Zazzaroni e il moralizzatore

In un paese dove la giustizia di fatto non esiste, per motivi procedurali ed anche molto più concreti (organici sottodimensionati, computer antichi e comunque informatizzazione degli archivi ancora agli albori, consulenze esterne assegnate con criteri oscuri), la querela per diffamazione è in pratica una specie di manganello che il ricco di turno agita contro il giornalista sgradito. Raramente porta a risarcimenti, anche perchè quasi sempre è pretestuosa, ma spesso rovina la vita del querelato: che perde giornate o mesi di lavoro per stare dietro a queste vicende, per non parlare dei costi, mentre il querelante spesso fa lavorare in automatico avvocati già a libro paga. L’ultimo episodio di questo filone può essere un buon esempio. Questo il comunicato del Genoa: ”In merito alle dichiarazioni rilasciate giovedi scorso da parte del giornalista Ivan Zazzaroni ad una radio privata e riguardanti un giudizio a dir poco inopportuno sul Presidente della Società, Enrico Preziosi, il Genoa Cfc esprime la propria incredulità per la superficialità e la totale improprietà di riferimenti sostenuti dallo stesso giornalista. Più in particolare, pur registrando il tentativo a 24 ore di distanza da parte dello stesso soggetto di fornire pubbliche scuse, ma non ritenendole né sufficienti, né felici, bensì altrettanto improprie e offensive, il Genoa si riserva di valutare gli estremi di querela per diffamazione dello stesso Zazzaroni, con il dichiarato obiettivo di devolvere in beneficenza l’eventuale riconoscimento risarcitorio ottenuto in sede di giudizio. Il Genoa approfitta della circostanza per ricordare che non saranno tollerati giudizi lesivi della reputazione e del rispetto professionale della proprietà, del management e di alcun proprio tesserato”. Al di là della ovvia considerazione che il giudizio più ‘lesivo’ della reputazione di Preziosi l’hanno dato i tribunali sportivi, vale la pena di soffermarsi su due espressioni, ‘si riserva di valutare gli estremi di querela’ e ‘obiettivo di devolvere in beneficenza’. Tradotte in italiano, la prima significa che non c’è alcuna speranza di vincere la causa e che quindi la querela può essere solo minacciata mentre la seconda la seconda è una formula ridicola usata spesso, come a voler ribadire di essere disinteressati e di volere procedere solo per il bene della giustizia. Ah, la cosa principale: cosa aveva detto di tanto grave Zazzaroni? ””Chiedere consigli su come moralizzare il calcio ad Enrico Preziosi è come chiedere consigli antimafia a Totò Riina“, che se le parole hanno un senso non vuole dire che Preziosi è un mafioso ma solo che non è la persona più indicata per moralizzare il calcio. Del resto è stato squalificato per illecito sportivo (Genoa) e ha patteggiato la condanna penale (bancarotta fraudolenta) per il fallimento del Como: non è colpa di Zazzaroni, il quale è tutto tranne che un nostro amico, se Preziosi si diffama da solo.

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  1. @Andrea: Parafrasiamo: uno con il curriculum di Zazzaroni può dire la sua, come tutti (e ce ne sono di peggio), ma non può pretendere di essere credibile. E’ un concetto astruso?Ecco, il nocciolo della questione è questo, in buona sostanza. Ho capito benissimo che il tema dell’articolo era l’uso della querela come mezzo di ricatto, ma nel caso specifico del confronto Prez – Zazza non si poteva evitare di mettere prima a fuoco determinate situazioni. Poi, come ha scritto anche JCaffellatte, possiamo disquisire della frase di Zazzaroni all’infinito, come si disquisisce del sesso degli angeli, ma alla fine, ripeto, l’accostamento e l’insinuazione maliziosa insite nell’uso ad hoc dei termini “mafia” e “Riina” ci sono… Cioè il concetto in sé ci poteva anche stare, son d’accordo con voi (a parte il discorso del pulpito da cui viene la predica che per me, lo ribadisco, è fondamentale, tanto più se si parla di un giornalista che vive di parole e di dialettica, e che quindi come tale deve essere più credibile di chi attacca), ma ci sono modi e modi per esprimerlo e se lo esprimi usando termini di paragone così pesantemente impegnativi, beh, poi non puoi pensare di non suscitare reazioni nella controparte. E, a voler dirla tutta, io penso che il dietrofront di Zazzaroni sia stato dovuto più a un colloquio serale col suo avvocato che al desiderio di non mettersi contro Preziosi e il Genoa (cosa gliene frega? In questo momento è più libero e indipendente di tanti altri giornalisti, visti i canali attraverso i quali svolge la sua professione, e al limite deve cercare di tenersi buoni i grandi dirigenti e i grandi club, non un presidente già bistratto da tutti e una società di secondo piano che continua a non godere in generale da una buona stampa).

  2. Diciamo la verita’: Zazzaroni poteva esprimere quel concetto in molti modi. Invece ha tirato fuori quel paragone, “oggettivamente” molto pesante, perche’ evidentemente Preziosi non gli e’ molto simpatico.Possiamo analizzare metafore e cercare giustificazioni a volonta’ ma sotto sotto sappiamo che la frase del giornalista equivale ad un insulto bello e buono.

  3. @Lorenzo: no, sono io che mi devo scusare per non aver capito la tua ironia. Sai com’è, ormai mi aspetto di tutto… :-P@Andrea: ma allora sei de coccio! Rileggiti l’articolo, la questione non sta nel pulpito di Zazzaroni ma sulla querela utilizzata a mo’ di minaccia (sto facendo violenza su me stesso per non scrivere “in stile mafioso”…) dai potenti…

  4. paperogha, preziosi lo potrà dire quando zazzaroni si proporrà come moralizzatore. to ho confuso ancora di più? 🙂

  5. @Lorenzoquindi anche Preziosi può permettersi di dire che Zazzaroni non può moralizzare anche da un suo eventuale pulpito di immoralità.oddio, sto entrando in un circolo vizioso 🙂

  6. Non torta, erano caramelle peruviane alla coca.

  7. Calma ragazzi, riportavo la scusa della cifra a bilancio per pigliare in giro il mitico Re dei Gormiti (secondo me 3a in classifica nelle scuse più straordinarie dopo la torta alla coca portata dalla zia di Gibo Simoni -era coca o maria?, e dopo la crema al cortisone di Belen che fece sballare l’antidoping di Borriello). Mi spiace non abbiate colto l’ironia, altro che cavallone sgraziato.Un minimo più seriamente, io credo seriamente che l’odioso Zazzaroni possa permettersi di dire che Preziosi non può moralizzare anche da un suo eventuale pulpito di immoralità. Cioè la verità del giudizio non deve essere inficiata dall’immoralità/incoerenza di chi lo esprime (così come io apprezzo la difesa della famiglia anche dal plurisposato Casini/Berlusconi indipendentemente dal loro predicar bene e razzolar male)

  8. L’Italia è veramente un mondo alla rovescia… Moggi monopolizza il calcio come ieri, Preziosi da lezioni di moralità… e adesso torna alla ribalta pure Pieroni, che dopo aver distrutto le squadre di Ancona e Taranto, essere stato condannato, squalificato ed aver lavorato come consulente per Samb, Livorno, Grosseto e molte altre, adesso viene sdoganato dalla principale tv tarantina, Studio 100, scatenando rancori e rivolte in città. Godetevi l’intervista riabilitativa qui.

  9. @ Dane. Appunto, come fa Zazzaroni dire a qualcuno che non può parlare di moralità quando lui si trova nelle stesse condizioni?Imputa agli altri (facendo la maorale) di non poter fare la morale quando non può farla lui stesso… bhà… viva la coerenza.Ha sempre sguazzato in un sistema che permette l’oblio e la mancanza di morale.. usufruendo dei vantaggi, ha scelto di sguazzare lì dentro, mica è stato obbligato…Quello che volevo evidenziare è che non mi provoca alcuna preoccupazione questa sistuazione lo vedo un “regolamento di conti nel sistema” non mi sembra che nessuno dei due abbia mai contribuito a cercare di cambiarlo.E’ pieno di storie giornalistiche da raccontare (vere e per le quali nessuno ti querela) ma la maggior parte degli operatori dell’informazione preferiscono non farlo, preferiscono rimanere su beceri commenti, sibilline illazioni etc..Non ci si può poi lamentare se il pesce più grosso di te cerca di rimetterti al tuo posto…Cordialmente

