Carisma sconcertante

di Francesco Gentile

L’Inter è per la quarta volta consecutiva campione d’Italia e adesso a detta di tutti – su giornali, radio e tv – non avrebbe potuto finire diversamente. C’è chi pensa che sia merito soprattutto di un organico troppo superiore e chi pone l’accento sullo strapotere economico morattiano che il gap tecnico ha creato. C’è anche un’ampia schiera di “demeritisti”, di chi cioè dà molto peso alle colpe degli avversari, nessuno dei quali era attrezzato per superare l’inverno nella scia dei nerazzurri. Dibattiti più o meno interessanti, in cui il tifo si mescola alla buona o mala fede: alla fine, come al solito, ognuno rimane della propria opinione. Il minimo comune denominatore del maggio 2009 però è sempre lo stesso, per tutti noi esperti del giorno dopo: non poteva che andare così.
Curioso, perché a inizio stagione la banda Mourinho non aveva queste maggioranze bulgare e c’erano molti pronti a scommettere che il poker tricolore non ci sarebbe stato. Le correnti dell’opposizione erano fondamentalmente due: quelli che “le altre si sono rinforzate” e quelli che “Mourinho e’ arrivato perché Moratti vuole la Champions”, quindi il campionato lo snobberà. Tifosi pro o contro, si potrebbe pensare. E invece non parliamo dei tifosi, ma del gotha del giornalismo sportivo italiano, quello che dovrebbe fare opinione. Dallo “one man Sky” Caressa al presidente Ferrajolo, da Maida a Mura. E non c’e’ stato angolo di penisola esente, dalle diverse sponde del Tevere di Vocalelli e Palombo, su fino al foggiano Franco Ordine passando per gli Appennini cari a Zazzaroni e Sconcerti. Tutti loro e tanti altri, interrogati dal Guerin Sportivo per il più classico dei quesiti di fine estate italiana, avevano dimenticato l’Inter tra le squadre in lotta per il titolo. Dimenticanza tanto più curiosa se si considera, almanacco alla mano, che ne aveva appena vinti tre. Ne’ si può dire che Moratti avesse trascorso l’estate a smantellare e far cassa, tutt’altro. Poi a posteriori gli acquisti si sarebbero rivelati disastrosi (Mancini e Quaresma), ma sulla carta non lo erano.
Eppure la prima “Special Inter” per molti partiva dietro, per diverse ragioni. Per il presidente della stampa sportiva, Ferrajolo, la Roma era “finalmente matura per vincere lo scudetto”. Non si capisce perchè non lo fosse l’Inter, forse era stata così a lungo matura negli anni precedenti dal risultare ormai marcia? Maida ne faceva invece una questione di “potere legato alle classifiche delle tv”, pronosticando quindi Milan seguito da Juve. Passi per il Milan, vicino alle televisioni per ovvie ragioni, ma la Juve in materia è più avanti dell’Inter? Gianni Mura vedeva bianconero perché “è l’unica che ha operato con logica nel mercato” (Poulsen e non Xabi Alonso, logicamente) e come concorrenti si lanciava nel proporre il coraggioso duo Fiorentina-Napoli. Talmente coraggioso da sembrare provocatorio. Onore al merito, la prima firma sportiva di Repubblica aveva invece visto lungo stroncando la Roma (“ha fatto di tutto per perdere il ruolo di antagonista”). I giallorossi piacevano invece molto a Franco Ordine, che li considerava i veri rivali del Milan in campionato. Perché tanto Milan? Qui la ragione è semplice, non aveva la Champions. E’ un argomento comune a quasi tutti, anche a Palombo e Vocalelli, che lo quantifica come vantaggio in “almeno 10 punti in classifica”. Non potevano sapere che le Champions non sarebbe durata troppo anche a quelli che l’avevano, schiantati dai club inglesi (secondo questo ragionamento l’Inter per il suo quarto scudetto di fila dovrebbe quindi ringraziare il Manchester United che l’ha eliminata).
Per come è andato il campionato, viene allora da pensare a quel diffuso convincimento discriminatorio presente e silente in più o meno tutte le redazioni italiane, secondo il quale gli “sportivi” sono giornalisti di serie B. Che sia un pregiudizio lo dimostra però un dato: tra i 50 interpellati dal Guerino ce n’erano tre che col calcio hanno a che fare solo marginalmente, Liguori, Mimun e Zucconi. Il primo diceva Milan-Roma-Juve, il secondo invertiva solo l’ordine degli addendi (Roma-Juve-Milan), mentre Zucconi vedeva i campioni uscenti dietro la Juve, senza nascondere troppo le ponderate ragioni: “Qualunque squadra va bene, basta che non sia ancora l’Inter”. Un pensiero che sicuramente avranno condiviso i direttori dei tre quotidiani sportivi, per non veder scendere troppo le copie vendute. Anche la Gazzetta, che dei tre è certamente il meno penalizzato dai trionfi nerazzurri, quest’anno ha disperatamente tentato di tenere vivo un campionato che era già sepolto. Le bastava mezzo passo falso dell’Inter di primavera per rilanciare continumente la “pazza idea” che il tricolore fosse ancora in gioco e che quindi valesse ancora la pena di passare in edicola.
