Piccola patria

Senza scomodare il professor Sartori, che peraltro da anni scrive quasi solo del cosiddetto Porcellum, qual è il sistema elettorale che offre il massimo della rappresentatitività? Semplice: un proporzionale assoluto, in cui ognuno possa votare per se stesso. Una cosa tipo le ‘sedie’ di cui parlava Gheddafi, o perlomeno il suo imitatore che qualche giorno fa ha allietato Roma. Un pensiero profondissimo che ci è arrivato in testa ieri sera leggendo dell’esistenza della ‘Viva World Cup’, semiclandestino Mondiale ‘dei popoli’ cominciato a Novara. In campo Padania (campione in carica dopo il trionfo del 2008 in Lapponia), Occitania, Provenza, Kurdistan, Gozo: realtà che potrebbero proporre squadre migliori di almeno metà delle partecipanti alla qualificazioni mondiali, da San Marino a Vanuatu. E allora? Allora il concetto stesso di appartenenza non è qualcosa di fisso ed immutabile nei secoli, se spinto da forti motivazioni il ‘troppo piccolo’ ha lo stesso valore di Francia o Inghilterra. Più che di queste righe sgangherate consigliamo la lettura del libro di Simon Martin, ‘Calcio e fascismo’: non la solita sbobba sulle connessioni fra calcio e politica ma un’interessante tesi che parte dal ruolo che ebbero gli stadi di Firenze e Bologna nella propaganda dell’epoca. Proponiamo il nostro Bignami: Mussolini sulle prime era convinto che il calcio avrebbe contribuito a rafforzare i sentimenti nazionalistici e per questo ispirò la costruzione di quelli che per l’epoca erano mega-impianti, ma la situazione gli sfuggì presto di mano. A Firenze e Bologna, ma non solo, il calcio portò all’esaltazione del proprio campanile più che ad un confronto sportivo che avesse come obbiettivo la costruzione di un italiano nuovo. L’italiano era rimasto vecchio, ed un gioco basato su furbizia e rapporti di potere sembrava fatto apposta per renderlo vecchissimo.

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  1. Buran, "nonno" nel senso che è molto simile come gioco (contatto fisico elevato e "trattenimento" della palla). Mi hai fatto ricordare che il Lacrosse deriva da giochi dei nativi americani. Non mi meraviglia: i giochi con bastoni sono un po ovunque nel mondo.

  2. Scusate, leggo che l'Hurling è il "nonno" del Lacrosse, ma quest'ultimo non era uno sport praticato dai nativi americani?

  3. l'hurling mi ha sempre affascinato moltissimo: banalizzando è un rugby giocato però con mazze (più hockey che lacrosse) e palla piccola.In Irlanda, a mia espressa domanda sul come mai in questo gioco non ci fossero teste rotte ogni partita, il mio prof irlandese rispose "perché tu hai il bastone, ma sai benissimo che anche tutta la squadra avversaria ce l'ha…". impagabile

  4. Beh il tamburello (io lo avevo visto un paio di mesi fa su Raisport)ci sta dentro con i vari hurling e calcio gaelico. Il Calcio fiorentino è proprio locale invece.

  5. Jeremy, il tamburello è in disuso (anche se tentano di rilanciarlo nelle scuole), ma era uno sport "nazionale", o almeno interregionale. Ho visto abbastanza recentemente una esibizione allo sferisterio di Firenze (lasciato purtroppo marcire), e i giocatori erano prevalentemente toscani, emiliani, veneti o comunque del centro-nord. Negli sferisteri si giocava anche il "bracciale" (simile al tamburello) e la pelota basca.

  6. Bellissimo il calcio storico fiorentino. Di altri sport territoriali e locali da noi mi viene in mente il tamburello. In Irlanda ci gioca anche l'hurling che è piu un nonno del Lacrosse USA che un parente dell'hockey prato. C'è da dire che gli americani in questo sono degni parenti degli anglosassoni: sui 4 sport principali, 2 li hanno codificati loro e uno se lo è inventato di sana pianta Naismith.

