Destro della Schiavone

di Stefano Olivari

1. Non è il primo ex campione, nemmeno restringendo il discorso all’Italia, ad arrivare ai vertici del suo sport (per quanto assurdo possa sembrare, il discorso riguarda anche il Franco Carraro di quasi mezzo secolo fa, nello sci nautico, senza andare per forza alla scherma o all’atletica) ma Dino Meneghin è senz’altro il più popolare di tutti. La vera novità della sua elezione alla presidenza della federbasket è in fondo questa, poi il suo lavoro andrà valutato sui risultati. La retorica giornalistica sui campioni da coinvolgere nella gestione dello sport è spesso da libro dei temi, ed anche vagamente offensiva per le migliaia di dirigenti a titolo gratuito che hanno un’idea dell’organizzazione sportiva più realistica di quella di chi era bravo a portare blocchi e prendere rimbalzi. Poi a parità di competenza meglio Meneghin di un oscuro cospiratore da corridoio. Ma appunto, a parità di competenza.
2. Un po’ come per la Nazionale. Troppo facile parlare male della RAI, azienda di tutti e di nessuno, piuttosto che di Mediaset o Sky che possono fartela pagare in vari modi (di solito riducendo la pubblicità: per questo anche su giornaloni si leggono recensioni entusiastiche a telefilm che guardano quattro gatti sul canale 2456 del decoder). Però…però non è possibile che nel 2009 il servizio sulla serie A del TG1 della domenica sera sia un susseguirsi di immagini scolorite e sgranate, da purissimi anni Settanta, o da facce ipercolorate (quella di Ranieri sembrava uscita da un forno) da tv color (99 canali! Che tenerezza quelle pubblicità…) di era preistorica. E non è possibile che, passando alla radio, in collegamento da Orleans l’inviata Rai alla Federation Cup descriva così le fasi decisive di un incontro: ”Destro della Schiavone, sinistro della Cornet…”. Dubitiamo che ci sia un secondo livello di lettura, come quando Gianni Clerici definiva destro e sinistro i due colpi da fondocampo di Monica Seles. Poi dentro l’azienda c’è di molto meglio (ci abboneremmo ad una pay tv con solo le telecronache di BragagnaMonetti, FioravantiSacchi, MascoloBonamico, Bizzotto, tanto per non citare altre persone validissime che però conosciamo di persona), generalizzare è sbagliato, ma negli errori c’è spesso una supponenza da ex monopolisti che è impossibile da disincrostare. L’Italia non è più quella di Campanile Sera o del maestro Manzi, ma in molte sue parti è sempre quella delle raccomandazioni.
3. Ammettiamo di esserci entusiasmati, ieri pomeriggio, quando arrivando al Palalido per Armani-Eldo Caserta abbiamo visto i botteghini chiusi con tanto di cartello ‘Palazzetto esaurito’. Non esiste solo il calcio (nemmeno nella città di Inter e Milan), finalmente la gente ha capito che contano i progetti e l’identificazione più delle vittorie (che si possono sempre rubare), e altri pensieri di simile spessore. Poi siamo entrati ed il tutto esaurito non c’era, anche se effettivamente ad occhio il 90% dell’impianto era pieno. Strategia di marketing? Induciamo la gente a credere che la quantità disponibile di un bene-servizio sia scarsa, così a questo bene-servizio verrà dato in futuro più valore. Magari più semplicemente qualche collo di bottiglia nella vendita dei biglietti, visto che dopo tempo immemorabile abbiamo visto i bagarini (rispettato il luogo comune: erano tutti napoletani) ad una partita di basket, oltretutto non di cartello.
4. Uno dei nostri tanti limiti è che non riusciamo farci piacere il rugby, proprio inteso come gioco: non abbiamo retto più di un minuto della partita a Twickenham contro l’Inghilterra, ma è colpa nostra. Però apprezziamo tutto quello che gli sta intorno, a partire da una cultura della sconfitta che non è solo teoria ma un comportamento concreto e ben visibile dopo le sconfitte stesse. L’addetto stampa della federtennis si è lamentato del trattamento mediatico riservato agli azzurri della racchetta paragonato a quello di altre discipline che ad alto livello collezionano solo disfatte, come appunto il rugby. C’è un fondo di verità in questo ragionamento, nel senso che molti inviati sul rugby ci ricordano quelli improvvisati per Tomba o Luna Rossa: entusiasmo da neofiti (magari ispirato da qualche sponsor) e senso critico vicino allo zero. Però è vero che una cultura non si applica per decreto: se un appassionato di tennis fin da bambino si sente dire, dagli addetti ai lavori e non al bar, che il numero 30 del mondo è uno sfigato poi da grande contesterà il Seppi della situazione che strappa ‘solo’ un set a Nadal.
(apuuntamento a domani, verso mezzogiorno)

