. Ceccarini, l’infortunio di Roma, Hector Cùper, il 5 maggio. Ma anche il Pallone d’Oro, la Coppa Uefa, la solita valanga di gol (infortuni permettendo) e l’affetto smisurato di un presidente e di un’intera tifoseria. Ronaldo e l’Inter sono un romanzo già scritto e raccontato in mille modi, fiumi di inchiostro e di parole su una storia bella, intensa ma senza lieto fine. I passi migliori si leggono all’inizio del romanzo, con quelle 25 reti spalmate in 32 partite di campionato, record assoluto per un esordiente in Serie A, alle quali si aggiungono tre centri in Coppa Italia (una tripletta al Piacenza nell’ottobre ’97 che sancirà la nascita ufficiale del soprannome “Fenomeno”) e 6 in Coppa Uefa, incluso il timbro nella finale contro la Lazio dopo aver messo a sedere il portiere Luca Marchegiani con una serie di finte ubriacanti. A Milano scoppia la Ronaldo-mania, anche se manca la ciliegina sulla torta dello scudetto, perso dall’Inter a favore della Juventus dopo un contestatissimo derby d’Italia che ha innescato polemiche e veleni a non finire. Ronaldo si vede sfilare anche il titolo di capocannoniere da Oliver Bierhoff dell’Udinese, consolandosi però a livello individuale con la vittoria del Pallone d’Oro, del premio quale miglior giocatore della Serie A e del Bravo, il riconoscimento assegnato dal settimanale Guerin Sportivo al miglior talento mondiale della stagione. L’Inter di Simoni non gioca un calcio particolarmente attraente, ma è solida e tignosa quanto basta per risultare competitiva sia in Italia che in Europa. A fare la differenza ci pensa Ronaldo. Il 21 ottobre 1998 il brasiliano realizza la sua prima rete in Champions League, infilando a San Siro Filimonov dello Spartak Mosca in un incontro vinto 2-1 dai nerazzurri. Il cammino dell’Inter, impreziosito anche da una vittoria contro il Real Madrid, si ferma ai quarti di finale al cospetto del Manchester United. Un’uscita a testa alta come raramente avverrà negli anni a seguire, specialmente durante la gestione Mancini. Eppure il gioco non brillantissimo era costato la panchina a Simoni, probabilmente l’unico allenatore al mondo ad essere cacciato dopo aver battuto il Real Madrid (ma anche l’ultima partita prima dell’esonero, contro la Salernitana, si era conclusa con i tre punti per l’Inter). La stagione successiva il mondo sportivo inizia però a fare conoscenza con l’altro comune denominatore, oltre ai gol, della carriera di Ronaldo, ovvero gli infortuni. Il 21 novembre 1999 contro il Lecce il brasiliano subisce la lesione del tendine rotuleo del ginocchio destro. Rientrerà sei mesi e un intervento chirurgico dopo, in Coppa Italia contro la Lazio, dove però passano solo sei minuti e il ginocchio cede nuovamente, causando la rottura completa del tendine. Ronaldo riemerge dal buco nero dell’infortunio nella seconda metà della stagione 2001-2002, trovando sulla panchina dei nerazzurri un Hector Cuper deciso a centellinare il suo rientro in campo per evitargli nuovi problemi fisici. Un rapporto difficile, quello tra il brasiliano e il tecnico argentino, destinato a rompersi definitivamente il 5 maggio 2002 quando l’Inter perde all’ultima giornata, in casa di una Lazio già sazia, uno scudetto che sembrava ormai cucito sul petto. L’immagine di Ronaldo, comunque non esente da colpe in quella disgraziata partita, in lacrime sulla panchina dopo essere stato sostituito, vale più di mille parole. Quelle che non serviranno a Moratti per convincere il suo pupillo a rimanere ancora a Milano agli ordini di Cuper. L’ultimatum non ammette soluzioni conciliatorie, l’offerta del Real Madrid è allettante, le condizioni fisiche del Fenomeno nascondono sempre un forte punto interrogativo. Ronaldo fugge dall’Inter, e dall’Italia, nella notte. Vi ritornerà anni dopo per indossare la casacca del Milan. L’interista Severgnini conierà per lui il nick di “Coniglio Mannaro”, un soprannome che nella sua perfidia rende perfettamente l’idea di quanto amaro sia rimasto in bocca ai tifosi dell’Inter. (4-continua)
(in esclusiva per Indiscreto)
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  1. Clinter, in realtà Inter-Atalanta era in mezzo tra l'andata (prima) e il ritorno (dopo) di Inter Feyenoord. Quindi quello che ricordi, il ritorno a Rotterdam, era la vigilia di Inter Brescia.Riguardo all'impiego mancato di Ronaldo in Inter Atalanta: era fuori da quattro mesi, dopo Piacenza Inter minuti giocati zero. Quella domenica andò in panchina e domanica dopo, con il Brescia, in campo.

  2. Clinter, tra i due "duelli" VB vs Arrighe e Ronie vs Cuper, non ho dubbi a dire che il primo va oltre la plausibilità conoscendo appieno il pensiero dell'Arrighe. Mentre il secondo meno: magari gli avrà detto di non essere più il Fenomeno (la verità) e si è un po' incazzato.

  3. Alex, il tuo parallelo presuppone che Cuper abbia veramente chiesto l'allontanamento di Ronaldo. Beh! io non ci credo neanche se me lo giura Cuper medesimo. Libero ognuno di pensarla diversamente.

  4. axel, sfigato Van Basten ma in quei 2 anni fece cose di questo e dell'altro mondo.

  5. No clinter, l'affare Kaka dal punto di vista Milan non esiste. Hanno ceduto un giocatore sano, nel pieno della carriera e solo per denaro. Magari Kaka se ne voleva andare e il Milan ha monetizzato. Tralaltro con la pernacchia di Ferguson che ha spillato 93 milioni a Perez.

  6. scusate ma allora Berlusconi ha fatto male a cacciare Sacchi invece di Van Basten che, mi sembra, giocò solo 2 altri anni?

  7. Straw, su Cuper, con me, sfondi una porta aperta. Se pensiamo che è stato esonerato a favore di Zaccheroni, che nei preliminari di C.L., ci ha portato dal 1° posto all'eliminazione(1-5 contro l'Arsenal, quando bastava perder 1-3) per la sua mania delle 3 punte, mi vien da piangere ancora adesso.Concordo che meriti più rispetto.Per quanto riguarda Ronaldo non posso dar torto a Jeremy, probabilmente il giocatore voleva fortemente il Real, contestualmente Moratti, o chi per lui, avrà pensato:'Questo si rompe sempre, approfittiamo dell'occasione per venderlo a buon prezzo'. Un pò come Kakà. Con una differenza: se Kakà non torna il miglior Kakà, si sprecheranno lodi per la genialità dei dirigenti milanisti, per la sola rifilata a Florentino, se torna lui i vari baciaculo si faranno in quattro per spiegarci che è stato il giocatore a tradire. Moratti, invece resterà sempre 'colui che ha venduto Ronaldo'.

  8. Sarebbe disonesto dire che Moratti ha ceduto il Fenomeno ma sicuramente era il migliore attaccante del mondo. Molto probabilmente per colpe condivise anche se Ronaldo mise il carico da 11.

  9. clinter, hai ragione, ma la partita contro l'Atalanta va annoverata tra quelle cosiddette stregate, tra quelle maledette partite dove potresti stare in campo una settimana ma non cambierebbe nulla…ricordo che si giocò in una sola metacampo ed il secondo tempo in una sola area: pali, traverse, occasioni a non finire, con i bergamanschi che passano 2 volte la metàcampo e fanno 2 gol.

  10. Jeremy, certo che non son bruscolini, ma la maggior parte son stati realizzati giocando nei galacticos, in un campionato, allora, monocromatico. Non voglio sminuire Ronaldo, ma penso di non dire una cazzata, se dico che, dopo il mondiale 2002, probabilmente a causa del logorio dovuto agli infortuni, non s'è più visto il marziano visto in Italia.

  11. su Ronaldo è stato detto e stradetto (sia all'epoca, ma ribadito anche dopo e più di una volta da Moratti e dallo stesso Cuper) che l'argentino non c'entrava nulla con la cessione del fenomeno: voleva il Real e ha preso un pretesto di comodo. Su Seedorf (fischiato da tutto lo stadio ogni volta che toccava palla…è bene ricordarlo) si è accennato anche in passato sul muro sui veri motivi della cessione. Cuper non sarà un genio (mai sostenuto) ma semplicemente per quello che ha fatto all'Inter in quegli anni, ritengo che gli sia dovuto un po' più di rispetto.

  12. clinter, non avra fatto sfracelli ma 104 gol in 177 partite (fonte: wikipedia. Mi ricordavo di uno score di tutto rispetto)non mi sembrano bruscolini….

  13. Straw,Cuper non era un fesso, ma neanche un genio, vistosichè il giovedì antecedente la sconfitta interna con l'Atalanta, mandò in campo, mi pare a Rotterdam, la formazione titolare, per cercare di recuperare una sconfitta interna in Coppa Uefa. Dico, in Coppa Uefa, competizione che, già allora, interessava una cippa. Manca, ovviamente, la controprova, ma, magari, disinteressandosi del Feje..come si chiama,si poteva vincere con i bergamaschi e portar a casa lo scudetto. Il fatto che volesse disfarsi di Ronaldo è chiaramente una fola inventata dal giocatore e dai francorossi sotuttoio. In ogni caso il Ronaldo post-Inter non mi pare abbia fatto sfracelli,pur restando un giocatore di alto livello, ma può essere che abbia una memoria corta.

  14. a parte che con i "se" si può dire di tutto e di più, io critico supervincenti come Lippi e Mourinho, figurarsi cosa posso pensare di Cuperanche a Simoni è stato scippato uno scudetto, non vuol dire fosse un grande allenatore, al massimo un bravo gestore di uominisul Valencia di Cuper poi ci sono forti ombre di doping e qui se ne è parlato più volte, all'Inter ha fatto/lasciato cedere due come Ronaldo e Seedorf, entrambi a 26 anni (rompiamo l'anima ancora oggi a Hodgson per Roberto Carlos e all'Hombre Vertical no?)poi ripeto, anche Cuper scippato di uno scudetto ma non vuol dire che fosse bravopoi vorrei ti ricordassi perchè giocammo quella semifinale con Martins e Kallon, è una storia lunga che comincia in una fredda notte di gennaio (e forse anche prima)

  15. Straw, Kallon non sfioro l'incrocio ma incoccio con le chiappe di Abbiati. Quelle chiappe costarono a noi una Champions (perdonami, ma vi sareste cagati nelle mutande ben prima di arrivare a Manchester)e a voi sarebbe toccato l'onore di una finale di Coppa dopo 30 anni (meritando quanto il Milan nel complesso della Champions), che vi avrebbe affrancato dalle pernacchie che ancora ogni anno abbiamo l'onore di risuonarvi nelle orecchie. Pensa quanto era pirla l'hombre vertical e invece quanto è fico lo special One….

  16. ah, dimenticavo l'Inter in semifinale di Champions, uscita dopo 2 pareggi con Kallon che sfiora l'incrocio all'ultimo minuto…

  17. ha perso una Champions ai rigori ed ha tenuto l'Inter in testa alla classifica per un anno e mezzo in piena era Moggi…tanto scarso non doveva essere. Il destino è bastardo, se i suoi non sbagliano i rigori e se il 5 maggio gli 11 in campo non si suicidano collettivamente, sarebbe stato una sorta di Dio in terra, altro che Special One.

  18. doppietta al Brescia, gol al Chievo, gol su punizione al Piacenza, 90 minuti di panchina nella sconfitta in casa con l'Atalanta (con Ventola che entra al posto suo)anche Seedorf fece solo panca il 5 maggio con Conceicao e Dalmat in campopoi umanamente Cuper sarà stato Nobel della Pace ma come tecnico…

  19. Cuper non era certamente autolesionista e Ronaldo è stato messo in campo anche fin troppe volte in quel finale di campionato…fenomeno assoluto e ricordi meravigliosi ma umanamente non vale un mignolo dell'hombre vertical.

