Beffato Vito Catozzo

1. Se un giornalista riesce a tirare due scarpe addosso all’agile Bush, che un minimo servizio di sicurezza dovrebbe averlo, cinquanta ultras milanisti possono tranquillamente eludere la ‘sorveglianza’ di qualche vigilante di Cologno Monzese tipo Vito Catozzo. L’irruzione in diretta a Controcampo ha avuto aspetti divertenti ed inquietanti al tempo stesso, anche se la vera domanda è come mai 400 tifosi rossoneri stessero andando a Torino senza biglietto in una serata da lupi. Evidentemente qualcuno (non della Juventus) aveva dato assicurazioni di un’entrata all’italiana, se non proprio di un omaggio.
2. Non è una domanda, ma una risposta, la condanna ad otto mesi (con la condizionale da terra dei cachi) all’unico ultrà arrestato. Aveva tirato un sasso ad un carabiniere intervenuto dopo l’entrata in scena del gruppo che protestava contro il caro biglietti (problema sorto solo domenica sera, come è noto). Lo stesso sasso, lanciato in uno stadio, avrebbe prodotto a malapena un’identificazione: il calcio Sky produce almeno un effetto positivo.
3. Di culto la lettera di Zamparini ai tifosi, con cui uno dei pochi presidenti italiani che paghi davvero gli stipendi (non è scontato, nemmeno in serie A) ha spiegato le motivazioni del silenzio stampa della società. Non la smania di protagonismo di Zamparini stesso, come era parso ai più, ma lo scarso spazio dato sui media nazionali alle vicende del Palermo. Dicono che si riferisca più alla tivù che ai giornali. Dicono anche che vedere De Laurentiis pavoneggiarsi con il più ‘visibile’ Napoli, che era stato ad un soffio dall’essere suo, lo faccia stare male. Dicono anche che potrebbe compiere un percorso inverso a quello dei Sensi, marciando su Roma con la benedizione di Moggi e quindi di Geronzi.
4. Alla festa natalizia del Milan, ieri notte in Fiera, ad Adriano Galliani sarà venuto un colpo vedendo insieme Franco Baresi e Gianni Rivera, due che amabilmente detesta come Mancini (ma meno di Capello): il primo perchè ad un passo dalla presidenza a fine anni Novanta, quando Berlusconi vagheggiava un futuro da semplice proprietario e sembrava ascoltare i consigli di un amico, il secondo per vicende decisamente più note. Bella e strana l’idea di omaggiare il Milan pre-Silvio con l’esposizione della Coppa del 1963 ed il coivolgimento di vecchie glorie, volgare al di là delle intenzioni quel ‘aveva il cervello nei piedi’ di Berlusconi riferito a Rivera fra le risate dei servi. La maglia numero dieci continuerà a non essere ritirata.
5. Nel paese della famiglia (mitica la sua spiegazione da parte del suocero di Verdone in ‘Compagni di scuola’) e del familismo amorale, cosa ci sarebbe di male se un padre dipendente della Roma almeno sorridesse per un gol di suo figlio alla Roma? Niente. Ma la paura di farsi rigare la macchina e soprattutto di trovarti idioti sotto casa è sempre tanta, non solo a Roma. E non si può spacciare per storia bellissima e curiosa quella che è sembrata una violenza autoinflitta per paura di ritorsioni. Bruno Conti rimane un idolo, l’ambiente del calcio rimane uno schifo.
6. Il freschissimo esonero di Orlandi, con panchina della Reggina data a Pillon, ci ha fatto scattare la molla di Sconcerti dei poveri e ci permette una modesta riflessione non sulla precarietà del mestiere di allenatore (che conviene a tutti, anche agli allenatori stessi) ma sul fatto che ormai a molti tecnici di valore convenga aspettare un metaforico cadavere, spesso lucrando un biennale al presidente timoroso della piazza, piuttosto che iniziare una stagione in una realtà a rischio. Un po’ come ha fatto nel basket Sergio Scariolo, che in un colpo solo si è visto arrivare il milione annuale del Khimki e la panchina della nazionale spagnola (manca solo la firma, per dirla in mercatese). Non può essere un caso che i cinque cambi di guida in serie A siano avvenuti a beneficio di allenatori con più mercato (non significa più bravi) dei predecessori: Ballardini per Colantuono al Palermo, Mihajlovic per Arrigoni al Bologna, Di Carlo per Iachini al Chievo e Novellino per De Biasi al Toro, prima della scelta di Foti. Insomma, essendo aumentati le ambizioni ed i budget delle società un tempo ‘medie’, adesso conviene salire sullo Zamparini in corsa e non su quello in partenza. Comunque siamo amici di tutti.
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
(appuntamento a domani, verso le 13)
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  1. dag_nasty

