Aspettando il prossimo colpo

di Stefano Olivari

Tutto merito degli stadi di proprietà, del mitico merchandising, dei fenomeni che l’Italia non si può più permettere? Delle tre squadre inglesi che hanno buttato fuori i club italiani dalla Champions solo il Chelsea risponde in parte all’idea superficiale che viene propagandata dai nostri dirigenti e ripresa acriticamente dai loro stenografi: tanti soldi, tanti campioni presi all’apice del loro valore di mercato, alla fine più o meno si arriva spesso in fondo alle competizioni. Una specie di morattismo estremo, con una dimensione però mondiale. Dimenticando che la quasi totalità dei giocatori degli altri tre club di Premier League approdati ai quarti sono arrivati da ‘normali’: giocatori di livello internazionale ma con il curriculum, quando sono stati presi, di Grygera, di Cambiasso, di Menez. Evra, Arbeloa, Sagna, Bosingwa, Vidic, Skrtel, Eduardo, Alex, arrivati rispettivamente da Monaco, Porto, Auxerre, Depor, Spartak Mosca, Zenit San Pietroburgo, Dinamo Zagabria, Santos (via PSV). Nessuno di questi contattato in mezzo alla strada, mentre aspettava l’autobus: tutti giocatori di livello medio o medio-alto, quando sono stati presi, ma alla portata all’epoca anche del Siena o del Lecce. E non apriamo nemmeno il discorso su chi è cresciuto in casa, causa nascita, o è arrivato da lontano ma da minorenne: Clichy, Bendtner, Scholes, Giggs, Gerrard, Carragher, eccetera. Non è un caso la citazione solo di giocatori scesi in campo negli ultimi due giorni…L’eccezione è come abbiamo detto il Chelsea, che però da qualche anno ha cambiato politica: fra poco l’esplosione dei vari Taiwo, Hutchinson, Sawyer, Woods (solo per citare quelli noti agli scout italiani) e dei ragazzi in prestito (il più famoso è Ben Sahar) farà vedere anche il club di Stamford Bridge in un’altra prospettiva. Poi ci sono i supersoldi spesi per Rooney, Cristiano Ronaldo (relativamente: 18 milioni di euro del 2003, cioé mezzo Quaresma o due anni del contratto di Flamini), Fernando Torres o per giocatori normali alla Carrick, ma quello che bisogna ricordare è che la superiorità dei top club inglesi (in caso di traversa-gol di Ibrahimovic e di rigore segnato da Vucinic ovviamente gli editoriali sarebbero stati invertiti: ‘Una lezione ai ricchi’, ‘La vittoria della scuola italiana’, ‘I campioni del mondo siamo noi’, e cose del genere) risulta più evidente ragionando sul lungo periodo. Dove investimenti enormi, mirati in parte sul presente ed in parte sul futuro della prima squadra, si scontrano con altri investimenti enormi però quasi tutti basati sul presente: questo al di là delle note eccezioni (Santon, Balotelli, Giovinco, Marchisio) e del dibattito sulle singole scelte, dove valutazioni tecniche si mescolano a convenienza personale quando non direttamente a furti. Non è escluso che nei prossimi anni un’italiana vinca la Champions, con qualche episodio che giri bene, e che il livello medio delle prime squadre si avvicini grazie allo sceicco (anche italiano) di turno, ma la differenza di prospettiva rimarrà. Crescita graduale più investimento per il fenomeno contro colpi di mercato: possono vincere anche i colpi di mercato, è successo tante volte, ma quando si perde (cioè quasi sempre, essendo il vincitore uno) rimane poco o niente.
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  1. Ma perchè, l’avanti fischiato a Marcato 30 secondi dopo uno apocalittico perdonato al Galles?! Lasciamo perdere va’, finchè sti arbitri porteranno baffettini, sfumatura alta e riporto brillantinato…

  2. Ho visto solo io un fuorigioco monumentale sulla seconda meta gallese? Meno male che oggi mi consola doppiamente il calcio…

