La risposta è Gasperinho

Se non si lascia sfuggire il secondo posto Claudio Ranieri sarà confermato alla guida della Juventus per il prossimo anno poi…Poi dal 2010 ci saranno grosse novità. Secondo quanto risulta ai frequentatori della dirigenza juventina (perdonateci, ma i nomi no: però per fortuna sul web rimangono tracce di tutto e fra un anno sarà facile controllare il nostro grado di attendibilità: poi so quanto Stefano detesti il calciomercato) il progetto è del tutto indipendente dalle performance dell’attuale tecnico bianconero. In alto, infatti, hanno già deciso il futuro della panchina: andrà ad occuparla Gian Piero Gasperini, attuale allenatore del Genoa. Non importa se ha un contratto ancora lungo: con Preziosi non ci saranno problemi se dovrà fare le valigie subito. L’identikit del tecnico ideale della Juventus infatti, non si discosta neppure di una virgola dalle caratteristiche di Gasperini, che resta comunque un prodotto made in Juve. E’ alla Juventus infatti che ha tirato i primi calci ed iniziato la sua carriera di tecnico. Quasi un lustro nelle giovanili bianconere con fior di giovani che hanno trovato spazio nel massimo campionato e vittorie a ripetizione, tra cui il Viareggio. Gasperini è diventato tecnico tra i professionisti a Crotone. E’ partito dalla gavetta portando la squadra calabrese dalla C in B e dando vita nei due anni successivi a campionati di grande prestigio. Si è ripetuto a Genova, quasi a conferma di un carattere vincente che viene da lontano. Gioviale, disponibile, attento a non urtare la suscettibilità di un mondo che prende cappello alla prima mossa sbagliata, nessuno ha mai visto Gasperini, neppure di fronte alla più cocente sconfitta, maltrattare qualcuno. E non c’è neppure da pensare a un carattere fragile o a quel servilismo che appare spesso un po’ su tutte le panchine. A Crotone, quando fiutò un tentativo maldestro di inserimento nella sua sfera tecnica, non ci pensò due volte a rassegnare le dimissioni. Lo richiamarono quando si trovarono con l’acqua alla gola e lui compì in meno di qualche mese il miracolo della promozione. E’ proprio lui quindi la risposta a Mourinho, almeno stando ai vertici bianconeri. La Juve nella sua storia non si è mai affidata a tecnici particolarmente polemici o alla ricerca di una vetrina a tutti i costi (non che Mourinho ne abbia bisogno: per lui parlano i risultati). Non solo. A decidere per Gasperini c’è questa società che non ama spendere troppo e soprattutto non crede negli acquisti di giocatori già affermati per i quali bisogna tirar fuori fior di milioni. Come vuole la tradizione si andrà su giovani, certo di valore ma già pronti all’impiego. E anche in questo Gasperini ha le carte in regola per tornare alla Juventus: Ranieri viene considerato il gestore ideale per una squadra che può vincere, come questa con qualche campione agli ultimi lampi, ma non per una squadra totalmente in costruzione: del resto sarebbe lui il primo a non accettare un ridimensionamento delle ambizioni. Gasperini 2010-2011 avrà sicuramente uno sponsor in Lapo Elkann che, nella famiglia, è l’unico a aver conservato l’attaccamento alla squadra che fu dei suoi avi. Lapo ha mostrato finora una creatività e un’intelligenza non comuni, per lui parlano le sue idee e i suoi progetti realizzati anche nel settore auto, anche se hanno fatto in modo di lasciarlo defilato dopo le note vicende: non è stato un bene, per vari motivi. Il giudizio su Gasperini di Blanc, Cobolli Gigli e Alessio Secco è poi a dir poco positivo. E’ pronto anche il programma: una stagione intermedia e di ringiovanimento della squadra che non potrà contare sull’eternità di Del Piero e Nedved per poi spiccare il volo verso il traguardo dello scudetto. Solo se Ranieri riuscisse in un’impresa che al momento appare impossibile (quindi scudetto o Champions), potrebbe allungare un capitolo di cui è già stata scritta la prima pagina. Per adesso tenuta gelosamente segreta, ma non troppo.
Federico De Carolis
fedecarci2@hotmail.it
(in esclusiva per Indiscreto)
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  1. mario