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  1. Dane

    Gareth lascia perdere, il Muro ha il senso dell’umorismo di Capello e l’autoironia d Lippi. Appena vai oltre “gli argentini cattivi” e “i portoghesi leziosi” gli si impianta il sistema operativo e vanno in bluescreen…

  2. gareth

    Mascalzone, Dane ha riportato una battuta di un amico gallese nel fervore di una partita, mica ha fatto un trattato antropologico sugli Irlandesi (che peraltro a me sono simpaticissimi, quasi quanto i napoletani…)

  3. mascalzonepadano

    Lungi da me difendere il calcio, fare bella figura con lui ci vuole davvero poco. Resta il principio che quando la posta in palio è poca e ci sono 4 gatti vivere nel mondo dorato è facile, quando si imbarca la massa e la posta si alza cominciano i problemi x tutti. Il rugby non è lo sport dei migliori è uno sport e basta, e questo l’ho verificato + volte di persona.Tra l’altro non sono un giramondo ma l’Europa l’ho girata parecchio e non sono mai stato trattato così bene come in Irlanda. Forse fai confisione con gli inglesi.

  4. spike

    “Gli irlandesi sono i napoletani del rugby…” Ricordo molti contributi dati alla moderna civiltà da parte di napoletani, lo stesso dicasi per gli irlandesi. Non ne ricordo molti da parte di gallesi, ma forse voleva esser un complimento…

