Gli schemi di Terim


La palla è rotonda: sommando il valore dei singoli solo questa profonda analisi tattica può spiegare perché la Croazia non sia in semifinale all’Europeo e la Turchia invece sì. Restringendo il discorso a ieri sera, invece, la conclusione ai rigori ci è stata tutta al di là degli ultimi folli minuti dei supplementari, con il pareggio di Semih Semturk mentre Bilic stava cercando di far entrare in campo Leko per perdere tempo. Terim ha messo in campo una squadra di ispirazione offensiva, in parte imposta dagli infortuni, schierando a fianco di Nihat quello che per tutti tranne che per il c.t. è un fenomeno, cioé Kazim Richards (che ha deluso), lasciando alle loro spalle grande libertà a Tuncay: non grande creativo, ma eccellente nell’inserirsi in attacco e nello stare al posto giusto in fase difeniva. Non che i turchi abbiano spaventato Pletikosa troppe volte, ma di sicuro hanno condizionato la manovra croata che nell’occasione ha potuto contare sul miglior Modric del torneo: non solo regista ordinato alla Giannini, ma ribaltatore di gioco e uomo assist in più di un’occasione: dal suo destro è nata la scellerata traversa di Olic nel primo tempo, dal suo morbido cross di sinistro è nato il vantaggio di testa di Klasnic. Partita dominata anche psicologicamente dalle difese: perfetto Robert Kovac, Simunic è stato più in affanno rispetto a quanto visto nel girone, mentre Gokham Zan ed Emre Asik hanno sofferto il movimento di Olic pur gestendo bene tutte le altre situazioni di pericolo. Il risultato è una sorpresa per come è maturato, ma non è di sicuro un miracolo: la squadra di Bilic esce di scena dopo avere sofferto l’inverosimile con la modesta Austria, giocato bene con la Germania, vinto con la Polonia subendo tantissimo. E nemmeno la Turchia ha brillato, pur con l’attenuante del più basso valore tecnico: sotterrata dal Portogallo all’esordio, migliore della Svizzera solo nel secondo tempo con gol vittoria di Arda Turan al 92′ (vale come quelli segnati al primo minuto, bisogna ricordare), onesta sfruttatrice del suicidio ceco nell’ultimo quarto d’ora. Sì, possiamo dire che ci hanno sempre creduto: una banalità, ma rimanere concentrati è comunque un merito. Di sicuro Terim il suo Europeo l’ha già vinto, anche perché la squadra in vista della semifinale di mercoledì con la Germania è a pezzi. L’infortunio alla coscia di Nihat, il giustiziere di Cech, sembra molto serio, e la sua probabile assenza va da aggiungersi a quelle di Servet Cetin (ginocchio), Tumer Metin (problemi all’inguine) ed Emre Belozoglu (stiramento), oltre che a quelle degli squalificati Emre Aşık, Tuncay, Volkan e Arda Turan. Considerando che Volkan sarà sostituito (non benissimo) in porta da Rustu, parliamo quindi di 7 giocatori di movimento: il che significa che l’Imperatore a Basilea oltre agli 11 in campo avrà a disposizione solo 5 elementi. Al di là dei discorsi numerici, pensantissime le assenze di Emre Asik in difesa e di Tuncay in mezzo al campo, mentre il gioiellino Arda Turan dopo i tanti complimenti sembrava in via di spegnimento. Europeo già vinto, ma comunque non ancora finito.

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