Hamsik non ha torto

di Diego Del Pozzo

Il comportamento del pubblico di casa durante la partita tra Napoli e Torino è stato semplicemente vergognoso, in particolare per il consueto accanimento nei confronti di Paolo Cannavaro, napoletano “doc” e capitano della squadra. La “grave” colpa del difensore centrale è stata, agli occhi degli imbecilli che l’hanno fischiato per tutta l’ultima mezz’ora di gioco, quella di essersi fatto superare da Rolando Bianchi in occasione del gol del pareggio granata: non una papera, intendiamoci, ma una normale azione di gioco, con buon movimento offensivo dell’attaccante a sbilanciare il difensore azzurro; insomma, un confronto tra due atleti, come ne possono capitare tanti nel corso di un match. Ovviamente, Cannavaro si è molto innervosito per l’atteggiamento scorretto del pubblico e, nei minuti conclusivi, s’è lasciato andare a qualche errore di troppo e pure a un paio di interventi scomposti, rimediando l’ammonizione e rischiando addirittura di essere mandato via dall’arbitro prima del fischio finale. Se il pubblico napoletano, invece di sostenere la squadra, vuole per forza fischiare qualcuno, dovrebbe innanzitutto lasciare in pace chi dedica tutto se stesso alla causa, con impegno e serietà; e, se proprio deve, potrebbe pensare di concentrare i propri sforzi su quei giocatori che, per mesi, hanno privilegiato la vita notturna all’impegno agonistico, oppure su quegli altri – come Marek Hamsik, irritante anche ieri – che hanno smesso di giocare da più di tre mesi, concentrando la propria attenzione unicamente sul modo più indolore per lasciare quanto prima squadra e città. E come dare torto, d’altra parte, a Hamsik o a chiunque altro voglia lasciare il Napoli prima della scadenza naturale del proprio contratto? Nel corso di questa stagione, infatti, diversi giocatori partenopei hanno subìto rapine dolorose e dai contorni assolutamente poco chiari (lo stesso Hamsik, a fine dicembre, s’è visto puntare una pistola in bocca in pieno centro cittadino…); inoltre, non va dimenticata la gravissima irruzione dei tifosi – anche se, a voler essere più precisi, non li si dovrebbe chiamare così – nel centro sportivo di Castelvolturno per imporre ai calciatori i loro diktat minacciosi. Pensando a tutte queste cose, poi, come si può altresì dare torto ai giocatori che – come per esempio Floccari o, in anni passati, lo stesso Rolando Bianchi – decidono di rifiutare le avances del Napoli e scelgono di andare a giocare altrove? Per quale motivo, infatti, un professionista dovrebbe venire a esibirsi in una realtà sociale ormai completamente sfaldata come quella del capoluogo campano, alle dipendenze di una società che ha chiaramente mostrato di non saper gestire al meglio i rapporti con la propria turbolenta tifoseria e in un ambiente che, alla prima difficoltà, si rivolta contro i propri beniamini? In conclusione, Napoli-Torino ha rafforzato in noi una convinzione, che d’altra parte ci ha sempre accompagnato in questi mesi: la travolgente crisi che, dall’inizio del 2009, ha compromesso la stagione del Napoli si spiega anche, o forse addirittura soprattutto, col contesto ambientale ostile nel quale la squadra ha dovuto giocare per molto tempo, poco o per nulla tutelata da una società che, in quel frangente, ha mostrato per intero la sua inadeguatezza al livello della Serie A. Ricordiamo quei mesi, per far sì che non debbano ripetersi mai più: una squadra giovane e inesperta letteralmente terrorizzata nelle partite al San Paolo (bastino, come esempi, gli autentici “linciaggi” dei difensori in Napoli-Bologna, Napoli-Lazio e Napoli-Genoa), il presidente De Laurentiis per quasi un mese negli Stati Uniti per lavoro, il solo Marino lasciato in città a maneggiare la dinamite, il silenzio assordante di entrambi i dirigenti (solitamente molto loquaci), Edy Reja identificato come unico capro espiatorio della situazione, la già ricordata irruzione dei tifosi nel centro sportivo con relative minacce ai giocatori, la mancanza di una figura carismatica (Bruscolotti come team manager) da proporre come filtro con l’ambiente e la tifoseria, la disorganizzazione trovata da Donadoni al suo arrivo. Insomma, altro che Champions League o Coppa Uefa (dal prossimo anno Europa League): per puntare in alto bisogna ancora crescere tanto, investendo innanzitutto sul potenziamento di una struttura societaria che continua a fare acqua da tutte le parti e che, finora, ha saputo gestire egregiamente Serie C1 e Serie B ma va rafforzata senza indugi per potersi confrontare sullo stesso terreno con le vere grandi del calcio nostrano.
Diego Del Pozzo
(per gentile concessione dell’autore, fonte: Calciopassioni)
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  1. Nick, d’accordo con te. Se leggi attentamente abbiamo detto le stesse cose su questa città.Banshee, hai ragione: mi hanno sempre fatto molta rabbia quei furboni che credono di poter acquistare un Sony Vaio ultimo modello in mezzo alla strada per 100 euro. Alla fine, sono quasi contento quando ne vedo uno lamentarsi perché è stato fregato…

