La regata dopo due giorni

L’antefatto è purtroppo noto: parliamo del disastro aereo di Madrid. Il fatto anche: la Spagna aveva chiesto al Comitato olimpico internazionale di commemorare le vittime con bandiere a mezz’asta, minuti di silenzio sui luoghi di gara, lutto al braccio per tutti gli atleti spagnoli. La risposta è stata un no, chiudendo un occhio con chi ha gareggiato con un nastrino nero. A prima vista un risposta fredda ed inumana, ma in realtà l’unica possibile in un ambiente che ha portato a termine i Giochi del 1972 dopo la strage degli atleti israeliani da parte del gruppo palestinese Settembre Nero e che addirittura non ha mai commemorato ufficialmente quelle vittime. Da lì in poi ogni motivo valido (triste ultimo la repressione cinese in Tibet che avrebbe causato centinaia di morti nel solo periodo olimpico) e meno valido di manifestazione di idee non è stato nemmeno preso in considerazione per non creare precedenti. Nessun valore è infatti neutro, nemmeno quelli quasi universalmente condivisi: anche una bandiera della pace (chi è contro la pace, a parte mercenari, commercianti d’armi e pochi altri che guadagnano dalla guerra?), in un determinato contesto può diventare una bandiera ‘contro’ qualcuno dei 204 paesi dello IOC. Come era scritto negli spogliatoi di una volta, ”vietato parlare di politica”. In fondo per due settimane si può fare: il vero problema è, stando sull’attualità cinese, sfruttare il neoschiavismo capital-comunista mandando in trasferta con il cappello in mano politici ed imprenditori assistiti. Memorabile nel 2006 Prodi quando esaltò ‘un’economia che va veloce’. Sì, veloce a fare le tomaie e le magliette per i nostri campioni del made in Italy. E poi volevano far stare a casa la Vezzali per motivi morali…Tornando alla strage di Monaco, anche quest’anno la delegazione israeliana ha chiesto inutilmente che fosse ricordata, ma il presidente dello IOC Rogge ha ancora una volta risposto di no. Così ci si è accontentati di un ricordo all’ambasciata israeliana a Pechino. Rogge non era presente, mentre a Monaco 1972 l’8 settembre gareggiava come velista nella classe Finn. Due giorni e mezzo prima c’era stata la strage.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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