    Didier Deschamps se ne ando’ sbattendo la porta e arrivo’ Ranieri perche’ era uno che “si accontentava”.Si accontentava di 1 milione all’anno. Si accontentava di Molinaro terzino sinistro e Mellberg parametro zero. Di Andrade e Knezevic arrivati dopo lunghi e delicati infortuni.Si accontentava di Poulsen al posto di Xabi Alonso, dopo 1 mese di tira e molla sull’ingaggio.Detto questo, credo che Gasperini sia superiore a Ranieri, quindi ben venga.A patto che insieme a lui arrivino anche un Direttore Sportivo e un Capo Osservatoro degni del nome della Juve.

  2. Carlo

    stefano, grazie mille, quell’articolo lo conservo nel mio cuore, naturalmente ce l’ho stampato ma il fatto che tu lo abbia ripostato permette a tutti di goderne appieno…grazie ancora, il succo di qualcosa è ormai mitologia

  3. Ivan.fab

    @ cydella non hai colto quello che volvo dire. Semplice ironia sulle note vicende private del Lapone. Ho collegato il tuo culo parato con un altro tipo di culo. Più chiaro di così non si può. @Stefano quel pezzo è troppo mitico. Il succo di qualcosa è mitologia…

  4. Stefano Olivari

    Carlo, eccoti accontentato!!! Il pezzo di Pippo Russo è datato 17 dicembre 2004…Ogni epoca ha il suo motto. Per secoli siamo andati avanti a ‘Homo homini lupus’. Ma poiché il cambiamento è troppo radicale, è bene cambiare la formula hobbesiana, convertendola in una più al passo con i tempi: ‘Homo homini Lapo’. Non nel senso che ogni uomo è ‘Lapo’ per qualunque altro uomo, ma perché forse ognuno di noi ha un Lapo dentro (ci si perdoni la non ortodossa declinazione). E perché, comunque, ce n’è uno là fuori che basta per ciascuno di noi. Talmente presente sui giornali da far pensare che lo stanco genio italico abbia finalmente trovato una nuova guida in quest’accanito disegnatore di felpe, tanto simili a quelle che s’immagina venissero sfornate dai ‘Kroda Ataljerski’. I giorni del Motorshow sono stati un martellamento. Lapo, sempre Lapo, fortissimamente Lapo. Lui, su di lui, intorno a lui. Con schiere di ‘Lapologeti’ pronti a scrivere e lasciarsi intervistare, e lui che rispondeva a ogni domanda sugli umani misteri, sconfinando spesso nel campo dello sport. Il tormentone è cominciato venerdì 3 dicembre, con due quotidiani sportivi pronti a raccogliere le esternazioni del figlio di Alain Elkann (quello vero, non Andrea Scanzi). Su Tuttosport un articolo firmato da Adriano Torre era dominato dal seguente titolo: ‘Fiat punta su sport e giovani’. L’incipit del pezzo recitava: ‘Più gioventù, più sport, più colori: aria nuova nel gruppo Fiat che ha scelto il Motor Show per aprire le porte al futuro.Un futuro difficile, impervio, con scelte obbligate sul piano dei rapporti lavorativi. Un futuro che parte dall’immagine, legata a Lapo Elkann, il rampollo erede che sta mettendo la faccia davanti a tutto e lo fa con grande entusiasmo’. Era solo l’inizio di una serie che quel giorno stesso toccava uno dei punti più alti: l’intervista concessa a Pino Allievi della Gazzetta. Essa era stata annunciata in prima pagina dal titolo: ‘Presidente Juve? Sarebbe un onore’. Nel descriverlo, Allievi ha utilizzato queste misurate parole: ‘Braccato da un nugolo di giornalisti, di microfoni, di cineoperatori e persino di gente qualsiasi che gli chiede l’autografo, come si fa con una star dello spettacolo, il ‘piccolo’ Elkann ha un sorriso per tutti, una stretta di mano, un saluto, a volte un abbraccio come quando incrocia la zia, Tiziana Nasi’. Com’è umano, lei. Ma stava arrivando il passaggio topico del pezzo di Allievi: ”Ci beviamo un succo di qualcosa?’, dice mentre tentiamo di allacciare un minimo di discorso’. Al richiamo del ‘succo di qualcosa’, Allievi non poteva rimanere insensibile. Infatti, il seguito recitava: ‘Ed eccoci in una accogliente saletta di rappresentanza, dove finalmente non c’è nessuno e ci si può sedere. Lui, che veste in spigato blu e ha una ‘pochette’ tricolore nel taschino, allunga il posacenere e accende una sigaretta: ‘Do fastidio?’