Quelli che il calcio lo svendono

di Stefano Olivari

Per il triennio 2010-2013 BSkyB si è assicurata di nuovo la diretta televisiva della maggior parte delle partite di Premier League trasmettibili in Gran Bretagna. Parliamo di 138 incontri sui 380 totali del campionato: la filiale inglese di Murdoch se ne è quindi presi 92 pagando circa un miliardo e cento milioni di euro (cioé un miliardo di sterline), mentre 46 faranno parte di altri pacchetti: in questo caso i principali competitor saranno Setanta (che solo per questa stagione li ha pagati 42o milioni di euro) ed Espn. Assicurati fino al 2013 gli highlights in chiaro alla Bbc: Match of the Day è salvo. Con altre frattaglie britanniche e irlandesi nel presente stiamo parlando di 1700 milioni di euro. La banale considerazione è che il miliardo e settecento milioni di diritti tivù (solo per il Regno Unito) sono l’unica cifra veramente confrontabile con il presunto miliardo sbandierato dalla nostra Lega per i contratti post 2010 della A: in realtà si tratta di 900 milioni di euro, cioè il minimo garantito dalla Infront, di cui almeno 100 da diritti esteri. Per i mercati stranieri il confronto è imbarazzante: circa 700 milioni contro 100, merito in parte della bravura di Richard Scudamore ma soprattutto dell’interesse mondiale generato dalla Premier League per fattori anche storici, di quelli che non si improvvisano. Il più interessante confronto di tutti è secondo noi quello fra mercati per così dire interni: popolazioni simili (Regno Unito più Irlanda significa circa 66 milioni di persone, contro i quasi 60 dell’Italia) ed economie con gli stessi problemi producono incassi televisivi enormemente diversi: alle cifre attuali 1700 milioni di euro contro 700. Cosa vuol dire? a) Che il calcio in Italia è venduto male, quasi regalato alle televisioni. b) Che una miniconcorrenza interna (tale è quella di Setanta) è meglio di nessuna concorrenza. Non potendo creare dal nulla una televisione, forse sarebbe il caso di riprendere in mano il progetto di emittente di Lega, sfruttando le opportunità offerte dal digitale terrestre: ma in questo caso Galliani (tanto per chiamare il momentaneamente trombato Matarrese con il suo vero nome) sarebbe stopper più forte di Senderos.
stefano@indiscreto.it
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  1. Vincenzo

    Poi ci sono le eccezioni, tipo ieri con coppa di lega praticamente in ogni TV con Liverpool-Everton inguardabile, Juve-Napoli discreta nel secondo tempo, Bordeaux-PSG vista solo a tratti ma c’era sempre qualcuno a terra, e vera ciliegina sulla torta Sporting – Porto, tecnica tanta corsa meno. Ammetto che su Gent-nonsochi ho proprio glissato…

  2. Vincenzo

    stefano d’accordo l’incapacita’ dei dirigenti nostrani, ma quanto fa pena la serie A italiana attuale? non voglio fare l’esterofilo a tutti i costi, ma vivendoci (all’estero) ed essendo sottoposto alle immagini di tutti i principali campionati europei, posso affermare tranquillamente che come “interesse” l’italiano si gioca il terzo posto con la bundesliga. forse bisognerebbe trovare i dati sugli ascolti che fa SkyUK grazie al calcio rispetto a SkyIT; perche’ oramai dei miei amici italiani solo i tifosi piu’ convinti ancora seguono la serie A, tanti altri preferiscono West Ham – Liverpool a Inter – Torino.

  3. KBLondon

    Una cosa va precisata: la Sterlina ha perso 30% del suo valore negli ultimi sei mesi contro l’Euro(un dramma quando ritorno in Italia per le vacanze – sono diventato poverissimo). In termini reali (cioe’ al cambio medio degli ultimi 10 anni), il solo contratto di Murdoch varebbe 1500 millioni di Euro. Con l’aggiunta di Settanta (l’altro operatore satellitare) ed ESPN (che entra per la prima volta nel paccchetto operatori)il valore sara’ oltre 2000 millioni – qundi piu’ del doppio della Seria A.

  4. Roberto

    @Dane: quello è esattamente uno dei luoghi in cui NON mi troveresti mai… 😉

  5. Dane

    @Roberto: appunto, pensavo che ti avrei ritrovato solo su leninblog.it!… 😀

  6. Roberto

    @Dane: ma qui siamo su Indiscreto… 😉

  7. kalz

    Che barba , che noia, che barba, che noia, che barba, che noia

  8. Dane

    Roby, la notte porta consiglio!… 😉

  9. jeffbuckley

    Sull’argomento “conflitto di interessi – interpretazione all’italiana dell’economia di mercato” e argomenti correlati, consiglio il libro “La paga dei padroni”, di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti, Editore: Chiare Lettere, 278 pagine. Non per difenderlo ma in questo settore il Berlusca è solo l’ultimo arrivato….

  10. Roberto

    Se un mio vecchio direttore non mi avesse fatto il lavaggio del cervello insegnandomi che ogni titolo lungo più di tre parole è ipso facto sbagliato, avrei titolato questo pezzo “Dedicato a tutti quelli che considerano il conflitto di interessi una pugnetta della sinistra e non una zavorra economico – finanziaria prima ancora che etico – morale”… Non è il solo ingrediente della svendita di cui il bell’articolo parla, chiaro; ma se mettiamo insieme il fatto che marketing, nel nostro paese, è una parola con cui riempirsi la bocca ma di cui si ignorano in sostanza il significato e le strategie; gli intrecci, spesso inconfessabili, tra le proprietà dei team calcistici, che portano soprattutto quelli minori (ma anche qualcuno di prima fascia) a decidere contro sé stessi; l’oggettivo calo di appeal per i mercati esteri del campionato nostrano (ma di chi è la colpa?); la mancanza di una reale concorrenza fra emittenti, fosse anche solo quella, marginale, della realtà inglese; il fatto che chi dovrebbe fare business per la Lega è il primo a frenare ogni mossa che porterebbe più denaro nelle casse della medesima… Torniamo sempre allo stesso punto: liberali a parole, sostenitori di un’economia da Soviet nei fatti.




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