I salatini di Verolanuova

di Stefano Olivari

Non crediamo a chi sostiene che la gente voglia leggere ‘belle notizie’, ma una la vogliamo scrivere lo stesso. La bella notizia non è che il CMB Rho ieri sera abbia vinto di un punto garadue sul difficile campo di Verolanuova, non a caso soprannominato ‘Bombonera’ nel mondo delle minors lombarde, qualificandosi per la finale con Lissone (parliamo di C Regionale, il vincitore sarà promosso in C Nazionale o C1 che dir si voglia). La bella notizia è che in una palestrina da cento persone sono entrati in trecento, seguendo la partita di fatto sulle linee laterali e di fondo, ma senza scorrettezze, insulti, proteste. Con un andamento incertissimo, oltretutto, ed il risultato deciso da un punto. Una vera rarità anche nello sport lontano dai riflettori, come ben sa chi lo frequenta: genitori ed amici sono spesso peggio dei peggiori ultras, quindi è giusto segnalare le isole di civiltà. Fra l’altro la vigilia della partita, che ha evitato una pericolosissima garatre al Molinello (l’andata era finita al supplementare, Giorgio Specchia esporrà in altra occasione lo striscione delle Brigate Xerox), è stata per il CMB allietata dall’allenamento guidato nientemeno che da Luca Dalmonte, proprio il coach di Cantù: i ragazzi, gasatissimi, hanno ascoltato i suoi consigli su spaziature e dintorni, anche se poi ovviamente il merito dell’impresa è stato di coach Gurioli e di un gruppo fisicamente limitato ma molto unito, illuminato dai tiri ignoranti (alla Basile) di Alberto Cappellari. Ma tornando all’ottima Verolanuova, allenata di Christian Lottici, e con a disposizione ben quattro stranieri (fra cui Biligha, in prestito da Casalpusterlengo), alla fine della partita complimenti per tutti ed una cosa che non si vedeva da vent’anni: vassoi di paste e salatini portati nello spogliatoio degli avversari, brindando insieme allo sport ed al semplice fatto di essere lì. Cose che succedono, cose che possono succedere.
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  1. Il mondo delle minors Italiane è a suo modo splendido per come rappresenta uno specchio/ spaccato del paese. Ad esempio qua nelle Marche dei campanili l’Eccellenza calcistica è una specie di Champions League adriatica, con squadre dai superbudget, stranieri (anche con passati in team blasonati), trasmissioni TV e anche tremila persone a vedere una partita di calcio ufficialmente dilettantistico.

  2. @simone: nel cremasco ci si conosce un po’ tutti e un mio amico arbitro doveva stare attento a come arbitrava, soprattutto in certi paesi di campagna. Poi quando andava a arbitrare verso la periferia milanese, c’era ancora più da ridere.Io proporrei per un po’ di domeniche un bella cammionetta di poliziotti itinerante per i vari campi: il primo demente che insulta un arbitro, caricato e una bella mano di botte. Poi magari gli altri capiscono qualcosa.

  3. @Olivari,Cydella:confermo.Conosco un giovane ex arbitro delle “minors” futbalistiche.Mi racconta del numero impressionante di partite irregolari fatte finire per non visitare…l’ospedale.E’ l’ennesimo sintomo di una cultura sportiva quasi inesistente…

  4. Dico a Stefano e a tutti gli appassionati di basket del milanese che sabato sera, 23 maggio, eccezionalmente al Palalido, la SanGabriele Milano si gioca la promozione in A2 femminile con la Pallacanestro Torino.L’entrata sarà gratuita e l’apertura dei cancelli avverrà alle 19.30.

  5. Non posso che darti ragione Stefano. Essendo coinvolto come dirigente nel calcio minore posso garantire che è da eroi (o da pazzi completi) farsi isultare 90 minuti per un rimborso spese. Nel mio piccolo cerco di far capire loro quanto apprezziamo questi sforzi (senza i quali faremmo solo scapoli-ammogliati), facendo loro i complimenti a fine partita, magari offrendo loro da bere, anche se mi hanno fischiato contro un rigore scandaloso.Se tutti provassero a mettere in pratica questi piccoli gesti, che non costano davvero nulla, la cultura sportiva potrebbe davvero migliorare a tutti i livelli.

  6. Gli arbitri delle minors sono i veri eroi moderni, al di là dei rimborsi con cui al massimo si pagano l’università. Dopo tre anni a me sono mancate le palle per andare avanti, tanto per dirla alla Lapo. Per questo quando si critica il mondo del calcio professionistico bisogna pensare alla cultura sportiva media che in un determinato paese si respira…

  7. Io sono andato a vedere qualche volta la pallavolo a Crema durante i playoff e ci sono persone pseudo normali, signore e “stimati” professionisti che sbraitano e imprecano tutto il tempo. Una cosa oscena. Quelli in curva allo stadio, si sfogano dopo una settimana lavorativa e li posso in parte capire. Ma ‘sti qua che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera…




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