  5. Dane

    @Gareth: no, no, mi riferivo proprio all’Irlanda: fallo antisportivo di O’Driscoll (credo 2 o 3 anni fa), come sempre graziato dall’arbitro e dal giudice sportivo (a differenza dell’ “ebreo” Bergamauro..).E visto che hai simpatia per i gallesi, battuta di un mio amico gallese dopo le mie rimostranze sulla scorrettezza degli irlandesi (a Stringer un “devi morire” l’avrei dedicato volentieri…): “Gli irlandesi sono i napoletani del rugby…” :-D@Mascalzonepadano: siamo d’accordo sul fatto che sia un problema di mentalità anglosassone e italiana e siamo d’accordo sul fatto che non basta seguire il rugby per diventare dei santi: il cretino c’è ovunque soprattutto nelle serie inferiori e in provincia.Però i fischi sui calci avversari come dice Gareth si sentono ovunque e i telecronisti italiani li condannarono eccome, forse eri distratto. E per quanto riguarda le contestazioni agli arbitraggi, sappi che quando l’Italia viene sfavorita dagli arbitri sono i giornali anglosassoni a farlo notare!In ogni caso anche in Italia lo spirito del rugby è ben diverso da quello del calcio. Esempio: Bergamauro commise un fallo antisportivo come quello di O’Driscoll che ho citato sopra, ma, essendo italiano, s’è preso una megasqualifica molto più pesante di quanto meritasse.Giocatore e Federazione hanno incassato, chiesto scusa e fatto silenzio, e nessun Brogesso ha tuonato contro “gli andi-idaliani”. Punto. La FIGC ha pagato un avvocato per difendere lo sputo di Totti, e (con un ordinamento sportivo che prevede che la gravità consista nel gesto e non nelle conseguenze) questo remuneratissimo avvocato s’è presentato davanti alla Corte Sportiva per dire “Sì ha sputato ma non l’ha colpito!…”Campioni del mondo. Di figure di merda!……Se non vedi la differenza tra i due ambienti mi preoccupi…..@Jeremy: la cultura argentina non è più avanti ma è diversa: la mano de Dios di Maradona fece felice qualche talebano, ma i “vecchi” la condannarono. Il calcio argentino consente trucchi di qualsiasi tipo ma a patto che si giochi ad armi pari e tutt’è due le squadre conoscano la regola: la mano de Dios sarebbe stato concessa in un Boca-River o in un Argentina-Uruguay, non in una partita contro un europea e difatti venne contestata dai “saggi”. Per quanto possa sembrare demenziale dirlo, anche quello è una forma di codice etico (un po’ come quello tra carcerati, che rendono la vita impossibile a chi si macchia di delitti contro bambini, donne o famiglie). Nel rugby invece la mentalità è la stessa anglosassone: Diego Dominguez, oriundo azzurro, era il giocatore più odiato dai Pumas perchè una volta in un Italia-Argentina arrivò alle spalle di un avversario e gli chiamò la palla: “Deja!…” (“lascia!…”). L’argentino gli lasciò la palla e Dominguez si involò in contropiede tagliando le linee. Non gli fu mai perdonato…….

  6. Scusate la pignoleria, ma credo che Dane si riferisca a Galles-Italia dell’anno scorso, non Irlanda. Se c’è l’occasione per dire qualcosa di buono dei gallesi mica me la faccio sfuggire :-))Mascalzone: l’anno scorso contro l’Irlanda si è giocato al Croke Park, e gli Irlandesi fischiavano i calci degli Italiani come fanno sempre. I fischi sui calci avversari purtroppo li ho sentiti anche a Murrayfield e a Twickenham, non sono il massimo ella sportività ma non raggiungono certo l’intensità di quelli che senti sui nostri campi di basket durante i tiri liberi, per dirne una. E non ho mai sentito coretti tipo “devi morire” quando c’è un giocatore da soccorrere…

  7. jeremy

    Il rugby ha una connotazione di lealtà e correttezza superiori (non foss’altro per la durezza degli interventi: fatti con la malizia “calcistica” diventerebbero da codice penale). Pero come dice mascalzonepadano, conta anche la mentalità sportiva nella partecipazione alle partite, sicuramente inferiore in Italia rispetto al mondo anglosassone. In questo mi piacerebbe sapere come viene vissuto in Argentina, superpotenza rugbistica e calcistica (e non mi sembra che la cultura calcistica argentina sia cosi avanti rispetto alla nostra).

  8. mascalzonepadano

    Dane, in Irlanda, appunto. Ma li fischiano anche i simulatori del calcio, che da noi sono eroi. Recentemente sono stato a vedere una partita di Rugby di una serie minore dalle mie parti. In 20 minuti ho visto: calcio in un occhio a un avversario a terra fingendo di inciampare; cori sfottò e fischi dei (4) spettatori contro gli avversari; a fine partita fra i giocatori della squadra ospite sconfitta furibonda lite fra 2 compagni che sono stati divisi. Sembrava una vera partita di calcio.L’anno scorso contro l’Irlanda al Flaminio (mi pare) nell’unica partita che poteva contare x noi e con punteggio in bilico si sono sentite continue bordate di fischi contro gli avversari durante i calci. Naturalmente i telecronisti hanno fatto finta di non sentire niente e si sono guardati bene dal parlare della cosa. Dopo tutte le balle sul terzo tempo che raccontano diventava imbarazzante. Certo quando perdi sempre 40-0 è facile essere filosofi, quando il risultato diventa raggiungibile invece si comincia persino a sentire commenti sulle decisione arbitrali.Io credo che la differenza non sia fra calcio e rugby ma fra mentalità anglosassone e italiana. Opinione personale ovvio.

