Ritorno al Tocqueville

di Erminio Ottone

Amici della notte milanese…
Dopo una lunga pausa di riflessione passata a guardarsi dentro e ad osservare da fuori virtù e miserie della capitale del non-divertimento, il vostro Erminio Ottone si è voluto rituffare nella Milano by night per capire se qualcosa sia cambiato, se il vento della crisi stia soffiando anche sui frequentatori di tavoli, privè e shampiste travestite da gran dame del jet set. Dove andare per verificare uguaglianze o mutamenti? Naturalmente nel luogo dove Erminio ebbe le prime importanti rivelazioni spirituali (vedi “gli angeli del cesso”: fra poco il Direttore di Indiscreto rimetterà in linea l’archivio di ‘Milano da non bere’): avete indovinato, il Toqueville!
Erminio nota subito un cambiamento. Il locale era ed è tutt’ora strutturato su due piani. Come in una moderna rappresentazione dell’aldilà, il piano sotterraneo ospitava i dannati, gli sfigati, la plebe, i comuni avventori senza conoscenze all’ingresso… In poche parole: gli unici paganti. Il piano superiore ospitava il privè affollato di calciatori, modelle, personaggi e pesonaggini televisivi. Inutile dire che nessuno accettava il declassamento a plebeo da piano inferiore e così, dopo anni di insuccessi, la zona ‘scantinato’ ha chiuso per sempre i battenti.
Rimane il privè delle meraviglie, per la verità piuttosto cambiato. Fino a qualche anno fa era popolato da calciatori e personaggi di prima fascia (Inzaghi, Trezeguet, Coco, Maldini, Abbiati, Ambrosini, Davids ecc). Oggi, dopo i fatti di Vallettopoli, il clima è più dimesso: c’è Carrozzieri che, poverino, è stato inconsciamente trascinato nel baratro della cocaina; c’è Galante (presenza fissa da anni, ma mai con un bicchiere in mano; sempre brillante con le donne e in grande forma fisica); ci sono giocatori di seconda fascia o emergenti (Guarente, Langella, Bianchi, Contini). Sempre presenti tirapiedi e leccaculo: una volta erano amici dei grandi calciatori citati poco fa, oggi si accontentano di quel che passa il convento e sono amici di Guarente, Langella, Bogdani e Carrozzieri… Pazienza, sempre calciatori sono (Guarente, tra l’altro, è un ottimo giocatore).
Ma la sera in cui Erminio Ottone decide di introdursi nel sacro tempio del divertimento, trova una sorpresa del tutto inattesa: il privè è pieno zeppo di calciatori. Dopo uno sguardo più attento, si scopre che i calciatori in questione sono più o meno tutti della Fiorentina: è la festa di compleanno di Dainelli (che in realtà compirebbe gli anni circa un mese dopo… boh!). Al loro tavolo una processione di camerieri che portano bottiglie di champagne in serie e un viavai di donne che chiedono di poter conoscere i giocatori viola… E qui Ottone ha modo di verificare che nulla è cambiato: Milano rimane il tempio dell’immoralità e dell’immagine preferita all’essenza!Le zoccole presenti all’evento non vedono l’ora di conoscere i giocatori nonostante tengano comportamenti per nulla idonei alle più elementari norme del decoro: sono ubriachi in maniera imbarazzante. C’è un difensore che marca stretto un attaccante per non farlo cadere a terra; un centrocampista sorretto a braccia da un compagno di reparto, a testimonianza del fatto che il gruppo viola è unito; bottiglie che volano e si frantumano pericolosamente in mezzo agli avventori; idem i bicchieri. Il match si gioca a tutto campo: difensori, centrocampisti e attaccanti si ritrovano in piedi su un paio di tavoli e ne approfittano per sradicare i faretti dal soffitto della discoteca. Osserva la scena Rolando Bianchi (invitato ma molto defilato e con l’aria perplessa), mentre qualche metro più in là Plasmati preferisce snobbare festa e festeggiato per fare il piacione con una gnocca da paura (e per questo lo ammiriamo). Da non credere: una decina di ubriachi molesti ammirati dalle donne, liberi di distruggere il locale senza che nessuno dica una parola, senza che un buttafuori intervenga quantomeno per calmarli. Triste la vita dei comuni mortali, a cui basta magari un’avance innocente e discreta nei confronti della ragazza sbagliata per essere sbattuti fuori. Ottone non sa come sia finita la festa. Sa però che di sicuro nessuno di quei giocatori è tornato a casa quella sera vergognandosi per la figuraccia fatta…
Perché oggi ci sono i giocatori, non più di 25 anni fa c’erano ancora i GIOCATORI (tutto maiuscolo). C’era Scirea che di ritorno da una discoteca dopo una festa scudetto, raccontava di aver incontrato gli operai della FIAT che andavano al lavoro alle 5 del mattino, e di essersi vergognato nel ritrovarsi davanti a loro vagamente alticcio, con giacca e camicia stropicciate. Tanti anni fa esistevano anche ben altri gestori di locali, per nulla intimoriti dalla fama e dal prestigio dei VIP… E non mi riferisco a calciatorini, tronisti e sciacquette, ma ai veri VIP… Nemmeno John Lennon godeva di immunità e impunità…Ubriaco in un locale di Los Angeles, si appiccicò un assorbente sulla fronte e così agghindato molestò una cameriera. Fu subito denunciato dalla ragazza ai buttafuori del locale e cercò di scamparla con il solito “ehi, ragazzina, ma lo sai chi sono io?” Risposta: “certo che lo so. Sei uno stronzo ubriaco con un assorbente in testa”…. Il grande John Lennon, deriso da una “volgarissima” camerierina, fu pure preso sotto braccio da un paio di energumeni e letteralmente lanciato fuori dalla porta!
Erminio Ottone
(in esclusiva per Indiscreto)
PS: Tornando a casa nella notte milanese, Erminio si gode la denuncia proprio del grande John… “Sono stanco e disgustato di sentire discorsi di ipocriti conformisti, gente dalla vista corta e dalla mente limitata/ Voglio solo la verità, datemi solo un po’ di verità (…)Ne ho abbastanza di scenate di primedonne schizofreniche, egocentriche, paranoiche/ Voglio solo la verità, datemi solo un po’ di verità”…
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  1. Nick lo dicevo sopra “sarò io che sono pigro…”, alla fine il mio era un discorso abbastanza qualunquista, lo stupore però mi rimane, tra l’altro se prendo l’aereo mi spingo un po’ più in là di Milano (magari non Buenos Aires).