  3. @Italo: certo che mi piace anche il blues, vengo da lì!… SRV me lo sono consumato sul vinile (passai ai CD per quello…), suono sempre la versione boogie di Prid&Joy al piano!…Anche del blues ascolto tutto, da W.C. Handy fino a Robert Cray. Poi, ovviamente, ho una preferenza per i pianisti: Memphis Slim, Lafayette Leake, Otis Spann, etc…p.s.: peccato ti stiano sulle balle i francesi, però io ti consiglio Fabrice Eulry (il più grande pianista di boogie e stride piano al mondo) e Julien Brunetaud (uno dei più grandi pianisti blues europei). @Jeremy: poche illusioni, se i francesi batteranno l'Inghilterra arriveranno contro l'Italia in corsa per la vittoria e per nulla disposti a sottovalutarci, farsi prendere di sorpresa e concederci ilusioni come il Galles… 😉

  4. @JeremyCondivido e approvo il francesismo al quadrato.La loro grandeur del cazzo, tanto per rafforzare il concettoItalo

  5. Niente da dire sulla partita dell’Italrugby, anche se i limiti sono i soliti. Si avvicina il forchettone anche se inchiappettare i francesi sarebbe una figata assurda. Noblesse oblige….

  6. @DaneEra solo una battuta, just a joke.Vista la tua conoscenza enciclopedica del jazz e i tuoi incontri con gli attori protagonisti, la seconda frase era solo rafforzativa della prima. Ti piace anche il blues? Io ho un amore devastante per SRV e il blues bianco. Da giovane ho suonato la batteria e poi sono passato alla chitarra.Che rabbia l apartita di rugby, sul 15 a 13, la difesa è durata 1 minuto.Italo

  7. Nella storia moderna la questione monetaria giustifica qualsiasi atteggiamento.Senza addentrarci nel capitolo signoraggio:le banche centrali hanno il vero potere potere, politico e finanziario.In quel momento storico la Francia chiedeva oro,restituendo i dollari.Kennedy capì che avrebbe dovuto smontare il meccanismo creato dalla Federal Reserve.Che decise di preservarsi usando le maniere forti. Con le pallottole…La storia sul ritiro delle truppe in Vietnam è una leggenda…

  8. Eh, Simone potresti spiegare meglio anche ad un ignorante come me?!…come ho detto mi districo più agevolmente tra scale blues, inversioni di 6/9 e accordi tritonici… :-DSarà per la trance agonistica di Italia-Galles (Marcatooooo!!!!!…..ma come cazzo si fa a sbagliare un drop così?!….ma chi t’allena a te, Topo Gigio?!…) ma non c’ho capito niente… 😛

  9. La teoria più suggestiva sull’omicidio di JFK: qualche mese prima di Dallas autorizzò il Ministero del Tesoro ad emettere dollari con la scritta “United States Note”.Dopo l’assassinio la Federal Reserve,come niente fosse, li sostituì con i suoi.Il discorso che noi europei possiamo fare riguardo la Banca Centrale viene elevato alla massima potenza per gli americani:la Federal è registrata a Puerto Rico…

  10. Ehm…..Italo, stavolta mi sfugge la battuta…non riesco a capirla…comunque no, finchè si tratta di dare un opinione personale su un jazzista ci arrivo, ma sui complotti stile Kennedy o Ustica non sono molto ferrato. La mia opinione è che noi comuni mortali non sapremo mai la verità, possiamo solo farci un’idea in base a quei pochi fatti che abbiamo in mano.Almeno finchè la verità non ce la racconta Cossiga…

  11. @DaneDane, hai viaggiiato, per caso, nella quinta dimensione trovando un buco nello spazio temporale?Conosci, per caso, anche la verità su Kennedy?CiaoItalo

