Almen va avanti

di Alec Cordolcini

1. La storia, ormai arcinota, di Andrea Pirlo dimostra come talvolta per sfondare sia necessario fare qualche passo indietro (in campo). Quella di Almen Abdi, miglior giocatore della Axpo Super League svizzera 2008/2009, racconta invece l’esatto opposto. Da centrocampista di contenimento a trequartista/seconda punta: il rendimento di Abdi, e il suo impatto sulle fortune dello Zurigo, è cresciuto in maniera direttamente proporzionale al suo progressivo avanzamento nello scacchiere tattico dei biancoazzurri. Con 18 reti e 11 assist Abdi è l’uomo copertina di uno Zurigo fresco del 12esimo campionato nazionale messo in bacheca.
2. Nato il 10 ottobre 1986 a Prizren, storica città nel sud del Kosovo a forte maggioranza albanese, Abdi si è trasferito in Svizzera con la propria famiglia (papà Bajram, muratore, mamma Aviza e la sorella maggiore Amela) all’età di tre anni. Per lui la parola calcio è sempre stata sinonimo di Fc Zurigo. Ingresso a otto anni nelle giovanili del club, apprendistato sotto la guida del tecnico slovacco Josef Bajza, un’istituzione del calcio giovanile svizzero (dalle sue mani sono stati plasmati Blerim Dzemaili e Shkelzen Gashi), infine l’approdo in prima squadra all’età di 16 anni. Dove però a sbarrargli la strada trova proprio l’amico Dzemaili, al quale poco dopo si aggiunge un giovane talento prelevato dall’Aarau, Gokhan Inler. Le buone qualità tecniche di Abdi inducono il tecnico Lucien Favre a spostarne gradualmente il raggio di azione più avanti. L’arrivo nell’estate 2007 di Bernard Challandes sulla panchina dell’FCZ, e la contestuale partenza di Inler (Udinese) e Dzemaili (Bolton), completano l’opera. Abdi disputa la stagione 2007/2008 come play alto in un centrocampo a rombo e la chiude con 7 reti.
3. Quella attuale lo vede invece trequartista centrale in un 4-2-3-1, ma soprattutto direttore d’orchestra di un reparto offensivo dai meccanismi perfettamente oliati in cui tutti, dalle punte Hassli e Alphonse (quest’ultimo un autentico jolly che può agire anche sulla fascia destra) agli esterni Nikci e Djuric, partecipano alla costruzione del gioco e concludono a rete. Lo scorso agosto Abdi ha realizzato contro il Basilea uno dei gol più belli dell’anno; azione travolgente di Hassli fermata dal portiere dei renani Costanzo, Abdi riceve palla al limite dell’area, la alza con il destro e conclude con una botta al volo sotto l’incrocio dei pali. Il 14 marzo per lo svizzero-kosovaro è invece arrivata, contro il Neuchatel Xamax, la prima tripletta in carriera.
4. La duttilità di Abdi emerge anche dalla sua carriera in nazionale, nella cui selezione maggiore ha esordito il 20 agosto 2008 nell’amichevole Svizzera-Cipro 4-1. Esterno destro nella Svizzera under-20 che il 26 ottobre 2005 ad Ascona batte 2-0 i pari età dell’Italia (con il blocco-Primavera Juventus De Ceglie, Criscito, Paolucci); trequartista nell’under-21 elvetica che nelle qualificazioni all’Europeo di categoria Svezia 2009 elimina i campioni in carica dell’Olanda prima di arrendersi agli spareggi contro la Spagna di Bojan Krkic; seconda punta in qualità di vice-Yakin, oppure esterno sinistro quale vice-Barnetta, nel nuovo corso rossocrociato inaugurato da Ottmar Hitzfeld dopo la fine dell’era Kuhn culminata con il deludente europeo casalingo. Tra i numerosi volti nuovi proposti dall’ex tecnico del Bayern Monaco Abdi rappresenta, assieme all’esterno sinistro del Basilea Valentin Stocker, l’elemento di maggior talento. Un’arma in più per la “Nati” nella corsa verso Sudafrica 2010.
