Dirigenti che dirigono

Abbiamo detestato l’Adriano Galliani presidente di Lega del passato e detestiamo il Galliani presidente ufficioso della Lega di adesso, stopper alla Vierchowod (non alla Collovati, uno che l’inquilino di Bedi Moratti non sopporta) del progetto di tivù che in pochi mesi schianterebbe Sky e Mediaset ma unirebbe le società professionistiche portandole verso traguardi ben più alti del miliardino annuale garantito dal nipote di Blatter. Il Galliani di Lega è sempre stato dipendente del Galliani del Milan, per questo la versione rossonera è secondo noi nettamente superiore, meritevole di studio da parte degli aspiranti dirigenti calcistici e di ammirazione da parte di chi pensa che lo sport sia vincere con qualsiasi mezzo (la famosa metafora della vita). Non sarà sfuggita ai più attenti la strategia post rigore del Torino, al di là di considerazioni moviolistiche dettate dal tifo perché c’è sempre un episodio del passato che fa passare per vittima la ‘tua’ squadra. Invece di strepitare come lo Zamparini vecchia maniera (quello nuovo, teleguidato da Luciano Moggi, è un’altra cosa: i dividendi arriveranno) ha cavalcato un insospettabile come Kaladze, campione nei 90 minuti ma fuori dal campo senza alcun interesse per il calcio: ”Farina è proprio scarso. Non capisce niente e non è la prima volta che ci ruba la partita. Uno scandalo”. Invece di gettare benzina, come avrebbero fatto gli stupidi, o di vivisezionare un rigore inesistente come avrebbe fatto qualcuno meno furbo, Galliani ha bacchettato in maniera soft il suo ristoratore (non certo per la qualità della cucina) preferito e ha indossato l’abito del dirigente equlibrato che dice che tutti possono sbagliare, anche gli arbitri. Del suo amico Collina, aggiungerebbe Moggi. Poi in serata (domenica, ma soprattutto lunedì) ogni trasmissione è stata invasa in maniera militare da mediaservi, che hanno con parole diverse proseguito sulla falsariga di Kaladze e creato le premesse per la prossima porcata. Ma Galliani ne è uscito alla grande, senza i grotteschi dossier minacciati da colleghi meno esperti: si è parlato cento volte più di questo rigore che di quelli su Kakà e Inzaghi, il Milan non si è sporcato, i giornalisti come al solito hanno eseguito gli ordini di chi li paga. Campedelli rimarrà senza tivù di Lega, punti a San Siro, incontri con aspiranti designatori, urlatori prezzolati con vari gradi (e quindi target) di beceraggine: insomma, il delitto perfetto da parte di chi è consapevole che da quasi vent’anni lo scudetto va a chi unisce valore sul campo e furbizia fuori. Pellissier non si tuffi, la sua è simulazione.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

Annunci

  1. Angius63

    Tani, anch’io come te penso che Galliani presidente di Lega sia stato nocivo per il Milan in quanto “legato” dalla carica. Ma che ti devo dire? Io lo considero un tifoso come me, che entra in campo al gol di Evani a Tokio, che esulta in quella maniera assurda a Prugia nel ’99, ecc. Poi non ricordo insulti diretti verso avversari o arbitri, insomma una certa educazione non sempre presente nel mondo del calcio, neanche dall’altra parte del naviglio… :)). Insomma da dirigente farà i “tramacci” che fanno tutti, come persona mi piace molto.

  2. jeremy

    Massimo, sono anche io sostenitore che sia una guerra tra bande senza nulla togliere agli illeciti commessi e ai rapporti “carnali” (manco io faccio 40 telefonate in due giorni alla mia ragazza che sta a mille km di distanza!!!) che una determinata cricca aveva con il mondo istituzionale.

  3. Massimo

    Tani, a Galliani serviva il sistema calcio come al sistema calcio serviva Galliani. Lo votarono tutti, sicuramente per la forza della lobby (a livello di politica sportiva) Milan-Juve, ma anche perché funzionale ai contratti con le televisioni. Lo sostennero tutti, anche chi avrebbe potuto organizzare un fronte alternativo. Una precisazione: anch’io lo ritenevo un conflitto di interessi.Così come Facchetti non poteva rivolgersi alle istituzioni, nonostante la “confessione” di Nucini, così non poteva farlo lui: erano controllate dalla cosiddetta cupola. Dopo quel Juventus-Milan la tensione nell’ambiente rossonero era a mille, così come lo era a Siena. Galliani sapeva come agiva Moggi, ma non sono d’accordo con te: non scelse i suoi stessi metodi, ma una “illegittima difesa”. Meani protestò con Mazzei, chiedendo di mandare gente non compromessa e i designatori – stando alle informative dei carabinieri – decisero di accontentarlo per calmare le acque. Meani entra nell’inchiesta perché nelle sue conversazioni emergono conferme alle manovre della “cupola”. Ha parlato troppo e a sproposito, ma certi meccanismi li aveva capiti alla perfezione! Sia alla chiusura dell’inchiesta penale, sia nella sua prima requisitoria (28/10/08) il pm Narducci ha negato l’esistenza di un contropotere. I famosi “uh uh” di Galliani sono stati usati per trombarlo, col duplice scopo di affossare il Milan e alleggerire la Juventus. Paradossalmente, delle telefonate in cui Meani darebbe istruzioni ai guardalinee di Milan-Chievo (perché questo è, dalle carte, l’unico illecito sportivo contestato) non si è mai parlato. Persino la difesa dell’avvocato Cantamessa è stata incentrata sulla marginalità di Meani e non su altro.Calciopoli non è stato altro che una guerra di bande. Qualcuno ha preso il posto di chi c’era prima, ma non crediamo che ora il nostro calcio sia un mondo perfetto.