  12. @Clinter: hai ragione su tutto ovviamente, prendendo Omero alla lettera. Mi sembrava più centrata come similitudine dire che i guai li avesse creati a Troia, ai quali il Pelìde ne inferse ben di più.No problem, come non detto… ;-)@Italo Muti: ragazzi, non mi solleticate col Jazz perchè vi tengo qua tre giorni occupando mezzo blog!…fra un po’ facciamo una rubrica “Come suonava tizio” tipo quelle del Direttore.Dunque, venendo alle risposte, Brubeck ha nel jazz un’importanza storica perchè secondo me è stato il precursore di quello stile dei bianchi che poi si ritroverà nei vari Bill Evans, Chick Corea, Petrucciani e così via. A differenza di Gerswin e dei protagonisti dell’era Swing, lui infatti non suonava musica bianca sporcandola di jazz ma suonava jazz sporcandola di musica bianca. L’ho capito quando ho avuto la fortuna di incontrarlo e scambiare 4 chiacchiere con lui.L’avevo sempre visto come un genio per il progetto che aveva messo in piedi ma limitato dal punto di vista virtuosistico (i suoi assoli erano piuttosto lineari): un genio quindi che reputavo più teorico e cerebrale che non artistico. Mentre quando l’ho visto dal vivo ho scoperto che in realtà lui sapeva suonare tutto: dallo shuffle-blues dei campi di cotone fino al freejazz. Ho ancora i brividi per la versione di Saint Louis Blues che mi suonò in faccia: in stile stride-piano, raddoppiando il tempo a metà assolo e poi trasformandolo in boogie. Una pietra angolare della storia del jazz, supportata da una preparazione tecnica che non gli riconoscevo. Sembrava seguire il quartetto come un anonimo accompagnatore e invece lo piegava al suo progetto: calcisticamente direi un Hidekguti, che sembrava dovesse sta là ad aspettare la palla e invece era lui che faceva girare l’ingranaggio…Benny Goodman è stato uno dei protagonisti dell’era Swing, e come quasi tutti i suoi compagni di viaggio è stato un grande esecutore limitatamente all’ambito che si era scelto: bravissimo a solleticare le corde col suo swing e la sua intepretazione, ma senza andare oltre la superficie dell’espressione (è il limite dell’intero movimento dello swing del resto). Suono vellutatissimo (al limite dello stucchevole) ma privo di virtuosismo.Azzarderei un paragone con Alberto Sordi, bravissimo a recitare la parte del romanaccio (voto 10), normalmente detto “generone”, molto limitato fuori dal clichè (bocciato da Fellini nel provino per il film su Casanova: “Perdonami Alberto, ma non voglio fare il sequel del Marchese del Grillo!…”). Calcisticamente direi Bobby Charlton.Keith Jarret….bèh, che dire: Keith Jarret è Keith Jarret! Considerato il più grande genio del jazz moderno (forse esageratamente, però sicuramente tra i primi 5), lui rappresenta l’essenza stessa dell’artista: grandissima tecnica, grandissimo genio, grandissima fantasia, grandissima originalità stilistica che lo contraddistingue (impossibile non riconoscere un suo pezzo ascoltandolo. Forse solo Coltrane e Monk avevano uno stile così riconoscibile…) e grandissimo orizzonte mentale.Quando lo incontrai mi disse “bèh, hai le mani piccole, devi esercitarti di più come ho fatto io, se non riusciremmo a fare quello che fanno gli altri…”Io restai basito e poi risposi “ah, ma guardi che tanto io suono solo per hobby, il mio lavoro è un altro ed ho quasi 30 anni ormai. Mica posso pensare di iniziare una carriera artistica ora…” e lui “E perchè?!””Ma perchè uno deve cominciare prima, non esiste un jazzista che fino a 30 anni suonava per hobby e non fosse già conosciuto dal grande pubblico…””appunto, potresti essere il primo. Pensa, uno sconosciuto arriva a 30 anni, non lo conosce nessuno, strabilia tutti per poi fargli dire “ma dov’è stato fin’ora questo?”…..io ci proverei anche solo per questo…..pensa se fino adesso avessi suonato in cantina: arriverei qua stasera che nessuno mi conosce e farei vedere la mia musica….(al sol pensiero mi vengono i brividi: pensa, vai in un locale e ti becchi sul palco uno che suona come Keith Jarret…solo che lui “è” Keith Jarret…..solo che tu non sai chi è Keith Jarret!!! N.d.A.) non mi è piaciuto far qualcosa che avessero fatto gli altri, ho sempre voluto meravigliare tutti con cose nuove…” (e sti cazzi!… N.d.A.)Immenso, aveva ragione Freud: parte tutto dal cervello, è lì che sta gente è avanti a tutti.Calcisticamente…..Maradona. @Jeremy: ah, Petrucciani un grandissimo. Nel jazz moderno sicuramente tra i più grandi pianisti in assoluto, lungo quel filo che lega i pianisti bianchi da Brubeck a Brad Mehldau passando per Bill Evans, Lenny Tristano, Chick Corea, etc…Petrucciani fantastico per il suo stile personale e originale (come Jarret) che riprendeva un po’ le atmosfere rarefatte di Bill Evans (il mio preferito in assoluto) con un po’ di misticismo fiabesco in meno ma un po’ di tensione in più. Per tutti questi motivi l’ho sempre preferito in piano-solo, piuttosto che in trio, perchè in piano-solo rendevano di più le sue scomposizioni ritmiche ed il suo floating malinconico.E’ andato oltri i limiti impostigli dalla malattia, che forse ha esaltato la sua sensibilità e la sua energia (avendo le dita cartilaginee se le fratturava spesso, ma più i medici lo fermavano più lui suonava con più pathos). Calcisticamente Garrincha…

  13. Dane, io mi ricordo: Cantami, o musa, l’ira funesta del pelide Achille, che infiniti guai addusse agli Achei. Guai che egli addusse ai suoi commilitoni, astenendosi dal combattere al loro fianco contro i Troiani. Si astenne perchè offeso con Agamennone che gli aveva sottratto la troiana Briseide. Il nostro amava Patroclo, ma gradiva pure la pelouse. Solo la morte dell’amico, mi pare, lo indusse a procurare guai anche ai Troiani. Sono una bestia patentata, ma non farmi più Mourinho di quel che sono. Torno a leggere il resto dei post.

  14. @Italo: scusami tu, la mia risposta era per Jeremy, Jarrett l’ho citato per riflesso condizionato (visto che la domanda l’hai posta a Dane, ho atteso che rispondesse lui)

  15. @jeremy aveva un tocco dolcissimo, grande umanità, con i problemi che aveva@gareth la mia era una richiesta solo tecnica e di apparentamento calcistico, scusami tanto

  16. Ho visto Petrucciani dal vivo a metà degli anni ’90, concerto gratuito a Piazza Santo Stefano: un’emozione così chi se la scorda più… altro che Jarrett…

  17. Mio fratello esce pazzo per Michel Petrucciani: come lo inquadrate?

  18. @dane come vedi Brubek. Benny Goodman e Keith Jarret.Su Mozart dono d’sccordo con te, il concerto per clarinetto, specialmente il quarto movimento, sono immensi.Italo

  19. @Camaptelli: sì, sì, tranquillo: battuta contro battuta… ;-)@Gareth: Sala un grande, ho usato l’esempio di Beckenbauer per dire che Miller è teoricamente un gregario come potrebbe essere un difensore, ma che come il tedesco in realtà ha un peso che etc… ;-)p.s.: ecco, diciamo che Kakà è Mozart o Duke Ellington e Messi è Chopin o Bud Powell, così ci capiamo… :-D@Massimo: quoto il discorso di Di Canio. E’ come la storia del doping del ciclismo: sappiamo che i ciclisti si dopano perchè li controllano, li beccano e li squalificano. Nel calcio non succede.La stessa cosa tra calciatori inglesi (tutti ubriaconi) e calciatori italiani (tutti bravi padri di famiglia, come potrebbe testimoniare Fabrizio Corona…)…

  20. Leggo ora l’intervista a Di Canio: “…Noi ci siamo fatti un’idea sbagliata dei giocatori inglesi perché leggiamo che si picchiano nei pub, vanno in prigione, si ubriacano. E non ci rendiamo conto che questo succede proprio perché loro sono come tutti gli altri e se sbagliano pagano, non ci sono privilegi…”.Esemplare.Non mi vergogno a dire che, fino adesso, li ho guardati con superiorità e invece sono qualche spanna sopra di noi (Direttore, con tutti i soldi che hai speso per farmi studiare! :)).

  21. Dane, ti concedo il Beckenbauer (anche se Claudio Sala nella sua categoria era un grande), è che io sono un appassionato di jazz più che di musica orchestrale in generale, per cui nella mia classifica di preferenze personali il distacco è netto. Anche se il film biografico su Glenn Miller con James Stewart protagonista (A String of Pearls?) resta una delle cose più gustose che io abbia visto al cinema!

  22. Gareth, hai ragione: ho scritto Woody Herman ma in realtà volevo scrivere Paul Desmond…Sto masterizzando alcune rare chicche per amici e sono andato in confusione coi nomi… :-Pp.s.: non sono d’accordo col parallelo Sala-Miller. Come jazzista forse no, ma come direttore d’orchestra sui generis Miller è stato veramente un grandissimo. Pochi nella storia sono riusciti a piegare un collettivo al proprio progetto dandogli uno stile così personale. La similitudine giusta forse è con Beckenbauer, che sfido chiunque a definire solo “un difensore”….