Non è però di un giornale il record di resistenza allo strapotere interista. Il primato appartiene a un’emittente radiofonica che è nata qui a Roma ma che ormai si può considerare di respiro quasi nazionale, anche grazie al satellite che la trasmette sul bouquet di Sky, facendone una via di mezzo (o la somma, se preferite) tra una radio e una tv. La dirige Ilario Di Giovanbattista, che conduce le due lunghe strisce quotidiane sul calcio nelle quali intervengono fior di opinionisti: Ferrajolo, Maida, Melli, Ordine, Palombo, Sconcerti, Vocalelli, Zazzaroni e ogni tanto pure Liguori. Notate niente di strano? Come una sensazione di deja lit? Già, per una curiosa coincidenza tutti e nove avevano escluso l’Inter dalla corsa scudetto. Neanche ad Arcore sarebbero riusciti a organizzare un simposio così compatto di pensatori schierati in una posizione con pochi appigli nel mondo reale.
Sarebbe il 100% se a evitare l’unanimità dello scetticismo verso la Beneamata non avesse pensato l’unico giornalista che, pur essendo di nota fede juventina e pur intervenendo di frequente a Radio Radio, si faceva sin da agosto portatore della solitaria seguente convinzione: “L’Inter è la favorita. Le concorrenti si sono rafforzate nel tentativo di ridurre il gap, ma i nerazzurri dispongono ancora del migliore organico di A. Al quale aggiungono l’esperienza di un grande allenatore”. Anche Lapalisse, di fronte a un concetto così, fosse stato romano e vivo avrebbe chiosato ironicamente “mei cojoni” a sottolineare l’ovvietà del pensiero. I pronostici sono poco più di un gioco, se fossero facili i giornalisti si dedicherebbero solo alle scommesse, e nel 99% hanno un difetto: privilegiano quelli più forti nel presente o nel recente passato. Qualunque esperto di tennis vi direbbe che al Roland Garros il favorito è Nadal, ma anche che il Federer visto a Madrid potrebbe fare la sorpresa. E qualche creativo azzarderebbe un colpo di Murray o Djokovic. Discorsi scontati, ma anche diversi. Invece nel caso del campionato ci è sorto un dubbio, prevenendo gli interventi di qualche tifoso nerazzurro che si sente vittima di un complotto (tutti i tifosi sono vittima di un complotto, per definizione). Il dubbio è che tutti si siano passati a inizio anno il compito sbagliato, come capitava delle volte a scuola. E chi è allora il secchione che ha tradito? Noi un nome ce l’avremmo, di uno che esercita sul pubblico e forse anche sui colleghi un fascino da prima donna. Uno per intenderci, che fa opinione, che scriva o che parli. Leggete cosa sosteneva ad agosto (non vi diremo chi è perché il suo carisma vi condizionerebbe): “Favorito è il Milan. Si e’ rafforzato notevolmente con innesti importanti in ogni reparto. Poi c’è la Roma, che si conferma la squadra più equilibrata dell’intero torneo: produrrà un gioco bello come quello dello scorso anno. Un attento mercato l’ha completata, riproponendola come pretendente al titolo”. Sconcertante.
Francesco Gentile
(in esclusiva per Indiscreto)
Ps: a salvaguardia del buon nome della categoria dei giornalisti sportivi e’ bene precisare che – radioradisti a parte – il risultato finale del sondaggio sentenziava Inter-Milan-Juve, cioè ci azzeccava. Se poi guardiamo ai singoli, a salvaguardia del buon nome del Guerino si può anche annotare che il suo direttore, Marani, aveva visto giusto.
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  1. e dopo un pareggio in Inter-Lazio elogiava Mimmo Caso che prendeva 50mila euro contro i 5 milioni di Mancininon basta essere morto per essere santo

  2. E di come usava il corriere per attacchi personali a Mancini, che si era opposto a una sua assunzione all’Inter? Come giornalista, i suoi articoli poteva scriverli anche mia mamma (il 1° è bravo, il 2° un po’ meno,…); come uomo, scusate ma devo andare al cesso a vomitare.

