Tanta fiducia nel Brescia

di Carlo Tecce

Martedì sera, turno infrasettimanale, serie B. Un giorno prima della coppa Uefa, sette dagli ottavi della Champions. Una partita anonima con risultato prevedibile, quote modeste e abbordabili. Nella complessità della serie B, sempre sgusciante per gli allibratori, Brescia-Ancona era un evento chiaro e poco interessante. Eppure, senza distinzioni di agenzie, le società di scommesse hanno registrato importi eccessivi sulla vittoria dei lombardi, sull’1 finale (pagato mediamente 1,65) e sull’1/1 primo e secondo tempo. La quota sull’1 è drasticamente scesa nel pomeriggio, sino all’appiattimento totale, sotto l’1,50; poi alcune agenzie hanno bloccato le puntate sulle scommesse collaterali: gol/nogol, pari/dispari, handicap. Una squadra di vertice, che aveva racimolato un pareggio in tre turni, contro una squadra di media classifica dal pessimo rendimento esterno. Brescia-Ancona è la classica partita che può farti saltare una bolletta, che contribuisce poco alla vincita. E’ un rischio da non correre. L’hanno corso, convinti, gli scommettitori che su Betfair hanno giocato 500mila euro sull’1. Una sproporzione enorme rispetto agli altri dieci incontri della serata. Una società che opera solo su internet, per l’1 del Brescia, ha ricevuto 50mila euro contro i 7mila per Rimini-Piacenza, seconda per numero di scommesse. Brescia-Ancona, sul campo, è stato un secco 3-0, senza patemi, con le reti ben distribuite e tutt’altro che sofferte: 11 angoli a 1 per la squadra di Sonetti, gol annullato a Tognozzi al 12′, traversa e poi vantaggio di Okaka al 32′, raddoppia Tognozzi al 72′, chiude Baronio all’86’. La strana fiducia degli scommettitori nel Brescia arriva a sette giorni dalle lettere minatorie ai portieri di Empoli, Treviso, Ascoli e Piacenza e alla conseguente inchiesta della Procura Federale. Si teme per le scommesse, quelle illegali. Come gli anni 80. Quando dalle lettere si passò al primo scandalo del calcio italiano.
(per gentile concessione dell’autore, fonte: L’Unità di oggi)
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  1. Simone

    Il calcio in Italia è osceno. Ob scenum ovvero “fuori scena”: è deciso in un altro luogo, lontanissimo dallo stadio, spazio invece eletto alla rappresentazione per il pubblico.E’istruttivo perchè distruttivo: della verità,innanzi tutto.




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