La prima nazionale di Helmut Schoen

di Stefano Olivari
Qualche giorno fa abbiamo citato la nazionale del Saarland, la cui storia è affascinante al di là del fatto che noi la si conosca solo per merito del suo esponente più famoso: Helmut Schoen, proprio il c.t. tedesco di quattro Mondiali (1966, 1970, 1974 e 1978), che guidò il piccolo ‘stato’ alle qualificazioni per Svizzera 1954 arrivando addirittura a giocarsi il paradiso all’ultima partita contro la Germania Ovest di Sepp Herberger. Il Saarland come entità indipendente di fatto non è mai esistito: prima protettorato creato dal Trattato di Versailles, in seguito annesso alla Germania nazista, poi alla fine della guerra di nuovo protettorato. Ma dal 1950 al 1956 fu affiliato alla Fifa come entità a sé stante: sulla carta non proprio una squadra materasso alla San Marino, ma una nazionalina che poteva contare di fatto sui giocatori del Saarbrucken. Comunque la squadra di Schoen, da attaccante del Dresda stella del calcio di Germania durante la guerra, aprì il suo girone di qualificazione a tre (solo la prima sarebbe passata) con una incredibile vittoria in trasferta, tre a due alla Norvegia. Rimonta da zero a due ma non in eroica inferiorità numerica come è scritto in un libro ed ovviamente su Wikipedia: vigeva infatti la regola che un infortunato potesse essere sostituito prima dell’intervallo, e così fu. Nella partita successiva del girone la Germania Ovest riuscì, sempre contro la Norvegia in trasferta, solo a pareggiare…il Saarland era in testa! Il primo degli scontri diretti fu stravinto da Herberger (tre a zero), la squadra di Schoen riuscì poi a strappare uno zero a zero casalingo alla Norvegia che qualche giorno sarebbe stata asfaltata ad Amburgo dai futuri campioni del mondo. L’ultima partita vedeva ancora teoricamente in corsa il Saarland (che avrebbe dovuto vincere di goleada), ma ormai le misure erano state prese e prevalse la Germania Ovest 3 a 1 in una Saarbrucken che chiedeva di tornare tedesca a tutti gli effetti (così sarebbe stato, due anni e rotti dopo): protagonista il grande Max Morlock. Herberger fu così colpito dallo spirito degli avversari che quando il Saarland sparì volle a tutti i costi Schoen come secondo, preparando una successione che si sarebbe verificata nel 1964.

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  1. Confermo la versione di Charlie. Non ho prove documentarie e vado a memoria, ma sono quasi sicuro

  2. Sono per la versione di Charlie, facendo la media delle cose lette. Anzi, secondo un quotidiano cileno (Mercurio, mi pare) i gol 'simbolici' nella partita di ritorno (l'andata di Mosca era finita zero a zero) furono addirittura più di uno (trovo la versione improbabile: sullo zero a uno chi avrebbe battuto il calcio di ripresa del gioco a metà campo?), anche se poi ovviamente l'ufficialità Fifa ha archiviato il tutto come forfait. La maggior parte delle testimonianze giornalistiche, non esistendo immagini, sostiene che lo pseudogol cileno sia stato segnato da Francisco Valdes.

  3. Grazie Stefano, puntuale come un orologio Svizzero, pardon, Novi!

  4. Di quello spareggio (partita di ritorno) io so che il Cile si presentò regolarmente in campo a Santiago il giorno stabilito, in uno stadio gremito, battè il calcio di inizio e segnò un simbolico gol nella porta avversaria, il tutto naturalmente in assenza dei giocatori sovietici.

  5. stefano, sei poi riuscito a trovare notizie sul misteriosissimo spareggio Cile – Urss del novembre 1973?




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