Magari con lui e Baggio

di Stefano Olivari

Strepitoso retroscena genere ‘Sliding Doors’ rivelato dal Corriere dello Sport alla vigilia del Fiorentina-Ajax di stasera, con tanto di pre-contratto pubblicato. In estrema sintesi: nella primavera del 1986 il direttore generale della Fiorentina Claudio Nassi aveva di fatto ingaggiato come centravanti, da mettere a disposizione di Agroppi, l’attuale allenatore degli olandesi. In realtà Nassi racconta di avere prima concluso l’accordo per Wim Kieft, olandese all’epoca al Pisa e con gli stessi procuratori del giovane Marco van Basten. Poi una videocassetta e l’osservazione personale l’avevano convinto a puntare sul ventiduenne fenomeno, il cui cartellino secondo Nassi era dell’Interpro (la società di management di Apollonius Konijnenburg, Piet Keizer, proprio il Keizer del grande Ajax, e Cor Coster, cioé il suocero miliardario di Cruijff) che lo avrebbe formalmente ‘rigirato’ in prestito all’Ajax. L’Interpro si impegnò a cederlo il primo luglio alla Fiorentina per 4,2 miliardi di lire, con un contratto per Van Basten da 600 milioni a stagione. Ma prima dell’estate in casa viola accadde di tutto, con dissidi nella famiglia Pontello (dopo le dimissioni del conte Ranieri sarebbe diventato presidente Pier Cesare Baretti, ex direttore di Tuttosport ed ex direttore generale della Lega) e Nassi che se ne andò. L’opzione non venne esercitata e un anno dopo Van Basten andò al Milan, che lo pagò praticamente le stesse cifre pattuite per la Fiorentina (il nero, poi patteggiato nel terzo millennio, sarebbe arrivato qualche stagione più tardi). In realtà qualcosa nel racconto di Nassi non torna, perché Van Basten non smise mai di essere di proprietà dell’Ajax: la Interpro aveva solo la sua procura ed infatti a trasferimento rossonero avvenuto intascò il suo simpatico 10% di mediazione. La storia del genere ‘What If’ però è esaltante, oltre che inserita nello statuto del nostro bar. Il cammino del Milan di Berlusconi forse non sarebbe cambiato tantissimo, almeno nella sua fase iniziale, se pensiamo che della prima stagione rossonera Van Basten ne saltò metà e l’attaccante scudetto fu Virdis. Ma di sicuro la storia della Fiorentina, con lui e Baggio (al di là del fatto che all’epoca fosse più dentro che fuori dagli ospedali), avrebbe preso una piega diversa. Va anche detto che con questo genere di racconti, basati su opzioni firmate con intermediari, si potrebbero riempire enciclopedie: Platini all’Inter, Maradona alla Juventus, eccetera. Il ‘manca solo la firma’ caro a chi si occupa di calciomercato non è in fin dei conti un dettaglio. Ah, e poi Kieft nell’estate 1986 passò al Torino di Moggi.
stefano@indiscreto.it
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  1. Dane

    Massimo, l’Uomo Ragno rischiò di finire al Milan ed anche al Napoli nell’anno che hai citato, ma Berti no: l’anno della voce fu precedente, e fu solo una bufala messa in giro dal procuratore per spingere l’Inter al rinnovo…

  2. mario

    @Massimo: sacrosanta verita’. pensate alla Juve con Stankovic e all’Inter con Quaresma titolare fisso.

  3. Massimo

    LORENZO: ebbene sì, rischiammo di prendere zenga, così come berti (1994) e materazzi (gennaio 2006). gli umori delle piazze contribuirono a far fallire queste operazioni.

  4. Lorenzo

    L’uomo ragno??? Che cavolo stai dicendo Massimo? (immaginatelo detto con la faccia imbronciata di Arnold)

  5. jeffbuckley

    Italo, vacanza in spagna nell’81. discoteca, una ragazza fa a un mio amico: Franco! Ca va…? risposta: Si adesso andiamo…

  6. Massimo

    e sempre nel 1986 (o 1987) un giocatore soprannominato come un supereroe rischiò di passare all’altra squadra della stessa città, ma desistette (anche) per il “contributo” degli ultras…

  7. Massimo

    ricordo il titolone della gazzetta! nel 1986 il milan voleva sostituire wilkins con cerezo, ma le condizioni fisiche del giocatore dissuasero la società. che andò alla samp e visse una seconda giovinezza… per fortuna l’anno dopo arrivò ancelotti: ritenuto bollito, si dimostrò affidabile.

  8. mario

    forse ricordo male, ma da qualche parte nella testa c’e’ un cassettino che si apre e mi si dice che Boniperti in qualche modo ebbe l’occasione di opzionare Van Basten ma se la lascio’ sfuggire …e sempre per il ciclo “What If”, e’ nota la mega-offerta sempre di Boniperti del post-Platini a Mantovani per Vialli-Mancini-Vierchowod-Mannini.Marchesi era convinto di trovarseli in ritiro estivo, ma poi Mantovani non vendette piu’…

  9. Dane

    Direttore, il solo pensiero di Van Basten tra le grinfie di Agroppi mi ha fatto venire i brividi… :-S

  10. Massimo

    STEFANO: Direttore, perchè non rendere “Sliding doors” una rubrica (semi)fissa?

  11. Massimo

    van basten… (sospiro)… e pensare che il primo obiettivo era rush… Sempre per la serie “sliding doors”: se nell’estate ’86 vialli avesse accettato il trasferimento -e/o fosse arrivato elkjaer (era quasi fatta, ma poi scoprirono che era gravemente infortunato e rimase hateley) -, non avremmo mai goduto della qualità del cigno di utrecht… a proposito di centravanti: ma se eto’o voleva un ingaggio enorme (più di kakà) già l’estate scorsa, quanto mai potrà chiedere se arrivasse a un anno dalla scadenza del contratto? per la politica del milan, a queste condizioni il suo ingaggio non è possibile.

  12. Italo Muti

    @jeremy Doveva girer l’angol…

  13. jeremy

    E ritrovarono Platini con una penna in mano vagare nelle vie adiacenti la stazione ferroviaria….. :-))))

  14. kalz

    Un “What if” elevato alla potenza resta quello di Anastasi. Quando ancora era del Varese, proprio mentre giocava un’amichevole con la maglia dell’Inter veniva firmato il suo trasferimneto alla Juve. p.s. Nota a margine. In quell’amichevole giocata con la maglia dell’Inter Pietruzzo segnò anche due gol

  15. Italo Muti

    @c ricordo benissimo, una gran botta di destro e tanti saluti agli schemi e al pressing. Talento puro.@stefano per quanto riguarda Platini all’Inter, mi ricordi di quando Beltrami voleva chiudere il contratto di acquisto dicendo a Michel “ci vediamo après la gare”, intendendo dopo la partita.Italo

  16. c

    mmm, vero è che van basten quasi mai giocò la sua prima stagione, ma è altrettanto vero che al suo rientro [quando alla rimonta sul napoli credevano solo i più matti della sud e ruud gullit], van basten mise la palla dell’uno a zero sull’empoli con una finta e tiro da fuori area che ricordo ancora adesso.in una di quelle giornate da milan di sacchi che domini e pressi ma non la butti dentro nemmeno se la partita finisce il giovedì.




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