  2. che poi il cellulare rubato o il rolex scippato lo acquista tipicamente un non napoletano, in quanto i concittadini hanno ben presente il concetto di “pacco”.per cui il turista-ricettatore non è meglio del napoletano-ladro.

  3. “Perchè ancora io ci credo -e mi incazzo, ve lo giuro- che Posillipo e Toledo le divide un vecchio muro. Come quello di Berlino ci divide in due metà: uno è figl’e bucchin’ e l’altro e figlio di papà.”

  4. Napoli Piazza Garibaldi, marzo 2003. Credevo di essere in un film.E tanto per restare in tema, Stazione Centrale, esterno, ottobre 1999 (mi pare): il padre fighetto di un mio amico (pirla come nessun altro) compra un nuovissimo Star Tac su una bancarella e si ritrova nella scatola il leggendario mattone.Se l’è meritato, ovviamente, ma ciò non toglie che è avvenuto.Estate 2004: la strafiga diciottenne “di Vomero Alta” (giuro, ha detto così sta sciacquetta) si fa prestare un telefonino e, non vista, si chiama per ricaricarsi (scatenando fra l’altro la leggendaria reazione dell’antropiovra di turno: “Ma quale Vomero alta, tu stai ‘ngopp’a Domiziana!”)Diego, lo so benissimo che ci sono zone di Napoli che fanno invidia al Canton Ticino (ricordo, fra le altre, una Piazza Amedeo da poesia qualche anno fa. E quando mio padre mi parla della sua Via Roma universitaria gli si illuminano ancora gli occhi)…il problema sono LE ALTRE zone.Mi dici “prendi un napoletano del Vomero e uno dei Quartieri”…e vabbè. Ma i Quartieri in che città sono, scusa? Il Terzo Mondo, Secondigliano, Scampia…dove sono?Nessuno vuole condannare Napoli in quanto tale, perchè fra l’altro è una delle città più belle del mondo….però in quelle zone non si può uscire di casa. E questo, se permetti, è inaccettabile.

  5. Caro Nick, la scena che descrivi è comunque un po’ esagerata, dato che – te lo assicuro – nemmeno a Napoli esiste qualcuno così stupido da avvicinarti in strada per venderti droga, fumo o gioielli. Al massimo, ti avvicinano per proporti qualche cellulare o computer portatile (presumibilmente rubato), o altro prodotto “taroccato”. E comunque sono cose che accadono unicamente nelle aree immediatamente adiacenti il Porto (con i turisti che scendono dalle navi da crociera) e la stazione ferroviaria (idem, con chi arriva col treno). Nel resto della città queste cose non esistono e la maggior parte dei napoletani ne ignora persino l’esistenza. Per farti un esempio, ti vorrei far vedere, l’uno vicino all’altro, un napoletano del Vomero e un altro dei Quartieri spagnoli: sembrano provenienti da universi diversi. Un problema da tenere presente è proprio questo: non esiste una sola Napoli, ma ne esistono tante, diversissime l’una dall’altra. E anche questo fa parte del fascino e della maledizione di questa strana città…

  6. Infatti Diego, si era finiti a parlare di tutt’altro senza per questo mettere in discussione quello che dici.Sostenere però che “Napoli ha, né più né meno, gli stessi problemi comuni a tutte le grandi città” è una forzatura non da poco: non parlo di criminalità (quella sì presente dappertutto) quanto di microcriminalità e atteggiamento generale. Sarò stato fortunato, ma a me al di fuori di Napoli (e dintorni) nessuno mi si è mai avvicinato per strada offrendomi fumo, droga o gioielli nascosti in un impermeabile (sembra una scena da film, ma tant’è…)Non vuol dire che nel resto di Italia non succeda, ma almeno si espongono di meno.

  7. Scusa diego, siamo andati OT e si è creata una discussione parallela al post.

  8. Scusate, ma credo di non aver mai sentito tante sciocchezze e banalità su una città e sulla sua gente. Ma che c’entra l’assenza o la presenza di microcriminalità e il lasciare o meno la macchina aperta, o il vigile amico che ti fa togliere la multa? Ma qui mica si sta parlando del paesello calabrese nella Locride (con tutto il rispetto…), bensì della terza città d’Italia per numero di abitanti (circa un milione), oltre che dell’area metropolitana più complessa e densamente abitata d’Italia (tre milioni e mezzo di abitanti) assieme a quella di Milano. Ma soprattutto di un luogo che, volenti o nolenti, gli stranieri continuano a identificare con l’Italia intera: Pompei è il sito archeologico più visitato al mondo; Ischia è ancora oggi la meta italiana più amata dai tedeschi; non parlo nemmeno di Sorrento o della Costiera amalfitana; pizza e caffè sono simboli enogastronomici dell’Italia – non solo di Napoli – nel mondo. Questi che possono sembrarvi solo luoghi comuni sono elementi concreti e reali, che dovrebbero farvi capire l’importanza di questa città, soprattutto dal punto di vista simbolico, nel più ampio contesto italiano. Detto ciò, Napoli ha, né più né meno, gli stessi problemi comuni a tutte le grandi città italiane (e non solo), ovvero periferie abbandonate a se stesse e lasciate in mano alla criminalità più o meno organizzata, conflitti sociali derivanti da forte presenza di immigrazione, sovraffollamento e caos, inquinamento ambientale e acustico, disagio giovanile e diffusione delle droghe. Poi, è ovvio che vi siano delle specificità, anche se – tanto per rifarmi a un esempio famoso – va tenuto presente che anche la famigerata “emergenza rifiuti” non ha mai (o quasi mai) riguardato le zone centrali della città o quartieri “in” come Chiaia, Posillipo e il Vomero (dove si vive quasi come a Monaco di Baviera, provare per credere…), ma sempre le periferie di cui sopra e, soprattutto, i grossi e congestionati comuni dell’hinterland (purtroppo, per un malcostume giornalistico tutto italiano, Napoli vuol dire anche Casoria, Giugliano, Afragola e così via: così, quando in tv si dà conto di un fatto di cronaca nera o di inquinamento ambientale accaduto in questi comuni, si fa presto a dire “… a Napoli”. In realtà, l’elemento decisivo che davvero segna la differenza tra Napoli e le altre grandi città italiane e straniere è la presenza capillare della camorra sul territorio; presenza che influisce negativamente sull’economia di questi luoghi, impoverendoli ancora di più; e influisce sulla mentalità della gente, trasformandola in peggio e rendendola automaticamente più aggressiva e prepotente (“mentalità camorristica”).Nel mio pezzo e nei commenti successivi, sottolineavo con amarezza il peggioramento del tessuto sociale cittadino dovuto, secondo me, proprio a questa terribile presenza, che anche a causa del disimpegno ultradecennale dello Stato e delle Istituzioni è riuscita a segnare nel profondo gli animi e la mentalità della gente. Così, per esempio, può capitare che – tornando allo specifico calcistico – i tifosi del Napoli decidano di “farla pagare” ai giocatori minacciandoli e – perché no? – arrivando anche a rapinarli in pieno centro cittadino (Hamsik, Russotto) o nelle loro ville (Zalayeta). Sicuramente, tra questi “tifosi” si annidano elementi collusi con la criminalità organizzata, ma la vera cosa grave è che, purtroppo, questi metodi iniziano a essere accettati e perseguiti anche da chi al di fuori dello stadio conduce una vita pienamente nella legalità. Appunto, il cancro prima o poi divora tutto…

