Sognando Artest alla Juve Stabia

Al momento del limoncello o del mirto i discorsi si basano spesso su slogan del tipo ‘Il cliente ha sempre ragione’ (varianti: ‘A questo mondo nessuno ti regala niente’ e ‘Una volta c’era maggiore professionalità’). Peccato che non sia vero, il cliente non ha sempre ragione e spesso è un idiota peggiore del medico che ha sbagliato la diagnosi, del pizzaiolo che ha messo sulla pizza funghi marci o del calciatore che non ha il rendimento atteso. E’ il caso della Juve Stabia, segnalatoci da Salvatore, che dopo la sconfitta di Pistoia e l’ultimo posto in classifica ha toccato un punto ancora più basso: il pullmann della squadra che stava facendo ritorno a casa è stato seguito da due altri automezzi con i tifosi in trasferta (in totale circa duecento): dopo la fermata all’autogrill dove erano parcheggiate le macchine dei giocatori, il confronto fra squadra e fan. I giocatori sono stati bloccati in maniera non simpatica ed ‘invitati’ a sfilarsi le divise sociali. Nel vero senso dell’espressione: sono infatti rimasti in mutande nella piazzola dell’autogrill, davanti ad una piccola folla minacciosa. Qualcuno si è lamentato, qualcun altro ha pianto maledicendo il proprio contratto. Alla fine fra tute ed altri abiti di fortuna sono riusciti a rivestirsi e la storia per il momento è finita qui. Inutile dire che in molti l’hanno trovata divertente, con titoli del tipo ‘La squadra rimane in mutande’. A noi è sembrata terribile, senza violenza fisica ma con un gusto per l’umiliazione che non riguarda ovviamente solo il calcio lontano da Sky. In un mondo perfetto nella Juve Stabia giocherebbe Ron Artest, che avrebbe da solo fatto a pezzi almeno metà di quegli eroi da autogrill. In questo mondo alla prima vittoria i giocatori ringrazieranno la curva per essere stata vicina alla squadra, una curva che come ha detto il direttore sportivo Roberto Amodio (proprio l’ex difensore del Napoli), ”si è comportata così solo per la grande amarezza”.

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  1. @Italo: il ricordo di quel venerdì santo, non voleva essere la triste storia strappa lacrime, ma semplicemente volevo ricordare che il problema più grave che l’umanità deve fare fronte in questo secolo, e quello degli immigrati (altro che terrorismo islamico), non puo risolversi solo con la linea dura. Non perché la linea dura sia razzista, ma perché non risolve niente, sopratutto in un paese dalla posizione geopolitica dell’Italia. Ci vuole come dici tu cemento+ il resto. Bona diagnosis, bona curatio.Per il resto, come già detto, d’accordo, compreso la misera figura di Prodi e Co.

  2. Italo, il secondo Ps era rivolto a me noto censore dei post-fiume da scroll a manetta.

  3. @TaniMah, i post lunghi non li ho mai amati, ma il tuo era giustificatissimo. Certo, i discorsi si fanno in astratto poi, si cade nel ricordo personale e, come nel tuo caso, si viene presi in netto contropiede.Due cose: sempre meglio le lacrime di coccodrillo, anche di un Berlusconi, che l’assenza del ministro perchè doveva inaugurare un museo. La figura di merda del governo di allora, oltre che per affondato un barcone, fu nel non aver mandato nessuno, ma proprio nessuno.Il problema dell’immigrazione è troppo vasto per risolverlo qui dal Direttore che ci ospita, avrebbe bisogno di cooperazione fra paese confinanti, di portare il lavoro in quei paesi dove non c’è, di flessibilità e cemento armato allo stesso tempo. Io porto il cemento e tu il resto, ok?Ragazzi, ma mi vlete comunque ministro? In ogni caso il nostro governo gotico dovrebbe essere miglioro di quello ombra ufficiale.Tani, absit iniuria verbis.Italo

  4. @Italo 1: “Per i clandestini, vorrei ricordare l’esempio della Grecia ogni qualvolta arrivava il barcone: usciva dal porto la cannoniera. I barconi hanno cambiato rotta senza sparare mai….”. Quando posso, vado al cimitero di Valona a trovare i miei cari. C’e un settore del cimitero con circa 100 tombe, con una pietra sopra con nome, cognome, data di nascita e data di morte. Tutte queste tombe li accomunano due cose: la data di morte, 28 Marzo 1997, e il ilfato che dentro di loro non ci sono cadaveri, ma c’e una foto o degli oggetti personali. I cadaveri sono in fondo al Ionio. Nella notte di quel venerdì santo, “Sibilla”, la nave della Marina Militare Italiana e “uscita dal porto” per fermare i barconi. Risultato? 108 corpi in fondo al Canale d’Otranto! Non ho mai creduto (come molti miei connazionali sostenevano allora) che il comandante della “Sibilla” ha speronato a proposito la barca “Kater I Rades”. Sono convinto che sì e trattato di una pura fatalità. Ma tanto e. 108 potenziali clandestini, bastardi, stracioni sporchi, morti di fame, cosi come le centinaia di africani, sono finiti in fondo al mare. Da allora si sono fermati i barconi? Sti cazzi! Quanti altri sono morti e quanti altri sono sbarcati?Decine e decine di morti e decine di migliaia di sbarcati! Perché tutto questo racconto? Non per negare il diritto sacrosanto di uno stato di difendere i propri confini. Non per denigrare il diritto di un governo serio di decidere se e quanti stranieri deve accettare nel proprio paese. Non per convincere gli italiani che trattare semplicemente “con la cannoniera” un problema cosi colossale, e populista,demagogico e irrazionale. Semplicemente, per ricordare che e legittimo dire “sono cazzi loro se sono morti. Nessuno gli ha invitati”, ma dovrebbe essere utile pensare: “perché lo fanno sapendo di rischiare la pelle di brutto?” E nessuno di voi può capire cosa cazzo significa vivere e far crescere i propri figli in certi posti. Non lo capisce se vive a Gela, nel nuorese, a Scampia o Secondigliano, figuriamoci a Bergem de sura o Brera. Giorni fa si diceva su questo sito dell’impossibilità di fare crescere un figlio decentemente a Napoli. Un napoletano che non vuol stare a Napoli prende il treno e se ne va. Un albanese o un etiope come cazzo fa?@Italo 2:”Se vuoi far arrivare della gente che vive male nel suo paese d’origine, deve trovare casa, lavoro e accoglienza. Vista però i posti limitati non ne puoi accogliere tanti. Ergo sui clandestini, barriera di titanio, anche se in futuro potrebbero essere un bacino di possibili voti, come nella logica della sinistra.” D’accordo sul principio, e d’accordissimo sulla demagogia che la sinistra fa con gli immigrati (ma non e che Berlusca ci va liscio. Qualcuno si ricorda le lacrime di coccodrillo con i morti di Otranto?) Ma mi spieghi come costruisci ‘ste barriere in un paese come Italia, circondato da morti di fame e con chilometri di coste? Con le cannoniere? E credimi, non lo dico con tono polemico. Il Canada ha la politica migliore sull immigrazione, ma c’ha pure la fortuna di avere al sud gli States e la nord gli osi polari. Anche io sarei capace di controllare il trafico. Non si puo dire la stessa cosa di Texas, New Mexico o Arizona.P.S.1 Come ideatore del governo presieduto da Dane, con te agli Affari Sociali) ti propongo come Ministro per l’Emigrazione. Saranno cavoli amari…per te.P.S.2 Compare, perdonami il tanto caro a te post fiume:))




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