  9. Dane

    @PierKalz: come ha detto il Direttore, Rivera da dirigente non ha mai avuto a disposizione un ruolo con potere effettivo, tantomeno 100 miliardi da spendere in campagna acquisti. Il resto è propaganda politica: Kakà è rimasto perchè il Presidente gli vuole bene, certo….@Gareth: o stai delirando o non hai letto attentamente i miei pezzi su Rugby1883!… :-DSono il più grande nostalgico di Ramiro e considero l’ostracismo di Mallet nei suoi confronti una vera bestemmia (soprattutto visto lo sconfortante panorama italiano nel ruolo…).Non sono un tifoso di Marcato (he trovo un po’ “timido” nel gioco…) ma mi spiace vedere come lo buttino giù dal carro dopo essersi esaltati per un paio di ottime partite (li ricordo io i discorsi del tipo “ah, da quando gioca apertura anche a Treviso!…”). Non disconosco quanto da lui fatto contro la Scpzia, ma si parlava dell’opportunità di puntare sui drop come scelta tattica.Come dicevi tu il drop è un gesto tecnico difficile e che vale solo 3 punti: folle puntare sui drop se hai Marcato (ma il discorso vale anche per Pez…) che segnerà un paio di calci in tutta la partita quando va bene, mentre altro discorso è farlo avendo in squadra Dominguez o lo stesso Wilko (mentre non vale per Patterson, la cui media strepitosa sui piazzati crolla vertiginosamente quando si parla di drop…)… 😉 @mascalzonepadano: la falsa retorica del rugby è quella che ha portato uno stadio irlandese a fischiare il proprio capitano dopo che il tabellone aveva mostrato il replay di un fallo antisportivo ai danni di un italiano (che per un anglosassone vale più o meno quanto valeva un ebreo per i nazisti…).Le remore del Direttore credo vertessero più sull’entusiasmo acritico dei giornalisti di settore, in ogni caso se preferisci i gentiluomini che difendono le gomitate a palla lontana dei guidatori di Cayenne, sono d’accordo con te: speriamo che il rugby torni nella sua nicchia e non imbarchi sul carro l’italiano medio…

  10. DrSpot

    Seppi ha strappato un set a Nadal?? Avevano sparato allo spagnolo?

  11. mascalzonepadano

    Giudicare un dirigente sportivo credo sia cosa piuttosto difficile sia durante che dopo (figuriamoci prima). Bisognerebbe conosce bene quale è il suo programma, gli obiettivi, i mezzi e le persone a disposizione (magari anche chi rema contro). Poi c’è la persona, quello che mette la faccia e anche il carattere, ma giudicare solo la persona serve a poco. Su carattere, serietà, carisma, preparazione di Meneghin pochi dubbi. Di solito x avere risultati bisogna anche essere un po figli di puttana, in campo lui lo era, speriamo.Per il rugby il mio atteggiamento è speculare a quello del direttore: mi piace molto il gioco, detesto tutto quello che gli gira intorno, ossia quella maleodorante e falsa retorica. Per migliorare i risultati della nazionale forse si potrebbe inserire qualche altro oriundo ;-). Vedrete che col passaggio a Sky la bolla si sgonfierà.

  12. gareth

    Giorgio non sono rodigino, abitavo a Ravenna e quello era lo stadio più raggiungibile.

  13. Giorgio

    @ gareth…..Rovigo, quello che frequentavo da ragazzino) rodigino di dove? io ho parenti a Fratta Polesinebuona giornata a tutti

  14. Simone

    @Kalz:confermo,stavo per correggere la topica. Danke!