  4. Tani

    Angius: Galliani, al Milan e ai suoi tifosi ha fato solo del male! Sembrerà un paradosso, detto per il dirigente più vincente della storia del calcio italiano. Quando parlo del “farsi male”, mi riferisco proprio alla sua storia come presidente di Lega e “presidente de facto” del Milan contemporaneamente. Quella sciagurata notte di Juve-Milan, arbitrato dall’arbitro delle 47 telefonate con il Moggi clan prima della partita, mi ricordo un dopo partita assurda. Con Gattuso, Kaladze e Maldini imbestialiti nel dopo gara, e il nostro che si mordeva la lingua. Perché? Quella notte, se Galliani avesse avuto un briciolo di dignità e di rispetto per i tifosi del Milan, doveva sbranare Bertini prima, i suoi (Galliani) compagni di merende poi, e subito dare le dimissioni da presidente di Lega. Ma forse sì e ricordato di chi gli aveva preparato il terreno per essere votato all’unanimità, il perché quel posto gli serviva, e chi ci avrebbe guadagnato dalla sua presidenza. Non certo il Milan(a parte l’arrivo di Nesta), ma Mediaset forse si! Invece di far saltare il banco, cerco di “combattere” Moggi con le sue stesse armi, solo che scelse le schede sbagliate… E non sono d’accordo nemmeno con Stefano quando afferma che …”Galliani è il miglior dirigente possibile per il Milan e per qualsiasi squadra di alto livello, nell’ottica della vittoria…”. Con i mezzi avuti a disposizione e un tutor come Berlusca, ha vinto pure poco.

  5. jeremy

    Dane, mai stato: perdonami!!! Faro un salto sabato. Comunque quella di organizzare una serata Indiscreta è una cosa da fare con l’anno nuovo.

  6. Dane

    Jeremy, in via Savona! Non dirmi che non sei mai stato al Rocky Horror Pictures Show?!…Adesso fanno anche Frankestein Junior!…dobbiamo organizzare una serata Indiscreta!…p.s.: tòh, trovi tutto qua: http://bicyclefilmfestival.com/2008 _site/milano/mercoledi.php#aSi parte domani con la presentazione del DVD e si chiude nel week-end con le due gare, ciclocross urbano al Monte Stella e Alley-Cat Race. Purtroppo non ci son più le velocity, ma magari diventi lo stesso anche tu un Manetta della Conca!… 😀

  7. Ivan.fab

    Come ho scritto ieri la parte peggiore della vicenda è quella dei due telegiornalisti ultrà compiacenti. “Mediaset è un covo di interisti”. Si come Bruno Longhi.

  8. jeremy

    Dane, ok faro un salto. Dov’è il Mexico?

  9. Dane

    E’ incredibile come l’Italia sia sempre dieci anni in ritardo sull’Argentina…

  10. jeremy

    Felix, non so quanto sia aumentato il consumo di coca ora è diventata piu abbordabile. Il problema è l’omologazione anche delle trasgressioni, che diventano micidiali routine.

  11. Felix

    @ DaneHai ragione…ma viste le ultime performance di zio Vladimir se fossi a Kiev non starei proprio così tranquillo. L’orso russo come è sempre avvenuto (sia che ci fossero gli Zar sia che ci fossero i rossi) ha sempre cercato di riprendersi con la forza quelle che riteneva sue terre per diritto divino…ed anche oggi a ben vedere lo sta facendo

  12. Dane

    @Felix: lungi da me l’intenzione di fare il maestrino, ma se un ucriano ti sente parlare di Russia Imperiale in merito a Kiev ti da un cazzotto: mica son tutti educati come Sheva, che ha sopportato per quasi 10 anni di esser chiamato “il russo”… :-D@Jeremy: la movida fa sempre cagare, è il concetto stesso che la anima a minarla in partenza. Da mercoledì parte il Bicycle Film Festival: prendi una bici e fai un salto al Mexico, e scoprirai un mondo… 😉




Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: