Baschi poco amichevoli

Una partita troppo politica persino per la federcalcio basca. E’ questo il motivo per il quale oggi non si disputerà l’amichevole fra la rappresentativa del Paese basco e la nazionale iraniana, messa in agenda mesi fa e precipitosamente annullata alla fine della scorsa settimana. Il motivo è dato dalle conseguenze della “Dichiarazione di San Mames”, firmata lo scorso anno (30 dicembre 2007) a margine della più politica fra le partite che sia dato immaginare oggi al mondo: quella fra le rappresentative del Paese Basco e della Catalogna. Sono proprio queste due selezioni a prendere maggiormente sul serio l’appuntamento di fine anno che in Spagna vede le rappresentative delle autonomie scendere in campo e sfidare nazionali straniere. Per tutte le altre selezioni regionali si tratta di un appuntamento il cui scopo è quello di fare testimonianza d’identità locale e poco più. Viceversa, per la Catalogna e il Paese Basco è l’appuntamento di maggiore impatto simbolico all’interno delle complessive strategie di rivendicazione identitaria. Sicché un match organizzato fra le due rappresentative non poteva non dar luogo a un atto politicamente clamoroso. Esattamente ciò che avvenne in occasione della gara disputata alla “Catedràl” del San Mames, lo stadio di proprietà del club simbolo delle rivendicazioni basche: l’Athletic Bilbao. Con la “Dichiarazione di San Mames”, infatti, i governi autonomi basco, catalano e “gallego” (galiziano) chiesero ufficialmente il riconoscimento internazionale delle loro rappresentative. “Se esistono rappresentative di Inghilterra, Scozia, Galles e Nord Irlanda – era una delle principali argomentazioni – perché non anche le nostre?”. Nell’occasione, il governo autonomo basco autorizzò i calciatori della propria rappresentativa a utilizzare non il tradizionale nome “Euskadi”, ma “Euskal Herria”. E sta proprio in questo dettaglio il motivo per il quale la partita di oggi è stata annullata. La differenza fra le due denominazioni è infatti quella che passa fra una mera entità territoriale di carattere politico-amministrativo (il Paese Basco compreso entro i confini spagnoli) e la più ampia e “spirituale” accezione di “popolo basco” (Euskal Herria), in cui vengono compresi gli abitanti della Navarra e delle province basche comprese entro i confini francesi. Di questa mossa il governatore basco (lehendekari), Juan José Ibarretxe, si è pentito amaramente. Perché a un anno dalla “Dichiarazione di San Mames” è stato pubblicato un documento con in calce la firma di 160 calciatori baschi (fra i quali tutti i componenti della rosa dell’Athletic Bilbao), i quali hanno dichiarato il proprio rifiuto di giocare per una rappresentativa il cui nome sia diverso da Euskal Herria. A determinare una posizione così clamorosa, che spacca il fronte nazionalista basco e apre scenari imprevedibili, è stata l’azione esercitata dalla ESAIT (“Euskal selekzioaren Aldeko Iritzi Taldea”), un gruppo d’opinione organizzato per promuovere il riconoscimento delle selezioni basche).. Muovendosi a tutto campo (è proprio il caso di dire…) fra la destra e la sinistra del fronte indipendentista basco, ESAIT ha creato un clima d’opinione favorevole alla radicalizzazione della questione identitaria basca attraverso lo sport. La sua pressione ha persuaso i calciatori baschi a rifiutare la convocazione per una rappresentativa denominata “Euskadi”. Il risultato è che per la prima volta dal 1979 la “nazionale” basca non sarà in campo a fine anno. Ventidue anni consecutivi di partite politiche (50 in tutto), organizzate per dare un seguito a quelle dell’epoca pionieristica disputate fra il 1937 e il 1939. In sostituzione della gara con l’Iran, ci sarà una manifestazione organizzata per il 27 dicembre dalla stessa ESAIT per rivendicare il definitivo riconoscimento internazionale della selezione basca. Rimane però un problema. Il mancato rispetto dell’accordo con la federazione iraniana comporta il pagamento di una penale da 150.000 euro. E gli iraniani hanno già fatto sapere di volersi rivalere. Quesito cruciale: e adesso chi paga?
Pippo Russo
http://www.myspace.com/pipporusso
(per gentile concessione dell’autore, fonte: il Riformista di oggi)
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  1. Carlo

    quoto cydella…io sono orgoglioso di essere lombardo, senza per questo disprezzare i napoletani o i siciliani, però è risaputo che l’orgoglio meridionale è giustificato dal fatto che il sud “è una terra meravigliosa ricca di storia, arte e cultura” mentre essere orgogliosi di essere lombardi presuppone un approccio razzista…