. ‘No”. Immaginiamo un frammento seguente dell’intervista, non trascritto. Lapo spegne la cicca sul dorso di una mano di Allievi. ‘Do fastidio?’. ‘No’. Il giorno dopo, festa grande. Su Tuttosport, un articolo firmato F.F. annunciava nel titolo quanto segue: ‘Lapo in campo per Telethon’. L’articolo si riferiva a una partita a scopi benefici programmata per il 18 dicembre, fra nazionale stilisti e calciAttori (pure questa…), e in esso si leggeva: ‘Il nipote dell’Avvocato può a pieno titolo far parte della nazionale Stilisti, dal momento che è stato ideatore delle felpe vintage (e della futura linea di abbigliamento) griffata Fiat, vero fenomeno modaiolo dell’anno’. Quanta gente avete visto in giro con addosso le felpe Fiat, a parte i giocatori della Juventus? Ma andiamo avanti. Sull’edizione speciale del supplemento del Corriere della Sera, Corriere Motori, ecco un’intervista con richiamo in prima pagina, rilasciata a Nestore Morosini. Titolo: ‘Una Fiat simpatica e interattiva, dedicata ai giovani’. Ma di una Fiat che faccia auto decenti vuol proprio parlare nessuno? E andiamo al Riformista, che ha dato voce a una zia di Lapo, Maria Sole. Titolo del pezzo: ‘Maria Sole ha un debole per Lapo, ama la Panda e non legge la Stampa’. Minchia, fondamentale! A intervistarla ha provveduto una nostra vecchia conoscenza: Costanza Rizzacasa D’Orsogna, quella che voleva essere Guia Soncini ma rimase Costanza Rizzacasa D’Orsogna. Di caratteristico (nella nostra d’O e nelle sue histoires) c’è soltanto quell’utilizzo forsennato dell’inglesorum che accomuna tutti i ragazzi del Riformista: ‘Ci incontriamo da Antonini (…) che lei con una punta di nostalgia chiama ancora Gran Caffè Ruschena (…) ma che oggi, tra la pioggia e il traffico inquietante del rientro, sembra solo un po’ out of place. (…) Porta con sé un’informe shopping bag color avorio’. Degnissima la conclusione: ‘Poi insiste per pagare, ci alziamo e l’accompagno alla sua auto. E’ancora preoccupata per l’articolo che scriverò e prima di lasciarmi si raccomanda. ‘Guai’, mi dice, e sembra quasi una minaccia. L’Ulisse è piuttosto alta e l’autista, un ragazzo tutto brufoli, fa per aiutarla. Ma lei rifiuta e due secondi dopo mi sfrecciano davanti. Mi allontano piuttosto ammirata e spero di non deluderla’. Anche in quel posto ‘out of place’ deve esserci stata abbondante mescita di ‘succo di qualcosa’. Pareva tutto si fosse placato, e invece nel fine-settimana successivo ecco un’altra doppietta. Su Tuttosport del 10 dicembre, anche stavolta a firma di Adriano Torre, ecco una nuova intervista con Lapo, intitolata: ‘Vi racconto la mia Juve’. L’indomani, sulla Stampa, un articolo firmato da Fabio Vergnano e intitolato: ‘Lapo spinge la Juve: ‘Vincere in allegria”. A corredo dell’articolo, due foto. In una si vede Lapo che s’intrattiene con Capello e alcuni giocatori della Juventus, rigorosamente vestiti con le felpe Fiat. Nell’altra, tre giocatori del Bologna e tre della Juventus ai due lati di uno strano tavolo da calciobalilla: con sei stecche per lato, anziché le canoniche quattro. In modo da poterci giocare tre contro tre, anziché due contro due. Terrificante. Che sia anche questa un’invenzione del nuovo, rampante genio nazionale?