  2. E’ tutta questione di standard e di possibilità…per qualcuno non c’è niente di strano nel prendere l’aereo per andare in discoteca, e non parlo di soli calciatori.C’è chi -a Roma- organizza l’addio al celibato a Buenos Aires…

  3. Si Smuzz, la questione “disco” sembra chiusa, ma alla prima stecca magari si può riaprire come nulla, specie dopo che i giocatori hanno fatto gli offesi…D’altronde è vero, come è stato detto, che spesso vanno a far baldoria in provincia, proprio per dare meno nell’occhio. Mi ricordo di un ex attaccante viola che ora gioca in una squadra siciliana il quale girava insieme a un altro attaccante bulgaro. Quando hanno cambiato squadra i gestori dei locali di Montecatini hanno proclamato il lutto per un mese…

  4. ok Buran, mi ero confuso sulla trasferta catanese, da lì a Milano ci sta, visto che tanto per tornare l’aereo lo devi pur prendere… btw (come si dice oggidì), la mia sorpresa consisteva nel sapere di persone che si sobbarcano centinaia di km solo per sbronzarsi duri, cosa che puoi fare tranquillamente anche al circolo operai all’angolo. Tanto più che dopo la vittorie con Roma, Torino e Catania la questione discoinferno era già chiusa.

