Eroe nazionale

Qualche sera fa abbiamo seguito su EspnClassic la finale del 1966 fra Inghilterra e Germania Ovest, strafamosa per i suoi episodi da manuale (primo fra tutti il ‘non gol’ del tre a due segnato da Geoff Hurst) ma non certo per il suo spettacolo. Invece si trattò di una partita piena di situazioni spettacolari e giocata tatticamente bene da due squadre quasi speculari (anche se la squadra di Schoen aveva piedi generalmente migliori, come quelli del sottovalutato Siegfried Held), la cui visione rende ridicoli molti luoghi comuni tramandati da uno ‘Speciale Mondiale’ all’altro, con i giornali che copiano da se stessi quattro anni prima replicando l’errore originario. Il principale di questi errori è la marcatura a uomo di Beckenbauer su Bobby Charlton, che di fatto avrebbe tolto dalla partita entrambi i fuoriclasse: peccato che il Kaiser avesse giocato quasi tutta la finale da centrocampista davanti alla difesa e che il fratello di Jack lo avesse incrociato solo per questioni di posizione. Soprattutto entrambi giocarono un’ottima partita e Charlton ebbe più volte l’occasione per aggiungere il suo nome al tabellino dei marcatori (memorabile un suo sinistro rasoterra, su cui fu straordinario Tilkowski). Ma ovviamente parliamo dell’Episodio, spinti da un dettaglio che non avevamo notato nella partita completa BBC (dvd in vendita dal 2002, partita più tutti gli extra che vi vengono in mente): lo schiaffetto che a fine partita Beckenbauer dà sulla nuca al guardalinee Tofik Bakhramov, come a dirgli ‘Ci hai battuto tu’. Tutti abbiamo visto i mille fermo immagine con relative foto: l’idea del novantanove per cento degli spettatori neutrali, anche prima del famoso studio di Oxford (purtroppo in fisica avevamo 4, abbiamo solo capito che anche per questi fisici inglesi la palla non aveva superato la linea), è che non fosse gol. Ma più interessante di un errore arbitrale (lo svizzero Dienst, che non aveva capito cosa fosse successo, fu convinto ad assegnare il gol proprio da Bakhramov) sono di solito i suoi retroscena: con i sovietici che si sentivano derubati dai tedeschi in semifinale (arbitrava Lo Bello padre) e che quindi si sarebbero vendicati, con il ricordo della guerra di vent’anni prima (secondo qualcuno Bakhramov avrebbe risposto alle proteste dei tedeschi citando la battaglia di Stalingrado, ma nessun giocatore ha mai confermato questa versione), con i soliti sospetti sull’ospitalità moggiana della nazione ospitante. E la verità del guardalinee e dirigente azero, morto nel 1993 nella sua Baku? Molto semplice, stando all’autobiografia: ”Non ho visto il punto in cui la palla è rimbalzata, ma ero in ogni caso convinto che fosse rimbalzata in campo dopo avere toccato la rete e non la traversa”. Insomma, un errore ancora più grosso di quello che sarebbe stato qualche centimetro in più o in meno di valutazione della posizione della palla. L’aspetto più incredibile della vicenda non è ovviamente l’errore, per quanto enorme o voluto possa essere stato, ma il fatto che Bakhramov in Azerbaigian proprio per questo errore sia diventato un eroe nazionale. Non a caso lo stadio nazionale di Baku è intitolato alla sua memoria e qualche anno fa prima di una partita con l’Inghilterra Hurst fu accolto dagli azeri come un mito.
Stefano Olivari
(Mondiale dà appuntamento a domenica 18 gennaio)
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  1. Dane

    La differenza tra il Mondiale del 66 ed altri a forte sospetto (sospetto?! ma come cazzo parlo?!…) di tarocco consiste nel fatto che in quello del 66 vennero addomesticati non solo gli arbitri dell’Inghilterra ma anche quelli delle altre partite e che poterono così tutti dire “oggi ho fatto un capolavoro!…”Poi certo, il calcio in Uruguay s’è fermato al 1950…..

  2. tasaril

    @spike a proposito di USA '94, è interessante quest'articolo che è anche apparso (credo) sul vecchio Indiscreto:http://www.francorossi.com/default2.asp?cat=64&pid=1589

  3. kalz

    E pensare che nei miei ricordi giganteggia il gol del 2 a 2 di Weber con quella palla che ballonzola e attraversa in diagonale tutta l’area di rigore inglese fino a quando spunta da non si sa dove la maglia numero 6 che in spaccata segna. Invece sul famosississmo gol-non gol nei supplementari buio assoluto… scherzi della memoria di un bambino

  4. spike

    charlie anche usa 94 non scherza con Bra e ITA pilotati in finale, col Bra nettamente favorito per motivi logistici. Diciamo che nell’era moderna i modiali extraeuropei (anche senza arrivare alle vette di ARG78) sono poco credibili, col BRA fortemente avvantaggiato dall’accppiata Havelange Nike.Il prox è in SudAfrica…

  5. Stefano Olivari

    Dr. Spot: mancava proprio una frase che avevo tagliato causa ossessione per la sintesi, adesso ho corretto: scusate! A volte basterebbe rileggere…

  6. charlie

    Beh, il più tarocco.. Diciamo sullo stesso livello di Argentina ’78 e Corea – Giappone 2002, via…

  7. spike

    quel che so di quel mondiale, è che inghilterra e GO furono pilotate alla finale da una serie di arbitraggi favorevoli.In finale ovviamente ha vinto quella con più peso politico. Insomma il mondiale ( e ce ne sono stati!) più tarocco della storia.

  8. Dane

    Sì, il Direttore s’è perso qualche vocabolo nel copia-incolla ma il senso è chiaro: aver bastonato i tedeschi fece diventare guardalinee e Hurst degli eroi. Chissà se sarebbe stata la stessa cosa con l’Azerbaijan già fuori dall’Unione Sovietica…

  9. charlie

    Forse che Bakhramov in Azerbaigian è diventato un eroe nazionale? Comunque grazie per questo pezzo, Direttore. Ovviamente d’accordo con lei sulla sciatteria dei nostri “storiografi” (non tutti) nel narrare le vicende del calcio d’altri tempi: nelle varie rievocazioni mondiali, citerei il mito del Brasile ’82 trafitto dal contropiede azzurro (col gol del 3 a 2 giunto su azione d’angolo e a difesa verdeoro schieratissima), il “mistero” del gol olandese nella finale del ’78, che poi mistero non è più da tanto tempo ma che giornali e riviste continuano a perpetuare per disinformazione, o anche la favola dell’Italia dominata dalla Polonia a Germania ’74 (se gli storiografi avessero almeno l’accortezza di andarsi a riguardare la partita, vedrebbero una squadra che tenne testa più che dignitosamente ai colossi polacchi e che avrebbe ampiamente meritato il pareggio qualificazione, anche in virtù di un rigoretto negato, ma magari ci sarà tempo per riparlarne in questa sede…). Carlo – Carlin

  10. DrSpot

    questa frase mi è incomprensibileL’aspetto più incredibile della vicenda non è ovviamente l’errore, per quanto enorme o voluto possa essere stato, ma il fatto che Bakhramov in Azerbaigian proprio per questo errore.manca qualcosa?




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