5. Se tutti seguissero gli isterismi del calcio moderno, Eric Hassli avrebbe dovuto essere stato cacciato a pedate da Zurigo l’estate scorsa. Curriculum disarmante quello del possente ariete francese, in doppia cifra solamente tre anni fa con il San Gallo, protagonista tra Francia e Inghilterra di stagioni anonime quando non fallimentari. Come quella del 2007/2008 a Zurigo, anche a causa di gravi problemi familiari. Risolti quest’ultimi, e tornato al top della forma fisica, ecco un campionato da 17 reti e 10 assist.
6. Molti ricorderanno la botta sotto l’incrocio dei pali sferrata da Dusan Djuric a San Siro contro il Milan in Coppa Uefa. Rete splendida ma inutile (i rossoneri vinceranno 3-1) per questo centrocampista svedese abbonato alle reti di coppa contro compagini italiane, avendo già timbrato anni prima con l’Halmstad in un match contro la Sampdoria. In Svezia giocava da numero 10, a Zurigo ha trovato la collocazione ideale come esterno sinistro nel 4-2-3-1 schierato da mister Challandes. Tanta quantità ma anche buona qualità, Djuric non è forse uno di quei giocatori che rapisce la sguardo, ma nell’economia tattica di una squadra il contributo offerto è notevole. L’acquisto meno pubblicizzato ma più azzeccato del trittico svedese (gli altri, Tahirovic e Vasquez, hanno fatto flop) sbarcato in Svizzera nella passata stagione.
7. Vivaio florido, come da tradizione; ecco un altro segreto del successo dello Zurigo. Il giocatore-simbolo dell’ottimo funzionamento del settore giovanile di casa FCZ si chiama Adrian Nikci, esterno destro classe ’89 arrivato nel 2002 dall’Fc Usten. Rapido, dinamico, propositivo, punta l’uomo ma sa anche essere sufficientemente freddo davanti alla porta. Miglior giocatore dell’attuale under-21 svizzera, dove talvolta agisce, sempre partendo da destra, come seconda punta, in questa stagione Nikci è stato proposto spesso e volentieri dal primo minuto negli incontri di Super League, chiudendo con 4 reti e 8 assist. Per sfondare, è cosa nota, serve anche un pizzico di fortuna; nel caso del giovane centrocampista questa è giunta sotto forma dei persistenti problemi fisici del tunisino Yassine Chikaoui, a tutt’oggi definito dal Corriere del Ticino “il miglior giocatore straniero del campionato svizzero”.
8. Potenzialmente un autentico craque, Chikaoui è fermo ai box da parecchi mesi, e non riesce a ripartire. Basti pensare che nell’attuale stagione ha raccolto solo 5 presenze (e 1 gol) per un totale di 92 minuti giocati. Nato il 23 settembre 1986 a Radès, cittadina portuale a un pugno di chilometri da Tunisi, e cresciuto calcisticamente nell’omonima squadra locale, Chikahoui si è segnalato come uomo nuovo del calcio tunisino tra le fila dell’ESS (Etoile Sportiva du Sahel), offrendo un contributo fondamentale (è anche diventato il più giovane giocatore nella storia del club a vestire la fascia di capitano) alla vittoria della squadra nella Confederation Cup, la versione africana della Coppa Uefa, e alla conquista del titolo nazionale. Attaccante di movimento capace di coniugare un fisico roccioso (1.89 x 80) ad una notevole rapidità e una grande padronanza tecnica, le sue scorribande nelle trequarti avversarie, i suoi dribbling, i giochi di prestigio con la palla e il variegato repertorio di gol gli sono valsi la conquista del Pallone d’Oro tunisino 2006. Un bagaglio di notevole spessore riproposto paro paro nei suoi primi mesi a Zurigo, che lo ha acquistato nell’estate 2007 per 400mila euro. Poi il diluvio di problemi fisici, ed ecco la stella della squadra vincere un titolo nazionale da semplice comparsa. Non merita però di finire nel dimenticatoio.
9. Chiusura con la nostra personalissima top 11 della Super League 2008/2009 (3-4-1-2): Sommer (Vaduz/Basilea); Smiljanic (Grasshopper), Dudar (Bellinzona), Stahel (Zurigo); Alphonse (Zurigo), Hochstrasser (Young Boys), Monterrubio (Sion), Chipperfield (Basilea); Abdi (Zurigo); Doumbia (Young Boys), Hassli (Zurigo).
(in esclusiva per Indiscreto)
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