L’ultima Roubaix di Moser

di Stefano Olivari
Buona Pasqua aspettando la Parigi-Roubaix di oggi e ricordando quelle dei migliori anni della nostra vita, quelle di Francesco Moser. Che come tanti fuoriclasse stregati dalla Roubaix prima di vincerla l’ha molto sognata: secondo nel 1974 dietro a Roger De Vlaeminck e nel 1976 dietro a Marc Demeyer, Moser vince nel 1978 davanti a De Vlaeminck (fra l’altro l’unico che ha più podi di lui, 9 contro 7), nel 1979 ancora davanti a De Vlaeminck (terzo Kuiper) e nel 1980 prevale per distacco su quel Gilbert Duclos-Lassalle che tredici anni dopo farà piangere Ballerini. Ci ricordiamo benissimo la corsa del 1981, quando Moser potrebbe vincere per la quarta volta (al velodromo trionfa Hinault con la maglia di campione del mondo, come è riuscito a Moser tre anni prima) ed invece arriva terzo dietro anche a De Vlaeminck, come terzo arriva nel 1983 dietro a Kuiper e Duclos -Lassalle. Non sarà sfuggito che i nomi sono sempre gli stessi: nelle classiche vere funziona così, una volta più di adesso. Guardando poco il ciclismo di oggi abbiamo impressa anche l’ultima Roubaix del campione trentino, quella del 1987: la tredicesima partecipazione di Moser, che a 36 anni ha dato tutto e anche di più. Si batte come un leone, sta aggrappato ai favoriti e finisce diciannovesimo nell’edizione di Vanderaerden, che sfrutta una caduta di Sean Kelly per scattare piantando in asso il gruppo dei migliori, dove c’è anche Moser, e piombando su tre fuggitivi scoppiati. Come avrete intuito, questo ricordo è solo un pretesto per augurare buona Pasqua e buona Roubaix (magari senza agnello nella pancia, cerchiamo di iniettare un po’ di senso di colpa) a tutti gli amici di Indiscreto.

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  1. Perche pierocic?? Il tuo è stato uno spunto interessantissimo sul provincialismo nel duello Moser-Saronni. Dane non ce l’aveva per nulla con te.

  2. Ma che c’entra Pierocic?! Chi t’ha toccato… :-DAnzi, fosse per me ti medaglierei solo per aver scatenato la discussione!…p.s.: e che discussione!…chi cazzo se lo caga Mourinho?!… 😉

  3. vabbe’, chiedo scusa per aver disturbato: il solito troll (se non mi sbaglio anche un po’ prezzemolato)

  4. Adesso non darmi meriti che non ho: gli interisti sono i più assidui lettori del sito, punto. E a furia di pasturare, qualcosa nel retino resta per forza… 😀

  5. Io porto un salame cremonese che è una meraviglia. Gareth, allunga un po di taralli e pane di Altamura. Pero devi ammetterlo: per quanto noi juventini possiamo essere fastidiosi (campa è fuori concorso perche li c’è il vosto piacere personale a prendervi) e astiosi nei tuoi confronti, i tuoi piu assidui “lettori” sono gli interisti. Che poi tu sia trasversale nel fare incazzare qualsiasi tifoseria, è un ovvietà!! :-)))

  6. @Jeremy: mai indicato negli interisti il mio nemico: la questione è trasversale, e siccome tanto ormai sono marchiato quanto Salman Rushdie ma non son tipo da “flofgging e dead horse” (come suggeritomi sempre da quell’autorevole frequentatore di Indiscreto di cui sopra..) tanto vale darsi alle prese per i fondelli da osteria.Vado a prender il vino…

  7. Simone, la mia battuta era ovviamente incentrata sulla più recente attualità (solleticato dall’ultimo pezzo di Rossi), perchè in senso storico nemmeno l’era Trap (escluso la splendida impresa autarchica del 77) detronizzò il primato milanese.Sul Tour abbiamo detto tutto, al pensiero di quale potenziale di praticanti sia stato sprecato mi vien male… 😉

  8. Poi dice “gli interisti ce l’hanno con me”…. :-)))

  9. @Dane:ho capito la battuta!Comunque quei tempi(fine settanta)erano autarchici pure per il foot.Solo la Juve del Trap ebbe una dimensione internazionale.Certo che i Tour senza italiani al via furono più di uno..e la Rai non lo mostrò per anni.

  10. @Simone: svelato il mistero della dimensione provinciale!… :-Dp.s.: scusate ragazzi, non ho resistito… 😦

  11. Io non cambio discorso come Mourinho, semmai rientro in topic!… ;-)Comunque cercherò di informarmi sulla fede calcistica di Saronni tramite un suo gregario conosciuto recentemente che mi ha appena venduto una Fir a tre razze da crono (a proposito, se qualcuno fosse interessato, la vendo a 300€… 😀 ).Certo che se Saronni è milanista, giuro che mi butto dalla finestra…..

  12. @Nick:Il Beppe è interista. Come Moser. Il Basso è milanista,lo era anche il povero Pantani.Molti toscani eccellenti(Bettini,Bartoli,Tafi)son juventini.

  13. Non fare il vago e non cambiare discorso, pescivendolo che non sei altro.L’ho capito dal fatto che preferisci Saronni a Moser.(se viene fuori che Saronni era milanista finisco di ridere il 18 luglio..)

  14. http://www.milanofixed.com/parigi-roubaix-2009/Comunque sta edizione mi ha risfruculiato la voglia. Quasi quasi a giungo mi rifaccio l’amatoriale…

  15. @Nick: l’hai capito dal fatto che rosico per il settimo posto del Chievo di Delneri, vero?!…

  16. Dane, sei un milanista.

  17. @Pierocic: ho già detto di come io ami discutere con chi la pensa diversamente da me, in particolare con alcuni nomi già fatti. Il problema non è la differenza di opinione ma, come mi ha detto un’autorevole frequentatore di Indiscreto “il soggettivismo allo stato puro”, nella maggior parte peloso.Per quanto riguarda il mancato rendimento di certi nomi al Tour, la risposta sta appunto in quel provincialismo citato, che ha portato per alcuni anni a credere demenzialmente che il Giro (e perchè non anche la Vuelta?!…) valesse e consegnasse alla Storia quanto il Tour.Evito il paragone calcistico, per la mia incolumità…

  18. @Kalz:il Cecco in pianura era bello potente,un grandissimo pedalatore. Diciamo che Thurau,firmato il primo contrattone della carriera,decise di dedicarsi alle bionde,alle more,ma anche alle rosse…

  19. @dane: accusi anche me di essree un troll, ma no puoi accusare chiunque non sia d’accordo con te, non esagerare.ad ogni modo, chiedevo il parete tuo (e di tutti quanti ne sanno qualcosa) perche’ erano gli anni della mia infanzia seguendo solo in tv, e mi domandavo perche’ poi questi campioni tanto celebrati in italia, poi scomparivano al tour etc…

  20. Thurau era molto più bello stilisticamente di Moser, assai brutto in bicicletta a vedersi. In compenso Moser surclassava il tedesco quanto a grinta, potenza, capacità di soffrire .

  21. No Dane non fare cosi: sul ciclismo il rischio troll è minimo.

  22. @Kalz:leggi sul Muro dello Sport cosa ho scritto su De Vlaeminck..Il paragone col Thurau era di tipo stilistico:Didi fu una meteora,ma potenzialmente un fenomeno.A 22 anni rischiò di vincere Tour e Mondiale…

  23. Pierocic, purtroppo su queste pagine i confronti tecnici mi sono pressocchè vietati perchè servono solo a dare il destro ai troll in servizio permanente effettivo.Per l’Angolo del Talebano, mi sembrava di aver chiarito come la mia fosse una preferenza prettamente stilistica (ho definito Moser “dinoccolato”, che era l’aggettivo col quale Brera descriveva Altobelli), in ogni caso ho sempre preferito i “fiondisti” (prendendo spunto da Simone, che per il resto ha detto tutto lui…).Su Bettini non posso esprimermi perchè sarei troppo di parte…p.s.: d’accordo sul discorso del provincialismo, tant’è che nella storia a Moser danno un posto più importante un po’ per il declino precoce di Saronni e un po’ per quel record di Città del Messico che ha una di quelle valenze mediatiche tipo il Mondiale di Cannavaro. Le valutazioni tecniche sono altra cosa…

  24. Ribadito che il mio cuore ha battuto forte per Moser, va detto che sia lui che Saronni sono stati due grandi, ma non grandissimi. Entrambi incompleti. In sintesi, Moser troppo limitato in salita e Saronni senza grandi doti di fondista.Stupisce la citazione da parte di Simone come specialista di classiche in quegli anni di Thurau, supersopravvalutato, e la non menzione del grande De Vlaeminck.