  9. stiamo parlando Hamsik, dubito abbia mai preso un autobus dopo i 15 anni!e questo vale per i calciatori, moderi semidei della nostra societàper il resto l’ho già detto, a Trento o Venezia o Firenze si vive molto meglio e più tranquilli che a Napoli.

  10. Banshee comunque la qulità della vita non è data solo dalla villetta e dalla zona in cui questa villetta è stata costruita. La qualità è data anche dai servizi pubblici, da che tipo di amministrazione ti ritrovi, dal senso civico della popolazione, dall’inquinamento (e qui il nord è messo spesso male) ecc. ecc.

  11. io rispondo in tema al topic e vi si afferma che Hamsik non vuole stare a Napoli perchè c’è la delinquenza e si vive male, da lì il discorso sulle qualità di alcune zone di Napoli (per chi le conosce) che fanno cadere ogni disocrso sul “al nord si vive meglio”.sulla calabria non so dirti nulla, ma lontano dai grossi centri la microcriminalità è praticamente assente sempre! e questo accade in tutte le zone d’Italia!

  12. Banshee, stai girando la frittata. 1) di Hamsik non me ne puo frega di meno e non mi interessa dove va e perchè se ne va. 2) ho parlato delle mie zone e non di Napoli, che conosco solo per quello che leggo e che vedo in TV. 3) se io ti dico che in Calabria la microcriminalità è praticamente inesistente, che cazzo c’entra rispondermi che a Napoli ci sono zone bellissime come Posillipo????

  13. a parte che frittate si girano per farle uscire buone, spiegami però perchè!è logico che a Napoli si viva meno bene che a Trento o a Varese (vabbè io lì impazzirei di noia, ma non fa niente), ma dire che Hamsik andrebbe a Genova a parità di stipendio, perchè li non gli metterebbero la pistola in bocca, è una cavolata.e lo stipendio che Hamsik prende oggi se lo potrebbero permettere molte squadre di serie A.senza considerare che quando si parla di Napoli, molti per ignoranza non sanno che ci sono zonedella città dove si vivebenissimo e dove le case e i luoghi sono impareggiabili per bellezza e qualità.andatevi a fare un giro per le ville a Posillipo (si quelle dove hanno scannato i coniugi Ambrosio un mesetto fa, ma lo fanno anche nelle villette in provincia di rovigo ogni tanto) e poi ditemi! altro che villa di Ibra sul lago di Como!

  14. Banshee, stai girando la frittata in maniera assurda. Contento tu…

  15. “Magari a Genova non si ritrova con una pistola in bocca” la storia della pistola è vera? in ogni caso probabilmente no, o meglio, avrebbe meno probabilità.resta il fatto che a Genova non andrebbe, ma andrebbe alla Juve o all’Inter.a Vieri la Porsche l’hanno rubata a Milano, forse erano napoletani.

  16. a via Prè e dintorni forse sì; ricordo che venti anni fa là si parlava genovese e napoletano e non italiano. Ora mi sembri si parli più arabo…

  17. visto che hai citato Minturno, il ragionamento iniziale salta proprio considerando che le basi della camorra sono ben diverse da quanto comunemente si creda. Il basso Lazio ha molti più camorristi del salernitano. Minturno poi è residenza abituale di esponenti di clan.

  18. Magari a Genova non si ritrova con una pistola in bocca…

  19. detto questo, Hamsik ha ragione a volere andare via in una società più ricca e competitiva, dove lo pagano di più e con maggiori ambizioni.ma non è che andrebbe alla Sampdoria o all’Atalanta perchè lì si vive più tranquilli!