    Io potrei essere daccordo con tutti: in effetti Conti può essere tifoso a tal punto da dispiaceresi del gol di suo figlio, ma anche se fosse così converrei a maggior ragione con l’amara conlcusione di Stefano: il mondo del calcio è uno schifo. Sarà che non concepisco l’idea di “tifo” (mi sembra una roba da ragazzini) ma io la penso così.

  2. Hytok

    Andrò contro tutti quanti voi, ma sinceramente se un mio ipotetico parente calciatore facesse gol contro la mia Sampdoria io non farei nemmeno mezzo sorriso. Tifare è così, non c’è nulla di male se Conti è romanista viscerale.Quanto a Moggi (depressione), qualcuno mi spiega che fine ha fatto la cosiddetta proposta di radiazione?

  3. Dane

    Direttore, ero sicuro di aver conservato da qualche parte la fotocopiatura (la gavetta è fatta anche di queste cose…) della sceneggiatura originale ma volevo esser sicuro di ritrovarla per regalarle questo brivido. Cito:”…Piero guardame’bbene’n faccia, che c’ho ‘a faccia da santo?!…””No’o so…””…C’HO ‘A FACCIA DA SANTO?!…”(all’unisono) “NO!…””Nun so’n santo manco io…anzi, se c’è uno che je dovrebbero da’ l’Oscar der mignottaro, quello so’ io…”(…)”Pure su madre sai?! Faceva così se me beccava…e tu manco te l’immagini quello che ho fatto io…bianche, nere, gialle, more, bionde…davanti, de dietro, in piedi, a pecoroni, in ginocchio…””Ma io mica so’ a sti livelli, ahò!…””PERO’…al primo campanello d’allarme…TAC: taglio netto!…e lo sai perchè?!…PERCHE’?!…””Perchè?…””Perchè la famiglia è sacra!…”p.s.: ritiro tutto quanto detto sulla battuta del Presidente di tutto, mi era sfuggita la seconda parte che ho trovato oggi sui giornali…

  4. Dane

    Ovviamente volevo dire Fritz Walter, Pritz arrivò qualche decennio dopo ed aveva piedi meno sensibili… 😛

  5. Dane

    Concordo con Nick, da aborritore (abbiate pazienza, l’ho appena letto su un libro di Palazzeschi e non vedevo l’ora di usarlo… 😛 ) del “mammismo” all’italiana non vedo perchè Conti avrebbe dovuto correre sotto la curva per il gol del figlio. Sarò io che son fatto di carta vetrata come dice la mia bella, ma lo scarrafonismo delle nonne italiane l’ho sempre visto come uno dei tanti freni al progresso di questo paese (imparino dal signor Ikea…).Il che non toglie nulla al discorso sugli ipocriti che han paura del conto del carrozziere: campione del mondo il laziale D’Amico col suo “peccato!” ad un gol del Milan in finale di Coppa Italia contro la Roma.Già che ci sono, Direttore, le dico che io (e sì che di solito son più malpensante che ingenuo…) non ho visto nulla di male nelle parole del Presidente di tutto. Non per togliergli il titolo di Cintura Nera di Cazzate Ottavo Dan (degno erede dell’Avvocato…), ma la battuta mi sembrava realmente un complimento. Anche Liedholm una volta disse di Pritz Walter (che aveva l’hobby del pianoforte) che “aveva mani e piedi sensibili uguali”…

  6. Nick

    No, no…io intendevo proprio dovuto al fatto che LUI sia romanista. Loro spesso vivono la Roma come una cosa viscerale, e non mi stupirei se qualcuno la mettesse davanti a un affetto personale. Che poi stiamo parlando di un gol, non di una condanna a morte…insomma, un pensiero tipo “e che cazzo figlio mio…proprio oggi dovevi tirare fuori il coniglio?” non mi stupirebbe particolarmente.