  15. kalz

    @Simone, suppongo che tu intenda la voce di Albertini alla TV svizzera

  16. Simone

    1.Tanti auguri vecchio Meneghin: vedendo la situazione tragicomica ne hai tanto bisogno…2.La migliore in assoluto fu del buon Guido Oddo che,commentando un doppio di Davis,si lamentò di una coppia di gemelli indistinguibili uno dall’altro:peccato che uno fosse mancino!Assolutamente insopportabile la figurina del bordocampista:addirittura fastidioso e molesto. Leggendaria la gaffe del Bulbarelli che,nel 1999, intervistò Tchmil 30 secondi dopo il suo trionfo a Sanremo:”Andrei,finalmente una grande vittoria!”.”Ma va a cacare, ho già vinto una Roubaix..”fu la risposta dell’ex sovietico.Comunque, più grande voce di sempre:Ambrosini,tivù svizzera d’antan.3. Sperèm,da antico abbonato Billy…4. Il rugby in Italia sembra la classifica di Christian nell’hit parade di Tv Sorrisi e Canzoni degli anni 80. Falso come Giuda.

  17. jeremy

    Hai fatto bene a precisare che sei specie protetta, sempre con il concetto che io sono un italiota che segue solo la Nazionale, quindi se Pez nel club è un signor giocatore ma poi in azzurro fa cagare io questo non lo so. Stessa cosa per Marcato.

  18. gareth

    Jeremy, ha fatto un 6N più che discreto da estremo, non da apertura. La frecciatina a Dane è perché io sono un irriducibile fan di Ramiro Pez (specie protetta quanto i fans di Recoba, quindi non sparare)

  19. jeremy

    Mah Gareth a me Marcato non piace tanto (sara l’aria da ragazzino e non da scaricatore di porto incazzato….)pero nel complesso non ha fatto un brutto 6 Nazioni l’anno scorso, con la perla del drop alla Scozia.

  20. gareth

    Dane, sei tu il fan di Marcato, non io! 🙂 Comunque ti ricordo che un drop di Marcato ci ha dato la prima e più grande gioia del 2008, proprio contro la Scozia.

  21. kalz

    D’accordo con il direttore sul Rivera dirigente quando era giocatore. Smessi i pantaloncini e indossato il blazer, ha fatto ridere, anzi piangere. Si contornava di presidenti nullità e ha combinato solo disastri. Quando è arrivato il Berlusca che tanto titilla Dane, Rivera era già cotto e bollito.

  22. Dane

    Gareth, il drop dipende anche molto da chi lo calcia: Dominguez ha schiantato la Scozia, con Marcato al suo posto non ce l’avremmo fatta. 3 punti qua, 3 punti là…

  23. gareth

    Vero, sul riferimento a Twickenham ho equivocato io, era abbastanza chiaro… comunque negli anni di Marcozzi qualche impianto bello pieno (penso ad esempio a Rovigo, quello che frequentavo da ragazzino) si vedeva anche nel campionato italiano.

  24. Stefano Olivari

    Noooo, volevo dire 150 spettatori nei campi da cui si collegava Marcozzi…doveva avere effetti tipo il radiocronista tedesco di ‘Fuga per la vittoria’. Grazie per la spiegazione sul drop…