  3. mi hai anticipato Lorenzo e mi sembrava quasi di essere l’unico a ricordare certe intercettazioniper fortuna non è così

  4. il giorgione, apparso ai più un mero snocciolatore di statistiche, si è rivelato proprio all’ultimo come l’ennesimo servo di moggi. il suo stato di salute ha fatto sì che si evitasse di infierire su di lui

  5. Questione di opinioni, s’intende:ma ciò che via via auscùlto dallo Sconcertante, di tanto in tanto, mi pare pregnante quanto la posologia di un medicinale (scaduto).Vero è che al suo ruolo, l’ultimo Tosatti non è che brillasse, diventato com’era un semplice enunciatore di statistiche.Non voglio offendere la memoria, sia chiaro, ma il Giorgione aveva perso molto, molto smalto.

  6. Mi sembra anche giusto simo. Il ciclismo è l’unico sport, inteso come tale e non come idolatria tipo Ferrari,a contendere al calcio la popolarità nella massa.

  7. @Igor,Jeremy:lo Sconcerti ebbe, come prima palestra,gli alti pascoli delle pedivelle.Poi scese nell’arena del foot,per sporcarsi con l’ambitissimo sterco del diavolo.Come altri scriba ben più prestigiosi.

  8. Igor, Sconcerti, tra le prime firme del calcio, non è sicuramente il peggiore. Il mio migliore resta il Beck (grazie, Francesco!!!) e non perchè sia juventino. Per esempio, io in Gazzetta non riesco a salvare nessuno. Per non parlare degli altri due giornali sportivi, illegibili se non dopo lobotomia oppure per ridere un po’.

  9. A me che Sconcerti sia, ed è evidente, considerato un autorevole voce del giornalismo sportivo (che vuol dire, ahinoi, solo calcistico) italiano è una cosa che fa perdere letteralmente il sonno…Stiamo parlando di uno che, da d.s. della Fiorentina cecchigoriana, aveva annunziato la “ciliegina sulla torta”, ossia Rivaldo in arrivo.Per me ha la credibilità di un Fede, però forse son livoroso.

  10. Pierfrancesco: ma cosa dici? Tu pensi che Bronzetti abbia tempo da buttare sui campi della Serie A. Letto su un sito straniero:”Italian super agent Enzo Bronzetti expects Real Madrid to launch a major clearout in the summer.Bronzetti, who has close ties to Real, wrote on his blog, caffebronzetti.com: “An end of a cycle is coming and several players will leave Real.”Among those will be Fabio Cannavaro, Rafael van der Vaart, Guti, Ruud van Nistelrooy and Arjen Robben.”Vuoi che il Milan non ne approfitta dell’occasione?

  11. stiamo parlando delle gente che ha messo 7 in pagella a Beckham in tutte le sue apparizioni al Milan, soprendendosi di quanto fosse “professionale” (ci mancherebbe pure…) e “giocatore vero”, per due cross e quattro appoggi a partita, le stesse prestazioni per cui a Montolivo “eterno incompiuto” si dà 5,5.A proposito, col centrocampo delle ex grandi ormai a pezzi, da Sissoko / Poulsen / Tiago al Pirlo decotto e al Seedorf fischiato sponda rossonera, ma anche con la necessità di piedi e fosforo che tutti attribuiscono alla mediana della stessa Inter, si sa -domando agli esperti di mercato- se a qualcuno è poco-poco venuto in mente di chiedere all’Udinese “a quanto me lo metti, D’Agostino?”Perché magari Xabi Alonso non valeva Poulsen (ah!!!), Fabregas se lo può permettere forse solo Moratti e Iniesta non si muove da dov’è, ma magari a dargli fiducia scopriamo che un centrocampista moderno e di talento lo abbiamo già in Italia e non cota centinaia di milioni…Passi l’Inter che sogna Fabregas (D’Agostino è pur sempre italiano…), ma stavolta le altre ce lo stanno facendo, un pensiero, o ci si svena per strappare ulteriormente ai Galaxy “professionalità” Beckham?