  7. Pierfrancesco

    la memoria mi suggerisce che le polemiche riguardo Ahn (che era già del Perugia da una stagione quando si giocavano i mondiali 2002) non facevano riferimento al golden gol di quella sciaguratissima partita (sciaguratissimo Trapattoni, sciaguratissimissimo Byron Moreno) ma alle dichiarazioni abbastanza poco edificanti dello stesso Ahn nel pre-gara, riguardo ad una difesa italiana se non ricordo male “lenta e vecchia” (Nesta era fuori per infortunio).Lo sguardo di Conti al gol del figlio (fra l’altro, fra tanti figli d’arte che hanno uno stipendio da calciatore solo per il nome che portano, Daniele Conti è realmente un ottimo giocatore) era assolutamente di pietra. E’ triste pensare che se avesse accennato ad un sorriso qualche ultrà romanista gliene avrebbe chiesto conto.

  8. tackelscivolato

    Per me è un limite caratteriale di Bruno Conti, non c’entra niente l’ambiente giallorosso (per quanto bue, il popolo arriva a capire l’amore filiale e quindi anche il gol del pargolo). E’ proprio Bruno ad avere un core de pietra

  9. cydella

    Intanto la Cremonese ha rescisso con Iaconi e ripreso Mondonico, che l’anno scorso aveva rescisso dopo la mancata promozione, dovuta a “cattiva gestione” del ritorno della finale playoff (andata Cittadella-Cremonese 0-1, ritorno 1-3). PS: se l’hanno ripreso, forse non aveva “gestito” così male…

  10. jeremy

    Se è per questo Gaucci poi lo vendette in nome dell’amor patrio. Magari facendoci sopra un sacco di soldi, ovviamente.

  11. Angius63

    Bè, ragazzi, questo è il paese in cui all’allora presidente del Perugia Gaucci ne vennero dette di tutti i colori perchè nella sua squadra giocava il coreano Ahn che ci eliminò dai mondiali 2002 col famigerato golden gol. Il fatto non avvenne per strada da parte di qualche tifoso comune, ma in TV e “l’accusatore” era nientemeno (squilli di trombe) che il padre del giocatore Mark Iuliano, che faceva parte di quella spedizione (a proposito, questo è un altro dei grandi misteri del calcio Italiano).

  12. Paolo S

    Ciao Stefano, mi era sfuggita la fantastica l’irruzione ultrà in tv!!! ho giusto visto il video. Tutto, dalla “trasferta negata” ai “diritti dei tifosi”, dalle modalità di accesso agli studi e l’entrata in scena, nonchè il contesto in cui è avvenuta e cioè la trasmissione in se (controcampo), mi pare sia stato meglio di una relazione programmatica del paese delle banane. Per la prossima volta consiglierei allestire un videomessaggio alla defilippi seguito dall’incontro col ministro degli interni dall’altra parte del muro con tanto di abbraccio finale.—Quella della famiglia Conti è una situazione che si è verificata diverse volte con simili analogie nel campionati britannici (dai Redknapp ai Clough per citare i più celebri). Stranamente lì viene vissuta con grande simpatia e con umorismo e non con la dovuta serietà… Certo che sti inglesi sono proprio strani…Ciao!

  13. Nick

    Quello Zamparini su Roma è a metà fra il mistico e l’agghiacciante.Alla scena di Conti avevo fatto caso anche io…molto triste, in effetti. Certo trattandosi di romanisti non si può mai dire se quella tristezza fosse realmente imposta! 😀




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