  5. cydella

    Io non capisco quale sia il modello Arsenal. Non essere mai competitivi? Non avere una speranza di vittoria? Ok lanciare i giovani se sei l’Atalanta, ma se sei la Juve, allora non ci siamo proprio. Da Interista spero vivamente che intraprendano la strada dell’Arsenal, che, è giusto sottolinearlo, non ha più vinto niente da quando ha scelto questo tipo di gestione. Sempre orientati sul lungo periodo, peccato che nel lungo periodo siamo tutti morti, come disse qualcuno.

  6. mizio71

    Credo che la Juve debba attuare il modello Arsenal. Ringiovanire la squadra e puntare su giovani di classe …. in attesa del nuovo stadio e dell’indotto. magari per qualche anno non vincerà molto, ma poi sarà competitiva in futuro per molti anni, anticipando quello che sarà il calcio anche in Italia a breve. NOn credo che i modelli Milan e Inter siano più sostenibili in futuro. Quando i due ricconi di turno perderanno la voglia di coprire le perdite milionarie, anche queste due squadre dovranno finalmnete guardare a logiche di mercato.

  7. Carlo Pizzigoni

    Io credo solo sia difficile ottenere da, butto lì a caso, Camoranesi o Del Piero, lo stesso lavoro di Sculli, Mesto o altri. E in generale molta applicazione, tattica e soprattutto di enorme spesa fisica. Tutto qui. Poi magari Gasperini, in una piazza diversa si adeguerebbe alla grande, non so. Sarebbe comunque un peccato per chi apprezza l’originale.

  8. lizardking66

    Ovviamente al n° 1 e 2 del seed i sono le squadre con portafoglio infinito della città da bere.

  9. lizardking66

    Lascio ad altri la discussione sull’acume di Lapo, mi soffermo sulla questione tecnica. Sono d’accordo sul discorso giovani, ormai bisogna prenderli a 15-16 anni altrimenti i costi sono esorbitanti. Per quanto riguarda le stagioni di transizione, considerando che gli Agnelli non vogliono cacciare gli eurini significa non andare sotto il 4° posto (con la nuova Champions’meglio ancora il 3°). Con una Roma risorgente, un Napoli ambizioso, più altre possibili sorprese, la stagione 2010-2011 senza i campioni che tirano la carretta mi sembra parecchio critica……

  10. cydella

    @ivan.fab: non ho capito che spia rossa si sia accesa. Che grandi idee ha avuto ‘sto Lapo? Le felpe con la scritta FIAT? La linea di occhiali? Mettere le scarpe da ginnastica sotto l’abito? Vestirsi in maniera stravagante? Siccome è un Agnelli allora è un figo, lo facessimo io e te ci darebbero dei pagliacci. Che possa permettersi di fare quello che vuole, va bene e lo farei anche io, ma da qui a spacciarlo a novello Leonardo… “per lui parlano le sue idee e i suoi progetti realizzati”?!?!?!?! Ma stiamo delirando?

