Il taxi della Granbassi

Ognuno dei 112mila e passa Carabinieri attualmente in servizio sa che un appartenente all’Arma non può svolgere un secondo lavoro di alcun tipo, fosse anche il muratore o il farmacista. Figuriamoci quelli che comportano un’esposizione mediatica: anche le apparizioni estemporanee in trasmissioni non centrate sulla politica avvengono in base a permessi concessi caso per caso. Il caso Margherita Granbassi quindi non esiste, nonostante abbia fatto scendere in campo mezza Italia (fra cui un ex presidente della Repubblica) per sostenere o criticare la partecipazione della fiorettista azzurra, medaglia di bronzo individuale e a squadre a Pechino, ad Anno Zero. Da spettatori siamo rimasti imbarazzati per il solito ruolo della donna nelle trasmissioni di Santoro: da Simonetta Martone alla Granbassi, passando per Luisella Costamagna, Rula Jebreal, Beatrice Borromeo e qualcuna che sicuramente dimentichiamo, al di là della preparazione il ruolo è sempre stato di contorno. L’intervista al di fuori del dibattito, il microfono passato fra la funariana ‘ggente’, i sondaggi letti come li potrebbe leggere chiunque, il punto di vista dei ‘giovani’ o, peggio, delle ‘donne’, qualche considerazione che cade nel vuoto e che il Tremonti o il Bersani di turno (ma anche Santoro) nemmeno ascoltano. L’impressione data all’esterno è proprio quella avuta da Cossiga: veline, con l’aggravante di pensare di non esserlo. Poi la carabiniera (ex?) ci ha messo del suo: come punto più basso si può citare la domanda ad un peraltro presuntuosissimo pilota Alitalia che iniziava con una premessa del tipo ”Io so quanta fatica ci vuole per arrivare al massimo livello e reggere la pressione…”. Comunque vada a finire, due modeste considerazioni. La prima è che fare il giornalista non è così facile come sembra: anche le banalità o le bugie bisogna saperle rendere digeribili, l’atleta che deride la povertà di certe domande (ma a quelle vere di solito non risponde) raramente riesce a fare di meglio. Anche quando parla della sua materia, non diciamo della crisi dell’Alitalia…La seconda è che lo Stato italiano non deve regalare stipendi per anni e poi venire scaricato in un secondo dai pochi suoi atleti che raggiungono il successo: l’Arma non può essere presa come un taxi, nemmeno dai campioni. La Russa che invita i verici dei Carabinieri a trovare una ‘soluzione’ rimagiandosi poi la raccomandazione è penoso, così come la Granbassi che nella sua memoria si aggrappa a Clemente Russo (putroppo partecipante alla Talpa) dimenticando o non sapendo che la Polizia da quasi trenta anni non è un corpo militare e che quindi il pugile casertano è soggetto a regole diverse.
Stefano Olivari
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