Il mercato di Mourinho

Sui giornali italiani mancano tante notizie, ma di sicuro non quelle su José Mourinho. Ci sembra quindi incredibile che continuino ad uscire a getto continuo biografie sull’allenatore dell’Inter, che ha insegnato il calcio a Ibrahimovic e Figo (almeno a loro dire, mentre Mancini parlava di taekwondo e burraco), ma siccome non si fa editoria per beneficenza significa che per questo tipo di libri esiste un pubblico da rispettare. La biografia per così dire ufficiale scritta da Luis Lourenco (pubblicata in Italia da Mondadori con aggiunte di Fabio Licari), un very best dell’allenatore portoghese proposto da Stefano Barbetta (Morellini), l’inevitabile parallelo con Herrera messo nero su bianco da Michele Tossani per Limina, le frasi celebri dello Special One raccolte da Giancarlo Padovan per Cairo, più sicuramente qualcosa che ci è sfuggito. Di tutta questa produzione non abbiamo letto una sola riga e difficilmente lo faremo, quindi non possiamo dare giudizi né meditati né cialtroni. Però siamo stati alla presentazione del libro di Padovan, lunedì scorso, e dobbiamo dire che si è trattato di una delle più divertenti presentazioni di libri mai viste. Parole dell’ex direttore di Tuttosport: ”Questo è un instant book, un’opera che non passerà alla certo alla storia. Personalmente non ho fatto niente: mi sono limitato a raccogliere frasi di Mourinho e a trascriverle. La prefazione è di Gino & Michele, con il punto di vista dei tifosi: punto di vista che non mi trova d’accordo. In definitiva pensavo che Mourinho fosse leggibile anche per i non tifosi dell’Inter, però mi sono sbagliato”. Questo misto di onestà e di autoironia (al secondo livello, dedicata ai frustrati da romanzo nel cassetto e purtroppo spesso anche fuori), da parte comunque di uno dei pochi giornalisti italiani di calcio che si fa leggere sempre, ha fatto da preludio ad un dibattito fra storia ed attualità con Roberto Beccantini e Nicola Cecere che preso così com’era avrebbe surclassato il 99% delle trasmissioni televisive sul calcio (curiosamente anche quelle che ogni tanto vedono ospiti Padovan, Beccantini e Cecere). Dibattito ad un certo punto monopolizzato da Danilo Sarugia (a livello di Albertazzi le sue citazioni a memoria di articoli di Brera) e dai ricordi con buchi stile Emmenthal dell’ex direttore sportivo dell’Inter Giancarlo Beltrami. Con momenti di culto assoluto, come quello in cui una giornalista di una televisione presente ha chiesto ‘Ma qui c’è qualcuno di importante?’ o quando Beltrami ha ricordato il modo in cui le società pagavano (e pagano) i giornalisti per far uscire determinate notizie di mercato. Parlare di calcio in questo modo è meraviglioso, quanto al libro siamo sicuri che quello che scriverà Padovan (quindi il prossimo) sarà imperdibile. Una visione troppo alta della letteratura sportiva lascia le librerie in mano ai troppo bassi…
Stefano Olivari

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  1. Hytok

    Sarà manicheista, sarà strano, ma io mi rifiuto di prendere lezioni di vita e d’ironia da una vedova di Moggi come Padovan.

  2. Dane

    Jeremy, dopo aver allenato l’Argentina (pur senza il Mondiale giusto: non rimpiangeremo mai abbastanza le sue dimissioni…), nemmeno il Real ti cambierebbe la vita, anche se è evidente che allenare il Barcellona è meglio che allenare il Chile.Però il problema non è tecnico ma umano: in un mondo in cui si prende a pesci in faccia uno come Ancelotti (che, nella sua imperfezione, rispetto ai colleghi di pari livello ha il grande difetto di essere una persona simpatica, ironica, per bene ed educata), Bielsa verrebbe stritolato in un quarto d’ora. Uhm,…come dire…..diciamo che in Europa uno come Bielsa non ve lo meritate, ecco!… 😉

  3. jeremy

    Grazie Giorgio avevo gia fatto la ricerca e trovato il libro. Giusto Carlo, ma restano comunque pochissimi (mettici pure Cuper in quella lista di top manager) rispetto a quanti potrebbero essere, visto le “scuole” che rappresentano.@Dane, meglio allenare il Cile o un club con ambizioni in Europa? In Italia non lo dico nemmeno, tanto se allena Mihajlovic…..

