Non solo Phelps

Il nuoto di Pechino rischia di essere raccontato come uno show di Michael Phelps, con brividi come nei finali dei 100 farfalla e della 4per100 stile libero (nel primo caso il campione deve ringraziare il fotofinish, nel secondo l’ultima pazzesca frazione di Jason Lezak), ma non siamo alla fine andati molto distanti da quanto stra-annunciato. La sorpresissima è stata secondo noi la non vittoria di Hackett nel 1500, mentre in chiave italiana possiamo festeggiare il primo oro femminile olimpico della storia, con Federica Pellegrini nei 200 stile libero, il pesantissimo argento di Alessia Filippi negli 800 ed un’infinità di record italiani che hanno portato ad onorevoli piazzamenti: il salto in avanti dato dai costumi galleggianti ha premiato anche gli stranieri, ed in generale chi aveva un galleggiamento naturale peggiore. Nei 100 con costumino Magnini sarebbe ancora da medaglia, nella nuova era Speedo il personale non è bastato nemmeno per la finale. L’Italia torna a casa da paese di primo piano del nuoto quale è ormai da fine anni Ottanta, come piazzamenti, ma con in meno l’oro pellegriniano dei 400 che sembrava il più probabile: per il resto bronzi svaniti di poco (stiamo male per Boggiatto, quarto nei 400 misti per la terza Olimpiade di fila), l’onorevole quasi addio (ai Mondiali di Roma ci saranno) di Rosolino e Brembilla, staffette meravigliose che si sono migliorate di tanto ed hanno solo avuto la sventura di imbattersi in qualcuno di più forte (non è un dettaglio), per Magnini forse il rimpianto di non avere preparato i 200 (l’1’44”12 nella sua frazione di staffetta fa sognare). Guardando fuori dall’orticello, tante le gare esaltanti ma come al solito nella classifica delle emozioni vincono le staffette: la 4per100 stile libero maschile (per il record del mondo di 47”24 dell’australiano Eamon Sullivan in prima frazione e per il 46”06 con cui Lezak ha rimontato il francese Bernard nell’ultima, che rimarrà nella leggenda: ovviamente quello dell’americano non vale come record individuale) e la 4per100 mista femminile con un’Australia perfetta, specialmente con la grande rana di Leisel Jones e l’argento guadagnato in rimonta dagli USA con la frazione a stile libero della 41enne Dara Torres: nostra coetanea, c’era sia a Los Angeles 1984 che a Pechino, mentre noi eravamo davanti al televisore in entrambe le occasioni. Qualcosa vorrà dire.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
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