  20. poi francamente il posto più pericoloso da me visto è la stazione centrale di Milanoed io a Napoli ci ho vissuto 15 anni

  21. io abito a Napoli e ho una casa di famiglia vicino Minturno (LT).a Napoli è inutile che ve lo dico, ma a Minturno mancano i ladri di prfessione per cui l’auto la puoi lasciare aperta tranquillamente.le multe sono uno dei mezzi di sostentamento del comune, probabilmente alla macchina del fratello o del cugino non la fanno, ma ai “forestieri” si. sicuri che non accada lo stesso a Cumasco (BG) o Callacurta (VC)? ho preso i nomi di due paeselli a caso al nord.

  22. mi sono espresso male…non è il 75% del sud ad essere come descritto da jeff

  23. Banshee, tolta Reggio, nel reggino, dal Tirreno allo Ionio, la macchina la puoi lasciare aperta perchè davvero raramente le rubano.

  24. Banshee, sono storie complicate…di lealtà, onore, rispetto ed amicizia da un certo punto di vista (il loro)…in realtà semplicemente di malavita organizzata ed eletta a sistema.Il criminale c’è…semplicemente è il padre del tuo compagno di scuola o il tuo compagno stesso, o magari l’ex collega di tuo zio o magari l’amico di infanzia del cugino di sailcazzochi, o magari tutte e tre le cose…e quindi ti lascia in pace.E se qualcun altro non ti lascia in pace, ti aiuta lui…

  25. sappiate che rischiate davvero tanto.almenochè non parliate di paesini piccolissimi, ma in quel caso è proprio il “criminale” a mancare come personaggio.

  26. Banshee, non estremizzo come Nick (a me la multa l’hanno fatta pure in Calabria e col cazzo che me l’hanno tolta!!), ma la macchina non te la tocca nessuno davvero.

  27. ok, state prendendo per il culo ;)detto questo, spero che Hamsik venga all’Inter!

  28. Esatto banshee…è come dice jeremy. Giù puoi lasciarla tranquillamente aperta con le chiavi nel quadro (parlo di un paese ovviamente, non delle grandi città) che a nessuno verrebbe in mente di portarsela a casa.Si sa di chi è, siamo tutti “amici”, certi sgarri non si fanno…Te l’hanno rubata? Ma va, non sapevano fosse tua…domani ce l’hai di nuovo sotto casa. Magari con le ruote nuove, se quelle vecchie le avevano già piazzate.Ti hanno fatto la multa perchè hai parcheggiato in divieto di sosta o al posto degli handicappati? Ma va, sto vigile è nuovo, il comandante dei carabinieri viene da fuori…domani te la faccio togliere io, tranquillo.Eh…una tranquillità, guarda…

  29. No banshee intende proprio il contrario: “giu” puoi lasciare la macchina aperta che non te la ruba nessuno….

  30. fammi capire: a milano o a torino (o firenze, bologna, venezia) puoi lasciare la macchina aperta tranquillamente?vabbè che chi si potrebbe intrufolare sarebbe sicuramente napoletano o calabrese (o romeno, albanese, zingaro ecc.)… o no?!? però non esagerare!

  31. Sì Jerry, assolutamente…non volevo criticare nessuno con quanto ho scritto! Volevo solo dire che vivendo lì si tende a non avere una esatta dimensione del problema e delle storture alle quali si assiste tutti i giorni e, quindi, si sottostima quella percentuale.Si assiste a scene che vengono catalogate come “normali” quando in realtà normali non sono. Solo questo..Quando torno giù a me sembra assurdo anche lasciare la macchina aperta…per fortuna queste nuove dopo un po’ si chiudono da sole, così mi evito la figura di quello che “ha dimenticato le origini” e “non si fida degli amici”! 😀

  32. Nick, io credo che chi rimane al Sud lo faccia per reale convinzione di vivere bene. E magari è cosi. Io non posso dire di aver vissuto male in Calabria, anzi ci tornerei di corsa. Però so (per esperienza diretta)che dovrei adeguarmi all’ambiente se volessi fare qualcosa di più nella vita. E francamente non mi sembra il caso. Un mondo in cui solo con i compromessi puoi creare qualcosa di tuo, mi sembra un mondo morto in partenza. E il fatto che la Lombardia sia diventata la nuova base operativa delle ndrine non è certo una bella cosa.

