Lasciamo stare i figli

1. Lo schema del calciatore mercenario è riuscito male, ma stavolta ha fallito anche quello del Galliani cattivo. Tutto il mondo ha capito che Silvio Berlusconi ha dato l’ok alla vendita di Kakà, per tanti soldi (da un minimo di 108 milioni di euro ad un massimo di 150, si è sentito di tutto ben prima della smentita tattica del proprietario del City: a nessuno piace passare per un ricco coglione, mediaticamente di peggio c’è solo il coglione povero) e possibilmente non ad una diretta concorrente: il Real Madrid ambito dal giocatore saprebbe di smobilitazione. Galliani è lo stesso Galliani che nell’estate 2001 con un bilancio quasi in pareggio ebbe il permesso di buttare 80 miliardi di lire nel piatto di Cecchi Gori per avere Rui Costa, spende più o meno bene i soldi che può permettersi di spendere. E a dirla tutta, anche Marina e Pier Silvio, i figli maggiori del proprietario del Milan, senza il padre semplicemente non esisterebbero nè come imprenditori né come dirigenti: sono impiegati, con influenza sulla gestione ma non sulle strategie di fondo. Insomma, anche gli ‘ordini’ dei figli sembrano una colossale invenzione.
2. Le ragioni di questa svolta, al di là di dove giocherà Kakà settimana prossima (abbiamo scommesso, nel vero senso dell’espressione, sul Milan), risiedono solo nella testa di Berlusconi: annuncio di smobilitazione, sensazione personale che Kakà sia in declino, cattivi consiglieri, tardivi progetti di autofinanziamento (va detto che calcolando il lordo dei quattro anni e mezzo residui di Kakà, fra incasso e mancati esborsi il Milan avrebbe un beneficio diretto di circa 200 milioni: in pratica il fatturato di un anno) o la solita voce del futuro ‘leghista’: quel ‘Milan dei lombardi’, più volte vagheggiato nelle cene del lunedì ad Arcore, ma che si scontra con contratti pubblicitari pluriennali e soprattutto già firmati con aziende dall’orizzonte che va oltre Segrate ed Arluno. Galliani e l’amico Bronzetti sono colpevoli di tante cose, ma non della presunta vendita di Kakà.
3. Lo show di Luciano Moggi da Vespa è stato commentato un po’ da tutti, con posizioni ovviamente differenti a seconda del bacino di utenza. E’ però curioso che la Gazzetta dello Sport abbia affidato il compito non ad uno dei suoi giornalisti, ma ad un collaboratore che oltretutto di solito interviene solo su temi tecnici: Arrigo Sacchi, che ha criticato l’ex direttore generale della Juve pur fra vari distinguo. Sabato si è letta la replica di Moggi su Libero, con il solito argomento: così fan tutti. Perché l’anno scorso la Roma doveva vincere lo scudetto (motivazione moggiana: l’ha detto anche la vedova Sensi, descritta come una non di parte) ed il Milan di Sacchi vinceva anche perché Baresi alzava il braccio a chiamare fuorigioco inesistenti. Tutto può essere, ma è interessante che il primo quotidiano sportivo d’Italia non voglia prendere una sua posizione su una vicenda che agli appassionati di calcio interessa molto. Forse non è un caso che nelle varie autodifese di Moggi, compreso il brutto libro ‘Un calcio nel cuore’, manchi clamorosamente il file ‘giornalisti’ che pure nelle intercettazioni aveva un peso notevole. Colpe annacquate nel quadro di un racconto generale ed in avvocatese della vicenda, successi giudiziari esaltati con slogan più diretti e meglio recepibili al bar: meccanismo in verità più delle televisioni (anche pay: memorabile la Moggi’s list, da lui stesso enunciata, di suoi miracolati a Sky) che dei giornali. Strategie sottili, carriere (ammesso che reggere un microfono senza fare domande sia una carriera) con un perché.
4. Dolce & Gabbana sono colpevoli della divisa del Milan da becchino, ma anche, secondo quanto dichiarato ieri da Giorgio Armani, di avere copiato un suo pantalone. Uno scazzo pazzesco, che i cronisti di settore hanno riportato. La prima notizia è proprio che l’abbiano riportato, ma qui la spiegazione c’è: Dolce & Gabbana disprezzano la maggior parte dei giornalisti mentre le pubbliche relazioni di Armani sono più per così dire più soft. Insomma, le poche volte in cui abbiamo dovuto occuparci della materia (del resto per vivere compiliamo anche i tabellini del Falkirk, lo snobismo non ci riguarda) abbiamo notato che nella stampa specializzata i tifosi di Re Giorgio siano più numerosi di quelli del dinamico duo. La notizia bis è che Beckham e Kakà (ieri opportunamente assente alla sfilate di Emporio Armani, e ancora non sapeva della tragedia avvenuta nella sua chiesa di San Paolo) siano stati presi in mezzo: strapagati da Armani ma nella vita professionale costretti ad indossare D & G. Forse fra poco non avrano più problemi di questo tipo.
5. Il licenziamento di Mario Brozzi da medico sociale della Roma potrebbe essere archiviato come la solita storia di dissidi ed incomprensioni fra allenatore e staff sanitario (dalle vette di ManciniCombi a situazioni molto più comuni): il tecnico spinge per avere i giocatori prima possibile e da ex giocatore pensa sempre che facciano i furbi, il medico pensa alla salute dei pazienti e più concretamente alla propria reputazione. Senza entrare nel merito del recupero di Tonetto o di tanti altri, dove le versioni sono troppo di parte, due piccole considerazioni. La prima. Brozzi ha affermato che non vuole che si metta in dubbio la sua professionalità da persone che non hanno competenza per giudicare, ma con questo metro solo gli avvocati potrebbero scrivere articoli sulla giustizia o i salumieri sul mercato del prosciutto cotto. Un medico può insomma essere criticato anche da chi non è laureato in medicina, fosse Spalletti o l’ultimo collaboratore di Forza Lupi. Seconda considerazione. Brozzi è stato fatto oggetto di un linciaggio indegno da parte di alcuni media romani, esempio di marketing ma in alcuni casi anche di delinquenza verbale. Fatto sta che, come ha denunciato lo stesso medico, la figlia è stata aggredita all’uscita da scuola da tifosi che dopo averla simpaticamente chiamata ‘bastarda anoressica’ hanno iniziato a dire di tutto contro il padre. Non solo, ma la macchina della ragazza è stata omaggiata di una bomba carta. Questo nel calcio italiano il clima per chi non si uniforma o semplicemente non è simpatico a chi fa opinione su piazza, con l’avvertenza che nella bella e sana provincia funziona molto peggio che nelle metropoli.
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
(appuntamento a domani verso mezzogiorno)
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  1. March79