  11. Carlo

    un vero peccato che il direttore non possa ripostare il leggendario articolo di Pippo Russo di 4 anni fa “bevendo un succo di qualcosa con Lapo”

  12. Ivan.fab

    Specifico che ritengo Gasperini uno serio e preparato. @Cydella quando ho letto culo parato il bar sport che c’è in me ha accesso la lucina rossa. Ma mi taccio che è meglio per tutti.

  13. Ivan.fab

    Sto col Pizzigoni, non credo che il modello gestionale di Gasperini, per altro edulcorato quando serve, si adatti ad una grande squadra. Ricordiamoci anche che in estate è partito con Gasbarroni e Palladino ai lati di Olivera prima punta, gente che conosceva gia e che lui stesso ha voluto. Poi arriva Milito e tutto si dimentica. Alla Juve non so se te lo puoi permettere.

  14. dag_nasty

    ragazzi ci sono ambienti (e che begli ambienti…) in cui l’intelligenza si misura con lo spessore del portafoglio o col numero di fuoriserie nel garage… quando i suddetti valori sono in numero sufficiente, la parlata tipo duffy duck fumato (con strafalcioni assortiti) passa decisamente in secondo piano.

  15. jeremy

    L’aziendalismo (nel senso buono del termine, come per Ancelotti)di Gasperini mi sembra fuori discussione se si parla di Juve. Non sono convinto sulla politica dei giovani, nel senso che li devi prendere proprio in fasce (15-16 anni come fa l’Arsenal) per avere dei campioni ad un costo accessibile. 10 anni fa prendevi uno Zidane gia nazionale e brillante giocatore nei Girondins ad un prezzo accessibile oppure potevi pescare in Sudamerica (uno del valore gia conclamato di Veron era stato preso da una Samp gia in declino per fare un esempio). Oggi al primo rutto ad alto livello si sparano cifre esorbitanti che pochi si possono permettere e solo dopo aver certificato l’effettivo valore del giocatore. Vedi Benzema praticamente “parcheggiato” da 3 anni al Lione vista la cifra esorbitante richiesta dai francesi.

  16. Dane

    Carlo, il tuo post mi ha regalato una grassa risata in una giornata funestata da disastri professionali di vario tipo (un minuto di commemorazione per la mamma del programmatore di AVG…)!!!… ;-)Come press-agent sei strepitoso, perchè alla precisione dei tuoi colleghi abbini una creatività che ha dell’incredibile. Le sue idee e i suoi progetti quali sarebbero?! Le felpe vintage con la scritta FIAT?!… :-Dp.s.: come al solito gli autosauri son sempre 10 anni dietro i ciclisti…

  17. cydella

    Condivido il velo pietoso da stendere su Lapo. Bella fatica fare il figo quando sei un Agnelli e hai il culo parato. E’ un Agnelli, allora ha fascino; “fudès da Fiesch, i gà disià che l’è nustranot” (fosse di Fiesco, paese del cremonese, gli direbbero che è nostranotto, paesanotto), citazione di mio papà.

  18. Carlo Pizzigoni

    ANch’io considero Gasperini un ottimo tecnico. Dubito però che lo stile e il sistema di gioco delle sue sqaudre siano adattabili a una Juve. Però, l’uomo è intelligente, e probabilmente si adatterebbe. Anche se forse perderemmo quel Gasperini che abbiamo ammirato in questi anni (parlo sempre dello stile di gioco delle sue squadre)

  19. Carlo

    Gasperini 2010-2011 avrà sicuramente uno sponsor in Lapo Elkann che, nella famiglia, è l’unico a aver conservato l’attaccamento alla squadra che fu dei suoi avi. Lapo ha mostrato finora una creatività e un’intelligenza non comuni, per lui parlano le sue idee e i suoi progetti realizzati anche nel settore auto, anche se hanno fatto in modo di lasciarlo defilato dopo le note vicende: non è stato un bene, per vari motivi.——————————per fortuna l’intelligenza di Lapo è fuori dal comune, perchè altrimenti oggi il pianeta terra vedrebbe gli orangutan prendere il sopravvento sugli esseri umani come specie dominante…




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