Il peso di Duckworth

di Flavio Suardi

In tanti ricorderete la Portland di Clyde Drexler e Cliff Robinson, di Buck Williams e Kenny Smith. Quelli, però, erano anche i Blazers di Kevin Duckworth. Questo centrone di 213 centimetri nasce il primo aprile del 1964 ad Harvey. Frequenta la Eastern Illinois University dove stabilisce il record di 867 rimbalzi catturati. Una carriera, quella di Duckworth, vissuta all’ombra di grandi campioni che ne hanno solo in parte offuscato l’efficacia. Uscito dal college va agli Spurs, con la scelta numero 33 all’attivo, ma con solo 14 partite giocate prima di diventare merce di scambio. A San Antonio arriva Walter Berry, per Kevin si aprono le porte dei Blazers. Una prima annata vissuta ai margini, quindi la grande occasione, in concomitanza con l’infortunio di Steve Johnson, che lo porta a duellare in area con i più grandi centri Nba degli anni ’90. Rivelazione dell’anno nel 1988, convocazione all’All Star Game nel 1989 per un giocatore da 18 punti e 7 rimbalzi di media. Arriva alla finale per il titolo nel 1990, contro i Bad Boys di Detroit, ma finisce 4-1 per Isiah Thomas e compagni. Duckworth continua a produrre cifre più che positive, tant’è che nel 1991 partecipa per la seconda volta all’All Star Game. La stagione successiva è la prima che comincia a lanciare segnali di declino: la condizione fisica peggiora e Portland decide di cederlo dopo la serie di playoff contro i Bulls. Kevin va a Washington in cambio di Harvey Grant (fratello gemello del più famoso Horace), prima di un altro trasferimento a Milwakee in una stagione costellata da infortuni. Giusto il tempo per la chiusura di carriera ai Clippers, prima di dedicarsi alle attività di alcune sue aziende. Si ritira con più di 8000 punti e quasi 4000 rimbalzi nella Nba, ma senza riuscire a conquistare un titolo. Dopo il ritiro Duckworth comincia ad ingrassare a dismisura ed è probabilmente da attribuire a questo grande aumento di peso la sua morte, avvenuta lo scorso 25 agosto durante un viaggio in Oregon. Kevin, infatti, rappresentava i Blazers in un tour che lo avrebbe portato ad insegnare pallacanestro in 19 città di quello Stato. flavio.suardi@gmail.com
(in esclusiva per Indiscreto)
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  1. Direttore, un po’ di rispetto per gli altri, per cortesia: Lei si crogiola nella nostalgia, ma c’è gente che ne soffre!…Io ho ancora un pezzo di cuore là tra i Balcani, e Lei mi piazza lì un Petrovic così come niente fosse…

  2. Anche un pauroso Jerome Kersey…ed in panchina c’era anche un Drazen Petrovic che si stava ancora ambientando e che sarebbe esploso a livello NBA solo ai Nets…

  3. C’era anche un apprezzabile Terry Porter in quei Portland, o sbaglio?!…




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