Web Madness

di Stefano Olivari

Da quando i migliori liceali sono passati direttamente nella NBA in modo sistematico (da Kevin Garnett 1995 in poi, quindi, anche se per la storia il primo fu il ‘maledetto’ Reggie Harding nel 1962) la NCAA ha perso molto, più a livello tecnico che mediatico. E nemmeno il minimo di età di ingresso NBA (operativo dal draft 2006, quello di Bargnani prima scelta assoluta) ha migliorato le cose, generando ‘one and done’ a volte offensivi per quanto e come sono annunciati in anticipo. Quindi esultiamo per ogni segnale di attaccamento a questo basket dove non si arriva a partita già iniziata ma dove nemmeno ci sono gli ultras. L’ultimo si questi segnali arriva da CBSSports.com, il sito sportivo della CBS, che ha venduto spazi pubblicitari per 30 milioni di dollari per il suo imminente (si parte il 19 marzo) ed imperdibile March Madness On Demand, il 20% in più rispetto a quanto raccolto per l’edizione 2008. Fra i main sponsor ovviamente non il pizzicagnolo ma la AT&T, la Coca Cola e la Pontiac, mentre quelli minori (con varie denominazioni, metodo anche italiano per massimizzare le vendite) sono quasi 40. Un risultato clamoroso, in un periodo di recessione vera. Per dire quanto viviamo lontani, ribadiamo che si tratta di pubblicità per una sezione di un sito web che ovviamente è visitata solo tre settimane l’anno. Facile ipotizzare che saranno superati i 4 milioni e 700 mila utenti unici (fra cui noi, fra un collo di bottiglia e l’altro: l’iscrizione è gratuita) dell’anno scorso per le 64 partite del torneo. Sul sito tutte le novità tecniche di quest’anno, per appassionati e maniaci: in parole povere la più grossa dovrebbe essere l’eliminazione della terribile ‘waiting room’, vera sala d’aspetto per il Paradiso.
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  1. @Simone: mais oui, bien sur!… ;-)@Jeremy: via Torino, ma me la son gufata perchè forse per motivi di lavoro devo marcare visita!… 😦

  2. Da domani inizia il lavaggio del cervello della mia ragazza….

  3. La Freccia è il 22 Aprile.La Roubaix,prima o poi,vorrei viverla dal velodromo.Dane si è sparato la Rubè amatori?

  4. Sto gia programmando di fare le ore piccole e venire a beccarti all’alba! Da dove partite?

  5. Ah, il Fiandre è magnifico per l’atmosfera ma la Parigi-Roubaix è ancora più da brividi perchè sembra sempre di esser tornati indietro nel tempo. Se poi hai la fortuna di riuscire a correrla, l’adrenalina corrode il cervello…p.s.: Jeremy, il 15 facciamo la Milano-Torino in fissa, sei pronto?!… 😀

  6. Simo, il diluvio no ma una pioggerella fine (tipicamente belga: che fastidio immane!!!)fa atmosfera. Quando è la Freccia quest’anno?

  7. Beh,son tre passaggi in 4 ore:se non diluvia è un giorno divertente…Pensa che,prima dell’arrivo sul muro,arrivavano a Huy e si pappavano la salita anche quattro volte.Nel 1983,vinse Hinault,beccarono talmente tanta neve che,con l’eccezione dei primissimi,molti scesero a piedi…

  8. In Vallonia a La Louviere. Huy non è lontanissimo (mi pare 100 km).

  9. Vai nelle Fiandre o in Vallonia?

  10. Simo: 1) non beve (mistero vero in Belgio…); 2) non sono così bieco e malvagio (insomma…). Credo che opterò per la 3.

  11. Dipende dall’avvenimento. Il Fiandre blocca il Belgio per un dì intero…la Freccia è un rito pagano consumato unicamente sul muro di Huy.Soluzioni:1.Portala in un pub e alla terza birra abbandonala al suo destino!?2.La accompagni in cima a Huy;chiedi al tipo con la foca nel giardino di sequestrarla per un pomeriggio.3.Acquista,da autentico paraculo,un regalo che possa “comprare” la sua complicità.

  12. Quando mi nomini i muri del Belgio mi viene da piangere: la mia ragazza non mi ci vuole portare e io sono disperato. Devo rubarle la macchina secondo te e scappare di notte?

  13. Rimane sempre e comunque un rito unico nel mondo dello sport.E’ basato sull’appartenenza a una tribù ma applicato con concetti alieni alla nostra subcultura pallonara.Vedere tutta quella partecipazione fa bene al cuore,più o meno come i muri di folla in Belgio al Fiandre o alla Doyenne…Il livello tecnico è in picchiata, per i motivi noti a tutti;vorrei aggiungerne un altro: la progressiva trasformazione dell’allenatore,da maestro a reclutatore. Il coach Ncaa ormai è più importante come incantatore di serpenti(cioè mammina,fratelloni,posse)piuttosto che come insegnante di basket…




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