  10. Ma non scherziamo per favore. Zazzà è un giornalista professionista ed ha diritto di esprimere le proprie opinioni professionali professionali. E se ritiene che Preziosi dopo ben due condanne sportive e dell’autorità giudiziaria non sia in grado di farsi moralizzatore, mi dovete spiegare dove è la diffamazione…. Poi possiamo credere che Preziosi fosse andato a “comperare” Maldonado guarda caso proprio prima dello scontro diretto e pagandolo cash (vi ricordo però che le transazioni oltre euro 12.500 NON possono avvenire in contanti…). Insomma possiamo credere a tutto …. ma visto che le sentenze esisistono, ricordarle non è un reato…. forse lo è dimenticarle, come fanno alcuni presidenti inibiti che continuano a fare i presidenti non solo di fatto, ma anche nelle occasioni ufficiali !!! banana’s republik offresi …

  11. @dane fra un po’????? 🙂

  12. @Lorenzo: se proprio vogliamo dirla tutta cosa?! La minchiata?! Quell’alibi è crollato, per tua informazione…p.s.: questa la stampo e l’appendo affianco al topic sul Cavallone Sgraziato…@Andrea: Zazzaroni non ha detto che lui può parlare di moralità, ma solo che non può farlo Preziosi. Qui il problema non è la tesi di Zazzaroni (state confondendo il problema, non so se ingenuamente o furbescamente…), ma la minaccia di una querela per diffamazione che non starebbe in piedi. E perchè verrebbe minacciata una querela se non sta in piedi?! Perchè un’eventuale causa costerebbe certamente meno soldi, impegno ed ansia ad un Presidente milionario piuttosto che ad un giornalista (per quanto famoso).Quindi il senso è “se devi parlare di me parlane solo bene, altrimenti per due anni ti perseguito attraverso il mio potere, che è certamente più grande del tuo!”Fra un po’ non si potrà nemmeno dare 4 in pagella a certi giocatori importanti…p.s.: fra un po’?!…

  13. Il signor Zazzaroni come può parlare di credibilità o di moralità..?? soprattutto dopo le frasi intrise di ipocrisia e razzismo scritte nel suo blog sulla questione Balotelli.Parafrasiamo: uno con il curriculum di Zazzaroni può dire la sua, come tutti (e ce ne sono di peggio), ma non può pretendere di essere credibile. E’ un concetto astruso?Cordialmente

  14. Non possiamo sintetizzare in poche righe anni di processi sportivi e penali (la vicenda Como è interessantissima, ma fa ovviamente meno notizia delle storie relative al Genoa), ma il senso delle parole di Zazzaroni era evidente: uno con il curriculum di Preziosi può dire la sua, come tutti, ma non può pretendere di essere credibile. E’ un concetto astruso?

  15. valigetta con soldi regolarmente iscritta a bilancio per l’acquisto del giocatore Maldonado, se proprio vogliamo dirla tutta…

  16. Vabbè, fateci sapere come dobbiamo chiamare uno che è stato beccato con in mano la valigetta coi soldi…

  17. caro sig. edoardo dare del farabutto ad una persona non e e permesso nel ns.paese e per questo chi di dovere la querelera ,le scuse e le retifiche non verranno prese in cosiderazione

