Insana passione

di Stefano Olivari

Come 25 anni fa, ultima sua apparizione al torneo NCAA, Morehead State troverà Louisville sulla sua strada. Il college del Kentucky nella notte ha superato 58-43 (punteggio dai sapori antichi, senza 35 secondi) Alabama State nel turno preliminare e nella notte italiana fra venerdì e sabato dovrà fronteggiare la corazzata di Pitino, che nello scorso novembre ha vinto di 38 in una di quelle partite extra conference (i rossi fanno parte della Big East, mentre Morehead State della Ohio Valley Conference) che servono a sciogliersi e ad irrobustire il record. Il sophomore Kenneth Faried, difensore dell’anno nella sua conference, ha dominato con 21 rimbalzi ha dominato una partita dalle basse percentuali di tiro, e ci offre lo spunto per iniziare dal Midwest l’analisi, anche a beneficio degli scommettitori, delle quattro parti del tabellone. Dire che Louisville arriverà in carrozza alle Final Four è una banalità, anche un po’ azzardata: superati facilmente gli Eagles nel primo turno, l’avversaria sarà probabilmente Ohio State (primo turno con Siena). Si giocherà a Dayton, Ohio, poco distante dalla sede di Ohio State ma nemmeno così lontana (per gli standard americani: dividendo le miglia per il limite di velocità vengono tre ore e rotti) da quella di Louisville: il fattore campo penderà più per OSU, ma per Samardo Samuels e compagni non sarà come giocare in trasferta a Salonicco. Senza ammorbarvi con nomi e cifre, queste secondo noi (visione parzialissima, in tivù e via web si vedono quasi solo le grandi) personaggi e squadre per cui vale la pena di perdere il sonno. a) Il nostro Daniel Hackett e la sua USC che a sopresa ha vinto il torneo della Pac 10: la squadra di Floyd può contare anche sul talento del probabile ‘one and done’ DeMar DeRozan e su quello di Taj Gibson; b) la Kansas di Bill Self, nostra favorita (anche se è numero 3 nel ranking) per incontrare i Cardinals in finale e farli anche soffrire: la pericolosità costante in attacco di Sherron Collins e la solidità di Cole Aldrich possono essere da Final Four; c) Jon Diebler, guardia di Ohio State e nostra insana passione: qualcosa in più del solito supertiratore bianco che tutti abbiamo sognato di essere, o forse il solito abbaglio da troppi Happy Days. Ragazzo dell’Ohio e fra le altre cose leader ogni epoca nei marcatori delle high school di uno stato dove l’high school l’ha frequentata anche LeBron James…d) Jeff Teague di Wake Forest, al di là delle fredde cifre per noi il miglior attaccante della NCAA. E ora il pronostico: dall’alto verso il basso Louisville-Ohio State, Utah-Wake Forest, Dayton (mini-upset su West Virginia)-Kansas, USC-Michigan State.
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  1. l’attesa per quella partita era enorme e la partita stessa non fu da meno..come mi capitava spesso in quegli anni, puntai la sveglia e me la sentii in diretta alla radio della NATO, al buio e con le cuffie in testa…poi un’oretta di sonno e via a scuola…le energie erano ben altre ! ps non vedo l’ora che arrivi Chuck !

  2. Stefano, dato che ti piacciono i modelli matematici, ti mando un’altra segnalazione sulla NCAA. Io non ci ho capito molto oltre il headline, pero’almeno e’ gratis! http://freakonomics.blogs.nytimes.com/2009/03/17/when-losing-leads-to-winning/

  3. Se va bene a giugno, nel senso che con l’altro autore (Giorgio Specchia della Gazzetta) stiamo stanziando una certa cifra per la produzione. Si chiamerà ‘L’Altramilano’ e partendo dalla All’Onestà-Mobilquattro-Xerox (abbiamo preso una squadra morta, che guarda caso era la nostra) avrebbe la pretesa di raccontare il basket italiano dei Sessanta-Settanta. Poi però scrivo SuperKakà e MagicoIbra, ammesso che qualcuno non ci abbia già pensato (a occhio, un migliaio di giornalisti), e faccio i soldi…Jura viene in Italia a giugno, è già prenotato per una serata di culto.

  4. Ei ei, stai scrivendo un libro sul basket? Quando esce? Ci sono novità sullo sceriffo del Nebraska?

  5. Grazie per la segnalazione, KB, letta adessso la recensione: direi che altri 26 dollari ad Amazon si possono dare, proprio ieri mi sono svenato per una cosa indigeribile (solo modelli matematici) sui betting exchange…fra l’altro, rileggendo i Superbasket del 1979 per il libro che sto scrivendo, ho notato che quella partita non è diventata un mito solo a posteriori (cioé per quello che Bird e Magic sarebbero diventati poi nella NBA), ma che la sua attesa davvero aveva contagiato il mondo anche in quell’era paleo-televisiva (da noi non si vide niente, comunque)…

  6. Qui c'e' un anteprima (in inglese) di un libro su Magic & Bird nella finale NCAA del 79 che e' interessante. http://www.thedailybeast.com/blogs-and-stories/2009-03-17/the-game-that-turned-march-mad/




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