  25. Dane

    @PierKalz: Rivera macchietta perchè ha smascherato le vere intenzioni del Berlusca 20 anni prima che vendesse Kakà al City?!…In ogni caso un Presidente di Federazione non deve saper fare, ma deve avere autorevolezza, capacità di individuare gli obiettivi, saper scegliere le persone giuste e dare pulizia e credibilità al sistema.Tutte cose che Rivera sarebbe in grado di garantire e che terrorizzano quelli come te, Zio Fester e Jocker…@Direttore: il drop è un colpo difficile, non a caso considerato una roba da fuoriclasse, sicuramente più difficile di un piazzato: una volta che la palla esce dalla mischia la difesa non è più in fuorigioco e può salire e pressare il portatore di palla, quindi il calciatore a quel punto ha pochissimo tempo per coordinarsi per un colpo non facile.A ciò si aggiunge che in ogni sport, specialmente quelli di origine anglosassone (anche nel calcio ci sono gesti ripetuti continuamente anche se si sa che non portano a nulla e mi chiedo sempre il perchè…) è presente un certo spirito parruccone che storce la bocca di fronte a derive non tradizionali: i vecchi del rugby vorrebbero vedere solo mete alla mano, e quando una squadra usufruisce in maniera estrema di tattiche alternative viene massacrata: è successo coi piazzati di Dominguez, è successo con la maule italiana, ed è successo in parte coi drop di Wilko. Poi ha vinto un Mondiale da solo e allora se lo son fatti andar bene…p.s.: il Milan ha già buttato via la stagione ed ha perso il derby ancora prima di giocarlo: io fossi Ancelotti studierei un sistema per cercare di subire fallo al limite dell’area per passare 90 minuti a batter punizioni dal limite coi vari Beckham, Pirlo, Dinho, Seedorf e Pato. Ma se uno si permette di suggerirlo viene massacrato…

  26. spike

    “Amatori Catania- Petrarca Padova 25-13”. Sniff, sniff (lacrimuccia!)

  27. gareth

    Direttore, 150 spettatori a Twickenham? Ma se bisogna procurarsi i biglietti 6-8 mesi prima… Sui drop: non vengono tentati spesso perché sono difficili da preparare (ci vuole tanto spazio davanti per calciare), difficilissimi da eseguire, espongono a clamorose figuracce (soprattutto agli occhi impietosi di chi non ne ha mai tentato uno…) e tutto sommato valgono solo 3 punti. Come colpo estemporaneo sono una follia, come azione ben preparata da tutta la squadra sono un’opzione soprattutto nei finali di partita, in situazioni in cui fare 3, 5 o 7 punti conta relativamente.

  28. Stefano Olivari

    Fantastico Marcozzi quando interrompeva Ameri o Ciotti, con rumori di fondo tipo Twickenham (nessuno ha mai capito come facesse, visto che di solito c’erano 150 spettatori), per urlare ‘Drop di Bettarello!’. Ecco uno dei misteri (per me che non lo conosco) del rugby: perchè non si tentano più drop? Non sono totalmente d’accordo con Kalz su Rivera dirigente: poteva essere antipatico, ma non ha mai avuto più potere effettivo di un Facchetti. Direi anzi che il vero Rivera dirigente, quello che imponeva la politica societaria e che in vari momenti tentò anche di acquistare il Milan, era il Rivera giocatore.

  29. kalz

    Sugli ex campioni passati dirigenti dice bene il direttore: bisogna vederli all’opera. Abbiamo esempèio positivi come Platini,che ha posizioni discutibilissime, ma ha dimostrato delle qualità come organizzatore di Mondiali di Francia. Arese in atletica fa il possibile e comunque non ha combinato disastri. Anche nel calcio italico esiti contrastanti: tutto sommato bene Boniperti e Mazzola; non pervenut Zoff e la buon anima di Facchetti; imbarazzante Gigi Riva; da macchietta Rivera.

  30. spike

    No gareth! dopo che ho ricordato marcozzi, mi nomini il mitico Paolo Rosi! Sono decisamente vecchio…

  31. gareth

    Ha ha Dane, “l’unica voce in chiaro di uno sport che non ha ancora capito” è fantastica! Pensa che io non vedo l’ora che Sky prenda il Sei Nazioni per vedermelo con il commento di Raimondi/Munari… (so di attirarmi le ire tue e di metà dei frequentatori del muro…). E pensare che una volta la telecronaca RAI era di Paolo Rosi, per me il migliore di ogni tempo (anche nel pugilato).