  4. Giorgio

    jeremy ha detto… Carlo, è che la vedo durissima per le 100 copie vendute in Italia… A parte gli scherzi, esiste qualcosa su Bagnoli, che mi sembra un personaggio particolarissimo e interessante? Grazie.http://www.indiscreto.it/indiscreto.nsf/0/2ab5f89e1d9ac30901256cfd0051da53?OpenDocument

  5. Carlo Pizzigoni

    Beh, Bielsa praticamente non ha mai allenato in Europa (all’Espanyol restò pochissimo). Sul fatto che girino pochi tecnici sudamericani in Europa non sono del tutto d’accordo: Scolari, Pellegrini, Aguirre, Ricardo Gomes, mi vengono in mente, e non allenano club di ultima fascia.Io non ne farei questione di etichetta (“allenatore sudamericano”), semplicemente mi pare una cosa naturale che ci si affidi maggiormente a tecnici di casa (per alcuni Stati, vedi il nostro, non è secondaria la questione lingua), non solo per beghe corporative. Anch’io comunque sarei curioso di vederne di più all’opera, quaggiù (in primis, Ricardo La Volpe).

  6. Dane

    Bianchi ebbe a disposizione una squadraccia e Bielsa è tecnico troppo raffinato e persona troppo per bene per il calcio italiano…

  7. jeremy

    Parentesi: perche i tecnici sudamericani in Europa sono pochissimi? E’ una questione di fiducia o semplicemente culturale? Lo stesso Bielsa e Bianchi non hanno avuto grande fortuna in Europa, eppure sono due eccellenti tecnici.

  8. Carlo Pizzigoni

    Eh già, cento copie… A meno che arrivi in Italia, ovvio, a imparare come si gioca calcio dai nostri preparatissimi tecnici

  9. jeremy

    Carlo, è che la vedo durissima per le 100 copie vendute in Italia… A parte gli scherzi, esiste qualcosa su Bagnoli, che mi sembra un personaggio particolarissimo e interessante? Grazie.

  10. Carlo Pizzigoni

    uhe uhe,piano eh. Scherza coi fanti e lascia stare i santi, caro Jeff. Ottavio Bianci e Marcelo Bielsa appartengono a galassie assai differenti :-))

  11. jeremy

    ma come vi vengono??? La biografia di Bielsa??? meglio quella di Bianchi (Ottavio o Carlos fa lo stesso)….:-)

  12. Stefano Olivari

    Va benissimo! Con Bielsa possiamo anche superare il muro delle 100 copie vendute…del resto ci siamo imbarcati anche in imprese più disperate…

  13. Carlo Pizzigoni

    Sono pronto!Francamente però, su Mourinho leggo sempre le stesse cose, almeno sui giornali.Comunque Stef, io sto facendo lo stesso lavoro per Bielsa e attendo, magari tra qualche tempo ci si trova a un tavolo di Figino (periferia nord-ovest milanese) e si combina per farne un libro, ok?

  14. Stefano Olivari

    Carlo, il fatto che tu dica che il libro aggiunge qualcosa alla conoscenza di Mourinho è sufficiente (visto che si tratta di una impresa titanica) per convincermi a leggerlo. Però poi ti infliggerò le mie considerazioni…

  15. Carlo Pizzigoni

    Sono senz’altro di parte, dato che illibro ho contribuito a scriverlo. Di ricerca ne abbiamo fatta tanta e credo questo lavoro sia un bel modo di consocere Mourinho attraverso le sue frasi. La breve biografia che c’è in fondo al volume non avrà nulla di sconvolgente (non ci sono rivelazioni sul numero di donne possedute…), ma aiuta a capire davvero un personaggio che offre moolteplici pieghe (per esempio noi abbiamo aggiunto aneddoti anche tratti dalla biografia scritta da Joel Neto, non pubblicata in Italia e molto venduta all’estero, senz’altro quella che meglio indaga anche i lati meno noti di JM): non è, assicuro, un copia-incolla di Wikipedia. Mi spiace non la leggerà Stefano, che invece pensavo famelico di ogni genere di lettura sportiva.Sono d’accordo con il tono utilizzato da Padovan. Non mi piacciono quei giornalisti che si credono dei letterati quando molto spesso, quasi sempre, non lo sono nemmeno di striscio, quella che Brera apostrofava come “scuola napoletana”. Il nostro è un lavoro svolto con un approccio da cronaca, abbiamo cercato di offrire un strumento in più, diverso se si vuole, per comprendere un personaggio noto ma che secondo noi merita maggiore approfondimento. Non credo che Mourinho si possa etichettare con “Special One” e “Non sono un pirla”. Oppure all’italiana “quello che vuole insegnarci”. Mi pare ci sia dell’altro.

  16. kalz

    Beltrami è uno che mi ha sempre divertito. Mi manca molto.




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