  18. @Pierfrancesco, il problema non sta nella verità o meno di qaunto detto da Zazzaroni ma sulla validità o meno dell’impianto accusatorio. E nella fattispecie il reato non sussiste in quanto l’italiano è una lingua ben codificata e le parole di Zazzaroni sono chiarissime: nessun paragone tra la moralità di Preziosi e quelle di Riina, ma solo un eguale impossibilità a combattere un malcostume di cui si sono macchiati.Praticamente è come se io accusassi Franco Rossi di avere uno stile troppo provocatorio e paradossale…@Chalie: se Preziosi ha avuto una squalifica per corruzione, è pacifico che non possa filosofeggiare sulla moralità calcistica, punto. Qua nessuno intende imporgli il silenzio o la gogna a vita, ma almeno ci eviti le lezioncine.Poi certi, se mi ricordi il fatto che il divorziato Casini parla di valori della Chiesa e Berlusconi è stato ricevuto dal Papa assieme a Veronica Lario (che formalmente per la Chiesa è una concubina e non una moglie…) per l’anniversario di matrimonio (udienza a suo tempo negata a De Gasperi con consorte a tutti gli effetti…) hai ragione anche tu…

  19. Ohibò, mi mordo un tantinello (solo un tantinello) la lingua perché in questo caso potrei non essere sereno, da simpatizzante genoano (non tifoso irregimentato, però, quest’anno ahimé non ho mai messo piede allo stadio per motivi di lavoro ed economici). Mi limito solo a ribadire un concetto già da me espresso su queste pagine: ok, d’accordo, Preziosi ha sbagliato e molto, in passato, almeno questo è quanto ha stabilito la giustizia sportiva (qualche distinguo sarebbe da fare ma meglio che non mi infilo in questo cul de sac, del resto è solo in parte pertinente all’argomento), ma lui e soprattutto il Genoa hanno pagato in maniera abnorme rispetto a quanto pagato, per dire, dal 90 per cento dei club coinvolti in Calciopoli. Comunque ha pagato, e non si vede perché, a distanza di quattro anni, debba continuare a scontare e ad essere additato ripetutamente come un paria, e non si vede perché non abbia più diritto di parola solo per il fatto di aver “sbagliato” quattro anni fa, a maggior ragione se in questi quattro anni ha tenuto, è sotto gli occhi di tutti, un profilo bassissimo, limitando al massimo le dichiarazioni e le uscite pubbliche, quantomeno a livello nazionale.Nel caso specifico, Zazzaroni non ha la mia solidarietà; certo non avrà dato del mafioso a Preziosi, ma il paragone, l’accostamento e l’insinuazione c’erano tutti, e allora te ne assumi le responsabilità, perché certe parole (mafia) sono pesanti come pietre e vanno usate con estrema attenzione. Se vuoi criticare un certo modo di fare calcio, di gestire una società, di essere presidente, beh fallo argomentando concretamente, e soprattutto non attaccando sempre e solo i pesci piccoli… Il giornalismo da “una battuta al vetriolo e via” non è giornalismo, ma solo un modo per star sempre e comunque sopra le righe e far parlare di sé, o un cercar di mostrarsi coraggiosi e senza peli sulla lingua con la sparata a nove colonne per nascondere povertà di argomentazioni. L’ha fatta fuori dal vaso e del resto l’ha ammesso anche lui, con il precipitoso dietro front di poco successivo alla sua sparata. Poi, vabbè, per me Zazzaroni non può salir sul pulpito a dar lezioni a nessuno, come giornalista è sceso a un livello di credibilità prossimo allo zero e magari se sarà il caso spiegherò anche perché la penso così (comunque dico Guerin, Dieci e comparsate tv varie, e penso sia già sufficiente).

  20. da tecnico posso aggiungere, a maggior tranquillità dei giornalisti tutti, che la “querela per diffamazione”, laddove inoltrata, porta al massimo ad un giudizio davanti ad un giudice di pace, che è l’ultima ruota del carro giudiziario. Non si creda di finire in quelle terribili aule cupe dove campeggia enorme “la legge è uguale per tutti” e dove dovunque si vedono magistrati in toga e poliziotti che trascinano il reo in manette nell’aula.E’ un reatucolo di serie C.L’unico problema è che quando diventa definitiva la sentenza va ad impolpare il casellario (la cd. fedina penale dei film), ma dopo qualche anno si fa un bel procedimento di riabilitazione e si torna intonsi.Invece, per venire al caso di specie, non è detto che il fatto che le parole di Zazzeroni siano veritiere faccia venir meno il reato, che può configurarsi anche qualora il querelato abbia detto la verità.La cosa va giudicata caso per caso.In questo caso secondo me non c’è alcuna diffamazione.Del resto, se il Genoa, anziché querelare, “si riserva di”, stiamo freschi…