  32. Dane

    Direttore come “La radiocronaca del tennis l’ho ascoltata verso le 19 e 30 su Radio Uno, mentre stavo andando a Milan-Reggina”?!…Ma allora va allo stadio in macchina!…ed abita pure in zona S. Siro… 😦

  33. spike

    Bizzotto è il migliore, non solo in Rai. Mille volte meglio le sue telecronache, che il gigioneggiare di un Caressa.Sul rugby, ovvio che i gusti sono soggettivi. Sono un vecchio appassionato dai tempi di Marcozzi (in tutto il calcio minuto per minuto) e Campese (un ET). Ma sono sempre restato al livello superficiale. La copertura mediatica attuale, e qui concordo con Stefano, è insopportabile. ai livelli di Tomba e V.Rossi, ma la bellezza di una meta alla mano mi fa sopportare anche questo…

  34. Stefano Olivari

    Sullo stile e sulla simpatia possiamo discutere tutti, ma la conoscenza e soprattutto la non conoscenza della materia in certi casi è evidente. La radiocronaca del tennis l’ho ascoltata verso le 19 e 30 su Radio Uno, mentre stavo andando a Milan-Reggina, ma è solo un esempio. Magari anche ingiusto verso il ‘colpevole’: nel calcio è molto più facile mascherare le lacune stando sul generico (perchè il taglio deve essere nazionalpopolare e per mille altri motivi), mentre in altre materie lo stare sul generico è grave quasi come dire un’idiozia.

  35. dag_nasty

    Bizzotto lo trovo molto bravo, sul fatto che sia quadrato…beh è pur sempre altoatesino, ma è anche un tipo molto alla mano e soprattutto è uno che si informa (rarità).”Destro e sinistro della Schiavone” è una cult assoluto, io ancora non ci credo…

  36. marco

    e comunque rai penosissima. de luca potrebbe fare di più, dopo aver comunque ridato dignità alla DS

  37. Dane

    1) Un conto è fare il dirigente e un conto è fare il Presidente. Meneghin può fare il Presidente benissimo, anche perchè non è passato direttamente dalla canotta al blazer blu. In questo senso fatichiamo ad immaginare un Presidente della FIGC migliore di Gianni Rivera. E se ha fatto il dirigente Bettega…….2) Quoto il riferimento a Bizzotto, secondo me il miglior telecronista calcistico RAI. Non piace per lo stile freddo ed asciutto, che però a me ricorda quello dei telecronisti nordici (inglesi su tutti).Sempre meglio di quelle macchiette che cercano di imitare i sudamericani…3) In fondo il consumo di patate in Europa fu lanciato aumentandone esponenzialmente il prezzo. L’Italia è pur sempre il paese che ha inventato l’idiozia dei paninari…4) Bèh, sì, se non riesce a farsi piacere il rugby la colpa è solo sua, Direttore!… :-DNon sono d’accordo sulla mancanza di senso critico, visto che in questo momento ci si sta scannando sugli errori di Mallet, il tragico momento della scuola italiana che vive un momento cruciale e le prospettive che questa federazione dovrebbe dare al movimento. Limitarsi ad osservare la scena basandosi solo sull’entusiasmo infantile di Cecinelli (eccitato dalla prospettiva di essere l’unica voce in chiaro di uno sport che non ha ancora capito…) può confondere le idee…p.s.: certo che per innamorarsi del rugby, Inghilterra-Italia non era la partita giusta: con gli inglesi che hanno stravinto e son stati massacrati dai propri media. Tanto per capire come siano andate le cose…

  38. marco

    ci metterei anche Andrea Fusco, uno veramente, veramente bravo.mentre su Bizzotto ho qualche riserva: ha il cervello irrimediabilmente quadrato. Ascoltatelo quando ad ogni sostituzione, anche all’ 89′ sul 4-0, cerca di ricondurre il tutto nei termini del 442, 4-3-3, o un “incredibile 2-3-5”.




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