    jeremy ha detto… “March, quantomeno sono difensori e giovani.” Sì, ok. Però anche Grimi, Roque Junior, Coloccini e Laursen lo erano…Io aspetto il giudizio del campo.

  2. Dane

    Cydella, adesso il processo è sulla tempestica…..sei impagabile!….primo si parla di cambiar vita e decidere il futuro di carriera, quindi potrebbe anche metterci 1 anno, son cazzi suoi (c’è gente che per una firma affrettata o per uno stipendione coi lustrini ha buttato via una carriera…). Secondo, da mesi trattavano le due società, di Kakà non sappiamo niente, potrebbe anche aver voluto valutare la crescita di competitività del City, resta il fatto che quando è arrivato il momento del dunque Kakà ha deciso per i cazzi suoi: il che significa che potrebbe fare il Presidente dell’Inter meglio di Moratti…Terzo, ho capito il gioco ma mi ha stufato. Kakà è uno sveglione perchè c’ha messo 4 mesi per decidere, se venisse fuori che Kakà ha deciso in 5 minuti gli daresti del superficialone che decide una vita in pochi istanti come fosse l’acquisto di un paio di scarpe. Insomma, il livore ti rende pretestuoso oltre ogni limite e a me non me ne frega niente di difendere Kakà oltre perchè non sono nè il suo avvocato nè il suo agente. Tanto sappiamo benissimo che i calciatori si dividono in Ronaldo da una parte e le merde dall’altra…La verità è che la vera colpa di Kakà è di esser rimasto al Milan, togliendo a tutti i tifosi la soddisfazione di sedersi in riva al fiume per vedere il cadavere passare e allora ci si sfoga con critiche e cattiverie assortite…p.s.: tra l’altro anch’io rosico, perchè ci avrei goduto veramente a veder partire Kakà (soprattutto per quei tifosi che solo adesso che Berlusconi non ha più interesse a spendere capiscono eprchè prima spendeva…..quando invece lo diceva Rivera parlava “per rancore personale”, ma per favore…) ma devo dire che l’unico della vicenda a non avermi deluso è stato proprio Kakà e son sicuro che non mi deluderà nemmeno a giugno: chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che perde ma non quel che trova: l’affetto dei milanisti può benissimo valere più dei soldi del City ma potrebbe valere meno di una carriera nel Real. Non ci vedo nulla di male perchè le due cose non sono epr niente in contraddizione, ma i rosiconi già stanno affilando le unghie per giugno. Buon Maalox a tutti…

  3. jeremy

    March, quantomeno sono difensori e giovani.