  12. Per Jeremy: sì, lo juventino è il Beck. Non volevo tenerlo misterioso, mi sono solo dimenticato di precisarlo. Ciao.

  13. All’Inter, per rivincere il campionato, non manca nulla. Al Milan e alla Juve mancano ancora gli allenatori. Ho detto tutto.

  14. I giornalisti sportivi sono dei venditori di notizie, soprattutto in estate, quando nn devono commentare alcun evento, ma devono pur pagarsi le vacanze ed i giornali andare in rotativa … cosa avrebbero dovuto scrivere ? che la Juve era una mezza squadra, con alcuni giocatori sul viale inoltrato del tramonto ed altri non all’altezza ? che l’acquisto di Dinho era degno degli Harlem Globtrotters ? che la Roma era una squadra da mezza classifica ? Meglio far sognare il tifoso, che di sogni spesso vive ? L’Inter ha vinto perchè è una squadra tosta e di livello. A dirla tutta non è imbattibile, perchè in Europa vacilla e tanto … ma questo perchè in generale il livello del calcio italiano è sceso tantissimo, grazie a sprechi incredibili di risorse e dirigenti a dir poco improvvisato. Il prossimo anno, peraltro, vedo ancora l’Inter nettamente favorita e con qualche acquisto indovinato (non come Mancini e Quaresma) anche messa meglio in Europa. Milan e juve sono molto indietro e con progetti tecnici tutti da definire. Ma non credo che leggeremo questo tra 1 mesetto sui giornali ….

  15. E infatti ci siamo attaccati disperatamente a Mourinho per vedere un campionato diverso…..

  16. A me sembra che chiunque qua dentro avesse detto già a agosto che sarebbe stata una passeggiata per l’Inter e in effetti lo è stata. Forse per il fatto che qua nessuno è pagato o a rischio rigatura della macchina.

  17. Se non ricordo male,qui sul Muro, molti muraioli la pensavano diversamente dai nostri. A molti, e lo abbiamo scritto, sembrava cosi ovvio che il “raforzamento” del Milan dei “tre ex-PD” era tale solo nella mente del suo Presidente.

  18. il copione è sempre lo stesso…ricordo nel primo anno di Cuper, i baciaculi terrorizzati rovesciare merda un giorno sì e uno pure sull’Inter, prima in classifica, con il povero hombre vertical trattato alla stregua di un semideficiente (manco allenasse i galacticos…), salvo poi osannare una meravigliosa Juve vincitrice all’ultima giornata…da allora ignoro bellamente tale ciarpame ed i loro prezzolati cantori, l’offerta calcio è immensa, si può scegliere per fortuna…

  19. Solo a titolo d’esempio basta guardare la HP di Tgcom odierna. Mi domando se fosse stata altra squadra a vincere gli eventuali panegirici. Ma è solo un esercizio ipotetico il mio…

  20. nessun dubbio che Sconcerti sia un “venerato maestro” ma l’ultimo prima di lui era Tosattidiciamo che questo fatto riflette il giornalismo italiano, nel bene e nel male

  21. In questo caso specifico penso che non si tratti dello schema Mediaset (esalto a dismisura il mercato estivo, così poi posso dire che la vittoria era scontata e la sconfitta un fallimento) ma che sia proprio come dice l’autore: uno che dà la linea, sia pure un argomento futile, e altri che si accodano. Del resto Sconcerti è uno dei pochi volti noti del giornalismo calcistico a cui può essere associato, a torto o a ragione, l’aggettivo ‘autorevole’…

  22. al di là dei discorsi sulla buona o mala fede degli opinionisti presunti eserti, della loro più o meno accentuata cialtronaggine, del loro più o meno vivo attaccamento al carro del padrone di turno, c’è un aspetto, o meglio un argomento, ormai il più diffuso dai “demeritisti”, che va sottolineato ed è significativo della mala fede diffusa e del mal di pancia che questo quarto scudetto sta provocando: la presunta superiorità tecnica dell’inter da cui deriva una conclusione che comunque è a demerito dell’inter: in caso di vittoria, nessun merito, ci mancherebbe altro, era scontato ….; in caso di sconfotta, doppio demerito, con quella rosa non si poteva non vincere… come si vede, non se ne esce, non c’è scampo per i nerazzurri…..

  23. Inter-Milan-Juve, a parte i primi, non è detto ancora, mi pare.

  24. Complimenti all’autore.

  25. Quello di fede juventina era Beccantini? Quest’articolo si inserisce alla grande nel filone “Cialtrocalcio”.




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