Breve notte

di Oscar Eleni

Oscar Eleni dalla gondola veneziana di Lance Armstrong sul Canal Grande per capire come sono fatti dentro davvero i grandi, quelli che combattono il cancro e anche gli stupidi bigotti, perché dopo la penultima giornata del campionato di basket abbiamo fatto fatica ad interpretare certe cose, dallo scatto “miracoloso” di un giocatore di Biella sulla prima palla a due, parola e verbo SKY, dalla soddisfazione di Gentile che ha scoperto di avere una squadra, quella di Roma, con grande carattere, al compiacimento di Cesare Pancotto che nell’intervallo, ma soltanto nell’intervallo della partita con Caserta, ha fatto capire ai suoi eroi che avrebbero dovuto combattere fino alla fine.
Non ci stiamo più con la testa e non riusciamo a dare un peso giusto alle parole, ma questo dipende soltanto dal nostro pregiudizio, come capita ai vecchi, non a tutti, certo, come saprete registrando le voci che arrivano dall’alto, da molto in alto, quando scoprono che non è più un paese, uno sport, fatto per loro. Difficile interpretare l’ottimismo di Boniciolli per la Virtus da play off, ma perlomeno questa volta evita di ragionare a voce alta, la cosa più pericolosa in posti dove le società non arginano, ma incendiano, dove se dici certe verità evidenti scopri subito che c’è la coda dei delatori per far andare fuori di testa chi la testa non la tiene proprio in considerazione.
Impossibile decrittare il messaggio di Livio Proli quando parla di un’Armani scoppiata mentalmente, di un gruppo che ha bisogno della scossa play off, perché a Roma e Biella abbiamo visto il seguito di un film muto già andato sugli schermi: le squadre che si fidano troppo della difesa a zona, che pregano di avere sempre alte percentuali da 3 non sono sotto stress, né fisico, né mentale, perché aspettano che siano gli altri a sbagliare come vi direbbe anche il Marconato Sutherland appena arrivato da San Sebastiano per dare una mano, meglio due direbbe il sciur Gamba. Sarà per questo che l’Olimpia non emoziona anche se, ne siamo sicuri, potrebbe essere la seconda squadra a battere Siena in questa stagione perché al Forum i campioni non saranno davvero affamati, poi lo sanno tutti che una Milano in buona posizione play off alimenterà rotative che non si muovono spesso per il basket a meno che ci sia uno scandalo, a meno che in America non diventino sindaci ex grandi di questo sport come Dave Bing che ora guiderà Detroit negli anni della grande crisi. Milano, va ricordato, ha rischiato di vedere in finale europea due squadre che aveva battuto: Cska ed Olympiakos. Vi sembra poco?
Inutile mettersi a discutere per l’ennesimo finale controverso, in questo caso quello di Rieti dove Ferrara ha vinto su un secondo che forse è stato regalato: certi cronometri(sti ?) sono di merda, ma le difese, vogliamo parlarne, sia ricordando Fortitudo-Montegranaro, sia pensando al derby, sia guardando le fotografie di questo epilogo che rende imbarazzante il finale del campionato anche in coda come scopriremo domenica. Eh sì, Rieti andrà ad Udine dove la Snaidero è come sparita, gente che non vede l’ora di fare le valigie, anche adesso che sembra uscita allo scoperto la cordata di salute pubblica nel nome della friulanità. Se vince la Solsonica, considerando che difficilmente la Fortitudo potrà farcela contro Teramo che si vuole tenere ben stretto il terzo posto, avremo la squadra di Rieti ancora in serie A per differenza canestri con le aquile abbandonate. In quelle due partite nessuno aveva compreso che ci si doveva battere fino in fondo?
Voi capite come stanno le cose e questi ci sparano cannonate di aria fritta in un dialogo che comprende tanti sordi come potrebbe giurare il viandante passato in una tabaccheria di Bologna, vicino al Pala Dozza, proprio un’ora prima della sfida salvezza. Che tipo di dialogo?
Lui, con le mani in tasca e una piccola bara blu come portafortuna, per non parlare del vicino di posto che si era scelto, lo racconta così:
Cliente ( una bella signora, arzilla e disinformata ): Come mai tanta confusione?
Tabaccaio: C’è la partita di basket, la Fortitudo contro Caserta.