  4. jeremy

    Mi sembra che di esperienze negative il Milan ne abbia fatte abbastanza con rottamazioni incredibili tipo Emerson e Sheva. Comunque i piu contenti della permanenza di Kaka sono Willy Wonka e Predator…..

  5. March79

    jeremy ha detto… March, Kaka aveva un bel curriculum al San Paolo tanto da essere convocato al Mondiale giapponese. Erano altri tempi anche se si parla di 6 anni fa: oggi quel Kaka varrebbe 20-25 milioni di euro, un po come Pato.Sì anche questo è vero. Beh non volevo paragonare thiago silva a kakà, intendiamoci, però mi sembra che nell’ultimo mese stia rispuntando una tendenza all’acquisto giovane in prospettiva.(Mattioni, forse Agger)Spero gli sia entrato chiaro in testa che con gli emerson non si va da nessuna parte…

  6. cydella

    @dane: e ci ha messo 4 mesi a fare questo ragionamento?! Allora non e’ tanto sveglio, se mi permetti.

  7. jeremy

    March, Kaka aveva un bel curriculum al San Paolo tanto da essere convocato al Mondiale giapponese. Erano altri tempi anche se si parla di 6 anni fa: oggi quel Kaka varrebbe 20-25 milioni di euro, un po come Pato.

  8. Dane

    @Tani, quello che descrivi al punto 2 è esattamente quello che è successo, poi ognuno deve raccontare la propria verità in base all’umore del momento e allora vale tutto.Tra le varie componenti Kakà avrà calcolato anche l’ambiente, la città, una maglia con la quale fin’ora è stato comunque bene e i tifosi, anche se non nell’accezione romantica di March. In soldoni Kakà avrà pensato “cazzo, se devo lasciare tutto questo per Madrid, il Real, una maglia storica e la Movida è un conto, ma per Manchester, il City, una maglia che è un incognita e gli Oasis……ma sti cazzi!…”Non ci vedo nulla nè di retorico nè di scandaloso, sinceramente…

  9. March79

    Sono abbastanza d’accordo con l’ultimo commento di Tani, anche se io, ripeto, una piccola componente romantica ce la voglio buttar dentro e mi piace pensare che kakà sia voluto rimanere anche grazie all’amore e l’affetto dimostrato dai tifosi.Sul discorso Berlusconi che non investe più e sta progressivamente abbandonando il milan , o meglio preparandosi ad una cessione fra 3/4 anni, vorrei sottolineare una cosa strana successa ieri. Il processo di Biscardi a un certo punto afferma che milan channel ha ufficializzato la cessione di kakà. Questo avviene circa 15 minuti prima della telefonata di Silvio. Oggi ho appreso che a milan channel quel comunicato non è mai stato fatto, ergo si è trattato di una pura invenzione biscardiana. Perchè? Beh, ragionandoci la logica mi dice che era pianificata e che il berlusca aveva preparato quella telefonata da ore se non addirittura da giorni.E qui si chiude il cerchio: una trovata mediatica che mette al riparo il nostro Silvio dal dover investire nel milan nei prossimi mesi (o anni?).Scenario tetro per noi milanisti, spero di sbagliarmi e spero che qualcosina si muova. A dire il vero gli arrivi di thiago silva e mattioni mi rincuorano un pò in questo senso. Alla fine anche kakà era stato acquistato così, no?