  25. @Jeremy:La differenza statistica è rappresentata dai Giri vinti dal duo Cecco-Beppe.Che poi fossero Giretti d’Italia…Tecnicamente Saronni,Bartoli e Bettini sono simili:il primo era più passista,e quindi cronoman; pure meglio sulle salite lunghe.Il secondo più attrezzato per le classiche che il Saronni detestava,il terzo molto meno attendista e più “cattivo” degli altri due…Moser è in una categoria a parte:vinse quantitativamente tantissimo e attraversando almeno tre generazioni di corridori.Iniziò duellando con Gimondi e Bitossi,finì correndo con Bugno e Chiappucci.E’ stato il Jimbo Connors del ciclismo…

  26. jeremy, volendo fare un’improbabile classifica io direi:primi a pari merito Moser e Bettini. Terzo, a mezza ruota, Saronni. Quarto, staccato, Bartoli.

  27. infatti, il mio parere da ignorante è che furono due campioni molto mitizzati dalla provincialità del nostro movimento rinchiuso su se stesso molto di più di quanto non accadde ai successivi campioni come bugno, chiappucci fino ai ns giorni… ma volevo capire se questa mia impressione contiene un fondo di verità o no

  28. Grandissimi sia Moser che Saronni. Mai visti da “cosciente”. Pero, fermo restando la grandezza all-time dei due sopracitati, voglio provocarvi: quanto sono piu grandi di un Bettini o un Bartoli? Secondo me c’è molta iconografia e orografia dietro….

  29. @Pierocic:il Moser è stato uno dei veltri da classica più belli da vedere: stilisticamente,in quei dì,l’unico paragonabile al trentino fu Didi Thurau.Se il Cecco fu corridore internazionale a tutto tondo,il Saronni resta lo stereotipo del corridore italico di classe:meno potente,più furbo,con la fucilata nelle gambe,adattissimo alle corse con l’arrivo tormentato ma non troppo…Entrambi rifiutarono le fatiche di quei Tour per una più redditizia spartizione del circuito nazionale;per consentir loro di vincere il Giro,Torriani spianò il profilo altimetrico della corsa rosa. Con buona pace dei Visentini,Contini,Baronchelli…Il Beppe pagò con il declino prematuro il bis al Giro(1983);il Franz prolungò la carriera grazie all’improbabile trionfo del 1984.Entrambi passisti veloci,ma diversissimi:passista impetuoso il Moser,velocista da fiondata il Saronni.Quest’ultimo MAI vinse la Liegi-Bastogne-Liegi:un autentico mistero,viste le caratteristiche tecniche del pupillo di Chiappano.O forse la cartina tornasole di un movimento,quello italiano,in quei dì in ritirata strategica e mooolto provinciale.

  30. Dane, parere da esperto: come mai preferivi saronni? anche io preferivo saronni ma era un puro esercizio di tifo; la mia impressione ( a posteriori) è di una maggiore “classe” di moser ma non è supportata da nulla,che ne dici di azzardare un confronto più tecnico fra i due, sempre che tu ne abbia voglia?

  31. Moser un grande, anche se non mi ha mai entusiasmato, anche per lo stile dinoccolato. Preferivo di gran lunga Saronni, anche se a Moser devo la scoperta della 51’151 e di tutte le corna di bue seguenti… p.s.: idem per le lenticolari…

  32. Bel pezzo davvero, anche per me Moser era un idolo, e c’era chi faceva paragoni con Saronni, bha!Ai grandi della Roubaix aggiungerei,Duclos-Lassalle citato nell’articolo, che nel 1980 stava recuperando su Moser in fuga e forò, riprese e riusci a ridurre ancora il distacco.

  33. Bel pezzo! Moser è stato il mio ultimo idolo sportivo e sembrava fatto apposta, fisicamente e mentalmente, per la Roubaix. Domenica sera su Raisport ho visto in differita gli ultimi 35 km della Roubaix di quest’anno e resto convinto che se il ciclismo ha ancora un senso lo deve a corse come queste.

  34. @Olivari:grazie per gli auguri, ricambiati.Personalmente trovo barbaro e incomprensibile il rito dell’agnello sacrificato…ma è solo l’opinione di un relativista parecchio agnostico…L’ho scritto su Il Muro dello Sport:Cecco e Roger furono il meglio espresso dalla Roubaix.L’essenza stessa della corsa.L’esordio alla Rubè del trentino,1974,fu un trionfo:solo una foratura permise il ricongiungimento di De Vlaeminck.Poi una caduta,a poco dal traguardo,regalò il bis a Monsieur Roubaix. Al traguardo il gitano fece il massimo complimento ad un italiano dell’epoca:”Francesco diventerà grande come Gimondi.”




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