Ventimila uomini da buttare

L’articoletto contro i cori razzisti viene meglio quando a farli sono solo gli ultras, con la maggioranza dello stadio connivente ma almeno silenziosa. E’ proprio questa maggioranza che si abbona a Sky, Mediaset Premium e Dahlia, che tiene a galla con buoni numeri tivù locali spazzatura, che prende gratis quel che rimane della stampa e che in definitiva legge quelle quattro cose inutili che tutti noi scriviamo ogni giorno. Però sabato sera i cori razzisti contro Balotelli erano non della maggioranza dell’Olimpico, ma di quasi tutto lo stadio: non è azzardato stimare in ventimila subumani (non vogliamo dire minorati, per rispetto verso la disabilità) i gridatori di ‘mangia le banane’ e cose peggiori che non riportiamo. Al di là delle polemiche (fare una finta a Tiago è vietato, secondo i commentatori tivù: è Sky a mantenere il calcio o è il calcio a mantenere in vita Sky?) e delle squalifiche, questa situazione apre uno scenario nuovo: se il razzismo è di un ampia maggioranza e le leggi in democrazia sono fatte dalla maggioranza, vuol dire che non c’è speranza. Le leggi attuali sono buone, pur con le differenti sanzioni nei confronti dei cori fra Italia e Uefa, ma non sono più rappresentative del sentire di chi tiene a galla il mondo del calcio. Cosa può fare Cobolli Gigli, cosa può fare la Juventus oltre a comportarsi bene (come secondo noi ha fatto) come società in questa situazione, prendendo le distanze, eccetera? Niente. La gente che va in uno stadio di calcio, in Italia (non generalizziamo solo perché non capiamo i cori dell’Olympiacos o del Groningen), è in maggioranza gente schifosa. Da buttare. Chi può cambi sport o faccia il tifo da casa: per fortuna sta già accadendo.

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  1. Non parlavo dei nostalgici, parlavo delle vittime e di chi è sopravvissuto per miracolo…

  2. Tra l’altro, tanto per fare un altro esempio, nei paesi anglosassoni (soprattutto quelli a maggioranza protestante) la croce celtica è utilizzata come lapide per le tombe: vagli a dire che è un simbolo fascista, già mi immagino le risate…

  3. Nick, sul discorso di risvegliare determinati ricordi hai perfettamente ragione, ma è proprio per quello che Danforth lanciava quel tipo di provocazione: bagniamo le polveri ai nostalgici!…Detto questo, io non posso indossare il trikel (che come ho detto non ha nulla a che vedere con la svastica nazista, ma è più un simbolo folkloristico di certi apesi dle nord Europa) per colpa di qualche tuo amico cretino?!… Siamo al delirio…p.s.: di quali insulti personali stai parlando?! Del “cretini” rivolto a tuoi amici nazisti o a certi leghisti che non conoscono la storia?! Abbi pazienza, ma non mi viene in mente termine più efficace…

  4. Dane, il problema è molto meno ideologico e molto più pratico di quanto lo fai.Se io faccio il saluto romano risveglio ricordi e pensieri in determinate persone (concrete, reali. Non ipotetiche.) che non meritano di essere risvegliati.E che tutto gli fanno venire in mente, tranne che un grande impero del passato.PS: grazie. Ti faccio notare che da un paio di giorni stai prendendo una deriva di insulti personali abbastanza squallida.Te lo dico con tutta la calma e la tranquillità del mondo, perchè non mi metto a litigare con chi mi sta sul cazzo davvero e dal vivo figuriamoci con chi si fa figo dietro a un computer…te lo faccio notare, semplicemente.Regolati come meglio credi.

  5. Jeremy, vogliamo di più: dovrebbe avvicinarsi anche la mitica sfida contro la Redazione…

  6. Andrea, tutto calcolato: alle 6 gli “amici” in strada stanno sbaraccando. :-))) A me mancano 6 mesi poi scatta l’operazione esame di stato. E li sono cazzi amari….Comunque, se vedi un tizio giovane con la panza che corricchia ed è vicino alla morte, salutalo!!! :-)))

  7. Io mi metto al collo quel cazzo che voglio, anche perchè non c’è persona al mondo che scambierebbe un triskel per un simbolo nazista (vorrei capire quale cazzo di triskel mostrano gli “amici” di Nick…). Che tra l’altro per un certo periodo è stato (e nel nord Europa lo è ancora) un simbolo vagamente associato al cocnetto di libertà e quindi spacciato come simbolo di sinistra (la gara delle strumentalizzazioni è sempre aperta…)…p.s.: poi certo, quando vedi certe strumentalizzazioni tipo http://www.giovanipadani.leganord.org/simboli.asp cadono le palle anche a me. Ma chi mi confonde (e può succedere solo nell’ignorante Italia) con certi cretini è altettanto cretino, abbiate pazienza…

  8. @ jeremy Azz esci un po’ più tadi per correre che a quelle ore in restelli si possono fare brutti incontri :lolAbitiamo vicino… ma almeno, grazie a Dio o alle forze metafisiche che ci governano, io il praticantato lo ho finito da un po’….

  9. Avevo letto qualcosa del genere sul Sudafrica (può essere 5 neri su 15 come obbiettiv? Forse ricordo male…), ma mai sull’Inghilterra…be’, è il razzismo dell’antirazzismo…

  10. Bah! :-/Ma mettiti al collo un marinaietto con la pipa, che è meglio 😉

  11. Direttore, a proposito di ipocrisia: da http://rugby1823.blogosfere.it di Duccio Fumero"Si fa un gran parlare qui da noi in Italia del razzismo negli stadi (di calcio), dopo l'ultimo caso Balotelli. Ma anche in Inghilterra il connubio sport e razzismo crea scandali e polemiche (e ipocrisie, proprio come in Italia). L'altro giorno, intervistato da Sky Sport Uk, l'ex coach inglese Dick Best ha ammesso candidamente che "ormai bisogna avere un giocatore di colore in squadra, non importa dove". Apriti cielo, scuse ufficiali dell'emittente e polemiche a non finire nei confronti di Best. Ma ha veramente torto? Intervistato da Phil Edwards, Best ha pronosticato chi sarebbero stati i convocati dei British&Irish Lions per il tour in Sud Africa di questa estate. A sorpresa, l'allenatore inglese ha messo l'estremo (di colore) Delon Armitage all'ala. Alla richiesta di spiegazioni, l'ingenua considerazione del coach: "Beh, devi sempre avere un ragazzo di colore in squadra". Collegamento interrotto, imbarazzo in studio, dove uno dei due presentatori è di colore, e immediate scuse agli spettatori. E via alle polemiche.Ma sono giustificate? Dick Best ha sbagliato a dare voce al suo pensiero, il suo commento è effettivamente razzista, o, anche se politicamente scorretta e pericolosa, la sua affermazione ha una base di verità? La risposta è, probabilmente, semplice. E si chiama Ugo Monye. Ala discreta, non certo fenomenale, della nazionale inglese e degli Harlequins. Ala convocata per il tour dei British&Irish Lions. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti esperti e che ha sorpreso un po' tutti, che si aspettavano nella lista il nome del più esperto e talentuoso Mark Cueto. Ma Ugo Monye è un giocatore di colore. Forse non uno dei migliori nel suo ruolo, ma che in un tour in Sud Africa, dove le "quote nere" esistono e sono ben regolamentate, ha una sua valenza politica, prima che sportiva. Forse Dick Best poteva evitare di esprimere ad alta voce la sua opinione. Forse poteva essere meno tranchant con le parole. Forse la sua è un'opinione che si scontra con il politicamente corretto che tanto va di moda oggi. Forse il suo commento nasconde un velato razzismo di fondo. Ma, forse, non è un'opinione così lontana dalla realtà…"

  12. @Nick, e a me non me ne frega niente degli ignoranti che la storia non la conoscono e soprattutto non hanno il coraggio di cercare di cambiarne il corso imparando dagli errori del passato.La storia dice che il Triskel non ha nulla a che vedere col nazismo, a differenza della sorella Svastica. Poi è chiaro che chi non sa un cazzo di Giolitti e Rumor non può conoscere Brenno e Vercingetorige.Il discorso di Danforth andava proprio nel senso che hi involontariamente suggerito tu, cambiare significato a quei simboli ai quali qualche criminale ha cambiato significato: svilire la svastica nazista come i nazisti hanno svilito la svastica celtica.Ma mi rendo conto che siano discorsi troppo articolati per certe menti.A posto così, la palla è rotonda e Mourinho è un grande allenatore che ha vinto tanto…p.s.: complimenti per le frequentazioni, comunque…




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