  10. Tani

    Dane, ripeto: in tutta la vicenda Kakà e stato ipocrita, come minimo. Mi spiego: 1) Vero che la società ha voluto venderlo. E avrebbe fatto bene a quelle cifre, a patto che tutti i soldi fossero investiti. Se Berlusconi avesse ancora voglia di Milan (e qui sono d’accordo con te che non li frega un cazzo) può vendere Kakà e costruire una squadra competitiva.2) Da questo Kakà (giocatore) di fronte alla decisione del Milan mi sarei aspettato il pugno in tavola del tipo:”io sono Kakà e voi non siete un cazzo! Se volete vendermi, lo decido io dove, non voi!” 3) Non credo all’inutile e romantica storia delle bandiere, tra l’altro Kakà stesso (giustamente) non ha mai “giurato amore eterno” ma sì e messo sempre alla decisione della società. Pero a 26 anni andare al City, per quando ambizioso il progetto possa essere, significa buttare almeno 2-3 anni, se ci vai, ci vai per i soldi e basta. Le dichiarazioni di Cook riguardo al padre di Kakà (erano più interessati agli aspetti fiscali, ergo fregare il fisco) dimostrano che altro che cuoricino amoroso, i Leite(padre e figlio) all’offerta del City ci hanno pensato. Perché il padre doveva vedere il City se Kakà non voleva prendere in considerazione l’offerta? Ecco, non vedo niente di male in tutto questo, tranne la storia dell’attaccamento alla maglia. Una piu onesta:” Ci sentiamo onorati dal offerta, ma riteniamo inadeguta la squadra. Magari a giugno arriva il Real e allora se ne puo parlare…” ci avrebbe risparmiato ‘sti scenari degni della De Filipi. I sentimenti sono un’altra cosa. Anche quando si tratta del nipote di Dio. Se poi viene fuori che il Berlusca ha alzato lo stipendio (magari in stile Van Basten, visto che l’ingegnere e attento alle vicende fiscali…) sarà interessante fare un ECG al cuoricino di Ricky…@Jeremy: certo che preferisco Kaka al Milan, ma non mi va giu di essere preso per il culo. Beati quei tifosi che credono alla storia del ragazzo buono con padre cattivo…

  11. Ale

    Sì, è vero: la notizia non è che Kakà vada o resti ma che Silvio abbia certificato la sua voglia di chiudere la baracca. Era da qualche anno che limitava le spese ma questo è un altro step. Il prossimo è vendere il Milan. Quando ? Ad occhio e croce nel giro di 2- 3 anni (mio pronostico).

  12. Dane

    Esatto March: “ad oggi”! Il Milan ha accettato dal City offerte che fino alla scorsa estate ha rifiutato dal Real, e lo ha pure dichiarato pubblicamente mostrando le mutande in pubblico (e l’immagine per Berlusconi è tutto…).E’ cambiato il vento ed è finita un era, mettetevelo in testa…

  13. March79

    jeremy ha detto:”Noto che molti di noi/voi sono reduci dal “vostro” Vietnam. Io in questo sono proprio un pivello: pochissima esperienza sulla chat di Franco Rossi (anni fa) e poi tutta la Settimana Sportiva. Non ho il vostro curriculum….:-))”Beh la chat di Franco Rossi non è mica male; io fui bannato dopo 15 minuti per aver detto che Ibra non è un fuoriclasse 🙂

  14. jeremy

    Concordo su questo ragionamento, Dane. Ma come credo che Roman tra un po levi le tende, penso anche che il “po” sia qualche anno. Stesso discorso per lo sceicco che entrato ieri: credo che abbia la pazienza necessaria senno è un folle. Noto che molti di noi/voi sono reduci dal “vostro” Vietnam. Io in questo sono proprio un pivello: pochissima esperienza sulla chat di Franco Rossi (anni fa) e poi tutta la Settimana Sportiva. Non ho il vostro curriculum….:-))

  15. March79

    cydella ha detto… Kakà ha preso l’aumento, i media servi lo negheranno, nessuno potrà più chiedere aumenti e il superacquisto per il mercato prossimo sarà stato trattenere Kakà, quindi cosa vogliono di più i tifosi?! Sono già stati accontentati.Scusa ma dove l’hai visto l’aumento? Ok potrebbe anche essere che glielo diano sottobanco, ma a quel punto è inutile parlarne perchè piò accadere ovunque. Che ne sappiamo noi se Ibra prende 16 e non 12? Agli occhi dei tifosi quella di Kakà resta comunque una scelta di cuore.Sul mercato è un altro discorso. Grossi investimenti non ce ne saranno. Ma ce ne sarebbero stati se avessimo incassato i 120 milioni?@Dane: Ahah il vietnam dei forum calcistici è stupenda 🙂 Miope de che? Guarda la rosa del Milan: quale campione è stato ceduto, ad oggi, a parte Sheva?Ok la società ha detto a certe cifre si vende se c’è la volontà del giocatore; ma questo è ben diverso dal dire vendiamo perchè abbiamo bisogno di soldi. O no?Si ammorbidisce la posizione espressa tempo fa da Galliani (“Dopo sheva nessuno va via” ) ok, ma non si può parlare di crollo dell’impero o di volontà di smantellare…




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