  2. cydella

    @spike: apri, apri pure, siamo su questo sito per questo; altrimenti saremmo sulla stampa di regime. Comunque se il (nostro? Mio di sicuro) condottiero è un mong…(chiamatelo come volete, usate tutti i termini politiccaly correct del caso), diventato tale mentre si scopava tale Luisa in un motel a Orzinuovi e colto da ictus, siamo a posto. PS: sono del Nord, nato al Nord e cresciuto qua. Le poche volte che sono andato al sud, mi veniva l’orticaria… Quindi non ditemi che sono prevenuto, della Juve (grazieMarcello, ora pro nobis) o del Milan (come Dane), che critica Bossi e Ibra a priori.

  3. spike

    “Quello che bofonchia e che si è comportato come i terroni per far prendere il diploma al figlio scemo?”su questa frase potrei aprire una bella polemica.Meglio lasciar perdere.E’ Natale. Trovo solo che il campanilismo e il localismo siano tra le cose più idiote e pericolose ,insieme al nazionalismo.

  4. cydella

    @carlo: se sei orgoglioso di essere siciliano, napoletano,… del sud in generale, ok; se tieni a sottolineare che sei lombardo, ti guardano con sospetto, sei razzista allora. Io all’estero dico che sono del Nord Italia e ci tengo a sottolinearlo.

  5. Carlo

    che poi il figlio di bossi sia un povero pirla, questo è un altro discorso…

  6. Carlo

    peraltro i lupi della sila sono anche la squadra preferita da sergio vastano ne "Al Bar dello Sport"…a parte quello, speravo che il mio orgoglio di essere lombardo potesse essere accettato da altri senza che si offendessero, ma evidentemente in italia si può essere orgogliosi solo di essere parte del "meraviglioso pubblico napoletano & affini" altrimenti si è razzisti…a casa mia questa si chiama "coda di paglia"…

  7. Nick

    Pierfrancesco, grande. Anche limitandoci a una sola città e provincia, gli si fa il culo anche sul campo di calcio ai polentoni! 😀

  8. Leo

    L’importante è non fare la nazionale fiorentina, un c’è un giocatore bono nemmeno a pagallo

  9. cydella

    Pericoloso non credo proprio. La classe media non è in ascesa ma in declino e l’unico federalismo che è stato introdotto è quello delle mazzette. E poi chi sarebbe il capo rivolta? Quello che bofonchia e che si è comportato come i terroni per far prendere il diploma al figlio scemo?

  10. clinter

    Cydella, la tua domanda non ha senso, al di fuori del federalismo, quello nostrano ovviamente, ci sta di tutto, da destra a sinistra, con diverse concezioni della società.Punto 1: mai detto che ‘tutti gli italiani sono uguali’, anzi, recentemente ho affermato che ‘sono un coacervo di culture che contaminandosi trovano, su alcuni temi, un’identità nazionale’. Punto 2: tu lo trovi folcloristico, io lo trovo patetico. E se dietro l’operazione ci stessero poi veramente 300.000 fulici, anche pericoloso.

  11. Pierfrancesco

    del resto, la nazionale della mia città & provincia (non serve allargarsi alla regione) potrebbe da sola schierare Morrone, Gattuso, Cozza, Perrotta, Fiore, Pellicori (una valanga di gol l'anno scorso in B nonostante militasse nell'Avellino), Pancaro, Iuliano, oltre che due terzi buoni della rosa dello stesso Cosenza capolista in seconda divisione.Forza Lupi 🙂

  12. Pierfrancesco

    sulla nazionale padana, guidata dal figlio di Bossi (e col padre in tribuna per la finale) e sulla sua vittoriosa spedizione in terra nordicissima, quasi polare, ai mondiali delle nazionali non riconosciute, ci fu uno speciale RAI (forse era SFIDE?) qualche tempo fa. Era un mondiale a 5 squadre, con finale fra le prima due del gironcino. La squadra padana era pressoché l’unica a schierare anche giocatori “veri” (oltre al citato Ganz, ricordo anche Ferrari dell’Albinoleffe, ottimo centravanti di B, e molti altri, raccattati fra ex giocatori e giocatori dilettanti).

  13. cydella

    @clinter: e il non-federalismo cosa nasconde invece? Comunque quando sento parlare di “gli Italiani sono tutti uguali” mi spiscio sotto dal ridere come quando sento parlare di “nazionale della Lombardia”. Nel 2° caso sono consapevoli per lo meno che si tratta di qualcosa di folcloristico, nel 1° non so…

  14. clinter

    Carlo, se uno è biondo è biondo, bene verrà percepito come biondo.Ma non è che si debba fare la nazionale dei biondi, quella dei castani etc.. Viviamo nel cosidetto ‘villaggio globale’, i flussi migratori sconvolgono la società come le correnti nel mare, e ancora ci son gruppi che vanno cercando ‘un’identità nazionale’.Ma chi cazzo se ne frega dell’identità nazionale, nella vita reale. Un pezzente basco è diverso da un pezzente spagnolo?Siccome non pendo da una liana, so bene che per alcune popolazioni il nazionalismo deriva da soprusi storici, come nei Paesi baschi ed in Irlanda, per cui posso capire un certo modo di sentire in quelle zone. Ma la Lombardia, che è sempre stato un crocevia dove si sono incontrate innumerevoli razze e culture, quale identità nazionale va cercando? Secondo la mia opinione il tanto sbandierato federalismo nasconde solo l’egoismo di chi vuol star bene nella propria nicchia e in culo il resto del mondo.

  15. Nick

    Carlo, il problema non è “che le varie identità possano essere percepite diversamente”…il problema è che non esistono affatto “varie identità”!Ma vabbè, è quasi ora di cena…Buon Natale a tutti!

  16. Carlo

    per clinternon c’è problema! figurati, mica pretendo che la nazionale lombarda abbia milioni di tifosi! non sono certo intollerante, semplicemente mi identificherei di più in un’ipotetica nazionale lombarda che in quella italiana, ma questo capisco che possa non essere condiviso da tutti.spero tuttavia che tu possa accettare il fatto che le varie identità culturali possano essere percepite diversamente nei vari individui…

  17. cydella

    Comunque che i baschi siano diversi dagli spagnoli non ci piove. Basta andare a fare le vacanze nei Paesi Baschi e in altre zone della Spagna e si nota la differenza. Non hanno quell’approccio caciarone e da superamicone tipico dei paesi mediterramei: stanno sulle loro ma poi sono molto cordiali. Li preferisco di gran lunga agli approcci “ma ciao”, “bella lì”, “ué cumpà”, tipici di altre zone.

  18. Tani

    Mai cosa fu più vera, Nick! Da pezzente extracomunitario, mi mandava in bestia quando sentivo i “buonisti” della tolleranza verso gli stranieri. Tolleranza un cazzo! Se vengo a delinquere, chiudetemi dentro o buttatemi al mare. Se faccio una vita da persona civile, non voglio essere tollerato, ma pretendo di essere rispettato e basta.

  19. Nick

    Aggiungo che anche la tolleranza è un concetto bassamente e meschinamente razzista (si “tollera” un animale, un inferiore, un idiota…non chi ha la nostra stessa dignità)

  20. Dane

    @Clinter: tanto più che la anzuonale lombarda del 90 era uguale in difesa ma più debole a centrocampo e attacco di quella italiana che è uscita in semifinale.@Dag: sono d’accordo, dire “siamo tutti uguali” (sia si parli di razze e culture, sia si parli di sesso) è quanto di più razzista ci possa essere. Perchè essere anti-razzisti non significa cancellare le differenze bensì accettarle…

  21. dag_nasty

    Ho fatto una piccola ricerca, ecco altri membri (tra i più noti) che hanno indossato la maglia della nazionale padana: Giampietro Piovani, Fabio Voltolina, Cristiano Pavone, Carlo Nervo e Riccardo Allegretti.

  22. dag_nasty

    Lo conobbi nella sua pur breve esperienza a Lugano. Ciò che mi colpì di lui furono la sua serietà nell’affrontare questa parentesi di fine carriera e il suo essere uomo squadra, nonostante in serie B in Svizzera potesse fare un po’ lo sborone. Uomo molto cortese e disponibile devo dire.

  23. clinter

    Son contento per il Tibet, anche perchè non si è mai sentito che un’organizzazione tibetana abbia fatto saltare in aria qualche innocente. Che Ganz fosse un pirla lo sospettavo, ora che ha giocato nella nazionale padana, lo so per certo.

  24. dag_nasty

    La nazionale lombarda non esiste in effetti e mai probabilmente esisterà. Un bene? Un male? Mi pare ininfluente.In compenso esiste quella della Padania (oibò) che ha vinto se non erro una sorta di mondialino riservato a questo tipo di rappresentative (fra le stelle Ganz, chissà gli altri…). Inoltre ha giocato un’amichevole con una rappresentativa del Tibet, contribuendo a dare voce alle proteste contro la dominazione cinese.

  25. clinter

    L’Iran potrebbe fare una bella partita con la rappresentativa di Cinisello Balsamo. Cazzo, non può,ci son 3 giocatori nati a Balsamo che si rifiutano di perdere la loro identità storico-culturale, giocano solo se la rappresentativa si chiama Balsamo. A loro va la solidarietà di tutte le nazionali di condominio della terra.Carlo spero la nazionale lombarda perda tutte le partite possibili.

  26. dag_nasty

    ah ok, grazie del (rapidissimo) chiarimento, chiedo venia per averti frainteso. Non so però chi sia codesto Dagola… il mio nick deriva da una band hardcore americana degli anni ’80…

  27. Nick

    Dag (ma sei dagola, per caso?) no, non mi riferivo a te! :DA parte il fatto che tendo a dimenticare l’associazione nick-opinioni in tempi brevissimi, ma la tua posizione l’altra volta alla fine si è resa abbastanza chiara e decisamente diversa da quelle del “tipo” di persone alle quali si riferiva il mio commento!Continuo a non capire come ci si possa sentire diversi fra Milano e Napoli come ci si sente (giustamente) fra Milano e Rio, ma con il discorso del lombardo-ariano non c’entra niente, è chiarissimo!

  28. dag_nasty

    Nick potevi rivolgerti direttamente a me visto che intendevi me.Comunque io credo che ammettere delle differenze (sociali, cultruali, di mentalità, o come vogliamo chiamarle), per poi cercare di comprenderle e infine superarle, per cercare una convivenza proficua, non sia di per sè un male. Perlomeno questa è la mia idea, ma magari sono in errore, come spesso mi capita peraltro.Ritengo che tutto ciò non abbia nulla a che vedere col razzismo, che è una boiata in termini (un bambino congolese che nasce e cresce a Brescia sarà ovviamente bresciano a tutti gli effetti), il corredo genetico non conta un cazzo infatti.

  29. Nick

    Questo articolo lo dedicherei a quelli che “le differenze culturali tra nord e sud”.Al di là di questo, l’insegnamento è che più estremizzi un concetto (Euskadi) più ci sarà qualcuno portato a estremizzarlo ulteriormente (Euskal Hierra)…

  30. dag_nasty

    In effetti l’unico modo di subire gol era segnarselo da soli…e infatti Zenga ha provveduto con l’Argentina.

  31. Dane

    Gli stessi che han fatto gol a Zenga, Bergomi, Maldini, Baresi, Ferri, De Agostini, Donadoni, De Napoli, Schillaci, Giannini, Baggio?!…p.s.: Ekstroem, questo è il tuo topic, batti un colpo!…

  32. Carlo

    naturalmente io possiedo la maglietta della nazionale basca, e posso vantarmi di essere stato a compostela la notte in cui la nazionale gallega ha esordito contro l’Uruguay il 29 dicembre 2005…un giorno, spero non lontano, esisterà anche la nazionale lombarda, che magari avrebbe potuto anche vincere i mondiali del 1990 con questa formazione:Zenga – Bergomi – Maldini – Ferri – Vierchowod – Baresi – Lombardo -Fusi – Vialli – Crippa – Donadonie chi ci faceva gol?




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