Bastardi dentro

Oscar Eleni dall ‘isola del tesoro dove offrono due alternative per le feste di fine anno: il male e il bene, il perfido e il pane di ieri che è buono anche domani. Da una parte la capanna dei bastardidentro, un sito che potrebbe aiutarvi se non sapete cosa scrivere sopra il biglietto di auguri, che potrebbe servire alla Lega per scegliere il nuovo presidente già contestato nella placenta, che sarebbe utile a Dino Meneghin per avere la mappa reale sui pretoriani del pennino, quelli dei musini, dei saluti messaggio minaccioso, che oggi fingono di volerlo Cesare, sapendo che a loro serve, al massimo, un Tigellino. Dall’altra, lontano da tutto il convento di Enzo Bianchi, frate contro, frate da combattimento nel nome dei poveri veri, uno che non può piacere alla curia. Lui ti lascerà sul comodino il libro che ha scritto spiegando bene ai sacrestani di oggi, quelli che fanno la fila nella corte della maga anoressica, come sia importante sedersi intorno ad una tavola. Non per mangiare di tutto e di più, ma per raccontarsi le cose spiluccando il pane di ieri che è buono anche per domani, perché certi valori superano il tempo, le bufere, gli affanni del presente. Cari legaioli andate in quel convento a passare le vacanze, caro Meneghin vacci anche tu, così li ascolti e li misuri, ma portato dietro anche quelli che fingono di essere sulla tua carrozza soltanto per evitare di fermarsi nel posto sbagliato, pronti ad andarsene appena vedrai il sole dell’avvenire. Bugiardoni tutti, ma se vengono sulla nostra isola sarà facile capire che, prima o poi, finito il pane, i pennini, andranno nel castello dei bastardi dentro dove puoi avere anche l’oroscopo 2009, dove ti daranno un buono valido per due persone, da sfruttare con Long Silver detto Barbecue, il perfido che trovi in tutte le storie, quella federale, quella di lega, quella di certe società, buono per sedersi davanti alla montagna calva urlando quello che pensano da sempre: fanculo tutti.
Prima di cercare saggezza nei pacchi dono che a Milano si comprano da Pietro Paolo Virdis, per avere un po’ di Sardegna a domicilio, per avere un po’ di ricordi speciali da vendere alla tavola dove metti olio sul pane di ieri e vino nella garganta, per ricordarsi del Milan di Rivera e Liedholm, andiamo al castello dei bastardi per farci consegnare i prigionieri da portare al villaggio dei famosi in malafede, quelli che sanno perché mentono, ma tirano avanti nella speranza che nessuno se ne accorga. Dire che Roma è cambiata dopo averla vista soffocare contro una Lubiana certo più debole di quella battuta in Slovenia, parlare di coraggio per il rilancio del Giachetti che la stagione precedente era diventato un quasi regista vero prima dell’infortunio, ammettendo che alla scuola di Gelsomino aveva imparato ripartendo da zero, insomma vedere il sole dove piove fa una certa impressione. La malattia era ben visibile e non dipendeva soltanto dalla stanchezza mentale di Repesa spremuto da una stagione usurante finita alle Olimpiadi. Dire che Giachetti finalmente gioca vuol dire non sapere che nelle rotazioni serie avrebbe potuto entrare se poi non dovevi rispondere ai ragazzi di Flavio e Paola sull’accantonamento di Allan Ray, sulla giusta permanenza ai corsi pomeridiani di recupero del ragazzo Jennings che, secondo loro, quando sarà un grande nella NBA, ricorderà con piacere questa gita romana. Certo che la ricorderà, ma sarebbe meglio se lo potesse fare pensando alle ore che gente di buona volontà ha sprecato per lui. Roma è nata male su un pivot molle e fasullo come Brezec, con rotazioni rese impossibili dall’egoismo dei giocatori e della società.
Alla Virtus Bologna l’arrivo di Boniciolli e Zorzi ha cambiato tante cose, si sono viste, ma pensare che le colpe fossero tutte e soltanto di Pasquali e che il nuovo corso era cominciato perché la squadra aveva ritrovato il sorriso sapeva tanto di bufala. Va bene inventarsene una ogni giorno, ma non si può pensare di essere davvero più furbi quando, magari, si arriva ad essere soltanto più fortunati. Parlare di Fortitudo rigenerata in poco tempo dalla mano e dalla saggezza di Pancotto ha un senso se pensiamo che l’allenatore di Porto San Giorgio, come Boniciolli, è diventato all’improvviso Padre Pio e anche il sempliciotto del villaggio che crede agli stessi che alla prima scivolata gli diranno siete cretini integrali. Le aquile volano senza sapere dove andare perché non hanno uno capace di pilotarle e vale ancora adesso la domanda di molti su Huertas: lo hanno presentato come uno dei migliori registi dell’ultimo campionato spagnolo, allora diteci come erano i peggiori. Milano ha raccontato ai nuovi nipotini, usando la voce fuoricampo dei nuovi Tutor perché dei vecchi zii e dei nonni brontoloni di un tempo quasi si vergogna, che era arrivata la cicogna portando qualcosa di nuovo in città, che per il Babbo Natale Armani i fieri guerrieri avevano inventato il cuscino giusto, salvo poi scoprire che non tutte le volate finiscono in gloria, che quelle più difficili sono state perdute sempre alla stessa maniera, perché certa gente non la cambi anche se la confermi quando tutti erano pronti a congedarla, certa gente non cambia natura da Roma a Milano, da dove volete voi al Forum.