C: Ah, Caserta, bellissima terra, poi la reggia, la nostra Versailles…
T: Si, sì, sono i nostri avversari…
Deve andare più meno così in tante sale stampa, in molti spogliatoi. La verità va nascosta, gattini amorosi che sanno come utilizzare l’ultima terra.
Volete sapere come potrebbe andare a finire domenica?
1 Siena e qui ci prendono tutti. 2 Roma, ma Gentile non ci venga a dire che avrebbe firmato, nel dopo Repesa, per un risultato del genere perché gli avversari della corsa li conosciamo tutti e lui prima degli altri perché con Gelsomino aveva fatto dei piani a lunga scadenza. 3 Teramo e via con il premio per l’allenatore dell’anno a Capobianco. 4 Virtus Bologna che sarà anche l’unica ad aver vinto in Europa, ma qui da noi s’inceppa troppo spesso fra un viaggio e l’altro dei suoi maghetti. 5 Milano perché sarebbe un bene per tutti se a battere i campioni, i grandi favoriti, fosse anche una squadra ricca, con ambizioni che assomigliano a certi vestiti di scena, perché ci sarebbe da ridere e piangere se alla fine di 30 partite l’unica ad avere lo scalpo del Montepaschi fosse la Fortitudo fortemente indiziata per la retrocessione. 6 Treviso anche se, fossimo la Virtus, questa Virtus del dopo coppa con allenatore alla gogna, squadra non proprio compatta, andremmo cauti. 7 Biella che si merita ogni elogio per come ha rimontato, per come ha sviluppato il progetto palazzo, squadra, per come ha sopportato i tipi alla Gaines. 8 Scavolini a patto che vengano disinnescati in due giorni quelli che giocano apertamente contro.
La retrocessione? La Fortitudo dipende da Udine, ma tutti sappiamo che al Carnera sarà una sfida fra reduci, fra gente che è rimasta soltanto perché non sapeva dove andare, da una parte e anche dall’altra, perché i primi a perdere pezzi lungo la strada sono stati quelli di Rieti che ora, però, hanno la possibilità della salvezza, anche se tutti sanno che il difficile verrà dopo e l’idea comune è che questa serie A conquistata sul campo possa essere venduta per ripianare. Siamo male informati? Vi abbiamo detto che questo non è un paese per orecchie di anziani borbottanti e bavosi. Chiusura senza pagelle, quelle le daremo lunedì tenendo aperto il negozio dove il fine campionato impone almeno barba e capelli per i piccoli indiani che nell’isola s’inseguiranno fino a quando ne resterà uno soltanto.
Post scriptum: l’allenatore di San Antonio, mister Pi, avante del buon vino, era a Biella per vedere cosa vale davvero questo Gist, ma non era stato informato che gli arbitri angosciati non avrebbero fatto favori a nessuno, quindi neppure al gommolo di Bechi che si è trovato il cioccolato soltanto alla fine.
Secondo P.S: l’Uleb ha scoperto, dopo indagine interna, non certo su testimonianza degli inviati impegnati con la santa statistica, che nelle finali di Berlino, quelle che per moltissimi sono state migliori di molte partite NBA, con travaso di bile rosa scarlatto tendente al giallo, i tifosi greci si sono comunque comportati male e questo in aggiunta alle sconcezze dei play off col laser, con la baraonda a bordo campo, con gli arbitri confusi, tanto per non dare altri argomenti alla magistratura che da Reggio Calabria ha spedito fiale al veleno per un basket che pensa di cavarsela col silenzio nella speranza che tutto diventi erba nello stato prato di calciopoli. Si prevedono sanzioni. Sarà vero?
Terzo P.S: Silenzio di tomba, sembra di essere davvero di essere nel cimitero degli arbitri come testimonierebbe il veterano Sidoli ricordando che anche in passato pretendevano genuflessioni in cambio di promozioni, sulla vicenda direttori di gara italiani, i migliori d’Europa vi avranno urlato i telecronisti della rete per non vedenti e non pensanti, ignorati e quindi non scelti per le finali di Berlino dove non avevamo squadre nostre. Nessuno che abbia chiesto una spiegazione, eppure Rigas, Bianchini, il sindacato arbitri, avranno pure qualche cosa da dire che vada al di là della cresima di un parente, nel caso di elettrino Facchini.
Oscar Eleni
(per gentile concessione dell’autore)
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