  5. Smuzzz, è avvenuto dopo Catania-Fiorentina (non viceversa), la stessa domenica sera, quindi da Catania a Milano, non da Firenze a Milano. Sorprendente, eh? Credo che abbiano preso l’aereo direttamente. Partecipanti oltre al festeggiato (secondo le cronache): Dainelli,Zauri, Gilardino,Montolivo,Bianchi, Plasmati,Bombardini. Come mai Milano? Forse perchè Donadel ha giocato del 1998 al 2002 nel Milan, e forse per non farsi vedere troppo in certe condizioni nei locali di Firenze, dopo la vicenda dello striscione al Franchi (“meno discoteche, più serietà”)

  6. @ SmuzzzzIn effetti. Magari posso capire chi da Firenze (notoriamente non al top per la cosidetta “vita notturna glamour” alla milanese) si sposta fino a Milano, ma quello che mi fa ridere è leggere di Droghba che amerebbe trascorrere appena puo’ le serate a Milano in quanto amante della sfolgorante vita notturna meneghina, eh già perchè Londra è un mortorio in effetti…mi viene proprio da ridere anche se forse un’idea ce l’avrei e non è legata alla panzane del calciomercato

  7. @carlo: finchè distruggono il locale e al gestore va bene così perchè tanto pagano, rimangono delle bestie ma sono cazzi loro. Ma versare lo champagne alla plebaglia (invece chi versa come lo definiamo?! Lord Byron?!) non mi sembra il massimo. Io pago per entrare in un locale e siccome qualcuno paga più di me, allora può versarmi lo champagne addosso? Poi ci sono le risse… te credo… da prendere a calci in bocca ‘sti coglioni.

  8. Carlo, ma che gentaglia frequenti?!…

  9. Facendo i conti direi: dopo Fiorentina – Catania? Allora mi chiedo: ma davvero per festeggiare un compleanno bisogna andare da Firenze a Milano??? Mah, sarò pigro io, non cretini loro…

  10. A cosa dovrei pensare? sono sempre dell’idea che il calcio è una di quelle cosa belle finché le vedi da lontano. Piuttosto mi verrebbe da chiedere prima di quale partita si sia svolto questo seminario di filosofia morale, però mi rendo conto che cose simili accadono verosimilmente prima di tutte le partite.

  11. bentornato Erminio.aspetto ancora post più spinti, come il leggendario “se la cuffietta di abbiati la mettesse uno sfigato”sul fatto che tu ti stupisca che i gestori dei locali non intervengano quando i vip distruggono il locale mi sembra una considerazione un po’ naif: un mio conoscente che ama sbocciare dice sempre che lui paga per bere e per fare il cazzo che vuole dentro il locale, perfin versare lo champagne nel collo della plebaglia sottostante, perchè nessuno altrimenti pagherebbe 3000€ una bottiglia da bere in maniera educata…e il locale preferisce avere una clientela da 3000€ a sbocciata, mi pare evidente.poi che non tutti siano scirea è un altro discorso…

  12. Si come no Dane…. Immagino come tu nei tuoi 150 anni di vita abbia solo frequentato biblioteche e officine meccaniche, smontando cambi e lenticolari… :-)))

  13. @Jeremy: “Dane sono storie di ordinario disgusto che chiunque abbia frequentato i locali cool di Milano conosce”Non è vero, io non le conosco!… :-Dp.s.: e chissenefrega lo stesso, vogliamo emozionarci come Marinetti per i 30kmh del treno a vapore?!…..

  14. smuz pensaci te….

  15. grande mignottone!impietoso come sempre

  16. Finalmente. Ben tornato Erminio…nulla è cambiato sotto la luna delle tristi notti milanesi a quanto pare….tutti fenomeni alla Carrozzieri (e poi non ditemi che le teorie Lombrosiane non hanno un fondo di verità)

  17. Leo

    I giocatori della viola si ubriacano anche nei locali tristissimi di Prato e Pt (capofila solitamente il difensore che fa la panca in nazionale, che penso si sia trombato tutta l’università di Firenze), figurati se non lo fanno a Milano. L’unica precisazione è che mi sembra fosse il comple di Donadel

  18. Bentornato a raccontarci del “divertimento” della grande città.Jak

  19. Dane sono storie di ordinario disgusto che chiunque abbia frequentato i locali cool di Milano conosce. Storie di vita vissuta: ti immedesimi in un attimo. Per questo: Fenomeno!

  20. Ma un bel chissenefrega non ce lo mettiamo?!… 😀

  21. Bentornato Erminio!Sempre interessante leggere i tuoi pezzi.

  22. Peo

    Erminio che dire…bentornato 🙂 non sai quanto mi son mancate le tue cronache…




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