  21. Io credo che l’esempio di Zazzaroni sia invece perfettamente calzante. Il problema è che spesso si pensa che in giudizio contro un potente si parta sconfitti e invece non è così. A me è capitato di aver a che fare contro una multinazionale che non intendeva pagare una produzione video (copertura video del solito evento/convention…) arrivando a negare addiritura che tale produzione fosse stata messa in piedi. “ma sei matto?! Vai in causa contro la Vivalafiga spa?! Manco Perry Mason ti può salvare!…”Peccato che avevo in casa i nastri col girato, (dove si vedeva tra le altre cose l’Amm. Delegato che faceva il cretino con una hostess…) e al cliente avevo consegnato solo le copie di backup.Lo dico sempre ai miei cameramen: “macchine sempre accese e nastri di scorta a portata di mano, che a tagliare facciamo sempre in tempo”…

  22. insomma diciamo che ha usato un paragone non proprio leggero, e che intendeva gia’ di per sè una insinuazione.insomma un piu’ classico “sarebbe come dare in gestione un pronto soccorso a Dracula” [cit] sarebbe stato meno suscettibile di querela e piu’ divertente.

  23. Igor, ci sarebbe la strada della controquerela per calunnia o per lite temeraria. Ma dopo aver speso soldi per difendersi, quale giornalista non dipendente (come è Zazzaroni, come siamo io e diecimila altri), che è cosa diversa da indipendente, ne spenderebbe altri per attaccare?

  24. Zazzaroni non vincerà il premio per la schiena più dritta ma l’unica volta in cui fai il tuo lavoro (dici la verità) rischi una querela?la colpa è più nel sistema che negli individui

  25. Ivan.fab: a Genova una buona parte della tifoseria è certa che il Genoa e il suo condottiero fossero vittime di una grandissima congiura. Su chi l’avesse ordita ci sono diverse correnti di pensiero (Carraro? Della Valle? la Sampdoria?) ma l’importante è crederci e fare fronte comune.Tutto sommato si tratta di un classico italiano già stravisto.

  26. Sono assai ignorante in materia giuridica, quindi non so quali siano gli inevitabili aspetti negativi della mia posizione, però sono convinto che se il querelante per diffamazione, in caso di giudizio avverso, dovesse corrispondere al querelato la cifra richiesta, molte azioni del tutto pretestuose (come quella citata dall’articolo) sarebbero evitate, con non poco guadagno per la claudicante giustizia italiana.Ma ripeto: magari la cosa non è fattibile per fondate ragioni che ignoro.

  27. zazzaroni mi sta anche a me sulle scatole, ma pure io preferirei provare a pubblicare qualche scusa che ritrovarmi invischiato in qualsiasi procedura giudiziaria. La schiena dritta non è che bisogna per forza ostentarla

  28. p.s. fra l’altro diversi tifosi genoani sostengono che Preziosi sia stato vittima di un complotto.

  29. Non direi che è codardo, semplicemente “essere amico di tutti” è la mission del giornalismo sportivo di oggi.

  30. Solitamente io e Zazzaroni siamo agli antipodi, ma per una volta ha espresso perfettamente il mio pensiero. Preziosi è un farabutto e teoricamente sarebbe ancora squalificato, o sbaglio? E invece lo invitano ovunque e sono salamelecchi sia in tv che alla radio (persino Cucchi gli ha fatto grandi elogi a Radio Anch’io sport…tu quoque Riccardo!).Vergognoso Preziosi e codardo Zazzaroni: altro che pubbliche scuse sul blog, altro che cospargersi la cenere sul capo. Ma, in fondo, la vera sostanza del giornalista è quella e prescinde dall’alzata di orgoglio che ha avuto.




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