Andrej sulla fascia

di Stefano Olivari

Ricordo fiorentino di Zoleddu, quell’Andrej Kanchelskis che arrivò in Italia nel gennaio 1997 come uno dei grandi colpi di Cecchi Gori e ripartì un anno e mezzo dopo per ritrovare (solo in minima parte) se stesso nei Rangers. L’ala destra russa (ma di origini ucraine), era uno straordinario atleta che si era formato nella sua Kirovograd prima di passare per la Dinamo Kiev di Lobanovski e conoscere i suoi giorni di gloria nel primo Manchester United vincente di Alex Ferguson: quello di Cantona, di Mark Hughes, di Ince, di un giovanissimo Giggs e con in panchina ragazzini come i Neville, Scholes, Butt e ovviamente Beckham. Poi il litigio con Ferguson, la cessione all’Everton di Joe Royle ed il precoce declino fra un infortunio e l’altro. In viola, nella squadra di Toldo, Rui Costa e Batistuta (come allenatori ebbe per sei mesi Ranieri e per un anno Malesani), fece cose discrete nelle rare volte in cui fu al massimo della forma, ma il meglio l’aveva già dato. Varie fermate di fine carriera, con chiusura in sordina due stagioni fa, a 38 anni, nel Krylia Sovetov di Samara. Carriera dirigenziale iniziata praticamente subito, come direttore generale del Nosta di Novotroitsk, squadra di Prima Divisione (cioé serie B) russa: non è stato necessario un grande lavoro di ricerca, perché qualche settimana fa le agenzie riportavano sue dichiarazioni contro il doppio incarico di Hiddink. Una posizione forse non del tutto disinteressata, se è vero quello che abbiamo letto oggi: cioè dell’ipotesi Advocaat (ora sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo) per la nazionale russa nel caso Hiddink decida di concentrarsi solo sul Chelsea. Con Advocaat, suo allenatore per tre anni a Glasgow, Kanchelskis ha un grandissimo rapporto e inoltre l’ex ala non ha mai fatto mistero di voler lavorare per la federazione a Mosca. Per il momento è comunque nell’oblast di Orenburg.

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  1. Paolo S

    Stefano, invece mi piacerebbe sapere di più su un atleta che è al centro di una campagna della Dirk Bikkembergs (e suppongo del suo agente) ma tuttavia ben difficilemnte vedremo in Serie A (se non a Cialtronia). Parlo di quel 30enneo definito cialtronicamente dai giornali e dalle tv italiane come “calciatore” (con tanto di didascalia relativa!) di cui stanno riempendo le colonne e gli spazi dei loro tg (d’altronde è una notiziona). Il “calciatore” in questione si chiama Andrea Vasa che, guarda caso, la settimana scorsa ha debuttato in panchina (!!!) nel, guarda caso, Brera FC, compagine stra-ultima nel torneo di Eccellenza Lombarda…

  2. zoleddu

    grazie stefano. ottima anche la foto..dove l’hai trovata?

  3. Federico Casotti

    Ramzi ha fatto una dignitosa carriera in Olanda, arrivò a giocare pure nel PSV. Era un marocchino d’estrazione borghese, perchè suo padre aveva in patria un concessionario di auto di lusso…Di Lee Sharpe (peraltro arrivato a Genova abbondantemente bollito) tempo fa lessi di un finale di carriera nel campionato islandese, e nemmeno nel leggendario Valur…

  4. paolo

    vorrei non ci si dimenticasse di Lee Sharpe, asso del Manchester United (che allora se non erro sulle maglie aveva proprio la scritta Sharp), ma invisibile nella Samp… Stefano puoi fare qualcosa???

  5. Vincenzo

    non so se l’ho gia’ citato, ma zizi roberts?

  6. Mat

    Si è HazemEman, ecco l’articolo sull’episodo a cui facevo riferimento, solo ricordavo male non ha segnato ma ha ispirato il gol Zico delle piramidi

  7. Igor Vazzaz

    Verissimo, lo “Zico delle Piramidi” (ognuno ha i soprannomi non che si merita, ma che gli appioppano…) andò prima in Olanda per poi tornare in patria, credo nel maggior club nazionale.Non era male, ma non riuscì, dicono, ad abituarsi all’alimentazione e ai ritmi del calcio europeo; però nell’andata di Uefa contro l’Ajax, ad Amsterdam, Zac lo spedì in campo nel secondo tempo al posto di Paolino Poggi.L’episodio cui si riferisce Mat dovrebbe essere un Perugia-Udinese: dopo l’ingresso di Emam vi fu un’espulsione e Zac decise di sacrificarlo.Ramzi invece era marocchino, arrivò a Udine nel ’97, con Jorgensen, Johan Walem e un africano di nome Fernandez ma, al contrario di quest’ultimo, non ha mai toccato il campo in A. Pare fosse un dribblomane un po’ caratteriale e la società lo mandò in Olanda, dove ha fatto una discreta carriera.

  8. L.Ferrari

    Hazem Emam dopo essere stato in prestito al de Graafschap è tornato in Egitto (info tratte da “Tuttomercatoweb”)

  9. Vincenzo

    no ramzi era marocchino (grazie wiki), potrebbe essere Enan o qualcosa del genere (non lo trovo pero’), mi ricordo il fantastico soprannome di “zico delle piramidi”.

  10. Mat

    qualcuno ricorda il nome di quell’egiziano dell’udinese che entrato in campo per il suo debutto in serie A è stato sostituito dopo 5 minuti.La partita dopo segnò un gol seguito che gli ha procurato un servizio personale sul telegiornale della rai.Dopo è scomparso

  11. cholo

    Ricordo un Inter-Fiorentina 3-2 con un grande Andrej fino a quando Taribo West, con un’entrata in scivolata all’altezza della panchina viola, lo travolse costringendolo al cambio per infortunio.




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