  23. Si Dane, hai ragione…anche nel momento in cui si inventerà una fonte alternativa, ci sarà, come è sempre stato, il ricco di turno…La mia era una battuta ma comunque il concetto si è capito…Prima o poi finirà anche il petrolio…alcuni sostengono tra 50 anni…bene, se ad oggi, 13/3/09 dovessi scommettere su quale evento dei 2 si verificherà prima tra l’esaurimento dell’oro nero o la Coppa Campioni all’Inter, non avrei certamente dubbi su cosa puntare 😀

  24. Dane, veramente hai citato un grande solista (Charlie Rouse) e tre compositori/arrangiatori/direttori d’orchestra (Woody Herman, Duke Ellington e Glenn Miller, che però è come dire Schiaffino, Di Stéfano e Claudio Sala). Qualcosa non va nelle tue metafore oggi. Ah sì certo, adoro farti le pulci!

  25. Un paio di annotazioni dalla perfida:1) I soldi certo contano, ma Man U, Arsenal e Liverpool hanno manager da tanto tempo, che hanno un potere decisionale quasi assoluto sulle loro squadre. Quindi se comprano giocatori che non vanno o perdono partite, la colpa e’ solo loro (non di Galliai o Moratti, per esempio). Questo aggiunge pressione e fa in modo che loro diventino migliori. Questo si vede nelle loro squadre. 2) Perche’ hanno le rose ampie i giocatori sono constantemente in competizione con altri nel loro ruolo – sono pochissimi gli intoccabili: Gerrard, Ronaldo, Fabergas, cioe’ i giocatori che da soli possono fare la differenza. Carrick e’ in competizione con Hargreaves per un posto: sono due nazionali inglesi: se uno dei due si lamenta perche’ gioca poco verra’ venduto immediatamente. (Altri emepi: Berbatov con Tevez, Giggs con Park etc.). 3) Ferguson si e’ incazzato (publicamente) con Giggs e Scholes perche’ hanno sbagliato troppi passaggi. V’immaginate Ancelloti incazzarsi con Maldini o lo Specialone con Zanetti dopo aver passato il turno con (diciamolo) troppi patemi, ma senza troppa difficolta’. 4) Ma se lo Mourinho comprava Nani 18enne per 20 millioni o Walcott 16enne per 15 e questi per due anni facevano e giocavano molto poco, sarebbe un incompetente o uno special one? 5) I giocatori e manager delle squadre inglesi si aspettavano di passare il turno – gli Italiani lo dipingevano come un impresa. Infatti hanno vinto i favoriti. PS: i due tifosi del Chelasea accoltellati a Torinio meglio non parlarne… saranno stati Romani pure li’?

  26. @Campa: io spero che le macchine ad acqua non le inventino mai, così la gente sarà costretta a rinunciare all’automobile e non mi vedrò la privatizzazione delle fonti (se uno può comprarsi un pozzo petrolifero, può comprarsi anche una sorgente d’acqua…).@Clinter: ehm….veramente il Pelìde Achille ha dato più guai ai Troiani che agli Achei….

  27. Eltopo,non è per fare finta retorica.ma in tempi come quelli che stiamo attraversando, sapere che c’è qualcuno disposto a spendere 400 miliardi per vincere un trofeo, fa un pò pensare…Come se quest’anno non avesse speso 70 miliardi con i risultati che sappiamo…Ad un certo punto,constatati gli eventi, uno si rassegna e dice “Non sono buono a vincerla”…ma così sembra davvero un’ossessione…e poi le leggende metropolitane affermano che sono gli juventini ad averla la suddetta ossessione…

  28. @Cydella: mi dispiace usarti, ma sei un eloquente esempio di opinione che non condivido ma che rispetto perchè basata su fatti concreti. Abbi pazienza, è già molto…..@Straw: quindi, se ho capito bene, il modello del genio di Setubal (che in portoghese significa “casciabàl”, cacciaballe…) sarebbe il Bologna di Kenneth Anderson?! Me’ cojoni….@Eltopo: tu pensa che il Milan ha preso 17 pali in campionato. Immaginati se Tani o Angius osassero dire qua dentro “se quei pali entravano”….@Alenar: ognuno resta della sua. Sono d’accordo sull’irritazione di chi si concede solo alle grandi platee, ma a me pare addirittura banale notare che (anche se in quelle poche partite da Mondovisione, magari) gente come Zidane o Kakà abbia un peso che i pur grandi solisti come Messi o CRonaldo non hanno. Messi o CRonaldo hanno il peso di uno Shevchenko o di un Savicevic, mentre Zidane e Kakà sono come Mattheus e trasformano una squadra in una armata. A parità di capacità di essere decisivo, Kakà gioca in 80 metri di campo, Messi in 30: Kakà può fare il Messi (lo ha fatto nell’ultima Champions vinta), ma Messi non può fare il Kakà (te lo vedi nel centrocampo a rombo?!…).L’ho detto, è la differenza tra un solista ed un orchestra, tra Charlie Rouse o Woody Herman e Duke Ellington o Glenn Miller.La quantità e la continuità contano fino ad un certo punto (e per Kakà ho già detto che è un falso mito): Nanni Moretti ha fatto tutti film da 7, Woody Allen ne ha fatti da 4 e da 10. Chi passerà alla storia, secondo te?!…