  7. Scusate tutti, ma l'Harpastum è praticamente il Calcio Storico fiorentino! Basta cercare su youtube, se si vuol vedere com'è.

  8. ho visto diverse partite di calcio gaelico e football australiano in TV negli anni d'oro di Telemontecarlo e Capodistria. Sono sport interessanti, soprattutto il primo, ma a vederne una partita intera ci si resta un po' così… viene da chiedersi "tutto qui?", per chi "proviene" dal calcio e non riesce ad adeguarsi a quel tipo di spettacolo (inteso in senso puramente tecnico). Anche la più spettacolare partita di gaelico o australiano non dice moltissimo all'appassionato di calcio "tradizionale"… marcature di punti, azioni travolgenti, giocate di classe, eccetera, ma.Ma.E' una questione di mood, di DNA, di retroterra culturale che si fa radice profondissima.Restano sport che trovo divertenti e che seguo, se capita, molto volentieri, ma -parlo per me- c'è sempre una parte di me che me li fa avvertire alieni, e mi fa apprezzare (inconsciamente) di più lo "spettacolo tecnico" e tattico offerto da un Giulianova-Pro Sesto qualsiasi.

  9. A me di questi sport "territoriali " ha sempre fatto impazzire il calcio gaelico: pali del rugby e porta da calcio sotto, compreso portiere. Che figata. Altro sport "territoriale" ultraspettacolare e violentissimo è il calcio australiano, con quella mimica fantastica degli arbitri.

  10. mmm, ho trovato la relativa voce su wikipedia. A quanto qui si riporta, fu un tentativo di imporre uno sport "italico" in contrapposizione a quelli importanti dall'estero, durato in forma organizzata fino al 1933 (la gente continuava a preferire il calcio). Si parla di un pallone che si può giocare alla mano e calciare, come nel rugby, si sottintende ovviamente una possibilità di scontro fisico modello rugby, e si parla di "porte" entro cui segnare i punti. Sembra interessante, vedrò di approfondire

  11. che potesse essere simile all'harpastum (a sua volta discendente dall'episkiros greco) lo immaginavo. Avevo letto diversi anni fa che si disputò persino qualche campionato. Ci sarà mai modo di reuperare quelle antiche classifiche, quei risultati, e magari il regolamento di questo sport moderno ma già morto? Sarebbe un'operazione di archeologia sportiva molto divertente, e se il gioco si dimostrasse interessante, io una partitella di prova me la farei… il fisico me lo consentirebbe :-)Si sa almeno come si segnavano i punti? C'erano porte, o si doveva oltrepassare la linea di fondo? A come l'ho capita io, non dovrebbe essere niente di molto diverso da un rugby ad 8… magari con la sola differenza dei passaggi in avanti consentiti…

  12. La 'volata' è rimasta sui libri di storia, credo non abbia superato la guerra. Però è vero che fu un'invenzione del periodo fascista. Motivata non tanto dalla scarsa virilità del calcio (sulle prime Mussolini e soprattutto Arpinati erano convinti che il calcio potesse formare l'uomo fascista), quanto dalla romanità (nel senso di impero) della disciplina. Che copiava molte regole dell'harpastum, secondo noi più simile al rugby (al di là della possibilità di portare la palla in mano) che al calcio…

  13. è vero che il fascismo, per propaganda, ritenendo il calcio non abbastanza maschio, virile e formativo, creò un gioco di squadra, 8 x 8, ritengo simile al rugby, chiamato "volata"?

  14. L'ho preso al reparto storia di una libreria Mondadori, direi un paio d'anni fa…nel settore sportivo, dove esiste, ci sono solo libri pro o contro l'Inter…

  15. Ciao Stefano,ma sai che da un paio d'anni non riesco a trovare questo libro, che pare sia ormai fuori catalogo? Mi puoi dare qualche consiglio?




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