  20. @Spikesto entrando in un sentiero minato, ma ti devo una risposta.Un pretesto a metà, parafrasando il Trap. Ronaldo non era sulla lunghezza d'onda di Cuper che prediligeva le coperture tattica di Ventola, il re di Viale Abruzzi e dei posteggi sul marciapiedi.Moratti, indeciso a tutto, gli disse di non preoccuparsi e di partire per il mondiale dove il fenomeno decise quasi tutto. Poi la rottura e il Real, ma se Moratti fosse stato più deciso, l'Inter avrebbe tenuto il suo fuoriclasse.Italo

  21. Jeremy, parlavo di medici. Che c'entra Milan Lab? 🙂

  22. Oh sciacquati la bocca quando parli di quel popò di struttura medica che è il Milan Lab….. Ecco, la parola giusta è proprio popò….

  23. Sfigato a orologeria geografica sì (l'infortunio con la Lazio poteva capitargli ovunque), medici incompetenti anche.Le responsabilità dei medici nelle due lesioni tendinee sono evidenti. Fra l'altro in occasione della seconda Combi, probabilmente ricordando quanto successo anni prima, lo aveva anche messo in allarme suscitando le risposte indignate di Meesserman..

  24. Magari è finita l'era del "come ci si allena in Italia, in nessun altro posto." che va dritta nella lista di cecco. O magari è solo uno sfigato ad orologeria geografica.

  25. spikeci sarebbe da capirlo.. a ben vedere questo s'è sfasciato solo in italia fra inter e milan, all'estero ha sempre giocato e segnato.. ma non è che abbiamo preparatori atletici e medici incompetenti?

  26. @Italo fermo restando che tra quel Ronaldo e qualsiasi allenatore, mando via l'allenatore, l'autaut di Ronaldo era solo un pretesto

  27. Volendo fare un paragone, anche Sacchi voleva mandare via Van Basten, ma la risposta fu "Arrigo è stato un piacere". I sentieri della vita.Italo

  28. io resto convinto che il 5 maggio siamo riusciti a perdere una partita comprata ("Pazza Inter amala") ma quella partita a Verona non riesco ancora a mandarla giù, nemmeno sorseggiando 4 scudettiricordi che De Santis subito dopo disse a Ronaldo a terra "Alzati, ti ho visto che ti sei buttato"?

  29. axel, vieni a dirlo a me? 🙂

  30. bastava cambiare la storia del Chievo-Inter di 3 settimane prima, magari cambiando anche arbitro, vedi allegato:http://www.oleole.it/media/main/images/blogs/images/group1/subgrp1/blogimg_3_124_20070502034531.jpg

  31. L'hanno detto in tanti, ma resta la definizione migliore: un adulto che giocava con dei ragazzini, dove i ragazzini erano alcuni tra i migliori giocatori in circolazione.Un atleta di un altro pianeta, la personificazione stessa del calcio. Un Fenomeno, appunto.Chissà come sarebbe potuta cambiare la storia, quel 5 di maggio…

  32. Per carità non sfidate la sorte e abolite la dizione estesa. Il nome completo è Bxxxx Sxxxxxxxxx, autore di Ixxxxxxxi.

  33. @Axel ShutDa quando è diventato di moda essere interisti…dubito fortemente che Severgnaus mandi a memoria la formazione dell'88-89 dubito!

  34. da quando Severgnini è interista?

  35. Ronaldo del 98 è stato il giocatore che più di tutti s'è avvicinato al Maradona dell'86.Semplicemente IL calcio.Le morattate, il licenziamento di Simoni, la rapina del ManYoo, il tradimento di R9 si dimenticano, le emozioni che ci ha dato restano.Ps: Coniglio Mannaro era Forlani. Severgnini ha semplicemente traslato il soprannome




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