  33. Quoto Jeremy…e nemmeno io sono di Bolzano! :)Credo che solo chi è rimasto a vivere lì possa sottostimare questa percentuale…altro che 75%…

  34. Insomma, vincenzo, sei un po’ troppo ottimista con quel 75%. E io non sono di Bolzano…..

  35. sì, jeffbuckley, si può certamente dire, perchè in alcune realtà del sud è certamente così. Penso che Napoli-Caserta non sia tutto il sud, e che alcune “difficoltà” che denunci siano presenti ormai anche in realtà non sospette. L’esempio del calcio fatto mesi scorsi in Lombardia dal Direttò è significativo. Detto questo, la tua analisi non è nè razzista, nè irreale, solo che non calza sul 75% del sud.

  36. Jeff, purtroppo dicendo queste cose non sei affatto razzista, ma soltanto un attento osservatore della realtà. E te lo dice uno che a Napoli ci vive e ci lavora (per scelta propria, tra l’altro), combattendo tutti i santi giorni contro piccoli e grandi soprusi, piccole e grandi illegalità, piccole e grandi violenze e prepotenze. Napoli mi sembra sempre di più una città abbrutita e morta dentro; una città nella quale può trovarsi bene unicamente il turista, che coglie certe cose come folkloristiche, anche perché sa che, dopo una settimana, andrà via. Ovviamente, il calcio non può essere un’eccezione in un simile contesto sociale…

  37. vincenzo, mi sembrava di essere stato chiaro ma approfondisco volentieri. Premesso che non è giusto generalizzare, in nessun campo, e quindi è ovvio che nel sud Italia ci sono zone meravigliose (ma anche orrori ambientali ed architettonici, come dappertutto insomma), che ci sono persone meravigliose e canaglie (come dappertutto insomma), che ci sono realtà lavorative fantastiche per creatività e produttività (come dappertutto), che certe situazioni sono figlie di secoli di storia, di soprusi perpetrati dalla politica (locale ma anche nazionale e quindi anche colpa di roma del nord etc.. etc… da cui la citazione di gomorra), che le nuove generazioni sono il risultato di uno scenario sociale difficile (da cui la citazione di “Certi bambini”). Tutto ciò doverosamente e sinceramente premesso, si può dire che in terquarti del sud è più difficile lavorare (in generale, per i commercianti, gli industriali, gli statali etc…) che in altre zone d’Italia? si può dire che giocare al calcio è in genere più difficile (per la situazione economica delle squadre, per certe frange di “tifosi” violenti etc…) che in altre zone d’Italia? O se diciamo queste cose siamo politically incorrect o addirittura razzisti?

  38. scusa jeffbuckley, ma come persona del sud sarei interessato ad intervenire… solo che non mi è chiaro cosa volevi dire…a parte questo, visto che mi delurko, complimenti e grazie al direttò per tutto quello che di splendido (come qualità e quantità) ha fatto in questi anni nella sua attività su internet

  39. Le ragioni sono tante, ma ormai il tessuto sociale di questa città e di buona parte della regione è completamente “sfrangiato”. A tutti i livelli domina l’intolleranza, la prepotenza, la piccola e/o grande violenza quotidiana. E la crisi economica, con conseguente aumento delle sacche di povertà e disperazione, non ha fatto altro che ingigantire il problema. Perché mai, dunque, lo stadio dovrebbe essere diverso dalla città nella quale si trova?

  40. Rivisto ieri in tv gomorra. Consiglio a chi lo trova il film “certi bambini”, per alcuni versi ancora più tragico e inquietante. Questo per dire che non c’è alcun razzismo nel dire che napoli, e trequarti del suditalia, sono realtà dove, in effetti, non si capisce perchè, chi può scegliere di stare altrove, dovrebbe andare a lavorare.

  41. Maccccoome? E il “meraviglioso pubblico del S.Paolo” che fine ha fatto?




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