  29. campascusa, ma questa è di pura invidia..

  30. Stamane su Repubblica ho visto solo il titolo della notizia, ma nemmeno mi sono soffermato a leggere perchè avevo fatto colazione da 5 minuti ed era un peccato “rimettere” quanto mangiato.Faceva più o men così “Moratti ha pronti 200 milioni per rinforzarsi e vincere la Champions”200 milioni??Ma non fa prima a dare un tot di milioni per ogni squadra partecipante alla Champions con la promessa in cambio che nessuna possa gareggiare seriamente??Penso che questo sia l’unico modo di vincerla la Coppa per l’Inter…Quando uno sente queste notizie è difficile poi non nutrire la speranza di leggere un giorno su internet la notizia “Hanno inventato le macchine ad acqua”…così sarebbe bello vedere con quali soldi farebbe eventualmente le mosse di mercato…

  31. Ivan spunto interessante. Perchè da noi ogni anno c’è un’ecatombe di infortuni?

  32. Oddio oddio oddio oddio!!Che fine ha fatto Lantignotti??? Comunque Ivan mica si crocefigge Cambiasso semplicemente non è lui che ti cambia le cose. Ovviamente in un centrocampo completo lui è l’unico che deve restare al 110%.

  33. Aggiungo. Finitela con Cambiasso, gioca da solo in un centrocampo di nani. In squadre con centrocampo di livello internazionale sarebbe stellare. Qui da noi deve fare il libero, il metodista, l’assist-man e concludere pure a rete. Zio bono fra un po’ vale Lantignotti.

  34. Un altra cosa importante che non stiamo tenendo in considerazione è il fatto che i nostri 3 club sono arrivati a pezzi al culmine della stagione. Un sacco fuori uso e parecchia gente che ha giocato non potendo giocare (nedved, smauel, pizarro). Possibile che nessuno intenda rivedere il piano di allenamento e ritiri vari? Ok anche l’Arsenal aveva fuori due BIG ma gli altri erano sani, la Roma dal punto di vista atletico è scandalosa. Cicinho han detto che era rotto, poi l’hanno rimandato in campo e alla fine si è rotto davvero. Ma è una cosa normale? Non credo. Sulla rosa dell’Inter non c’è molto da filosofeggiare, Mourinho è stato chiaro. O si comprano 3-4 fenomeni o portiamo giovani promettenti (come lo sono Balotelli, Santon, Biabiany e Acuqafresca) e li facciamo crescere come ha fatto il Man U (Mou mi hai copiato lo dissi io mesi fa su queste pagine). E per giovani promettenti non s’intende Aquilani di 25 anni a cui dare 4-5 milioni all’anno per giocare 12 partite…

  35. Bell’intervista, molto reale anche se non sono d’accordo su Mourinho: a livello manageriale sara bravissimo ma a livello del “terreno di gioco” ha fatto danni.

  36. Scusate ragazzi,di solito non intervengo nelle discussioni di calcio, mi intrometto in punta di piedi ed esco subito, promesso.Per vincere la CH. L. bisogna avere almeno due fuoriclasse veri, una spina dorsale buona se non ottima, andare in forma al momento giusto e un pò di fortuna. Secondo voi l’Inter ha tutti questi parametri?Se osservate in dettaglio il Milan che ha vinto la Ch. L o la Coppa campioni, li aveva tutti. Leggere l’intervista a Di Canio sul Giornale di oggi è piuttosto indicativo.Scusate l’intrusioneItalo

  37. beh ma quelli cyd sono beati cazzi vostri. se non vi accorgete che vincere nel campionato italiano attuale non e’ un grosso indicatore di competitivita’ levatevi il parmacotto dagli occhi!




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