Pagelle nel silenzio del convento:
10 A Gigi TERRIERI mitica voce della Virtus per aver visto cose che noi umani non potremmo immaginare quando ha raccontato la storia di una società che lui ha visto risorgere dalla cenere ai tempi di Porelli, che lui ha visto diventare grande seguendola dal 1971, senza mai sbagliare angolo. Ci vuole orecchio per essere sempre sintonizzati anche quando non ci sono più i Porelli e devi misurarti su altre frequenze, alte e forti, basse e sconclusionate, belle da difendere, povere da proteggere quando prevale la maleducazione.
9 A Fabrizio FRATES per aver trovato le soluzioni giuste in una reggia casertana dove pensavamo che prendere certi giocatori sarebbe stato rischioso. Certo i conti si fanno alla fine, ma quando vedi giocare la Eldo provi un certo piacere e forse esistono ancora allenatori che sono in grado di ordinare ai giocatori di fare quello che serve alla squadra e non ai loro agenti.
8 A Sylena JOHNSON GARRIS, la moglie del pilota di una Montegranaro che, nella serata dove tutti avrebbero dovuto essere più allegri, accompagnati dalle note e dalla voce di una vera artista, si è trovata sola sul parquet di Porto San Giorgio perché nessuno dei compagni di suo marito ha sentito quell’armonia.
7 Al PAPALIA proprietario di Rieti non tanto perchè cerca disperatamente sostegni economici per non trovarsi con altri punti di penalizzazione, per non rubare a giocatori con l’anima di un Patricio Prato il sogno di potersi salvare davvero, ma per l’intervento sugli idioti che pensavano di fiacchare Facchini tirandogli delle monete. Questa gente andrebbe individuata e in crisi economica spetterebbe a loro pagare le multe salatissime che arriveranno.
6 A Dan PETERSON e Valerio BIANCHINI che nel libro ricordo sulla vita e le opere di Maurizio Martolini, arbitro emerito, hanno detto le cose che andavano ricordate, con il loro stile, con la fantasia che li rende speciali in ogni occasione, sarà per questo che nessuno dei due serve a questo basket a cui piacciono di più i venditori porta a porta.
5 A chi progetta le NUOVE ARENE dello sport dicendoci che la verà novità non è tanto dentro il palazzo o lo stadio, ma in quello che verrà costruito intorno. Ci dicono che avere negozi, ristoranti, cinema è un segnale di vita nuova, anche se a noi sembra difficile che in questo modo possa cambiare l’educazione della gente, migliorare la cultura se poi si fa finta di non vedere e sentire quello che certi dicono quando sono a bordo campo.
4 Ad Attilio CAJA se non sgrida i suoi amici del Corsport che gli hanno dato il merito della vittoria di Avellino che spetta a Romeo Sacchetti. Ma succede quando si è nel cuore di tutti quelli che soffrono vedendo artiglio fuori gioco. Si vari subito la regola che gli allenatori esonerati possono rientrare almeno in altre categorie.
3 A GORDON se pensa di essere diventato davvero il nuovo Flash per lanciare la Fortitudo, perché lui può fare progressi soltanto se segue la pista tracciata dall’allenatore, se si convince che quelli con la stessa maglia, tipo Mancinelli, possono avere il pallone importante nel momento giusto. A Milano ha fatto il capolavoro, ma dietro c’è il resto. E’ giovane, dicono, allora aiutiamolo crescere senza troppo incenso. In questlo modo la Fortitudo crescerà davvero e con gli uomini che ha non è detto che alla fine sia soltanto spettatrice.
2 A Carlton MYERS che nelle pagelle del Carlino Pesaro viene definito imbarazzante. Uno del suo livello può non essere in giornata, può andare male, ma essere addirittura imbarazzante vuol dire ben altro. Speriamo che sia stato il vento caldo di Siena a stordirlo e non il tempo inesorabile che passa.
1 Agli ARBITRI alberi di Natale visti a Milano, visti in Eurolega, certo quelli a livello internazionale sono peggio dei nostri, ma non di tutti i nostri. Evitiamo sviolinate senza senso a gente che lavora in un terreno difficile ma, come i giocatori, deve allenarsi bene e sempre se vuole essere creduta, ma soprattutto deve essere fermata o tenuta a sedere se non è all’altezza.
0 Alla LEGA che divora i suoi presidenti, che doveva essere compatta per contare davvero nel prossimo consiglio federale e che invece si troverà spiazzata. Essere arroganti o maleducati non vuol dire anche essere gli unti del Signore come sapete bene. Certo fino a quando la gente dirà non ci vado perché tanto comandano in due, non ci vado perché non li capisco più, ci vado e mi inginocchio perché senza di loro non si farà nulla, avremo questo papocchio per la festa dei grandi elettori che già si fregano le mani perché il prossimo appalto saranno 80 giorni di raduno azzurro.
Oscar Eleni
(per gentile concessione dell’autore)
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